{"id":17656,"date":"2015-07-06T07:32:15","date_gmt":"2015-07-06T05:32:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=17656"},"modified":"2015-07-06T07:43:27","modified_gmt":"2015-07-06T05:43:27","slug":"il-parco-e-la-palestra-fatti-di-rottami","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=17656","title":{"rendered":"Il parco giochi russo e la palestra costruiti coi rottami"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/-uRaSso5gBo\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-17657\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-17658\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/07\/Sloboda-Park-500x313.jpg\" alt=\"Sloboda Park\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/07\/Sloboda-Park-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/07\/Sloboda-Park.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra il diradarsi della nebbia mattutina, oltre i brutali palazzoni d&#8217;epoca sovietica e presso quella che sembrerebbe una piccola chiesa ortodossa in corso di restauro, la coppia di uomini parcheggiano la propria station wagon. Sono stanchi, forse un po&#8217; affamati, di certo di nessuno dei due in uno stato apparente che si possa definire &#8220;ideale&#8221; per guidare. Lievemente inebriati, questa \u00e8 l&#8217;espressione usata dalla maggior parte dei commenti al video, e quale stato\u00a0migliore potrebbe mai esistere, per\u00a0provare sulla propria pelle il risultato di una branca assai particolare dell&#8217;ingegneria un tempo tipica dell&#8217;Est Europa: la costruzione di luoghi un po&#8217; raccogliticci in cui far correre la fantasia. Nonch\u00e9 il reimpiego, attraverso crismi costruttivi che parrebbero anch&#8217;essi in parte derivare dall&#8217;aver trangugiato una certa quantit\u00e0 di ottima vodka, delle cose vecchie per produrne alternative nuove. Approccio da cui proviene questo\u00a0perfetto parco giochi, presso cui far conoscere ai bambini il vero significato dell&#8217;espressione &#8220;epoca spaziale&#8221;. Peccato che nel vasto cosmo, nessun addetto alla sicurezza possa sentirti urlare.<br \/>\nSiamo presso il centro abitato di Sloboda, nell&#8217;oblast di Tver, non poi cos\u00ec lontano dall&#8217;omonima citt\u00e0 di oltre 400.000 abitanti, dove a quanto pare un\u00a0certo\u00a0Yuri Chistyakov (il cui nome compare <a href=\"http:\/\/englishrussia.com\/2013\/10\/17\/tough-playground-made-from-metal-scrap\/\" target=\"_blank\">nel blog English Russia<\/a>, bench\u00e9 la provenienza del dato resti poco chiara) \u00e8 riuscito a\u00a0riassemblare alcuni rimasugli della fiorente industria agricola locale, tra le pi\u00f9 importanti delle zone circostanti il fiume Volga, per costruire una serie di\u00a0interessanti e potenzialmente problematici ausili allo svago, qui mostratici, con entusiasmo largamente immotivato, dai due cresciuti visitatori d&#8217;occasione.\u00a0Di cui l&#8217;uno, quello al centro dell&#8217;inquadratura, sembra particolarmente pronto a mettersi in discussione, mentre l&#8217;amico pi\u00f9 che altro preferisce limitarsi a ridere come una jena. Il che \u00e8 comprensibile, del resto, vista la serie di bizzarre disavventure\u00a0alle quali si trova ad assistere nel giro di pochi minuti. Si comincia dalla ruota orrendamente dondolante di un trattore, assicurata a quella che parrebbe configurarsi come una sorta di altalena colorata in modo variopinto,\u00a0onde\u00a0meglio ricordare un qualche tipo di astronave. Grande\u00a0pneumatico, dai vistosi intagli, che si rivela inaspettatamente sufficiente a contenere una persona adulta, bench\u00e9 sia lecito esprimere un qualche dubbio sull&#8217;effettiva pulizia di un simile implemento, sottoposto quotidianamente a pioggia, muffa e umidit\u00e0 galoppante. Ma non c&#8217;\u00e8 tempo di fermarsi a pensare, giacch\u00e9 la nostra amichevole\u00a0cavia umana si \u00e8 gi\u00e0 messa ad armeggiare col secondo &#8220;gioco&#8221;, una minacciosa sedia sospesa fatta apparentemente con pezzi di trebbiatrice e non del tutto dissimile da uno strumento di tortura, che lui definisce con ironia: &#8220;degna del film dell&#8217;orrore Saw&#8221;. Se non fosse che l&#8217;arnese, agghindato come la postazione di comando di un ipotetico Gagarin o Leonov dei nostri tempi, presenta la\u00a0dote inaspettata di poter girare liberamente lungo l&#8217;asse longitudinale, risultando in grado di\u00a0effettuare\u00a0in buona sostanza la simulazione realistica di un giro della morte. \u00c8 non \u00e8 chiaro quale fosse l&#8217;uso presunto del dispositivo, vista l&#8217;assenza di una qualsivoglia manopola o dispositivo di comando da parte di terzi, mentre del resto, il comportamento dell&#8217;oggetto con su il peso di un&#8217;individuo gi\u00e0 cresciuto \u00e8 alquanto preoccupante. Appare\u00a0infatti subito chiaro come, allo stato attuale dei fatti, il peso della testa del giovane sia pi\u00f9 che sufficiente a far capovolgere l&#8217;intero sedile, lasciando\u00a0il suo occupante\u00a0in una posizione tutt&#8217;altro che invidiabile. B\u00e9, se non altro ci\u00f2 \u00e8 la prova che qualcuno si occupa di effettuare la manutenzione del dovuto: bloccati dalla ruggine, questi giochi sarebbero decisamente meno divertenti&#8230;O&#8230;Pericolosi!?<br \/>\nDopo un tale trauma, per riprendersi, tutto ci\u00f2 che gli restava da fare era un altro giro sulla ruota dondolante, per\u00f2 aspetta: c&#8217;era ancora un&#8217;altra splendida esperienza da provare, la versione russa\u00a0dell&#8217;antica ruota\u00a0vitruviana e leonardesca. In termini pi\u00f9 moderni, una semplice applicazione del principio dell&#8217;aerotrim, l&#8217;effettivo\u00a0giroscopio umano usato per addestrare gli astro- e cosmonauti, bench\u00e9 qui libero di muoversi soltanto in senso circolare, invece che verso un numero infinito di vettori. Cos\u00ec inscritto in detta\u00a0forma, roteando vorticosamente, il corpo umano non dovrebbe\u00a0faticare a scrollarsi via le redini della residua gravit\u00e0, raggiungendo vette un tempo inesplorate di accrescimento fisico ed interiore. Questo, almeno, se si \u00e8 sobri ovvero\u00a0gi\u00e0 dotati di un senso d&#8217;equilibrio valido allo scopo. Entrambe doti, a quanto pare, che sfuggono al qui presente operatore, che in breve tempo si ritrova in situazione comparabile a quella\u00a0dell&#8217;odiato seggiolino.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;affascinante parco di Sloboda, un piccolo dettaglio urbano eppure ricco di connotazioni socio-urbanistiche, costituisce una valida testimonianza della cultura di un <em>modus operandi<\/em>\u00a0che \u00e8 stato sempre particolarmente prossimo ai bisogni della gente. Se davvero si supera, nel profondo del proprio essere, il bisogno di conformarsi a dei valori estetici e alle circostanze marginali, c&#8217;\u00e8 ben poco che riesca ad esulare dagli spazi raggiungibili all&#8217;ingegno umano. E la cultura della Sfera russa fu sempre maestra in questa linea di pensiero. Sia che davvero questa serie di giochi fosse frutto di una reinterpretazione moderna, sia che come invece pu\u00f2 sembrare a pieno titolo, derivi dai lunghi decenni precedenti alla caduta di quel Muro, la composizione di un simile luogo pu\u00f2 facilmente essere ricondotta alla corrente costruttiva dell&#8217;epoca della corsa allo spazio, quando si riteneva cosa buona e giusta, che ogni divertimento per bambini alludesse in qualche maniera al mondo tecnologico dei voli extra-planetari. In tutta l&#8217;Unione Sovietica, non c&#8217;era quasi un singolo prato che sfuggisse al posizionamento di una qualche gabbia a forma di razzo, o altalena stranamente rassomigliante a un&#8217;antenna radar, una rampa di lancio. I pupazzi dondolanti si guadagnavano coppie di ugelli in serie, mentre persino i su-e-gi\u00f9 dondolanti, in barba al senso pratico, trovavano le loro pinne ed alettoni.<br \/>\nEd \u00e8 strano, davvero sfortunato, il modo in cui questo tripudio della fantasia derivasse talvolta\u00a0da un bisogno di segregazione e differenziazione dalla visione cosiddetta capitalistica del mondo, alla ricerca di un ideale\u00a0che andasse oltre la semplice apparenza priva di finalit\u00e0. Vedi, ad esempio, la problematica storia e il difficile percorso fatto dal culturismo d&#8217;epoca sovietica:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/ux8MOFLlOXM\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-17657\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-17657\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/07\/Kachalka-gym-500x313.jpg\" alt=\"Kachalka gym\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/07\/Kachalka-gym-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/07\/Kachalka-gym.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;esercizio fisico con finalit\u00e0 prevalentemente estetiche, fino alla met\u00e0 degli anni &#8217;80, era largamente malvisto dal governo sovietico che, in qualche maniera,\u00a0tendeva ad identificarlo con l&#8217;altro lato dell&#8217;Atlantico e il temuto nemico statunitense. Per questo, dalla remota\u00a0Vladivostok alla Kiev dell&#8217;odierna Ucraina, fiorivano lontano dalla luce del giorno palestre sotterranee, luoghi d&#8217;ombroso assembramento in cui praticare assieme agli altri appassionati tutti quegli esercizi i cui risultati venivano cos\u00ec efficacemente dimostrati, nel cinema altrettanto proibito di quegli anni, dalle personalit\u00e0 hollywoodiane del calibro di Schwarzenegger e Stallone. Erano spesso dei pertugi, privi di un occhio davvero valido alle norme igieniche dei nostri tempi, nonch\u00e9 degli utili servizi delle docce, o addirittura dei WC. Poi sopraggiunse, all&#8217;improvviso, la lunga serie\u00a0di riforme economiche e gestionali volute da\u00a0Michail Gorba\u010d\u00ebv, la perestrojka che molto cambi\u00f2, pur\u00a0lasciando quasi altrettanti aspetti problematici\u00a0tutt&#8217;ora\u00a0largamente invariati, a pesare sulla storia contemporanea di questo enorme, complesso paese. Ma una cosa, almeno, fu possibile realizzarla senza il timore di ripensamenti: il <em>bodybuilding<\/em> fu reso un passatempo largamente accettato dal governo. Fu a quei tempi\u00a0che, in\u00a0una sorta di liberatoria manifestazione d&#8217;ingegno, il professore di matematica\u00a0Yuri Kuk e l&#8217;atleta di etnia polacca\u00a0Kasimir Jagelsky iniziarono la costruzione di Kachalka, una delle pi\u00f9 vaste e incredibili palestre al mondo. Il cui nome deriva dal termine ucraino <i>kachat, <\/i>che significa pompare, spesso usato in modo gergale per qualsiasi luogo dedicato a simili attivit\u00e0. Sita nello scenario ideale di un&#8217;isola del fiume\u00a0Dnieper, nel bel mezzo della gi\u00e0 citata capitale dell&#8217;Ucraina, mostrava la forte influenza della celebre Muscle Beach californiana, con una vasta selezione di attrezzi ginnici ad accesso libero, a totale disposizione di chiunque volesse farne un qualche tipo d&#8217;utilizzo. A patto che fosse disposto, come appare chiaro, ad esercitarsi sotto il sole\u00a0d&#8217;estate o la pioggia battente d&#8217;inverno, senza alcun riguardo alle pratiche comodit\u00e0 di un sito pi\u00f9 convenzionale.<br \/>\nE&#8230;L&#8217;equipaggiamento! Ha un che di surreale. Panche in legno grezzo sormontante da strutture metalliche piuttosto arrugginite, bilancieri costruiti con residui bellici ed incatenati per evitarne il &#8220;prelievo&#8221; ad opera di qualche malandrino. Per non parlare dei\u00a0pneumatici in batteria, da colpire a calci e pugni come novelli emuli del grande Rocky. Che a tal proposito, mostrava nel suo quarto\u00a0episodio un significativo\u00a0fraintendimento: lui, eroico protagonista in corso di preparazione per\u00a0l&#8217;epico scontro di propaganda internazionale, che si addestrava duramente nella tundra siberiana, in mezzo alla neve, tra cataste di legna da ardere e fin sopra le montagne in mezzo al nulla. Mentre il rivale Ivan Drago riceveva i benefici\u00a0di un intero team di tecnici e le migliori attrezzature d&#8217;avanguardia, nonch\u00e9 generose dosi di anabolizzanti (ma questa \u00e8 tutta un&#8217;altra storia&#8230;). Certo, la trama\u00a0del film giustificava il tutto con esigenze particolari e il comportamento anti-sportivo dei &#8220;cattivi&#8221; russi, pronti a sorvegliare e condizionare l&#8217;intero addestramento dell&#8217;odiato italo-americano, ma \u00e8 indubbio che la giustapposizione abbia lasciato un certo inesatto preconcetto nella mente degli spettatori: che l&#8217;America fosse quella, rimediata ed ingegnosa, dei ribelli per definizione, i protagonisti eterogenei di un racconto di frontiera. Vedi, ad esempio, le astronavi rugginose di Guerre Stellari. Mentre il Blocco Orientale era definibile\u00a0come una sorta di compatta organizzazione, in cui molto di\u00a0ci\u00f2 che avesse un impiego pratico veniva pianificato\u00a0fino ai minimi dettagli, regolamentato da precise norme circostanziali. Quando\u00a0la realt\u00e0 di quei luoghi, come Internet ci insegna quasi quotidianamente attraverso le sue innumerevoli testimonianze, si rivela\u00a0ricca di sfaccettature estremamente significative.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tra il diradarsi della nebbia mattutina, oltre i brutali palazzoni d&#8217;epoca sovietica e presso quella che sembrerebbe una piccola chiesa ortodossa in corso di restauro, la coppia di uomini parcheggiano la propria station wagon. Sono stanchi, forse un po&#8217; affamati, di certo di nessuno dei due in uno stato apparente che si possa definire &#8220;ideale&#8221; &#8230; <a title=\"Il parco giochi russo e la palestra costruiti coi rottami\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=17656\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Il parco giochi russo e la palestra costruiti coi rottami\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[317,136,1046,116,151,89,653],"class_list":["post-17656","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-giochi","tag-invenzioni","tag-palestra","tag-russia","tag-sport","tag-strano","tag-ucraina"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17656","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=17656"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17656\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":17668,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17656\/revisions\/17668"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=17656"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=17656"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=17656"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}