{"id":17385,"date":"2015-06-03T07:37:56","date_gmt":"2015-06-03T05:37:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=17385"},"modified":"2015-06-03T07:45:28","modified_gmt":"2015-06-03T05:45:28","slug":"25-kg-il-fungo-commestibile-piu-grande-al-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=17385","title":{"rendered":"25 Kg: il fungo commestibile pi\u00f9 grande al mondo"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/OhoVBOKjlFA\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-17386\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-17388\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/06\/Giant-Puffball-500x313.jpg\" alt=\"Giant Puffball\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/06\/Giant-Puffball-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/06\/Giant-Puffball.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 sempre importante, nella definizione di un&#8217;intera classe di organismi, determinare la linea di confine degli estremi contrapposti: il pi\u00f9 lento e il pi\u00f9 veloce, quello che proietta la sua vita maggiormente lontano\u00a0Vs.\u00a0l&#8217;effimero rappresentante di un&#8217;eterna giovinezza, che vive per qualche giorno appena, comunque sufficiente a riprodurre copie di se stesso all&#8217;infinito. Non che questa particolare via d&#8217;accesso alla comprensione del mondo naturale, il guinness del biologo, sia cos\u00ec facile da percorrere, soprattutto in un ambito che esula dal suo contesto in modo estremamente preminente. Perch\u00e9 cos&#8217;\u00e8, in effetti, un fungo? Non certo l&#8217;escrescenza vegetativa con l&#8217;ombrello, che spunta all&#8217;improvviso dopo un temporale in gruppi geometricamente disordinati ma pur sempre contingenti. Bench\u00e9 questa presenza, sostanzialmente l&#8217;insieme degli organi riproduttivi della creatura pseudo-vegetale, rappresenti il suo unico strumento d&#8217;interfaccia con la superficie. In fondo come descrivere\u00a0addirittura un uomo, in senso meramente oggettivo, se non tirando in ballo la somma dell&#8217;aspetto fisico ed i suoni che produce, il modo in cui si muove ad influenzare il mondo&#8230;Nessuno, richiamando alla mente i\u00a0propri amici o familiari, si prefigura i villi celebrali e le diramazioni del sistema nervoso. Eppure queste cose sono, solamente, portatrici del concetto di individuo. Come il rizomorfo del micelio, la cosiddetta radice dei funghi; che non ha sapore\u00a0e non si vede sulle tavole, ma \u00e8 alla base remota di tante escursioni di ricerca, la cesta sotto braccio, tra gli alberi della foresta e pregustando un nuovo piatto a base di&#8230;odorosi, fibrosi, dolceamari baccelli per le spore, rigorosamente consumati prima che maturino, riempiendosi di quel\u00a0pulveriforme\u00a0veleno potenziale. Ah, che meraviglia! Camminare senza un singolo pensiero al mondo, con soltanto il verso degli uccelli a farti compagnia, finch\u00e9 non ti trovi davanti ad una rara infiorescenza\u00a0di <em>Calvatia gigantea <\/em>(teste calve)<em>\u00a0<\/em>o per usare il termine comune in lingua inglese,\u00a0<em>giant puffball<\/em> (grandi pallette). Come teschi dimenticati dei giganti, venti, trenta cose tonde, candidamente adagiate in mezzo all&#8217;erba e circondate da altrettanti piccoli fratelli, a loro volta virtualmente indistinguibili da uova di lucertole smarrite.\u00a0Cosa fare, dunque?\u00a0Thomas Harwood, l&#8217;autore del presente video, non ha perso tempo ad esitare: chiamando i suoi amici, ha subito deciso che entro la serata si sarebbe organizzato il pi\u00f9 munifico banchetto a base di pietanze fungine. Cos\u00ec il gruppo ha iniziato la perlustrazione, raccogliendo alcuni dei migliori esemplari per farne un alto cumulo a margine della radura,\u00a0dall&#8217;altezza ed estensione veramente significativa. Al punto che, venuta l&#8217;ora di lasciare la scena del crimine, per trasportare via il carico sar\u00e0 necessario avvicinarsi con la macchina, problematica di certo poco nota a chi \u00e8 solito procacciarsi giusto qualche ovulo, graziosi gallinacci, due spugnole o un porcino. Mentre non c&#8217;\u00e8 niente di usuale, nella forma tondeggiante e nel funzionamento di questo raro\u00a0quanto\u00a0persistente organismo fungino!<br \/>\nLa <em>C. gigantea\u00a0<\/em>appartiene alla classe dei gastromiceti o funghi con lo stomaco, una sotto-categoria dei\u00a0<em>Basidiomycota<\/em>, tra i principali esseri multi-cellulari in grado di riprodursi senza l&#8217;uso\u00a0degli embrioni. Caratteristica del fungo in questione, come dei suoi parenti pi\u00f9 prossimi, \u00e8 di non produrre le spore\u00a0portatriceidi DNA all&#8217;esterno della sua superficie, facendola scaturire\u00a0dalle lamelle sotto l&#8217;ombrello, ma al centro stesso del suo globo, in un nucleo che una volta maturato si presenta di una consistenza e colorazione differente. A quel punto, quindi, il fungo si apre letteralmente, fessurandosi nella parte superiore, per lasciare che il vento, la pioggia e gli insetti facciano il dovuto. Persino il suo gambo stretto e fragile, unico collegamento con il substrato che costituisce il vero corpo del fungo, \u00e8 fatto per spezzarsi alla minima sollecitazione, affinch\u00e9 la forma di quel globo rotoli liberamente, con conseguente diffusione di se stesso verso le diverse direzioni cardinali. \u00c8 una strana giustapposizione, questa di un essere apparentemente completo, che non ha strumenti difensivi di alcun tipo, ma piuttosto sembra chiedere a tutte le creature circostanti: &#8220;Mangiatemi, fate di me un <em>saut\u00e9&#8221; <\/em>e invero, questo avviene perch\u00e9 ci\u00f2 che noi di solito definiamo &#8220;il fungo&#8221; sostituisce in realt\u00e0\u00a0soltanto una minima parte del micelio stesso, persino quando ha il peso di un bambino di sei anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_17387\" aria-describedby=\"caption-attachment-17387\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/fAH3LCyJLSU\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-17387\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-17387 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/06\/Giant-Puffball-2-500x313.jpg\" alt=\"Giant Puffball 2\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/06\/Giant-Puffball-2-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/06\/Giant-Puffball-2.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-17387\" class=\"wp-caption-text\">Come ci viene spiegato in modo approfondito dalla YouTuber Blanche Cybele Derby, il C.Gigantea non \u00e8 particolarmente gustoso. Il suo impiego migliore in cucina \u00e8 dunque la cottura in casseruola con la carne, o in alternativa la trasformazione mediante panatura in una sorta\u00a0di crostino, da servire\u00a0ai propri commensali assieme\u00a0con del bacon.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il fungo, diffuso sia in Europa che nel territorio degli Stati Uniti, bench\u00e9 generalmente alquanto raro, fu classificato per la prima volta verso la fine del XVII secolo, ad opera del naturalista tedesco\u00a0August Johann Georg Karl Batsch\u00a0 (1761 &#8211; 1802) ma fu soltanto un secolo dopo, grazie alle ricerche del farmacista\u00a0Curtis Gates Lloyd\u00a0(1859-1926) che inizi\u00f2 ad essere considerato importante per la societ\u00e0 umana, vista la sua capacit\u00e0 innata, una volta tagliato a strisce ed inserito nelle fasciature, di\u00a0favorire la migliore guarigione di una ferita, contrastando ogni forma di infezione. Al giorno d&#8217;oggi, visto il facile superamento di questa sua dote endemica ad opera della medicina moderna, il <em>giant puffball<\/em> viene piuttosto considerato una curiosit\u00e0, consumato con un entusiasmo che nasce dalla sua limitata diffusione, anche perch\u00e9, indipendentemente da quanto spesso sia raccolto, ha la caratteristica di ritornare anno\u00a0dopo anno negli stessi luoghi.<br \/>\nLa manifestazione di superficie dell&#8217;essere in questione ha infatti un significativo punto a favore: proprio\u00a0in funzione della notevole\u00a0grandezza per singolo esemplare (pu\u00f2\u00a0raggiungere gli 80 cm di diametro per 20-25 Kg di peso) un Calvatia pronto da consumare \u00e8 facilmente riconoscibile da qualsiasi altro fungo esistente, senza il minimo timore di sbagliarsi. Bench\u00e9 sia invece opportuno prestare MOLTA attenzione con gli esponenti meno corposi, relativamente simili, per la colorazione bianca, ai pericolosi\u00a0appartenenti al genere degli Amanita, funghi spesso dannosi o persino letali. Mentre questi, ad opera di un micologista esperto, possono essere mangiati addirittura crudi e direttamente sul luogo del ritrovamento, bench\u00e9 il\u00a0fungo in generale come pietanza non sia molto digeribile in assenza di cottura. L&#8217;importante, ad ogni modo, \u00e8 orientarsi sugli esemplari grandi ma non troppo, perch\u00e9 nell&#8217;ultima fase della sua esistenza vegetativa\u00a0il fungo va incontro ad una problematica serie di trasformazioni&#8230;<\/p>\n<figure id=\"attachment_17386\" aria-describedby=\"caption-attachment-17386\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/2z-T3jU6tHU\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-17386 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/06\/Giant-Puffball-3-500x313.jpg\" alt=\"Giant Puffball 3\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/06\/Giant-Puffball-3-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/06\/Giant-Puffball-3.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-17386\" class=\"wp-caption-text\">In un momento purtroppo non riportato del recente passato, il giovane scozzese Matthew Fogarty ebbe l&#8217;occasione di trovare il C.gigantea pi\u00f9 grande al mondo, un&#8217;impressionante ammasso globulare da oltre un mezzo di imponenza. Appoggiato l\u00ec sul tavolo di un notiziario locale, sembrava una pantagruelica patata proveniente dalla preistoria.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">I <em>puffball<\/em> giganti, una volta maturi e pronti ad iniziare il processo di diffusione delle spore, non sono pi\u00f9 commestibili. La loro carne diventa molle e verdastra, amara e potenzialmente indigesta. Non \u00e8 possibile inoltre sbagliarsi e metterli comunque in tavola, visto il modo in cui la pelle esterna, prima di iniziare la diffusione delle spore, assuma una colorazione di un marrone piuttosto scuro. In questo stato, un singolo fungo pu\u00f2 contenere fino ad un trilione (un milione di bilioni, ovvero un milione alla terza) di spore, ciascuna potenzialmente conduttiva alla creazione di un nuovo micelio, potenziale origine di decine, o centinaia di nuove escrescenze fungine. Dovremmo considerarci davvero fortunati, quindi, se le particolari condizioni del nostro pianeta non sono poi cos\u00ec benevole verso il regno di questa classe di creature, che riescono a prosperare solamente in determinati momenti climatici o stagionali. Altrimenti, chiss\u00e0 in che situazione ci troveremmo, oggi&#8230;<br \/>\nPu\u00f2 sembrare poco significativo\u00a0parlare di &#8220;fungo pi\u00f9 grande&#8221; in relazione al solo frutto di superficie, quando piante o alberi\u00a0pluri-centenari gettano la propria ombra con superbia sopra quel metro e mezzo di presenza candida ed inerme. Ma la realt\u00e0 \u00e8 che un singolo fungo, inteso come l&#8217;interconnessione dell&#8217;intero strato dei rizomorfi, pu\u00f2 facilmente costituire la creatura pi\u00f9 grande al mondo. Nel 2005 lo studioso americano\u00a0Paul Stamets ha trattato approfonditamente, nel suo testo\u00a0<em>Mycelium Running: How Mushrooms Can Help Save the World<\/em>, la questione di un esponente del genus <em>Armillaria<\/em> (comunemente detto fungo del miele) che si estenderebbe sotto la\u00a0catena delle Blue Mountains in Oregon, per una distanza approssimativa di 2400 acri (9,7 Km quadrati). Tale creatura avrebbe prosperato indisturbata per 22 secoli, traendo giovamento dalle alterne fortune della fitta foresta sovrastante, infestata nei periodi di magra dalle propaggini succhiatrici di vita della sua presenza. Simili mostruose casualit\u00e0 dovrebbero fare molto, per togliere il senso di colpa a chi sradica una palla o due, per gustarsela all&#8217;ora di pranzo. Nella gara evolutiva per la sopravvivenza,\u00a0avvengono talvolta inaspettate\u00a0cose. E i funghi sono strani nonch\u00e9, almeno in potenza, adattabili al mutamento climatico a cui sta andando incontro il nostro pianeta. Forse, molto pi\u00f9 di noi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 sempre importante, nella definizione di un&#8217;intera classe di organismi, determinare la linea di confine degli estremi contrapposti: il pi\u00f9 lento e il pi\u00f9 veloce, quello che proietta la sua vita maggiormente lontano\u00a0Vs.\u00a0l&#8217;effimero rappresentante di un&#8217;eterna giovinezza, che vive per qualche giorno appena, comunque sufficiente a riprodurre copie di se stesso all&#8217;infinito. Non che questa &#8230; <a title=\"25 Kg: il fungo commestibile pi\u00f9 grande al mondo\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=17385\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su 25 Kg: il fungo commestibile pi\u00f9 grande al mondo\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[228,292,506,994,109,190,412,78,89],"class_list":["post-17385","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-ambiente","tag-cibo","tag-foresta","tag-funghi","tag-natura","tag-piante","tag-record","tag-scienza","tag-strano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17385","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=17385"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17385\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":17393,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17385\/revisions\/17393"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=17385"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=17385"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=17385"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}