{"id":17462,"date":"2015-06-11T07:20:59","date_gmt":"2015-06-11T05:20:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=17462"},"modified":"2015-06-11T07:30:57","modified_gmt":"2015-06-11T05:30:57","slug":"con-il-metodo-della-ruota-si-taglia-piu-legna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=17462","title":{"rendered":"Con il metodo della ruota si taglia pi\u00f9 legna"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/cbrYYc0MizA\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-17463\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-17465\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/06\/Tire-Method-500x313.jpg\" alt=\"Tire Method\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/06\/Tire-Method-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/06\/Tire-Method.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C&#8217;\u00e8 un detto americano che recita: &#8220;La legna che tagli da solo ti scalda due volte.&#8221; Dal che si desume, almeno in via teorica, che quell&#8217;altro albero che addirittura abbatti con le tue forze e poi spezzetti prima di inserire nella stufa, sono almeno quattro, le volte parallele in cui ti dona il suo tepore. E se un tale\u00a0arbusto tu l&#8217;avevi anche piantato e coltivato, curato laboriosamente per diversi anni, ci\u00f2 che ne deriva \u00e8 un carburante supremo, non tanto per la qualit\u00e0 di quella legna, quanto per il fatto che derivi da un lungo e reiterato sforzo quotidiano. &#8220;La fatica nobilita il boscaiolo.&#8221; Sembra profilarsi come semplice morale della situazione. Ma questo non significa che sia sempre necessario, o utile, complicarsi la vita: pensate alle tipiche immagini inserite nei poster motivazionali delle grandi aziende d&#8217;oltreoceano, secondo i quali\u00a0non c&#8217;\u00e8 &#8220;I&#8221; (la lettera ma pure la parola io) in &#8220;TEAM&#8221; e nell&#8217;immagine figura una barchetta con un buco, in mezzo alla tempesta, con due individui che si affannano a svuotarla tramite l&#8217;impiego\u00a0di altrettanti secchi. Mentre uno soltanto, indolente, siede silenziosamente all&#8217;altro lato del natante, senza fare un alcunch\u00e9 di nulla. Per\u00f2 ecco: se non ci fosse un contrappeso all&#8217;altra\u00a0parte dello scafo, a farlo pendere in maniera corretta, l&#8217;acqua entrerebbe immediatamente in eccessiva quantit\u00e0, portando tutti gi\u00f9 fino al fondale. E simile \u00e8 la storia di quell&#8217;altra allegoria, con il LEADER che conduce avanti il carrettino assieme ai suoi stessi schiavi, con sopra la pietra gigantesca necessaria per\u00a0una qualche piramide egizia, mentre di contrasto il BOSS, seduto sopra al suo di carico, aumenta passivamente il peso che quegli altri devono spostare. Per\u00f2 pensate a questo: se non ci fosse qualcuno, l\u00ec sopra, ad indicare il passo da seguire, o a dare il tempo degli sforzi con le sue frustate (ehm&#8230;All&#8217;epoca si faceva cos\u00ec) fin dove potrebbe mai giungere\u00a0una tale pietra? Lavorare in modo intelligente, risolvere i problemi: \u00e8 questo ci\u00f2 che conta. L&#8217;impegno, lasciamolo a chi a voglia di fare futile filosofia.<br \/>\nSpaccare il proverbiale ceppo, nella vita urbana contemporanea, \u00e8 un compito che sta acquisendo un fascino sempre maggiore. Soprattutto, a ben pensarci, perch\u00e9 sono sempre meno le persone che l&#8217;abbiano fatto: al cinema, nei telefilm, tra un&#8217;avventura e l&#8217;altra dei cartoni giapponesi, figura spesso l&#8217;attimo di riflessione, in cui l&#8217;eroe, in una tersa mattina d&#8217;inverno, sfoga le sue frustrazioni contro l&#8217;ultimo residuo di un tempo maestoso arbusto. E l&#8217;intera circostanza, nel complesso, appare conturbante, con gli uccelli che cantano, qualche lieve sbuffo di fatica, la natura che ci osserva da lontano, compiaciuta. Mentre nella realt\u00e0 dei fatti&#8230;\u00a0Persino negli Stati Uniti pi\u00f9 rurali, addirittura in mezzo agli alberi del Canada selvaggio, questo non \u00e8 un compito che l&#8217;uomo della strada affronti tutti i giorni. Troppo pratico \u00e8 un sistema a pellet, se non addirittura la simpatica bombola del gas. Cos\u00ec, in genere, o ti manca l&#8217;esperienza, oppure la costituzione. Punta il maglio oppure l&#8217;ascia, fallo bene e stai sicuro che ci metterai soltanto due minuti. Ma il ragazzo, in genere, sbaglier\u00e0 mira una volta su due, mentre l&#8217;uomo per cos\u00ec dire adulto, a meno che non sia il personaggio mitico di <a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Paul_Bunyan\" target=\"_blank\">Paul Bunyan<\/a><b>,\u00a0<\/b>dovr\u00e0 fare i conti con l&#8217;immediato senso di stanchezza delle membra quando non addirittura il mal di schiena. Entrambi problemi risolvibili, applicando un certo grado d&#8217;attenzione a quello che si sta facendo, me nel secondo caso, soprattutto, che risulta tale in modo interessante. Ecco qui un esempio.<br \/>\nBrad \u00e8 il simpatico signore di mezza et\u00e0, probabilmente il padre dell&#8217;utente di YouTube Sara Pearson, che negli ultimi giorni sta acquisendo una vera e propria esplosione di fama internazionale, grazie all&#8217;idea avuta da quell&#8217;altra di mostrare un suo particolare approccio al complesso compito di fare legna per il fuoco. Ed il consenso collettivo \u00e8 chiaro: si tratta di una soluzione semplice, ma Geniale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il video, ben concepito ma purtroppo registrato tenendo lo <em>smartphone<\/em> in verticale (\u00e8 incredibile che ci siano ancora persone propense a usarlo in questo modo) inizia con l&#8217;abbaio di quello che sarebbe stato identificato come un <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Australian_shepherd\" target=\"_blank\">cane da pastore australiano<\/a>, la cui voce risulta tanto penetrante da sembrare il soggetto principale dell&#8217;azione. Consiglierei, a tal proposito, di abbassare un po&#8217; il volume.\u00a0Ma la voce pacata dell&#8217;uomo che spiega ci\u00f2 che sta facendo prende presto il sopravvento: due vecchi pneumatici, probabilmente appartenenti ad un\u00a0piccolo furgone o trattore, sono stati legati assieme e posti sopra ed attorno ad un blocco\u00a0di legno gi\u00e0 tagliato, che far\u00e0 da base di lavoro. Quindi, un&#8217;intera sezione di tronco viene deposta nello spazio residuo, che niente affatto casualmente risulta grande il giusto per tenerla in piedi. Ci\u00f2 che avviene dopo \u00e8 il punto e il senso della situazione: lui che taglia, agilmente, in due o tre pezzi il ciocco, mentre quello, chiaramente, resta in piedi. La praticit\u00e0 dell&#8217;implemento appare presto chiara. Non dovendo riposizionare il materiale dopo ciascun taglio, l&#8217;intera prassi \u00e8 notevolmente pi\u00f9 semplice e veloce. Mentre gli eventuali errori di mira, con conseguente colpo della lama o dell&#8217;impugnatura contro l&#8217;apparato di sostegno, vanno a smorzarsi contro un materiale molto meno rigido, la gomma, con\u00a0gran sollievo alle articolazioni. Non che Brad sembri propenso a compiere qualsiasi errore, tranne quello, puramente soggettivo, di aver scelto per la sua dimostrazione del prezioso noce nero, un legno usato normalmente per creare mobili e chitarre, la cui riduzione in pezzi tanto piccoli ha fatto storcere diversi nasi. Ma pure questo \u00e8 il vivere pericoloso di un <em>team leader<\/em>\u00a0&#8211; non curarsi dell&#8217;invidia del pubblico e tirare avanti, dritti verso l&#8217;obiettivo.<\/p>\n<figure id=\"attachment_17463\" aria-describedby=\"caption-attachment-17463\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/NqHojx66Xng\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-17463\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-17463 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/06\/Car-Method-500x313.jpg\" alt=\"Car Method\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/06\/Car-Method-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/06\/Car-Method.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-17463\" class=\"wp-caption-text\">Si consiglia di smontare il cono perforatore prima di rimettersi su strada.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">A meno di non ritrovarsi con una gomma a terra, come nella classica canzone per bambini. Perch\u00e9 allora, solamente allora, si finir\u00e0 per esclamare: se soltanto non avessi usato gli pneumatici per fare il fuoco! Perch\u00e9 un&#8217;auto senza ruota \u00e8&#8230;\u00c8&#8230;Comunque, dopo tutto, magari&#8230;Potenzialmente ancora utile. Ci si potrebbe ad esempio montare su uno Stickler, il prodotto americano venduto su eBay che viene definito <a href=\"http:\/\/www.thestickler.com\/\" target=\"_blank\">sul suo sito ufficiale<\/a> &#8220;Il pi\u00f9 efficiente\u00a0spacca-legna del mondo&#8221;. Il quale slogan\u00a0potr\u00e0 anche essere una velata esagerazione, ma si basa su alcuni meriti contestuali assai difficili da trascurare. Lo Stickler \u00e8 sostanzialmente un cono scanalato di metallo, affine a quello di certe macchine usate nelle segherie, che pu\u00f2 essere montato in pochi minuti al posto di una ruota di quasi qualsiasi autoveicolo (vendono diversi adattatori) per poi essere fatto girare vorticosamente grazie all&#8217;acceleratore. L&#8217;effetto \u00e8 veramente risolutivo: qualsiasi pezzo di legno gli si avvicini, premendo vigorosamente, quello se lo tira presto dentro, per poi schiantarlo con inesorabile efferatezza. Sar\u00e0 in effetti possibile procedere all&#8217;allegro disboscamento di un&#8217;intera area, confidando nel fatto che il successivo spezzettamento del bottino sia tranquillamente effettuabile da seduti, faticando in modo trascurabile, mentre la magia dei motori si occupa del resto. E con nessuna preoccupazione aggiunta. La velocit\u00e0 considerata ideale per il funzionamento dello Stickler, infatti, si aggira appena sui 25-30 Km\/h, con un pericolo per l&#8217;utilizzatore e uno sforzo veicolare veramente di poco conto, bench\u00e9 l&#8217;impiego del prodotto sia possibile\u00a0solamente con veicoli a trazione posteriore.<\/p>\n<figure id=\"attachment_17464\" aria-describedby=\"caption-attachment-17464\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/2vThcK-idm0\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-17464\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-17464 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/06\/Chain-Method-500x313.jpg\" alt=\"Chain Method\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/06\/Chain-Method-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/06\/Chain-Method.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-17464\" class=\"wp-caption-text\">Per preparare\u00a0la legna secca, specie durante le stagioni fredde, si consiglia l&#8217;uso di un&#8217;ascia leggera e\u00a0con il filo\u00a0bene affilato. Baster\u00e0 quasi appoggiarla con forza sulla superficie, per effettuare il taglio.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma la semplicit\u00e0 dei metodi e gli approcci &#8220;fatti in casa&#8221; resta sempre difficile da superare. Senza spese aggiunte, con materiali di recupero, grazie all&#8217;impiego di sapienza o cognizioni acquisite da ciascuno in modo indipendente. Questo accorgimento cos\u00ec efficacemente dimostrato da Brad, di far stare su il ciocco durante il taglio, non \u00e8 stata chiaramente un&#8217;idea soltanto sua. Tutti ci arrivano, prima o poi, e lo mettono in pratica in maniere divergenti. Fece parlare di se ad esempio questo video del 2011, in cui un taglialegna tedesco armato di un attrezzo di alta qualit\u00e0 si accaniva con maestria sopra un ciocco incatenato. Il quale, talmente risultava stabile in una simile configurazione, da poter essere letteralmente fatto a spicchi, come un agrume. Nell&#8217;ultima fase della lavorazione, inoltre, quando il materiale viene caricato sul furgone, questa soluzione aveva un ulteriore vantaggio: basta sganciare ci\u00f2 che tiene il tutto assieme e srotolare i pezzi risultanti, per averli gi\u00e0 deposti in modo ordinato, senza ulteriore dispendio d&#8217;energia. Mentre la tecnica delle gomme aveva dalla sua la semplicit\u00e0,\u00a0contando sul passaggio in meno di dover avvolgere e stringere la catena ogni singola volta. Pro e contro, per ciascuna macchina, ogni diverso approccio alla remota soluzione. C&#8217;\u00e8 poi tanto da stupirsi, se qualcuno decida invece di mettere sopra un piedistallo\u00a0l&#8217;impegno ed il sudore? In determinati casi\u00a0si fa prima a fare le cose in maniera tradizionale, per il semplice fatto che pensare richiede tempo. E un altro tipo di fatica. Soltanto successivamente, quando\u00a0l&#8217;impegno occasionale si trasforma nella vita di ogni giorno, diventa necessario ricercare arcane vie per l&#8217;ottimizzazione&#8230;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C&#8217;\u00e8 un detto americano che recita: &#8220;La legna che tagli da solo ti scalda due volte.&#8221; Dal che si desume, almeno in via teorica, che quell&#8217;altro albero che addirittura abbatti con le tue forze e poi spezzetti prima di inserire nella stufa, sono almeno quattro, le volte parallele in cui ti dona il suo tepore. &#8230; <a title=\"Con il metodo della ruota si taglia pi\u00f9 legna\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=17462\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Con il metodo della ruota si taglia pi\u00f9 legna\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[1009,1010,136,360,481,97],"class_list":["post-17462","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-attrezzi","tag-campagna","tag-invenzioni","tag-lavoro","tag-legno","tag-tecnologia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17462","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=17462"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17462\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":17469,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17462\/revisions\/17469"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=17462"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=17462"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=17462"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}