{"id":17632,"date":"2015-07-03T07:26:04","date_gmt":"2015-07-03T05:26:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=17632"},"modified":"2015-07-03T07:26:59","modified_gmt":"2015-07-03T05:26:59","slug":"squali-bianchi-tentano-di-entrare-nella-gabbia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=17632","title":{"rendered":"Quando gli squali tentano di entrare nella gabbia"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/bLGQPvRIA78\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-17633\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-17635\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/07\/Shark-Chomp-500x313.jpg\" alt=\"Shark Chomp\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/07\/Shark-Chomp-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/07\/Shark-Chomp.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Era una situazione decisamente\u00a0particolare, quella che aspettava la ranger volontaria\u00a0Hillary Rae durante una delle sue giornate libere con tanto d&#8217;escursione fino al mare del Sudafrica, tra le invitanti acque delle molte baie incontaminate che si trovano tra\u00a0la metropoli di Citt\u00e0 del Capo e l&#8217;amichevole citt\u00e0 di Port Elizabeth. In un video come questo, girato probabilmente nel contesto di uno dei molti tour a tema che si fanno concorrenza sulle brochure e i siti web per i turisti o i locali amanti delle cose veramente forti, si susseguono diversi sentimenti: rabbia contro la natura, entusiasmo, incredulit\u00e0. La sensazione assoluta di trovarsi in quel dato momento, nella circostanza presente, con soltanto uno strumento di metallo a far da muro tra se stessi e un tritacarne semovente, dagli occhi acuti e la tremenda voglia di saziare la sua fame di&#8230;Sapere. Un&#8217;aspetto non spessissimo considerato, a margine di chi organizza gite come queste, \u00e8 che gli squali al di sopra di una certa conoscenza sono animali dalla psicologia complessa, che potrebbero vivere, secondo recenti studi, fin oltre i 70 anni di et\u00e0. Nel corso dei quali sviluppano, se non proprio i presupposti dell&#8217;intelligenza, per lo meno un senso di curiosit\u00e0 felino. Cos\u00ec avviene all&#8217;improvviso, dopo aver gettato in acqua le gustose\u00a0esche sanguinolenti, che il pescione arrivi e non soltanto per mangiarle, sotto l&#8217;occhio inscatolato\u00a0dei presenti-ardenti-di-passione. Ma al termine del pasto, gli vada pure il grosso occhio sopra questo strano oggetto dalla forma non organica, il parellelepipedo di ferro dalle sbarre alquanto rade, facendo scattare in lui\/lei quel desiderio molto umano, di appropinquarsi per capire cosa sia. Il che \u00e8 un problema potenziale, perch\u00e9 chi guarda spesso tocca, e il grande squalo bianco come da suo nome scientifico basato sulla lingua greca, <em>Carcharodon carcharias<\/em>,\u00a0non ha molte mani bens\u00ec denti (<i>k\u00e1rcharos &#8211; <\/i>aguzzo,\u00a0<em>od\u00f3ntos<\/em> &#8211; devo dirlo?) E denti e denti, in quantit\u00e0 praticamente interminabile. Alcuni degli appartenenti a questo celebre Ordine, nei fatti ne producono nel corso di una vita fino a 35.000 ca, ciascuno con funzioni attentamente definite. Ce ne sono di larghi e piatti, usati per schiantare le conchiglie o il guscio dei crostacei. Mentre altri, detti ad ago, sono sufficientemente aguzzi da bloccare prede piccole e sguiscianti. Ma i peggiori, per gli umani, sono certamente quelli triangolari superiori ed inferiori, l&#8217;ideale per tranciare pezzi da una foca e trangugiarla allegramente tra l&#8217;ora di pranzo e la merenda d&#8217;occasione, un attimo di gioia estrema per il pesce cane. Non c&#8217;\u00e8 quindi molto da meravigliarsi, nel prendere atto di questa maniera preoccupante in cui la bestia si getta contro le sbarre metalliche di questa postazione, rischiando l&#8217;integrit\u00e0 dei propri ausili alla masticazione, giungendo a piegare il duro metallo di alcune delle pi\u00f9 sottili in due, tre punti. Per poi concentrarsi, molto fortunatamente, contro uno dei sostegni\u00a0d&#8217;angolo dell&#8217;intero costrutto, tanto resistente da riuscire a svolgere la stessa funzione dell&#8217;osso di seppia, per il pappagallo.<br \/>\nE qui la scena assume proporzioni quasi comiche, con una voce femminile (forse proprio della titolare del canale) che si fa stridula ed acuta, mentre l&#8217;immancabile GoPro si muove freneticamente sopra e sotto l&#8217;acqua, offrendo i vari angoli del mostro che aggredisce il palo. Il quale, per fortuna, non finisce per ghermire uno dei galleggianti di sostegno, con conseguenze prevedibili per gli occupanti: un brusco sommovimento della gabbia, comunque assicurata e recuperabile dall&#8217;imbarcazione soprastante. Ma nessuno vorrebbe mai venire scaraventato, in una tale situazione, contro i confini dello spazio per cos\u00ec dire sicuro, finendo magari con un braccio oppure deliziosa gamba alla portata del carcarodonte. Basta un attimo di distrazione&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_17634\" aria-describedby=\"caption-attachment-17634\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/31E_Tzz6b2s\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-17634\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-17634 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/07\/Shark-Chomp-Chomp-500x313.jpg\" alt=\"Shark Chomp Chomp\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/07\/Shark-Chomp-Chomp-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/07\/Shark-Chomp-Chomp.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-17634\" class=\"wp-caption-text\">Una vicenda simile a quella della Rae veniva documentata in quest&#8217;altro video girato presso l&#8217;isola di Guadalupe, tra la California e il Messico, da Arvil Price nel 2010.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La vita \u00e8 piena d&#8217;imprevisti e tutto pu\u00f2 di certo capitare. Ma fra i vari\u00a0incidenti che si temono nelle giornate di assolato mare, questo in particolare, di attirare l&#8217;attenzione perigliosa del principale\u00a0mostro dallo scheletro cartilagineo, appare particolarmente avulso dal contesto della nostra semplice vita mediterranea. In cifre: 1 possibilit\u00e0 che avvenga su diversi\u00a0milioni. In parte per la minore diffusione delle tre specie pi\u00f9 temute ed aggressive, squalo tigre, toro e il grande bianco (bench\u00e9 siano presenti alcuni appartenenti alla famiglia del comunque pericoloso s.\u00a0martello, specie in prossimit\u00e0 delle isole spagnole). Ed in una misura altrettanto significativa, va detto, perch\u00e9 in linea di massima non ce li andiamo mai a cercare. Qualsiasi squalo, per principio, non apprezza la carne degli umani, che trova troppo povera di grasso e indigeribile, a causa dell&#8217;alto contenuto osseo rispetto ad una foca. Per questo, anche nei casi pi\u00f9 terribili di aggressione su scala globale, si parla in genere di un solo morso oppure due, usati dall&#8217;animale per saggiare la sua potenziale preda, poi lasciata a dissanguarsi in cerca di un pasto migliore. Ci\u00f2 avrebbe dovuto\u00a0portare, nei fatti, ad una situazione di convivenza pacifica, in cui gli\u00a0squali, tutt&#8217;altro che propensi a rischiare la propria incolumit\u00e0, fuggivano al confronto coi mammiferi visitatori. Se non fosse che, come dicevamo, il pesce cane condivide col suo omonimo di terra (Bow! Wof!) Una particolare propensione, ad indagare sull&#8217;origine di una situazione nel complesso\u00a0fuori dal normale. \u00c8 stato dimostrato verso la met\u00e0\u00a0degli anni &#8217;90 dal naturalista del sud dell&#8217;Australia Strong <em>et al<\/em>, nel contesto di ricerche ventennali sul comportamento di queste creature, che un grande bianco \u00e8 pi\u00f9 propenso a risalire in superficie per una forma quadrata o rettangolare che si staglia contro il sole, piuttosto che per quella realistica di un leone di mare. Ci\u00f2 deriverebbe dalla sua vivace intelligenza, unita a una memoria assolutamente degna di riguardo, che secondo tale studio gli permetterebbe addirittura di distinguere tra\u00a0un triangolo, un cerchio a strisce e cos\u00ec via. Il che di certo andrebbe a nostro vantaggio, se non fosse per la problematica abitudine, portata avanti in modo particolare dalle istituzioni simili a queste mostrate del Sud Africa e dell&#8217;Isola di Guadalupe, di far offrire dalle turistiche e\u00a0zelanti mani ogni sorta di regalo alimentare per le belve, che in tal modo finiscono per associare il suono di un motore o delle strane voci umane, al cibo. Mmm, delizioso.<\/p>\n<figure id=\"attachment_17633\" aria-describedby=\"caption-attachment-17633\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/_xU3IRbCbyQ\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-17633 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/07\/Rodney-Fox-500x313.jpg\" alt=\"Rodney Fox\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/07\/Rodney-Fox-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/07\/Rodney-Fox.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-17633\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;inventore della gabbia per gli squali avrebbe, nelle parole del commentatore di questa intervista &#8220;Pi\u00f9 ragioni di odiarli rispetto a chiunque altro&#8221; Mentre,\u00a0nei fatti, \u00e8 vero l&#8217;esatto contrario&#8230;<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uno strano sovvertimento dell&#8217;ordine delle cose, laddove la gabbia per squali nasceva, a seguito del 1963, per scopi ed obiettivi totalmente differenti. Quello fu infatti l&#8217;anno in cui il suo inventore, l&#8217;australiano Rodney Fox, visse l&#8217;esperienza quasi fatale che avrebbe cambiato la sua vita. Si trovava, costui allora poco pi\u00f9 che ventenne, a largo della spiaggia di Aldinga, presso la citt\u00e0 di Adelaide, per partecipare all&#8217;annuale gara di pesca subacquea col fucile. Quando all&#8217;improvviso, come racconta in questa intervista realizzata dal canale\u00a0Veritasium, fu improvvisamente attaccato da uno squalo di ragguardevoli dimensioni, creatura tutt&#8217;altro che rara in simili luoghi. La quale\u00a0nonostante tutto, raramente costituisce un rischio per l&#8217;uomo, dati tutti gli elementi sopra citati, bench\u00e9 le eccezioni capitino. E quando avviene, le conseguenze sono gravi&#8230; Fox, che viene considerato il sopravvissuto al singolo attacco di uno squalo pi\u00f9 grave nella storia, venne morso improvvisamente al petto, con immediata rottura scomposta\u00a0delle costole dal lato destro e successivo trascinamento sott&#8217;acqua. Soffr\u00ec la perforazione di un polmone e del diaframma e l&#8217;incrinatura\u00a0di una scapola, ma non era finita qui. La creatura,\u00a0insoddisfatta,\u00a0ritorn\u00f2 in quel caso all&#8217;attacco, venendo fortunatamente bloccata da un colpo vibrato dalla vittima\u00a0in prossimit\u00e0 della sua bocca, con conseguente ulteriore morsicamento della mano e del braccio. Rimasto finalmente solo e prossimo al decesso per dissanguamento, l&#8217;uomo fu inaspettatamente\u00a0ripescato da un&#8217;imbarcazione che si trovava nei pressi per assistere alla gara, poi portato in tempi estremamente brevi all&#8217;ospedale pi\u00f9 vicino. Dove ricevette le cure necessarie a sopravvivere, seguite dall&#8217;applicazione di ben 462 punti complessivi in varie zone del suo corpo. Ma non la rimozione\u00a0dell&#8217;ultimo frammento di uno dei denti del pesce carnivoro in questione, che si troverebbe ancora incastonato nel suo polso.<br \/>\nDopo una simile esperienza, lungi dal perdersi d&#8217;animo, proprio costui si applic\u00f2 per tornare in forma nel tempo pi\u00f9 breve possibile, operazione a seguito della quale dovette affrontare un problematico dilemma: avrebbe mai potuto una persona, grande appassionata d&#8217;immersioni, rinunciare a simili esperienze per la &#8220;semplice&#8221; paura degli squali? Cos\u00ec nacque l&#8217;idea, a seguito di una visita allo zoo di Adelaide, di frapporre una barriera invalicabile tra la belva ed il suo pasto potenziale. Operazione talmente riuscita, ed innovativa alla sua epoca, che gli permise di porre le basi per la prima istituzione al mondo in grado di offrire il <em>vis-\u00e0-vis <\/em>coi peggiori mostri del profondo, ben presto imitata da innumerevoli\u00a0altri operatori, principalmente australiani, statunitensi e sudafricani.<br \/>\nStiamo parlando della\u00a0<span style=\"text-decoration: underline;\"><a href=\"http:\/\/www.rodneyfox.com.au\/\" target=\"_blank\">Rodney Fox Shark Expeditions<\/a><\/span>, che\u00a0spicca tutt&#8217;ora non soltanto per la sua\u00a0integrit\u00e0 operativa, ma per la ricca serie di opere divulgative e assistenziali verso simili creature, fin troppo temute e odiate dalla gente. Bench\u00e9 sia stato proprio Fox stesso, collaborando con Steven Spielberg nel &#8217;75, il responsabile di tutte le sequenze &#8220;vere&#8221; del film Lo Squalo, oggi riconosciuto come l&#8217;origine cinematografica dell&#8217;intera problematica condivisione. \u00c8 possibile, del resto, non avere paura di una simile mostruosit\u00e0 masticatoria? Forse, nonch\u00e9 utile. Per lo squalo, sicuramente. Un po&#8217; meno per tutti quegli individui\u00a0&#8220;coraggiosi&#8221; disposti ad immergersi in\u00a0acque infestate, confidando\u00a0nelle 9.999 possibilit\u00e0 che tutto vada bene. Come in tutte le cose, occorre trovare il giusto equilibrio e un senso (in)naturale di rispetto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Era una situazione decisamente\u00a0particolare, quella che aspettava la ranger volontaria\u00a0Hillary Rae durante una delle sue giornate libere con tanto d&#8217;escursione fino al mare del Sudafrica, tra le invitanti acque delle molte baie incontaminate che si trovano tra\u00a0la metropoli di Citt\u00e0 del Capo e l&#8217;amichevole citt\u00e0 di Port Elizabeth. 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