{"id":17579,"date":"2015-06-26T07:44:22","date_gmt":"2015-06-26T05:44:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=17579"},"modified":"2015-06-26T07:51:05","modified_gmt":"2015-06-26T05:51:05","slug":"lesperienza-di-tagliare-un-albero-gigante","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=17579","title":{"rendered":"L&#8217;esperienza di tagliare un albero gigante"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/vimeo.com\/130534369\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-17580\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-17582\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/06\/Tree-Wizard-500x313.jpg\" alt=\"Tree Wizard\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/06\/Tree-Wizard-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/06\/Tree-Wizard.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sembra quasi di essere lass\u00f9 con lui. Di nuovo in Australia, ancora una volta per raccontare un capitolo dell&#8217;eterna storia complicata, la convivenza tra l&#8217;uomo, le sue cose, i suoi edifici e l&#8217;avanzata inarrestabile della natura, che tanto vulnerabile e arrendevole ci pare in certi casi, quanto virulenta, pervasiva, inesorabile\u00a0o insistente. Consideriamo, per esempio, questo grande albero di eucalipto, vegetativa avanguardia della foresta di Sandy Bay, presso la cittadina di Hobard, in Tasmania meridionale. Che non soltanto ha avuto la superbia di raggiungere i 30 metri abbondanti d&#8217;altezza, ma l&#8217;ha pure fatto presso la singola cosa che, fra tutte, peggio si sposa con il tocco lieve delle foglie, magari spesso umide per qualche lacrima di pioggia: i cavi dell&#8217;alta tensione, tesi ad altitudine fra pali sufficientemente elevati, affinch\u00e9 n\u00e9 koala, n\u00e9 vombato, n\u00e9 il roditore bandicoot possano giungere ad arroventarsi sopra simili\u00a0scintille, pronte a palesarsi quando disturbate. Ma con &#8220;l&#8217;albero&#8221; cosa puoi fare? Con l&#8217;arbusto, non puoi ragionare. L&#8217;alta pianta a fusto \u00e8 ardua da spostare. L&#8217;unica scelta, in una simile situazione dal\u00a0significativo\u00a0potenziale di corto circuiti, \u00e8 chiamare LUI, o in alternativa, qualcuno come LUI, Tree Wizard (stregone barbuto e dai capelli rasta) l&#8217;ottimo rappresentante di un&#8217;intera categoria professionale che piuttosto raramente, soprattutto presso noialtri della vecchia Europa, viene fatta oggetto della pubblica considerazione. Il termina arborista, in effetti, pu\u00f2 indicare molte cose. Un botanico specializzato nello studio di questa particolare categoria di forme di vita vegetale, oppure il giardiniere addetto a prendersi cura quotidianamente del singolo gruppo di elementi clorofilliani pi\u00f9 massicci di un intero parco\/giardino, che possono avere molte fogge, ma del resto presentano almeno una categoria in comune: l&#8217;altitudine raggiunta dai loro pi\u00f9 sporgenti rami. Ragione per cui, di categoria degna di meritarsi l&#8217;aureo titolo, ce n&#8217;\u00e8 almeno un&#8217;altra, ovvero quella di tutti coloro che occasionalmente, soltanto quando necessario, riescono ad arrampicarsi fino in cima, per rimuovere la pianta in modo graduale. Certo, non puoi urlare CADE! In zone semi-urbane, poi dar l&#8217;ultimo colpo d&#8217;ascia e metterti di lato. Innanzi tutto, perch\u00e9 cos\u00ec risolveresti solo parte del problema; l&#8217;albero in orizzontale, con tutta la sua massiccia presenza, andrebbe in ogni caso fatto a pezzi, quindi caricato sui furgoni. Oppure sminuzzato in fine segatura, ma usando macchine tanto grandi, e pesanti, che trovano il posto solo dentro alle migliori segherie. Molto meno peggio, dunque, procedere per gradi. O per meglio dire dar principio all&#8217;opera dal punto culmine, la cima sopraffina del problema. Come faceva lo stregone in questione, in questo caso\u00a0tanto efficacemente offerto ai nostri occhi grazie a un paio di videocamere per sport estremi.<br \/>\nIl video, caricato sul servizio di self-publishing Vimeo, \u00e8 comparso all&#8217;improvviso sul portale Reddit, ad opera dello stesso protagonista, che si \u00e8 quindi prodigato <a href=\"http:\/\/www.reddit.com\/r\/videos\/comments\/3a5gq0\/i_filmed_myself_working_as_a_tree_climber_arborist\/\" target=\"_blank\">in un ricchissimo botta e risposta<\/a>\u00a0con gli innumerevoli utenti del sito, offrendo interessanti spiegazioni ad alcuni suoi colleghi statunitensi, ad alpinisti ed altri hobbisti dello spostamento verticale, come ai semplici curiosi delle cose varie, vera e propria linfa di simili discussioni divaganti presso il vasto web. Tra le risposte maggiormente gettonate (in questo sito ogni intervento\u00a0\u00e8 soggetto all&#8217;attribuzione di un punteggio collettivo) quella data all&#8217;utente\u00a0dal nome sfizioso di readythespaghetti, che chiedeva candidamente: &#8220;Quali sono gli alberi che preferisci tagliare?&#8221; Ottenendo due specie piuttosto diverse tra loro, bench\u00e9 entrambe appartenenti alla categoria degli alberi pi\u00f9 amati dai koala. La prima \u00e8 il colossale\u00a0<em>Eucalyptus botryoides<\/em>, o Mogano del sud, un arbusto che supera spesso i 40 metri, e che a quanto costui ci racconta, fino alla fine degli anni &#8217;70 fa veniva piantato indiscriminatamente, ad esempio come tratto distintivo dei campi da golf. Il risultato \u00e8 che ad oggi abbondano grandi quantit\u00e0 di simili eco-mostri all&#8217;incontrario (spauracchi dell&#8217;ambiente artificiale) ormai vecchi, stanchi e in pessime condizioni di salute. Rimuoverli, quindi, \u00e8 una semplice questione di responsabilit\u00e0, nonch\u00e9 un&#8217;impresa non da nulla, specie se si ha il mandato o l&#8217;intenzione di proteggere le piante vicine. Il secondo albero citato, invece, \u00e8 il\u00a0<em>Corymbia citriodora, <\/em>anche detto eucalipto citrato dal delicato profumo di limone che emanano le sue fronde e la liscissima corteccia. Scalare quest&#8217;albero in realt\u00e0 originario delle regioni settentrionali dell&#8217;Australia, ma spesso trapiantato fin quaggi\u00f9 in Tasmani, \u00e8 una prova d&#8217;alpinismo arboreo non alla portata di tutti, specie in condizioni umide o bagnate. Ma l&#8217;agilit\u00e0 e la sapienza\u00a0tecnica di quest&#8217;uomo alquanto eclettico, direi, sono davvero sotto gli occhi di noi tutti&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_17581\" aria-describedby=\"caption-attachment-17581\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/vimeo.com\/130618999\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-17581\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-17581 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/06\/Tree-Wizard-2-500x313.jpg\" alt=\"Tree Wizard 2\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/06\/Tree-Wizard-2-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/06\/Tree-Wizard-2.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-17581\" class=\"wp-caption-text\">Un altro eucalipto cresciuto troppo vicino ai fili dell&#8217;alta tensione. Questa volta, invece di un sistema di nodi, per scalarlo viene usato un ascender da scalata\u00a0alquanto tecnologico, il\u00a0<a href=\"http:\/\/www.instructables.com\/id\/Singing-Tree-Rope-Runner\/\" target=\"_blank\">Rope Runner<\/a>.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;approccio\u00a0impiegato da Tree Wizard nella maggior parte dei suoi video \u00e8 quello della\u00a0Single rope technique (SRT) che prevede l&#8217;impiego, di una sola corda da alpinismo, assicurata\u00a0gradualmente in punti sempre pi\u00f9 alti dell&#8217;arbusto da scalare. Per applicare con efficienza una simile soluzione, in genere, si impiega un sistema che vi assicura il proprio peso tramite un <em>hitch knot<\/em>\u00a0(nodo a frizione) che pu\u00f2 essere spostato manualmente\u00a0in base alle necessit\u00e0, ma impedisce la caduta in caso di strattoni improvvisi. Uno degli aspetti maggiormente interessanti\u00a0del video di apertura, in particolare, \u00e8 l&#8217;impiego proficuo di un prodotto a quanto pare piuttosto recente, <a href=\"http:\/\/www.ropewrench.com\/index.php?id=3\" target=\"_blank\">la <em>rope wrench <\/em>della<em>\u00a0<\/em>Singing Tree<\/a><em>.\u00a0<\/em>Si tratta essenzialmente di un dispositivo in\u00a0metallo vagamente simile alla cinghia di una borsa che viene annodato e assicurato a una piccola carrucola, all&#8217;interno del quale viene fatta passare la corda principale.\u00a0Se l&#8217;utilizzatore sta salendo, chiave permette al nodo di scorrere liberamente verso l&#8217;alto. Quando invece quest&#8217;ultimo\u00a0lascia che il suo peso gravi sullo strumento,\u00a0subito\u00a0quello si pone di traverso, per l&#8217;effetto di un sistema simile a una leva dei momenti. L&#8217;espediente\u00a0\u00e8 tanto efficace nella sua semplicit\u00e0 che un&#8217;altro dei partecipanti alla discussione su Reddit, tale captain_craptain, pur essendo un\u00a0professionista del settore lo scambia per un attrezzo da alpinismo molto pi\u00f9 costoso e sofisticato, simile a quelli che\u00a0Tree Wizard aveva usato in alcuni dei suoi precedenti <em>exploit<\/em>. L&#8217;impiego della SRT, ad ogni modo, si dimostra estremamente utile, quando nel passare da un albero all&#8217;altro, piuttosto che scendere a terra e risalire, l&#8217;esperto arborista di limita ad effettuare un agile <em>swing<\/em>, non dissimile da quello di un novello Spiderman.\u00a0Tra le altre notazioni tecniche, ne spunta una significativa: l&#8217;artista del taglio con la sega elettrica, nel calare i rami pi\u00f9 grandi verso i suoi uomini di supporto al suolo, dimostra la singolare abitudine di far passare la corda\u00a0all&#8217;interno di un moschettone legato alla vita, onde recuperarla con la massima velocit\u00e0 ciascuna operazione. Una soluzione che potrebbe sembrare estremamente pericolosa, nel caso in cui il ramo dovesse impigliarsi ad altri pi\u00f9 grandi e tirare gi\u00f9 tutto quanto, se non fosse per l&#8217;invenzione del protagonista che, a quanto ci racconta, ha in effetti &#8220;legato la cima&#8221; mediante l&#8217;uso di un fragile elastico, che in caso d&#8217;imprevisti si romperebbe, risparmiandolo da incontri alquanto inappropriati con il duro suolo. Una tecnica davvero interessante, che riveler\u00e0 ai suoi followers &#8220;nel video della prossima settimana&#8221;.<\/p>\n<figure id=\"attachment_17580\" aria-describedby=\"caption-attachment-17580\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/vimeo.com\/130537729\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-17580 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/06\/Tree-Wizard-3-500x313.jpg\" alt=\"Tree Wizard 3\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/06\/Tree-Wizard-3-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/06\/Tree-Wizard-3.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-17580\" class=\"wp-caption-text\">Una singola colonna in mezzo al nulla della civilt\u00e0. Senza l&#8217;eremita\u00a0sopra, cosa resta a fare?<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma forse la domanda pi\u00f9 affascinante come spunto di apprendimento\u00a0\u00e8 forse quella posta allo stregone dall&#8217;utente\u00a0smythbdb: &#8220;Che cosa fai se l&#8217;albero \u00e8 gi\u00e0 morto?&#8221; \u00c8 una questione complicata, eppur che si presenta molto di frequente. Fra le principali situazioni in cui \u00e8 pi\u00f9 pratico, oppure conveniente, impiegare la sapienza tecnica di un singolo uomo, piuttosto che la ponderosa presenza veicolare di una EWP (piattaforma mobile di lavoro) oltre a quella di un arbusto che minacci i pali della luce, permane l&#8217;alternativa\u00a0della sua vecchiaia gi\u00e0 trascorsa, ovvero la presenza ormai priva di significato\u00a0del suo tronco pluri-centenario,\u00a0ormai un mero residuo di quello che era. Rimuovere un simile cadavere gigante, naturalmente, presenta dei problemi totalmente differenti: il legno secco, anche se solido all&#8217;apparenza, pu\u00f2 presentare al suo interno dei difetti o punti debolezza che, nei fatti, potrebbero portare a conseguenze gravi. Prima di scegliere dove assicurare di volta in volta la sua corda, dunque, l&#8217;aborista dovr\u00e0 effettuare una valutazione frutto dei suoi molti anni d&#8217;esperienza, nonch\u00e9 delle conoscenze botaniche apprese\u00a0nello studio di una qualche enciclopedia. Il protagonista dei video, per chiarire la questione, fa l&#8217;esempio dell&#8217;Eucalyptus Sideroxylon, un albero talmente massiccio\u00a0che, anche\u00a0una volta ormai defunto, resta abbastanza solido da resistere a qualsiasi tempesta, fin&#8217;anche ai suoi rami di soli 7 cm d&#8217;ampiezza. Mentre un\u00a0Eucalyptus Nicholii, di contro, va scalato fidandosi soltanto delle giunzioni pi\u00f9 ampie di 20-30 cm, stando sempre attenti\u00a0a non parcheggiare sotto uno dei suoi simili, neanche se fosse ancora vivo: una giornata particolarmente ventosa, come capitano spesso in quel di Tasmania, potrebbe bastare a rompere il suo legno delicato, con conseguente caduta di pesanti e problematiche propaggini frondose.<br \/>\nL&#8217;opera registica di Tree Wizard, frutto di un sapiente uso di telecamere da casco o assicurate ai rami (qualche volta, addirittura quelli che precipitano fino al suolo) rappresenta un&#8217;ottima dimostrazione di quella che \u00e8 in effetti una sapienza antica, tramandata in modo pi\u00f9 o meno formale attraverso le settimane o mesi di apprendistato, che ciascun operatore deve affrontare prima di essere un rappresentante a pieno titolo di questa pur fondamentale categoria professionale. Alla domanda, inevitabile, di quanto si riesca a guadagnare, lui risponde un prevedibile: &#8220;Meno di quanto si potrebbe pensare [in proporzione all&#8217;esperienza necessaria]&#8221; Anche se poi ricorda con piacere una sua passata collaborazione, piuttosto remunerativa, con la vicina citt\u00e0 di Melbourne, nello stato continentale di Victoria, durante la quale aveva curato\u00a0da consulente esterno la gestione di una parte <span style=\"text-decoration: underline;\"><a href=\"http:\/\/melbourneurbanforestvisual.com.au\/\" target=\"_blank\">della cosiddetta Urban Forest<\/a><\/span>, l&#8217;iconico insieme di aiuole, parchi e giardini del secondo centro cittadino pi\u00f9 popoloso del paese (dopo Sydney) nonch\u00e9 uno dei pi\u00f9 verdi al mondo. Da potare spietatamente pi\u00f9 volte l&#8217;anno, qualche volta fino alla completa rimozione di un gran numero di piante. \u00c8 importante ricordare, a margine di qualsiasi considerazione pseudo-ecologista, che senza distruggere gli Alberi, quando questi si dimostrano un problema, non si potrebbe convivere con gli Alberi. E ci\u00f2 vorrebbe dire, nel giro di qualche generazione, molto meno spazio. Per gli Alberi. E allora chi mai potrebbe riciclare, tutto questo ingombrante, irrespirabile CO2?!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sembra quasi di essere lass\u00f9 con lui. Di nuovo in Australia, ancora una volta per raccontare un capitolo dell&#8217;eterna storia complicata, la convivenza tra l&#8217;uomo, le sue cose, i suoi edifici e l&#8217;avanzata inarrestabile della natura, che tanto vulnerabile e arrendevole ci pare in certi casi, quanto virulenta, pervasiva, inesorabile\u00a0o insistente. 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