{"id":17564,"date":"2015-06-25T07:44:33","date_gmt":"2015-06-25T05:44:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=17564"},"modified":"2015-06-25T07:56:33","modified_gmt":"2015-06-25T05:56:33","slug":"il-carro-armato-nella-buca-piena-dacqua-e-fango","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=17564","title":{"rendered":"Il carro armato nella buca piena d&#8217;acqua e fango"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/p05mf6rk18A\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-17565\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-17565\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/06\/Abrams-in-Mud-500x313.jpg\" alt=\"Abrams in Mud\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/06\/Abrams-in-Mud-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/06\/Abrams-in-Mud.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ho quattro cervelli, otto braccia, ho sedici piedi ma nessuna gamba. Peso decine di migliaia di chili, la mia pelle \u00e8 di ferro. Ho una lunga proboscide con un buco e mezzo, ma non mi serve per respirare. Un piccolo uomo, da dentro al mio guscio, vi preme dentro una pigna d&#8217;uranio. Io mi giro, punto il nemico, chiedo il permesso, quindi\u00a0gli sparo, BAM. Carro da guerra, una vita difficile. Non complicata: fra tutti gli ausili alla guerra, nessuno trova un&#8217;applicazione pi\u00f9 diretta della moderna cavalleria cingolata, che avanza verso un obiettivo in condizioni di relativa vulnerabilit\u00e0. Ciascuno\u00a0di questi mezzi\u00a0\u00e8\u00a0grande\u00a0nonch\u00e9\u00a0rumoroso. Pu\u00f2 essere\u00a0facilmente identificato a partire\u00a0dalla sua impronta radar, costituendo il\u00a0bersaglio ideale per l&#8217;artiglieria o gli elicotteri, per non parlare della fanteria nemica. Come \u00e8 stato ampiamente e costosamente dimostrato durante alcuni degli ultimi conflitti nel Medio Oriente, non importa quanto sia spessa la sua corazza n\u00e9\u00a0abile il suo comandante: in una situazione di conflitto urbano, persino il migliore di loro\u00a0\u00e8 letteralmente inerme dinnanzi ad un colpo fortunato. Pu\u00f2 talvolta bastare il\u00a0colpo di un antiquato lanciarazzi proveniente da un vicolo, magari ad opera di una milizia tutt&#8217;altro che disciplinata, per bloccare sul posto gli oltre sei milioni di dollari di <em>materi\u00e9l<\/em>\u00a0allo stato dell&#8217;arte di uno di questi veicoli, che poi \u00e8 la stessa cosa che metterli definitivamente fuori gioco. Un carro bloccato, in condizioni di battaglia, va prima o poi abbandonato. Ed a quel punto, un equipaggio responsabile potr\u00e0 fare una cosa soltanto: distruggerlo con cariche ad alto potenziale, affinch\u00e9\u00a0non ritorni di nuovo sul fronte di battaglia, per\u00f2\u00a0schierato dalla parte sbagliata. Nessuno vorrebbe\u00a0trovarsi di fronte ad uno zombie-tank.<br \/>\nAnche per questo, nella progettazione dell&#8217;M1 Abrams, collaudato per la prima volta nel 1979, la mobilit\u00e0 \u00e8 stata tenuta in altissima considerazione. Il mezzo in questione, che con le sue 55-62 tonnellate di peso (a seconda dell&#8217;allestimento) costituisce uno dei pi\u00f9 pesanti della sua classe attualmente in servizio, \u00e8 stato dotato di un sofisticato motore composito, in cui un meccanismo convenzionale a benzina riceve la spinta addizionale di una turbina a gas, per\u00a0una spinta complessiva\u00a0di 1500 cavalli. Per essere chiari, 500 in pi\u00f9 di quelli della Bugatti Veyron, bench\u00e9 il rapporto peso-potenza, naturalmente, sia decisamente\u00a0meno vantaggioso. O per meglio dire, condizionato dall&#8217;obiettivo finale dell&#8217;apparato: che nel caso del carro non \u00e8 l&#8217;andar veloci, ma piuttosto, il procedere in modo costante. Sopra ed oltre i colli, nelle ripide valli e fin oltre le postazioni nemiche. Senza risentire eccessivamente di tutto quest&#8217;odio esplosivo, l&#8217;orizzontale pioggia d&#8217;implementi d&#8217;offesa tanto generosamente scagliati al suo maestoso indirizzo. E possibilmente, rispondendo al fuoco. Il che ci porta al nocciolo fondamentale della questione. Nel concetto stesso di linea del fronte di guerra, si deve immaginare la necessit\u00e0 di abbandonare le strade asfaltate. L&#8217;esercito come strumento storico, che nella sua forma pi\u00f9 mobile marcia in un&#8217;ordinata colonna, raggiunto il nemico non pu\u00f2 sfruttare nemmeno un decimo della sua potenza di fuoco, a meno che non pratichi l&#8217;essenziale manovra di schieramento. In sostanza, disporsi in un senso perpendicolare a quello precedente, per\u00a0riprendere quindi l&#8217;avanzata, ma in condizioni diverse. A meno che non si tratti di un corpo d&#8217;armata particolarmente piccolo, dunque, o che ci si trovi all&#8217;interno della pi\u00f9 grande e impossibile piazza del pianeta, soltanto un piccolo gruppo di (s)fortunati continuer\u00e0 ad occupare quella tipologia\u00a0di\u00a0suolo che era stata precedentemente spianata ad uso veicolare, per di pi\u00f9 trovandosi particolarmente esposto all&#8217;occhio degli armieri nemici. Tutti gli altri dovranno avanzare&#8230;Dove&#8230;C\u00e0pita. Il che pu\u00f2 includere, a seconda del teatro di battaglia, foreste, paludi, deserti. Tutti luoghi in cui un automobilista responsabile, persino se alla guida del miglior fuoristrada sul mercato, si avventurerebbe soltanto con ottime ragioni, e per tratti davvero limitati. Considera! Gli imprevisti capitano. E se finisci bloccato nel fango, con un mezzo che pesa quanto una casa di piccole dimensioni, non sar\u00e0 davvero facile tirarti fuori. Potranno, nei fatti, salvarti soltanto tre cose: un carro attrezzi (pi\u00f9 carri attrezzi) dall&#8217;estrema possanza, un altro carro armato come te, o l&#8217;abilit\u00e0 di guida, se applicata in una condizione comunque recuperabile, ovvero una buca non troppo profonda, n\u00e9 eccessivamente sdrucciolevole. Qualcosa di simile, insomma, a quanto capitato a questo pilota americano, che durante un esercitazione non meglio definita, nel 2012, finiva dentro all&#8217;equivalente naturale del fossato del castello di Edinburgo. Cosa fare, dunque, se non dare gas! Ed altro gas, della turbina a gas, nel\u00a0turbin\u00eco cacofonico di un crescendo di sforzi erculei, nella speranza di non dover chiedere aiuto a qualcuno. Perch\u00e9 se una simile &#8220;svista&#8221; dovesse giungere\u00a0fino alle orecchie dello stereotipico, spietato\u00a0sergente&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_17566\" aria-describedby=\"caption-attachment-17566\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/qCk_l-IRyJg\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-17566 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/06\/Leopard-brakes-500x313.jpg\" alt=\"Leopard brakes\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/06\/Leopard-brakes-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/06\/Leopard-brakes.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-17566\" class=\"wp-caption-text\">Nel frattempo, in Olanda&#8230;<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il carro armato M1 Abrams fu\u00a0il risultato imprevisto di un progetto cooperativo degli Stati Uniti con la Germania Ovest degli anni &#8217;60, che mirava alla creazione di un rimpiazzo per l&#8217;ormai antiquato\u00a0M48 Patton, un carro non pi\u00f9 all&#8217;altezza dei nuovi modelli sovietici. Il veicolo originariamente pianificato, definito l&#8217;MBT-70 (Main Battle Tank) sarebbe stato un dispositivo di assoluta originalit\u00e0 funzionale, che vedeva l&#8217;intero equipaggio ospitato nella sua grande torretta, con il guidatore seduto in una postazione basculante, che lo manteneva sempre rivolto verso il senso di marcia. Il costo eccessivo, nonch\u00e9 la poca praticit\u00e0 di simili soluzioni, portarono al naufragio dell&#8217;idea originaria, mentre i due paesi, portandosi a casa il <em>know-how<\/em> acquisito, proseguirono ciascuno per la propria strada.\u00a0Il carro tedesco Leopard del 1974, parimenti a quello americano che tutti ormai conosciamo fin troppo\u00a0bene, costituisce tutt&#8217;ora uno dei migliori esempi d&#8217;ingegneria bellica della storia, mentre il suo successore Leopard 2 pu\u00f2 facilmente contrastare qualsiasi altra macchina contemporanea. L&#8217;assoluta fiducia che i suoi utilizzatori hanno nelle doti tecniche del veicolo\u00a0pu\u00f2 essere facilmente esemplificato da questo strano video emerso dai Paesi Bassi\u00a0all&#8217;inizio del 2014, in cui un gruppo di soldati dell&#8217;accademia carristi metteva alla prova i freni di uno di questi mostri da 60 tonnellate, ricoprendo essenzialmente lo scomodo ruolo di un muro per i crash test. Fortunatamente, allora nessuno si fece male, ed altrettanto fortunatamente, una simile impresa da allora non \u00e8 pi\u00f9 stata tentata. Ma torniamo all&#8217;altro lato dell&#8217;Oceano Atlantico.<br \/>\nL&#8217;Abrams, al momento della sua ormai remota introduzione nel &#8217;79, costituiva\u00a0uno dei primi mezzi militari di terra dotati delle tecnologie informatiche moderne. Con un sistema di calcolo del tiro in deflessione, ottiche dotate di visori notturni e meccanismi di triangolazione relativa\u00a0per\u00a0comunicare la posizione del bersaglio agli altri membri dello schieramento, ha costituito per molti anni l&#8217;assoluto dominatore dei campi di battaglia, in grado di costituire\u00a0la forza inarrestabile di una vera e propria postazione di fuoco che poteva irrompere\u00a0tra le linee nemiche e occupare uno spazio, per quanto ostile, fino al sopraggiungere delle sue truppe di supporto. La sua particolare armatura\u00a0&#8220;Chobham&#8221; (dalla\u00a0localit\u00e0 del centro di ricerca nel Surrey inglese che l&#8217;ha sviluppata) \u00e8 costituita da una serie di strati sovrapposti di acciaio, kevlar, polimeri e plastiche, in grado di assorbire l&#8217;impatto di quasi qualsiasi proiettile convenzionale. Soltanto le pi\u00f9 tecnologiche e moderne munizioni anticarro, dotate di cariche esplosive\u00a0multiple che esplodono in sequenza, si sono dimostrate\u00a0in grado di arrecare un qualche tipo di danno diretto\u00a0a questi possenti veicoli, che nei fatti, per intere decadi, sono state\u00a0vulnerabili unicamente all&#8217;artiglieria ed agli attacchi dal cielo. La loro principale vulnerabilit\u00e0 tattica, piuttosto, \u00e8 sempre stata\u00a0un&#8217;altra: la necessit\u00e0 di una linea di rifornimenti che possa dirsi del tutto\u00a0ineccepibile. La turbina di un M1 Abrams consuma, soltanto per giungere a regime, 37 litri di carburante. E a quel punto non abbiamo ancora iniziato a muoverci, attivit\u00e0 che richiede, di media, 6,3 litri per miglio percorso, o anche in condizione di stasi,\u00a038 litri l&#8217;ora. Si pu\u00f2 in effetti dire che una parte significativa della dottrina bellica statunitense, fatta di attacchi fulminei portati avanti con il massimo potere distruttivo a disposizione, sia stata in parte condizionata dallo stile ingegneristico dei suoi dipartimenti tecnici, votati alla ricerca della massima efficacia, anche se spesso\u00a0a discapito dell&#8217;autonomia.<br \/>\nC&#8217;\u00e8 un modo di vedere le cose particolarmente diffuso nella meta-cultura internettiana, secondo cui negli Stati Uniti qualsiasi grande impresa sarebbe sempre condotta a coronamento con costi considerevoli. Mentre &#8220;la Russia&#8221; (una sorta di entit\u00e0 noetica che include il suo popolo e\/o il suo governo degli ultimi 30 anni) risolverebbe i problemi con un geniale tipo d&#8217;ingegno raccogliticcio, la sapienza dei nonni\u00a0applicata alle pi\u00f9 ardue situazioni, pi\u00f9 o meno guerresche ed insolite. Pensate, per esempio, alla celebre leggenda metropolitana della &#8220;penna spaziale&#8221; costosissimo implemento di scrittura a gravit\u00e0 zero, che il principale paese dell&#8217;allora blocco orientale avrebbe invece semplicemente aggirato, impiegando una mera matita. Certi video, a margine della questione dei carri armati impantanati, sembrerebbero riconfermare la strana linea di pensiero:<\/p>\n<figure id=\"attachment_17567\" aria-describedby=\"caption-attachment-17567\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/u0WseTAaGJU\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-17567\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-17567 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/06\/T-80-in-Mud-500x313.jpg\" alt=\"T-80 in Mud\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/06\/T-80-in-Mud-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/06\/T-80-in-Mud.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-17567\" class=\"wp-caption-text\">Gli ordini russi dei T-80 sono stati recentemente molto ridotti, in attesa dell&#8217;entrata in produzione del nuovo mezzo da battaglia nazionale, il <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/T-14_Armata\" target=\"_blank\">T-14 Armata<\/a>. Molto presto, avremo modo di conoscere la risposta statunitense a questo potenziale avversario.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 un video catastrofico, variegato. Nei fatti, uno strano susseguirsi d&#8217;improbabilit\u00e0, questo mostrato\u00a0nel contesto del canale\u00a0Epic Smash Disaster (un nome, un programma) in cui ogni sorta di carro armato si ritrova in condizioni comparabili a quella dell&#8217;M1 Abrams di apertura. Non mancano diversi suoi colleghi statunitensi, anche se il centro dell&#8217;attenzione, in questo, caso, appare decisamente spostato verso l&#8217;altro lato dell&#8217;ormai abbattuta barricata (speriamo non ritorni mai). Diversi T-90, il pi\u00f9 recente carro armato russo, ma anche alcuni T-80 e quello che sembrerebbe essere, a tutti gli effetti, un antiquato T-54\/55, ovvero quasi un residuato bellico ma anche il singolo <em>tank<\/em> costruito in maggior numero\u00a0nella storia, combattono a denti stretti contro l&#8217;ultimo e il pi\u00f9 orribile dei loro nemici: la natura. Fosse acquose, dirupi scoscesi, torrenti rabbiosi. Ce n&#8217;\u00e8 per tutti, mentre da una rapida presa di coscienza dell&#8217;intera serie di disgrazie, si acquisiscono istantaneamente alcune nozioni potenzialmente utili: ad esempio che una qualsiasi torretta, normalmente, prima di dis-impantanare il carro, andrebbe puntata verso l&#8217;alto e il retro, onde evitare possibili danneggiamenti al cannone. Oppure che non importa quanto sei pesante, l&#8217;insieme delle molecole d&#8217;acqua di un tranquillo fiumiciattolo potr\u00e0 comunque\u00a0riuscire a trascinarti via. Ma la cosa forse pi\u00f9 singolare \u00e8 lo strano campanilismo dei commenti al video, in cui un gruppo di tifosi entusiasti difende a spada tratta le doti di questo o quel carro armato. Quasi che la capacit\u00e0 di liberarsi da una situazione imprevista, in qualche modo, sia la metrica nel valutare l&#8217;efficienza di una macchina bellica moderna. E per inferenza, degli interi meriti di un&#8217;identit\u00e0 culturale nazionale.\u00a0Dev&#8217;essere la chiara associazione di un veicolo come questi, frutto di un progresso incitato di volta in volta dai nuovi modelli della controparte, al mondo pi\u00f9 istantaneamente comprensibile dell&#8217;evoluzione. Oppure la chiara somiglianza estetica tra il dispositivo che costituisce nei fatti lo strumento principe del carro armato (il suo &#8220;naso&#8221;) e quell&#8217;altro, anch&#8217;esso un&#8217;arma nelle mani della trasmissione di un patrimonio genetico verso il futuro. Ma nessuno, su Internet, pu\u00f2 sopportare l&#8217;offesa rivolta al proprio beniamino di metallo preferito. E come sempre succede, la sostanza\u00a0preferita\u00a0per dirimere le accese discussioni resta quella: terra ed acqua, mescolate assieme. Il fango, che corrobora e sprofonda, sotto tonnellate di retorica e tenaci convinzioni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ho quattro cervelli, otto braccia, ho sedici piedi ma nessuna gamba. Peso decine di migliaia di chili, la mia pelle \u00e8 di ferro. Ho una lunga proboscide con un buco e mezzo, ma non mi serve per respirare. Un piccolo uomo, da dentro al mio guscio, vi preme dentro una pigna d&#8217;uranio. Io mi giro, &#8230; <a title=\"Il carro armato nella buca piena d&#8217;acqua e fango\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=17564\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Il carro armato nella buca piena d&#8217;acqua e fango\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[409,630,1031,656,241,137,116,147,89],"class_list":["post-17564","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-carri-armati","tag-guerra","tag-imprevisti","tag-incidente","tag-militari","tag-motori","tag-russia","tag-stati-uniti","tag-strano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17564","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=17564"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17564\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":17578,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17564\/revisions\/17578"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=17564"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=17564"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=17564"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}