{"id":17432,"date":"2015-06-08T07:42:42","date_gmt":"2015-06-08T05:42:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=17432"},"modified":"2015-06-08T07:52:14","modified_gmt":"2015-06-08T05:52:14","slug":"il-pugno-daria-che-sconquassa-gli-aeroporti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=17432","title":{"rendered":"Il pugno d&#8217;aria che sconquassa gli aeroporti"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/b_WmjWAGkLI\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-17434\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-17434\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/06\/Microburst-Event-500x313.jpg\" alt=\"Microburst Event\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/06\/Microburst-Event-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/06\/Microburst-Event.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa scena piuttosto impressionante \u00e8 stata registrata presso il piccolo aeroporto dell&#8217;Accademia delle Forze Aeree del Colorado ad Aprile dell&#8217;anno scorso, quando una serie di coincidenze veramente sfortunate hanno portato un certo numero di cadetti, assieme ad alcuni istruttori, a decollare nel bel mezzo di una situazione\u00a0quasi indescrivibile. Immaginatevi sul sedile\u00a0di comando di un aeroplanino Piper PA-18 Super Cub, dal peso a vuoto di 446 Kg, con la cognizione, vagamente acquisita durante il briefing di un volo d&#8217;addestramento, che &#8220;sussiste il potenziale di un microburst.&#8221; Sicuramente avreste gi\u00e0 riconosciuto, in tali circostanze,\u00a0il nome pi\u00f9 temuto da chiunque abbia mai impugnato una <em>cloche<\/em>. Ma poich\u00e9 da queste parti, essenzialmente, una tale atmosfera la si respira tutti i giorni, la scelta diventa tra l&#8217;accettare il rischio di essere trascinati dagli eventi, oppure non volare mai. Possibilmente, non sperimentare l&#8217;effetto del disastro sulla propria stessa pelle! Come invece capitava, cos\u00ec: durante la preparazione di un&#8217;escursione con alcuni alianti, con i velivoli a motore gi\u00e0 pronti sulla pista, il comandante della base ha improvvisamente realizzato\u00a0che si era ormai giunti al punto di non ritorno. Nel giro di cinque minuti, da una situazione di calma apparente, si era passati a un vento di 55 nodi (100 Km\/h ca.) pi\u00f9 che sufficiente per far staccare da terra\u00a0un aeroplanino come questi anche da fermo, senza alcun pilota a bordo. E quindi, prima che fosse troppo tardi, ha dato l&#8217;ordine di decollare. Wow!<br \/>\n\u00c8 largamente nota alle ricerche dei linguisti, come pure all&#8217;uomo della strada, la questione di alcune lingue degli Inuit e Yupik del Polo Nord che avrebbero &#8220;parecchi nomi per la neve e per il ghiaccio&#8221;. A seconda che si tratti di una formazione solida, piuttosto che vaporosa, oppure troppo morbida e davvero prossima allo scioglimento; quest&#8217;ultima particolare variet\u00e0, quella pi\u00f9 potenzialmente perigliosa\u00a0fra\u00a0tutte e 99 quelle che classificherebbero secondo\u00a0alcuni studiosi, un numero per altri\u00a0esagerato. Ma se pure si potesse confermare l&#8217;esistenza\u00a0di 50, 60 termini e tipologie diverse, non ci sarebbe proprio nulla di strano in tutto ci\u00f2: chi vive a stretto contatto con un elemento naturale, prima o poi, giunge alla conclusione che il comprendere e saper identificare i suoi diversi stati transitori pu\u00f2 pesare fortemente sulla sua sopravvivenza. Strano invece come, nella quotidianit\u00e0 di chi osserva il mondo\u00a0dal microscopio oggettivo della scienza,\u00a0per\u00a0connotare determinati stati dell&#8217;ambiente basti\u00a0talvolta\u00a0un valore numerico d&#8217;accompagnamento, come quelli delle scale di misurazione per i terremoti o le tempeste. Tranne quando\u00a0tale approccio, nella sua estrema semplicit\u00e0, non \u00e8 pi\u00f9 davvero sufficiente: permangono pur sempre, per ciascun livello distruttivo, le fondamentali distinzioni tra le cause scatenanti. Pensiamo, ad esempio, al caso spesso tragico delle tempeste americane. Un paese cos\u00ec vasto e spesso pianeggiante, soprattutto nella sua parte interna che si estende dalle Rocky Mountains al fiume Mississipi, che qualsiasi anomalia meteorologica non ha un semplice esito, con qualche pioggia, tuono o fulmine schioccante. Ma piuttosto s&#8217;ingigantisce silenziosamente, percorrendo tali spazi, finch\u00e9 palesandosi non basta a far tremare le fondamenta stesse della societ\u00e0 civile.<br \/>\nCome nel caso delle lingue nordiche con gli\u00a0stati solidi dell&#8217;acqua, c&#8217;\u00e8 infatti una singolare variet\u00e0 di espressioni\u00a0della lingua inglese, anche di uso corrente, per definire e connotare simili disastri\u00a0<em>in fieri,<\/em>\u00a0determinati da questioni totalmente al di fuori del controllo umano, a esempio: supercell (un fronte mesociclonico) nor&#8217;easter (il vento dell&#8217;Atlantico che talvolta colpisce con furia\u00a0il nord-est\u00a0degli Stati) il panhandle hook (l&#8217;effetto domino di un particolare gruppo di tempeste che si danno il la a vicenda, attraverso un processo che noi definiamo\u00a0ciclogenesi) e poi, naturalmente lui, il tornado (che quando si trova sopra l&#8217;acqua, viene invece detto waterspout). La temutissima colonna d&#8217;aria roteante, generatasi alla base di un cumulonembo, tanto spesso visibile all&#8217;occhio umano grazie alla condensazione delle molecole d&#8217;acqua contenute al suo interno; la quale, forse proprio in funzione di questa sua forma immediatamente riconoscibile, oltre che ai danni spropositati che risulta in grado di causare, \u00e8 entrata a far parte del bagaglio delle conoscenze globalizzate, non venendo in alcun caso definito con il termine di &#8220;semplice&#8221; tempesta. Tutti riconoscono al primo sguardo quella particolare manifestazione della furia del cielo, in grado persino di deformare la struttura di sostegno dei pi\u00f9 grandi grattacieli. Ma che dire invece di questa particolare alternativa, che condivide \u00a0il carattere improvviso e localizzato, nonch\u00e9 la crudelt\u00e0 del tornado, eppure che ben pochi fuori dagli Stati Uniti chiamano per nome: tanto che, in effetti, persino qui da noi, dobbiamo usare l&#8217;espressione molto pi\u00f9 generica di &#8220;raffica discendente&#8221; oppure rassegnarci all&#8217;inglesismo alquanto vago, microburst&#8230;Ed ecco, esattamente, che cos&#8217;\u00e8: il terrore degli aerei, siano questi in volo oppure come in questo caso, con le ruote appoggiate saldamente a terra. Ma in assenza di un qualsiasi hangar, dannazione!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_17433\" aria-describedby=\"caption-attachment-17433\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/HDfodeURad0\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-17433 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/06\/Microburst-Event-2-500x313.jpg\" alt=\"Microburst Event 2\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/06\/Microburst-Event-2-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/06\/Microburst-Event-2.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-17433\" class=\"wp-caption-text\">&#8220;Come l&#8217;acqua di un rubinetto che discende nel lavandino, dilagando in senso orizzontale. E un piccolo aeroplano proprio in mezzo al getto.&#8221;<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non si pu\u00f2 davvero parlare di questo particolare evento meteorologico senza citare il terribile\u00a0disastro del volo 191 delle Delta Air Lines, qui rappresentato in una ricostruzione dello Smithsonian Channel, che tanto fece per spronare l&#8217;adozione di nuovi mezzi preventivi e approcci alla risoluzione del problema. Si tratt\u00f2 di un caso davvero eclatante, che diede il via nel 1985 alla pi\u00f9 lunga investigazione con successivo processo nella storia dell&#8217;aviazione americana. Semplicemente non fu chiaro, per parecchi anni, come fosse stato possibile il verificarsi di una simile tragedia. Il jet di linea coinvolto, un affidabile Lockheed\u00a0L-1011 TriStar, era infatti impegnato nell&#8217;approccio finale\u00a0presso la pista 17L dell&#8217;aeroporto Dallas\/Fort Worth International alle 18:00 del 2 Agosto, quando all&#8217;improvviso, secondo quanto comunicato via radio, il comandante not\u00f2 &#8220;alcuni fulmini che scaturivano da una nube.&#8221; Il comandante\u00a0Edward Connors era sempre stato, secondo quanto viene ricordato, un pilota estremamente cauto, al punto che in presenza di un potenziale rischio meteo sceglieva sempre il tragitto pi\u00f9 lungo, con un&#8217;esemplare dimostrazione di prudenza che andava talvolta a discapito del guadagno della compagnia. Anche il suo secondo di quel tragico incidente, Rudolph Price, aveva parecchie ore di volo ed un curriculum davvero ineccepibile. L&#8217;intera questione appare dunque tanto maggiormente impressionante nella sua inevitabilit\u00e0:\u00a0all&#8217;improvviso, l&#8217;aereo si ritrova in un fortissimo vortice discendente, sperimentando l&#8217;effetto temutissimo del <em>wind shearing<\/em>.<em>\u00a0<\/em>Che consiste, in aeronautica, nel momento in cui un aeroplano in fase d&#8217;atterraggio attraversa un&#8217;area affetta da improvvise variazioni del verso e della forza del vento, che per di pi\u00f9, in questo caso, prese a soffiare da dietro e verso il basso. Una combinazione, per citare la voce fuori campo di una simile ricostruzione televisiva: &#8220;Assolutamente letale!&#8221; Alle\u00a018:05 e 39 secondi, la situazione si presenta all&#8217;improvviso disperata. Il capitano tenta di aumentare la potenza, mentre l&#8217;aereo discende ormai alla velocit\u00e0 di 15 metri al secondo quando, nel giro di qualche attimo, si trova abbastanza in basso da colpire un lampione della strada innanzi all&#8217;aeroporto, uccidendo sul colpo\u00a0uno sfortunato\u00a0automobilista che passava di l\u00ec. Per poi proseguire la sua corsa impattando\u00a0fragorosamente contro\u00a0un grande serbatoio d&#8217;acqua, ben lontano dalla pista a cui puntava, spezzandosi a met\u00e0. Delle 152 persone a bordo, 136 persero la vita, inclusi gli 11 membri dell&#8217;equipaggio, nonostante l&#8217;impegno e le capacit\u00e0\u00a0del personale di soccorso, che in quel caso diede una dimostrazione di notevole efficienza.<\/p>\n<figure id=\"attachment_17436\" aria-describedby=\"caption-attachment-17436\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/wDLyssxqabc\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-17436\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-17436 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/06\/Microburst-Event-31-500x313.jpg\" alt=\"Microburst Event 3\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/06\/Microburst-Event-31-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/06\/Microburst-Event-31.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-17436\" class=\"wp-caption-text\">Quando la calata di un microburst colpisce direttamente un aeroporto, i danni sono sempre significativi. In questo caso registrato nel 2006 presso Tulsa, in Oklahoma, \u00e8 possibile osservare la facilit\u00e0 con cui il vento\u00a0sposta alcuni bimotori dalla stazza decisamente significativa. A\u00a0quanto spiega la descrizione del video, \u00a0in quei drammatici minuti, le auto nel parcheggio furono letteralmente ribaltate.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il disastro del volo 191 \u00e8 una contingenza che colp\u00ec profondamente l&#8217;opinione pubblica statunitense, spronando le compagnie aeree a grandi investimenti nella ricerca e sviluppo, soprattutto nel campo dei radar di bordo usati per rilevare le pi\u00f9 insidiose anomalie meteorologiche o altri rischi potenziali. Nonostante questo, il fenomeno del microburst \u00e8 ancora largamente impossibile da prevedere. Ne esistono sostanzialmente di due tipi: bagnato\u00a0oppure asciutto. Nel primo caso, un&#8217;improvvisa e forte pioggia ad alta quota genera un flusso discendente d&#8217;aria, che gradualmente accelera fino all&#8217;impatto col terreno, diffondendosi quindi in modo orizzontale. I danni causati da questo tipo di evento sono riconoscibili rispetto a quelli di un tornado, perch\u00e9 piuttosto che essere il frutto di una rotazione centrifuga, dimostrano un&#8217;orientamento\u00a0comune; gli alberi, ad esempio, cadono quasi tutti nella stessa direzione. Ma l&#8217;alternativa forse pi\u00f9 insidiosa, messa su pellicola\u00a0nel video di apertura in Colorado, \u00e8 quella di un microburst asciutto, durante il quale l&#8217;acqua delle precipitazioni evapora istantaneamente, al contatto con gli strati d&#8217;aria pi\u00f9 calda sottostanti. Come conseguenza di ci\u00f2 quindi, questi ultimi sperimentano un calo\u00a0immediato\u00a0di parecchi gradi, precipitando rovinosamente verso il suolo. \u00c8 stato stimato che lo spostamento orizzontale del vento che ne deriva possa raggiungere la velocit\u00e0 di 75 m\/s (270 Km\/h) pi\u00f9 che sufficiente a far decollare gli aerei da fermi, o scoperchiare i tetti di un&#8217;intera cittadina.\u00a0E l&#8217;uomo, il pilota e il comandante, dinnanzi a tutto questo, cosa mai potrebbe fare? Se non dare un nome a tale situazione, onde meglio maledirla, agitando verso l&#8217;alto\u00a0il proprio pungo contrapposto&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questa scena piuttosto impressionante \u00e8 stata registrata presso il piccolo aeroporto dell&#8217;Accademia delle Forze Aeree del Colorado ad Aprile dell&#8217;anno scorso, quando una serie di coincidenze veramente sfortunate hanno portato un certo numero di cadetti, assieme ad alcuni istruttori, a decollare nel bel mezzo di una situazione\u00a0quasi indescrivibile. Immaginatevi sul sedile\u00a0di comando di un aeroplanino &#8230; <a title=\"Il pugno d&#8217;aria che sconquassa gli aeroporti\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=17432\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Il pugno d&#8217;aria che sconquassa gli aeroporti\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[183,374,595,910,147,909,516],"class_list":["post-17432","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-aviazione","tag-disastri","tag-incidenti","tag-meteorologia","tag-stati-uniti","tag-tempeste","tag-vento"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17432","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=17432"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17432\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":17439,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17432\/revisions\/17439"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=17432"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=17432"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=17432"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}