{"id":17527,"date":"2015-06-18T07:46:23","date_gmt":"2015-06-18T05:46:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=17527"},"modified":"2015-06-18T07:53:13","modified_gmt":"2015-06-18T05:53:13","slug":"i-ferrovieri-giapponesi-ballano-la-yosakoi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=17527","title":{"rendered":"I ferrovieri giapponesi ballano la Yosakoi"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/yC1WJWf694k\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-17528\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-17530\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/06\/Yosakoi-500x313.jpg\" alt=\"Yosakoi\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/06\/Yosakoi-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/06\/Yosakoi.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sopra un palco rapidamente\u00a0costruito in mezzo ai giardini di Odori, nella ridente citt\u00e0 di Sapporo, sono schierati in file successive trentadue individui in uniforme nera con accenti rossi, il berretto\u00a0recante un soggolo dorato. In posa plastica, le braccia raccolte dietro la schiena, ciascuno di loro guarda il pubblico con ciglio fiero e poi produce, in un perfetto sincronismo, il primo accenno\u00a0di un saluto militare. Ma non sono soldati, questi, non ci troviamo\u00a0a\u00a0una parata. Stiamo per assistere piuttosto alle prime\u00a0battute della festa annuale dedicata ad una delle espressioni popolari maggiormente rappresentative del Giappone,\u00a0che reinterpreta gioiosamente le sue\u00a0stesse tradizioni. Questa \u00e8 la danza, un tempo ubriaca, della Yosakoi. La quale\u00a0oggi, piuttosto che nascere come spontanea espressione di chi vorrebbe onorare\u00a0gli spiriti dei defunti durante la festa di Obon, \u00e8 frutto di uno studio coreografico pi\u00f9 attento, nonch\u00e9 ricco di un concreto\u00a0simbolismo. Dunque ci\u00f2 che segue nella scena\u00a0appare subito profondamente\u00a0rappresentativo: il braccio sinistro dei curiosi personaggi che si alza parallelo al suolo, portato con fare formale a quindici centimetri dal viso, come se costoro si apprestassero\u00a0leggere&#8230;Un orologio? Siamo\u00a0per caso in ritardo? Impossibile, appare immediatamente chiaro mentre gi\u00e0 si voltano, con fare maestoso, mostrando il monogramma\u00a0vermiglio dietro alle giubbe, messo in mostra esattamente\u00a0come fosse quello araldico dei samurai: un solo logo, un&#8217;idea di assoluta efficienza funzionale. JR &#8211; Japan Railways, ovvero le ferrovie del Giappone, le uniche che quando mancano l&#8217;appuntamento con una stazione, ti offrono un biglietto di scuse, da inoltrare fino al capo dell&#8217;ufficio. In questo appassionante frangente\u00a0rappresentate con fierezza, ancora una\u00a0volta, dal\u00a0corpo di ballo messo assieme dai loro\u00a0dipendenti dell&#8217;isola del Kyushu, ormai diventati ospite\u00a0fissi, e onorati, delle pi\u00f9 prestigiose manifestazioni nazionali in cui si pratica la disciplina della danza. L&#8217;effetto complessivo \u00e8 straordinariamente travolgente, e gli \u00e8 valso un&#8217;ottimo piazzamento nella competizione nazionale dello YOSAKOI Soran Festival, evento in grado di attrarre, stando alla pagina ufficiale, fino a 2 milioni di visitatori.<br \/>\nPerch\u00e9 non \u00e8 possibile sopravvalutare l&#8217;importanza dello spirito d&#8217;aggregazione in un qualsiasi impegno di stampo aziendale: come ingranaggi di un grandioso\u00a0meccanismo tutti gli individui coinvolti, dal custode al CEO, dalla receptionist al direttore del marketing, dovrebbero condurre e veicolare un movimento che non sia soltanto regolare, ma una via d&#8217;accesso alla realizzazione collettiva. E non c&#8217;\u00e8 davvero un modo pi\u00f9 immediato, o semplice, di dare forma a un simile concetto, che attraverso lo strumento della musica, che decora con le sue armonie l&#8217;incedere del tempo, cos\u00ec come l&#8217;arte visuale, la pittura o la scultura, occupa lo spazio fisico di tali e tante sale. Pensate all&#8217;inaugurazione ormai attentamente codificata di un nuovo Apple Store, in cui i commessi in uniforme, come prima esperienza dopo il processo di formazione successivo all&#8217;assunzione, ricevono il sacro mandato di mettersi in vetrina e inscenare\u00a0una buffa\u00a0danza, tra gli applausi imbarazzati dei primi clienti. Oppure all&#8217;improbabile canzone motivazionale, simile a un peana neozelandese, che la catena dei grandi magazzini statunitense di Walmart\u00a0esigerebbe dai suoi dipendenti\u00a0all&#8217;inizio di ogni singola giornata lavorativa &#8211; o almeno cos\u00ec dice la leggenda. Il fatto stesso che si possa parlare in un ambito occidentale di un simile fenomeno, come pure di quelle strane sessioni pensate per cementare lo spirito collaborativo dei manager, in cui si costruiscono ponti con gli stuzzicadenti, ci si getta all&#8217;indietro per essere presi al volo e cos\u00ec via&#8230;Pu\u00f2 essere considerato un chiaro segno dell&#8217;influenza avuta dall&#8217;etica lavorativa del Giappone sull&#8217;intero mondo degli affari\u00a0in bilico per il passaggio tra\u00a0gli anni &#8217;70 e &#8217;80, quando sembrava che il futuro economico della globalizzazione\u00a0sarebbe stato tracciato dalle inconoscibili\u00a0<em>zaibatsu<\/em> (conglomerati di compagnie) cos\u00ec perfettamente riassunte nelle poderose ed inquietanti insegne al neon della nascente estetica del cyberpunk, ideogrammi fiammeggianti nella pioggia del Blade Runner di R. Scott. Perch\u00e9 in Giappone l&#8217;ego della singola persona\u00a0non esiste. O per meglio dire, la sua stessa concezione \u00e8 quella di uno stato transitorio, l&#8217;illusione momentanea di chi al termine di scuola, lavoro e\/o incontri familiari, finalmente si ritrova sopra il proprio letto silenzioso, per pensare, idealmente, ai propri impegni del domani. E cos\u00ec soprattutto il ferroviere: perch\u00e9 non ci vuole molto a capire che il treno, come essenza noetica, \u00e8 pi\u00f9 grande di coloro che lo guidano, di chi lo usa per giungere a meta&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_17529\" aria-describedby=\"caption-attachment-17529\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/siHYzPOQskM\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-17529 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/06\/Awa-Odori-500x313.jpg\" alt=\"Awa Odori\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/06\/Awa-Odori-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/06\/Awa-Odori.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-17529\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;Awa Odori di Tokushima \u00e8 la festa danzante pi\u00f9 grande del Giappone, in grado di attrarre oltre un milione di turisti l&#8217;anno. Trarrebbe l&#8217;origine, secondo la leggenda, dalle festivit\u00e0 indette dal signore del feudo di Awa, Hachisuka Iemasa, nel 1586, per l&#8217;inaugurazione del suo nuovo castello.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prassi esecutiva dell&#8217;affascinante spettacolo di danza, ad ogni modo, \u00e8 quella che nasceva nel 1954 presso la citt\u00e0 di K\u014dchi nell&#8217;isola meridionale di Shikoku, come ausilio moderno all&#8217;antica cultura giapponese del <em>matsuri <\/em>(\u796d) la sagra, o festa di paese. Che pu\u00f2 avere, a differenza dell&#8217;usanza predominante in Europa, ogni sorta di origine, sia sacra che profana. O ancor pi\u00f9 spesso trae le origini dal complesso sistema di credenze e valori dello shintoismo, che non pu\u00f2 dirsi una semplice religione, pi\u00f9 di quanto lo siano per noi altri la &#8220;democrazia&#8221; oppure &#8220;l&#8217;aristotelismo&#8221;. Tutti i giapponesi, come esemplificato da un celebre detto, nascono con la percezione antica di un mondo parallelo a\u00a0quello evidente, in cui <em>kami\u00a0<\/em>(Dei) mostri e spiriti determinano il flusso e il corso naturale. Al punto che \u00e8 una cosa buona e giusta, ogni qualvolta sia possibile, rendere loro onore, per ritardare terremoti, cicloni e onde catastrofiche, nonch\u00e9 trovare una ragione di aggregazione che come dicevamo, \u00e8 gi\u00e0 essa stessa un metodo per dare un meritevole\u00a0significato\u00a0alla propria vita. La Yosakoi, differentemente dalla sua ispiratrice storica e vicina geografica, la Owa Odori di Tokushima creata nel contesto buddhista di una delle pi\u00f9 importanti feste giapponesi,\u00a0presenta soltanto tre regole precise: deve impiegare almeno un arrangiamento della canzone scritta appositamente dall&#8217;autore\u00a0Takemasa Eisaku, creata a partire da un&#8217;amalgama di canti e melodie folkloristiche pre-esitenti. Non pu\u00f2 vedere pi\u00f9 di 150 partecipanti per un singolo numero. \u00c8 infine necessario che questi ultimi impieghino una qualche versione del <em>naruko,\u00a0<\/em>la paletta giocattolo in legno che produce un suono simile alla nacchera spagnola. Mentre l&#8217;Awa Odori, pi\u00f9 antica, vuole la mim\u00e9si predeterminata di quello che si dice fecero i partecipanti ad una mitica festa dell&#8217;epoca feudale, tanto ubriachi da &#8220;non riuscire a camminare in linea retta&#8221; ma non abbastanza, a quanto sembra, da dimenticare come vadano suonati flauti o shamisen.<br \/>\nQuesta esecuzione a tema dei ferrovieri del Kyushu, ad ogni modo, non dovrebbe stupire troppo gli spettatori, visto come sia tradizionalmente accettato il fatto che durante le festivit\u00e0 di Obon, che si tengono a seconda della regione del Giappone tra i mesi di Luglio e Agosto, ciascuna regione del paese metta in scena una danza differente,\u00a0che celebra\u00a0l&#8217;attivit\u00e0 industriale considerata pi\u00f9 rappresentativa della regione. Il pi\u00f9 celebre esempio di questa prassi, spesso mostrato nei manga e cartoni animati del paese, \u00e8 il Soran Bushi, un numero musicale creato a partire da un antico canto marinaresco, i cui partecipanti mimano a ritmo le attivit\u00e0 di gettare le reti da pesca, trasportare i bagagli e remare. Senza tralasciare di fermarsi occasionalmente, per gridare in modo energetico DOKKOSHO! (Ors\u00f9!) Oppure SORAN! SORAN! (Si, evviva!) Del resto\u00a0sono molti i campi giapponesi della\u00a0vita civile, nel mondo reale come in quello dei <em>matsuri, <\/em>che hanno saputo\u00a0trovare un metodo espressivo meritevole di essere esportato:<\/p>\n<figure id=\"attachment_17528\" aria-describedby=\"caption-attachment-17528\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/BipjfnRcRc0\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-17528\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-17528 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/06\/Tanko-Bushi-500x313.jpg\" alt=\"Tanko Bushi\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/06\/Tanko-Bushi-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/06\/Tanko-Bushi.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-17528\" class=\"wp-caption-text\">La Tanko Bushi \u00e8 una danza originaria della regione della citt\u00e0 di Togawa, un tempo effettuata durante la festa di Obon dai minatori di carbone. I suoi passi includono il gesto dello spingere i carrelli, il picconare, l&#8217;appendere lanterne. Non si pu\u00f2 negare, a vederla cos\u00ec realizzata da quattro signore in kimono formale, che sia in grado di restituire un senso straordinariamente surreale!<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 sempre rapido, efficiente. \u00c8 la pura perfezione. Non ha i topi, n\u00e9 le pulci, n\u00e9 la spazzatura sotto i suoi sedili. Lo Shinkansen che sfreccia, senza un singolo\u00a0suono molesto, attraverso i palazzi della citt\u00e0 ancora addormentata. Colui che lo guida, nell&#8217;immaginario popolare, rappresenta il tramite tra gli uomini e le loro costruzioni pi\u00f9 tecnologicamente ineccepibili, nella sostanza, un&#8217;espressione di divinit\u00e0. Non per niente, a seguito del loro debutto nel mondo della danza tradizionale, la JR Kyushu Oentai \u00e8 stata paragonata a un gruppo di <em>sentai<\/em> (supereroi). Naturalmente nessun singolo essere umano, per quanto eccezionale, pu\u00f2 davvero costituire la manifestazione terrena di un sommo\u00a0<em>kami<\/em>, ma\u00a0\u00e8 per questo che esiste lo spirito di aggregazione. Venerare l&#8217;uniforme e le movenze del ferroviere in quanto tale, contrariamente all&#8217;apparenza, non \u00e8 (soltanto) il frutto di un bizzarro spirito pseudo-militarista, ma il riconoscere un&#8217;importanza quasi filosofica alla sua attivit\u00e0, per quanto prosaica e legata al mondo della convivenza urbana. La differenza che pu\u00f2 fare un simile approccio all&#8217;individualismo si osserva\u00a0facilmente nella quotidianit\u00e0. Quando ritarda uno dei nostri treni, \u00e8 colpa di un numero imprecisato di\u00a0persone: chi ha stabilito gli orari, chi ha pianificato\u00a0il traffico, i passeggeri problematici, i ladri di rame, chi ha lasciato gli animali sui binari&#8230; Che \u00e8 poi come dire, che la sfortunata situazione\u00a0andrebbe, idealmente,\u00a0attribuita unicamente alla ragione delle circostanze. Ovvero a nessuno. Quando\u00a0ritarda un treno giapponese, parimenti,\u00a0siamo di fronte ad un\u00a0sistema che ha fallito. Ma poich\u00e9 il conduttore\u00a0\u00e8 pronto a mettere\u00a0il suo prestigio personale in prima linea,\u00a0la ferrovia continua, almeno nella mente dei suoi utilizzatori, a risplendere dell&#8217;assoluta perfezione. \u00c8 tutta una questione d&#8217;immagine, o per usare un termine pi\u00f9 carico d&#8217;implicazioni, pura propaganda. I vantaggi di ciascun approccio, nel complesso, sono sotto gli occhi di chi ha voglia di vederli&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sopra un palco rapidamente\u00a0costruito in mezzo ai giardini di Odori, nella ridente citt\u00e0 di Sapporo, sono schierati in file successive trentadue individui in uniforme nera con accenti rossi, il berretto\u00a0recante un soggolo dorato. 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