{"id":17589,"date":"2015-06-27T07:21:24","date_gmt":"2015-06-27T05:21:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=17589"},"modified":"2015-06-27T07:26:52","modified_gmt":"2015-06-27T05:26:52","slug":"lo-strano-fascino-del-polpo-ad-ombrello","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=17589","title":{"rendered":"Lo strano fascino del polpo a ombrello"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/wv7DfebpL7E\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-17590\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-17592\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/06\/Octopus-Adorabilis-500x313.jpg\" alt=\"Octopus Adorabilis\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/06\/Octopus-Adorabilis-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/06\/Octopus-Adorabilis.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 una vecchia regola\u00a0non scritta del mondo della scienza il fatto che chiunque descriva per primo\/a, in una sua pubblicazione, le caratteristiche di una specie animale o vegetale, riceva l&#8217;indubbio onore di scegliere il suo appellativo. Cos\u00ec abbiamo, fin dall&#8217;inizio dall&#8217;epoca delle prime sperimentazioni, curiose creature con il nome proprio di persone (quale miglior modo di aspirare all&#8217;immortalit\u00e0?) Piuttosto che lievi variazioni lessicali\u00a0dei termini precedentemente usati per i\u00a0parenti biologici pi\u00f9 prossimi, perch\u00e9 non tutti hanno una grande fantasia, n\u00e9 voglia di mettersi in mostra per il proprio gusto personale. Ma l&#8217;approccio pi\u00f9 accattivante\u00a0usato per denominare una creatura, indubbiamente, resta quello che consiste nel cristallizzare l&#8217;emozione provata\u00a0nel momento in cui l&#8217;esponente della comunit\u00e0 scientifica se l&#8217;\u00e8 trovata innanzi per la prima volta: cos\u00ec nascono binomi quali &#8220;il geco diabolico&#8221;, &#8220;la scimmia ragno&#8221; oppure &#8220;la farfalla illusoria&#8221; che generalmente riescono a colpire subito la fantasia dell&#8217;uomo della strada. E forse proprio a margine di tale considerazione, tanto maggiormente\u00a0rilevante in quest&#8217;epoca di comunicazioni digitali, la scienziata\u00a0Stephanie Bush, ha deciso di associare\u00a0la sua occupazione principale di ricerca in questi ultimi mesi a un concetto talmente semplice e diretto che,\u00a0in effetti, a molti sarebbe sembrato buffo\u00a0nella sua spontaneit\u00e0. Cos\u00ec giunge, per la prima volta sotto i nostri occhi, la forma fluttuante dell&#8217;<em>Opisthoteuthis Adorabilis<\/em>, leggera variazione di una vecchia conoscenza di molti pescatori della California, che spesso di simili polipetti a ombrello ne trovavano qualcuno casualmente nelle reti. &#8220;Non \u00e8 adorabile?&#8221; Scherza lei, tra un segmento e l&#8217;altro del video, mentre mostra l&#8217;esemplare sezionato sotto formalina. Si, davvero l&#8217;opera dello scienziato si perpetra tramite sentieri differenti. E ci\u00f2 che per qualcuno appare degno di un&#8217;occhiata o poco pi\u00f9, all&#8217;interno dei laboratori pu\u00f2 essere mostrato al mondo in luce nuova.<br \/>\nStiamo parlando, per intenderci, di un vicino parente del\u00a0cosiddetto <em>flapjack devilfish<\/em>, una creatura della foce del Columbia River talmente bizzarra, nonch\u00e9 invendibile per scopi alimentari nella sua piccolezza (misura circa\u00a020 cm) che colloquialmente era stata sempre associata all&#8217;arbitraria categoria dei cosiddetti &#8220;pesci del diavolo&#8221; concettualmente associata a certe specie di razze, polpi, rane pescatrici e addirittura la balena grigia dai fanoni, astuta filtratrice di Km di plankton galleggiante. Non chiedetemi perch\u00e9! Mentre la dicitura <em>flapjack<\/em> proveninva, nel suo\u00a0caso, da un termine gergale usato per riferirsi al semplicissimo\u00a0pancake, il dolce statunitense\u00a0simile a una crepe che tante volte abbiamo visto nelle sit-com degli anni &#8217;90, accompagnato da una generosa dose di sciroppo d&#8217;acero d&#8217;importazione canadese. Questo perch\u00e9 la delicata creaturina in questione, una volta trascinata a forza via dal fondale, generalmente giungeva in superficie gi\u00e0 defunta, spianata come una frittella, striata dai segni della rete e con gli occhi sporgenti, simili ad antenne degli alieni dei <em>pulp magazine.\u00a0<\/em>Soltanto in tempi recenti, con il miglioramento e la diffusione delle tecniche legate all&#8217;immersione individuale,\u00a0assieme al fortunato caso di esponenti del Genere\u00a0che si spingessero in relativa prossimit\u00e0 della riva continentale dai 300 e passa metri sotto la superficie del loro habitat naturale, sono iniziati degli avvistamenti che ci hanno fatto conoscere il vero, grazioso aspetto di queste creature. Cos\u00ec, in modo graduale,\u00a0hanno iniziato a sovrapporsi\u00a0i soprannomi: dal polpo\u00a0di Pac-Man, per la sua vaga somiglianza con i fantasmini del gioco in questione, a &#8220;Dumbo&#8221; visto l&#8217;aspetto delle sue due vistose pinne sopra il pallio (corpo principale) collocate giusto dietro agli occhi, cos\u00ec apparentemente\u00a0simili ad orecchie da cartone animato. Che per di pi\u00f9, durante gli spostamenti, vengono agitate dall&#8217;animale, per bilanciarsi e dirigere la spinta offerta dalla sua membrana principale, in un moto non dissimile da quello di una medusa, con due piccole bandiere sulla testa. Adorabilis, nevvero?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_17591\" aria-describedby=\"caption-attachment-17591\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/5qw8bAdIS_E\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-17591\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-17591 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/06\/Anegada-Octopus-500x313.jpg\" alt=\"Anegada Octopus\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/06\/Anegada-Octopus-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/06\/Anegada-Octopus.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-17591\" class=\"wp-caption-text\">La famiglia degli Opisthoteuthidae, o polipi ad ombrello, contiene almeno 20 specie differenti, quasi tutte largamente sconosciute nei dettagli. Questo video, pubblicato nel 2014 nel contesto della\u00a0lunga e articolata spedizione oceaonografica Nautilus Live, ne mostrava\u00a0un esemplare avvistato presso lo stretto di Anegada, nei Caraibi orientali.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa tipologia di creature abissali, tra i pi\u00f9 piccoli cefalopodi al mondo e indubbiamente i pi\u00f9 compressi lungo l&#8217;asse longitudinale, appartengono al subordine dei cirrati, ovvero degli\u00a0esseri tentacolati che presentano per ciascuna ventosa due preminenze filiformi e articolate, simili alle ciglia umane. Queste ultime, il cui impiego pu\u00f2 variare a seconda della specie, nel caso degli\u00a0<em>Opisthoteuthis\u00a0<\/em>della California servirebbe, nell&#8217;opinione di alcuni scienziati, a generare una corrente nell&#8217;acqua circostante, con la finalit\u00e0 d&#8217;instradare le prede pi\u00f9 piccole del polpo\u00a0verso il suo duro becco. Che comunque quasi mai viene impiegato per masticare o fare a pezzi la preda, che piuttosto, in genere, \u00e8 risucchiata tutta intera: piccoli crostacei, isopodi, gamberetti, persino i vermi del fondale policheti, simili a gustosi spaghettoni abissali. La classe tipologica di questi polpi, nei fatti, rappresenta un caso di adattamento evolutivo estremamente significativo. Bench\u00e9 si tratti di creature piuttosto piccole anche nel contesto dei loro ambienti abissali, e quindi potenziali prede di qualunque predatore, questi animali non presentano altri mezzi difensivi che un sottile guscio interno, tutt&#8217;altro che sufficiente a proteggerli da qualsivoglia attacco.\u00a0Hanno inoltre perso l&#8217;utilizzo della sacca d&#8217;inchiostro, che del resto a simili profondit\u00e0 non servirebbe quasi a nulla. Ma la loro ottimizzazione non si ferma qui: sono infatti privi di ghiandola salivare, di una radula (l&#8217;organo dentato usato dai molluschi per raschiare il fondale) hanno uno solo condotto dalle ovarie, il loro sifone per smuovere l&#8217;acqua si \u00e8 atrofizzato al punto che nel nuovo pu\u00f2 contribuire\u00a0soltanto in minima parte alla spinta offerta dalla membrana tra i tentacoli. Tra questi, inoltre, ve ne sono due posteriori pi\u00f9 grandi e pronunciati, che tuttavia non sembrano essere impiegati in alcun modo significativo. Per queste ed altre caratteristiche gli\u00a0<em>Opisthoteuthis\u00a0<\/em>vengono definite creature degenerate, ovvero che hanno perso una parte rilevante delle loro caratteristiche originarie, sfruttando al massimo i vantaggi di un\u00a0habitat che gli permette tranquillamente di prosperare. Il come, ad oggi, non \u00e8 pienamente chiaro: bench\u00e9 la femmina del polpo Dumbo, per ogni stagione di\u00a0accoppiamento, possa giungere a deporre tra le 225 e le 475 uova, va pur detto che soltanto in parte queste riusciranno ad esser fecondate. E soprattutto che, incredibilmente, per schiudersi giungono a richiedere diversi anni, ci\u00f2 principalmente in funzione delle basse temperature e il metabolismo rallentato alle profondit\u00e0 estreme in cui vivono queste creature.\u00a0La Bush, nel suo video, parla di almeno 24 mesi da attendere prima che le uova, deposte a sorpresa da uno degli esemplari di Adorabilis catturati dall&#8217;acquario di Monterey, possano iniziare a mostrare i primi segni di vita. Che ottima occasione a lungo termine, per portare l&#8217;attenzione del pubblico su queste insolite creature!<\/p>\n<figure id=\"attachment_17590\" aria-describedby=\"caption-attachment-17590\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/ljewAaQqn08\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-17590 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/06\/Mexico-Octopus-500x313.jpg\" alt=\"Mexico Octopus\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/06\/Mexico-Octopus-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/06\/Mexico-Octopus.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-17590\" class=\"wp-caption-text\">Il genere dei Grimpoteuthis, cui appartiene questo polpo trovato nel Golfo del Messico dagli studiosi del vascello Okeanos Explorer, pur appartenendo alla stessa famiglia degli Opisthoteuthis, presenta alcune differenze significative. Il suo ombrello \u00e8 molto meno pronunciato, ma soprattutto pu\u00f2 vivere fino a 7.000 metri di profondit\u00e0, pi\u00f9 di qualsiasi altro mollusco noto. Pu\u00f2 raggiungere fino al metro e otto di lunghezza, tentacoli inclusi.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo studio approfondito dei polpi Dumbo, lungi dall&#8217;essere motivato esclusivamente dalla loro estetica graziosa, potrebbe fare molto per migliorare la nostra conoscenza dell&#8217;ambiente oceanico del profondo. Sono ben poche le creature marine che si siano adattate fino a un tale punto ad un&#8217;ambiente dalle pressioni estreme, le temperature bassissime e la quasi totale oscurit\u00e0 (ragione, per inciso, di quel paio di grandi occhioni da Pok\u00e8mon giapponese). Questa classe di animali, soprattutto nelle sue accezioni pi\u00f9 pelagiche e remote, come i\u00a0<em>Grimpoteuthis<\/em> dell&#8217;Oceano Pacifico, resta grandemente ignota agli studiosi, mentre persino l&#8217;esperimento\u00a0della schiusa delle uova ad opera della Bush potrebbe gettare nuova luce sul ciclo vitale di un simile gruppo di molluschi, il cui aspetto da neonati, nei fatti, non \u00e8 mai stato documentato.<br \/>\nCi\u00f2 senza entrare nel merito di chi voglia far conoscere al mondo qualcosa di bello, la grazia innata di un mondo nascosto agli occhi degli uomini di superficie. Nel 1965 \u00e8 stato stimato, da uno studioso di nome\u00a0Pereyra, che in un operazione di pesca con le reti a traino si finisca per catturare accidentalmente, in media, uno di questi polipi ogni ora. Quasi sempre un maschio, secondo alcuni perch\u00e9 la femmina, per il bisogno di deporre e curare le sue uova, abiterebbe prevalentemente le regioni rocciose, dove questo tipo di attivit\u00e0 non pu\u00f2 essere praticata. Queste creature, indubbiamente prolifiche, presentano tuttavia il problema della lunga gestazione, probabilmente accompagnata ad un ciclo vitale relativamente lungo, entrambe\u00a0caratteristiche che li rendono particolarmente vulnerabili ad un processo diffuso di\u00a0uccisione accidentale. Se un domani queste &#8220;adorabili&#8221; creature dovessero sparire dai fondali, la maggior parte di noi nemmeno se ne accorgerebbe. Ma grazie a studi come quello portato avanti dalla scienziata californiana, almeno sapremo ci\u00f2 che abbiamo perso. Direi che viste le circostanze, \u00e8 giusto cos\u00ec.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 una vecchia regola\u00a0non scritta del mondo della scienza il fatto che chiunque descriva per primo\/a, in una sua pubblicazione, le caratteristiche di una specie animale o vegetale, riceva l&#8217;indubbio onore di scegliere il suo appellativo. Cos\u00ec abbiamo, fin dall&#8217;inizio dall&#8217;epoca delle prime sperimentazioni, curiose creature con il nome proprio di persone (quale miglior modo &#8230; <a title=\"Lo strano fascino del polpo a ombrello\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=17589\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Lo strano fascino del polpo a ombrello\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[125,472,814,109,400,1033,78,147],"class_list":["post-17589","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-animali","tag-california","tag-molluschi","tag-natura","tag-oceano","tag-polpi","tag-scienza","tag-stati-uniti"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17589","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=17589"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17589\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":17595,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17589\/revisions\/17595"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=17589"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=17589"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=17589"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}