{"id":17326,"date":"2015-05-27T07:40:13","date_gmt":"2015-05-27T05:40:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=17326"},"modified":"2015-05-27T07:46:48","modified_gmt":"2015-05-27T05:46:48","slug":"autista-tenta-dimbarcarsi-usando-due-assi-di-legno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=17326","title":{"rendered":"Autista tenta d&#8217;imbarcarsi usando due assi di legno"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/YLZNwxFtNhk\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-17329\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-17329\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/05\/Amazon-Hilux1-500x313.jpg\" alt=\"Amazon Hilux\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/05\/Amazon-Hilux1-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/05\/Amazon-Hilux1.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec si \u00e8 giunti fino a questo attimo di pericolo e profonda paura: un molo stretto, un grosso pick-up Toyota, portuali e stivatori che battono nervosamente il piede. Un&#8217;intera carriola di blocchi di legno! (Assi? Scatoloni?) Stanca di attendere per il suo turno. La gente che grida per spronare innanzi l&#8217;automobilista. E un capitano del battello, indubbiamente, pronto a rimproverarlo per il tempo perso. Perch\u00e9 alla fine, in Brasile, non si pu\u00f2 comprendere il motivo dell&#8217;esitazione dimostrata da un simile pavido visitatore. Ci sei venuto, fino ai limiti del mondo, per conoscere le piante e gli animali, poter dire di aver esplorato\u00a0la foresta pi\u00f9 pluviale e poetica del mondo; quindi adesso, pedala. O per meglio dire, molla la frizione (delicatamente) e spingi un poco sopra l&#8217;acceleratore (con la punta del tuo piede destro) avanzando\u00a0sopra il fiume che separa te, dal tuo solcaflutti obiettivo, dalla stiva cupa ed accogliente. E noialtri dal tempo e dal momento di partire, verso le destinazioni poste un po&#8217; pi\u00f9 a valle lungo il fiume del Rio Negro. Non c&#8217;\u00e8 proprio nulla da temere, visto l&#8217;impiego di un simile metodo di salvaguardia brevettata (ufficio tecnico: seconda palma a destra): due &#8220;assi&#8221; di un materiale non del tutto definito, ma probabilmente &#8220;legno&#8221; appoggiate in senso parallelo a quella riva ormai distante. Perfettamente distanziate in base alla larghezza del veicolo di turno e poi appoggiate, apparentemente senza nessun tipo di fissaggio funzionale, al ciglio di quella propaggine sui pali, digradanti verso la distante pancia dell&#8217;imbarcazione. La ragione di una tale scelta, osservandone i drammatici momenti via questa registrazione, appare poco chiara. \u00c8 possibile che il fondale fosse troppo basso per avvicinare maggiormente i due mezzi di trasporto, come pure che il traghetto disponesse unicamente di un portello posto su di un lato. Il che in un ambito fluviale, dove lo spazio a disposizione quello \u00e8, tale resta, significa sostanzialmente dover approcciarsi con angolazioni meno che ideali. Ma simili considerazioni, a conti fatti, contano davvero molto poco. Provaci tu a dire, in simili momenti: &#8220;Torno indietro!&#8221; Cos\u00ec l&#8217;uomo, il cui volto e nome non ci sono\u00a0noti, compie il primo giro di ruota e si ritrova sopra il baratro senza speranza di ritorno. Gi\u00e0 il suo passo carrabile pare piegarsi in modo orribile, mentre ciascun singolo spettatore a posteriori, ma che non conosca l&#8217;esito finale, sarebbe pienamente pronto a giurare che quell&#8217;auto cadr\u00e0 gi\u00f9, fin sul fondale delle cose. Quindi avanti, solo avanti deve andare&#8230;.<br \/>\nC&#8217;\u00e8 un detto americano che recita: &#8220;Se sembra stupido ma funziona, amico, quello non \u00e8 affatto stupido.&#8221; Aforisma, questo, che normalmente evoca in qualcuno dei presenti la tipica risposta: &#8220;No, sei stato solo fortunato.&#8221; Ed \u00e8 in effetti altrettanto probabile, nel dipanarsi di un tale pericoloso frangente, che gli abitanti e lavoratori del posto avessero gi\u00e0 in mente la perfetta procedura, gi\u00e0 testata molte volte, come del resto, invece, che la stessero improvvisando sul minuto. Il fatto \u00e8 che una rampa d&#8217;acciaio simile a quella impiegata nei nostri traghetti del Mediterraneo ha un costo niente affatto indifferente. Ma soprattutto, per essere posizionata ad ogni imbarco, necessita di meccanismi motorizzati o un qualche tipo di gru, sistemi tutt&#8217;altro che accessibili in un luogo come la regione settentrionale di Par\u00e0 in Brasile, probabile scenario presso cui \u00e8 stato registrato il video, ad opera di un passeggero posto sul ponte pi\u00f9 alto dell&#8217;imbarcazione stesso. Si, \u00e8 vero: dal bisogno e dall&#8217;assenza di altre strade nasce l&#8217;inventiva, come ampiamente dimostrato a margine da esperimenti comportamentali o l&#8217;esperienza di tutti coloro che, ritrovatisi in difficoltose situazioni, scoprano risorse nuove o inaspettate. \u00c8 una prassi comportamentale che accomuna tutte le forme di vita dotate di doti significative. Se affamato, un cane aguzza il proprio olfatto. Un gatto salta un po&#8217; pi\u00f9 in alto, scova i pi\u00f9 nascosti topi della notte. Mentre un <em>sapiens<\/em>, la cui dote principale resta sempre quella, nella zucca e grigia di volute, diventa ANCORA pi\u00f9 intelligente, persino pi\u00f9 furbo e in grado di comprendere le implicazioni del momento. Tranne quella forse pi\u00f9 incomprensibile: come, in effetti, quell&#8217;autista sia riuscito a mettere il suo camioncino di traverso, sopra un molo largo esattamente quanto la distanza tra i suoi fari!<br \/>\n\u00c8 chiaro che potendo scegliere, se ci fosse un afflusso continuo di veicoli intenzionati a transitare sopra il fiume in questione, che potrebbe anche essere il Rio delle Amazzoni, soluzioni d&#8217;altro tipo avrebbero sostituito quella delle assi parallele. Per\u00f2 guardate qui: ah, funziona. La ragione non \u00e8 totalmente chiara. Vedere un materiale che si piega fino a un tale punto, soprattutto se apparentemente di recupero come quello qui mostrato, farebbe pensare di essere davvero prossimi al disastro. Lo stesso acciaio, ad esempio, pu\u00f2 tendere a mantenere la sua forma, ma dopo un certo numero di utilizzi tanto estremi, tender\u00e0 a formare una gibbosit\u00e0 piuttosto apparente. Il che, nel momento in cui la propria macchina, e potenzialmente vita, sono affidate alla sua capacit\u00e0 di far da ponte, non \u00e8 certamente desiderabile, n\u00e9 appropriato. Tra le teorie pi\u00f9 interessanti a margine del video, c&#8217;\u00e8 quella che vedrebbe le due assi come costruite in noce brasiliano, altres\u00ec detto Ipe, un legno noto per la sua estrema resistenza anche in situazioni di passaggio continuo e ripetuto, come il famoso lungo mare di Atlantic City, nel New Jersey. Che tra l&#8217;altro, non ha proprio nulla a che vedere con il genere <em>juglans<\/em>, cui appartengono gli arbusti omonimi del nostro continente.\u00a0O in alternativa potrebbe trattarsi di Pau Ferro, un materiale affine al palissandro e spesso usato per costruire le chitarre. Entrambi tanto duri da avere l&#8217;abitudine, pi\u00f9 volte reiterata, di smussare o fare a pezzi gli strumenti di chi tenti di lavorarli. Perch\u00e9 tale, \u00e8 la forza della natura intesa come interminabile foresta vergine, carica di mistici segreti. Ma tutto questo non \u00e8 nulla, in confronto alla furia incontenibile di Poseidone&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_17327\" aria-describedby=\"caption-attachment-17327\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/PytXU6yiCaM?t=4m48s\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-17327 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/05\/Kimolos-disembark-500x313.jpg\" alt=\"Kimolos disembark\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/05\/Kimolos-disembark-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/05\/Kimolos-disembark.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-17327\" class=\"wp-caption-text\">A Kimolos il porto non \u00e8 privo di sorprese. Se ti piace il mare, amerai Kimolos! (L&#8217;azione inizia <a href=\"https:\/\/youtu.be\/PytXU6yiCaM?t=4m30s\" target=\"_blank\">al minuto 4:30<\/a>)<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qualcuno, osservando il video di apertura, avr\u00e0 forse pensato: &#8220;Ah! Genti all&#8217;altro capo del mondo. Nessun europeo\u00a0oserebbe rischiare tanto solo per viaggiare sulle quattro ruote.&#8221; Il che \u00e8 altrettanto vero, quanto il fatto che il disboscamento scriteriato della Foresta Amazzonica sia privo di pericoli per il contenuto respirabile dell&#8217;atmosfera. Sarebbe a dire, niente affatto. Almeno a giudicare da questa ripresa, effettuata da un residente dell&#8217;isola, dell&#8217;esatto momento dello sbarco dal normalissimo traghetto che collega l&#8217;isola di Kimolos alla sua vicina Milo (della Venere famosa) e da qui al resto delle Cicladi, nella splendida culla del mar dell&#8217;Egeo. Specchio caldo ed accogliente qualche volta, pieno di vita e suoni e splendidi colori, ma pur sempre quello, necessariamente: una spaventosa forza della natura, pronta a ribellarsi, senza\u00a0il bisogno di particolari pretesti, verso coloro che lo solcano con massimo trasporto. E il loro contenuto, ovvero passeggeri, molti, carichi di borse coi bagagli, e poi automobili, in gustosa quantit\u00e0. Che sopraggiungevano, in quell&#8217;assolato giorno del 25\/03\/2013, presso quello che potrebbe definirsi un molo cementizio della tipologia pi\u00f9 ampia e pratica per l&#8217;uso. Niente a che vedere con la traballante struttura brasiliana, nonch\u00e9\u00a0soprattutto privo delle assi a far da intermediarie, vista la distanza ideale del fondale. Tutto perfettamente in regola, dunque, tranne un piccolo problema: il vento che soffiava, guarda caso, all&#8217;intensit\u00e0 9 della scala di Beaufort, ovvero quella che viene definita una &#8220;Burrasca forte&#8221;. Siamo naturalmente ancora ben lontano dalla cifra massima del 12, normalmente fatta corrispondere alla situazione di un vero e proprio uragano. Nulla per cui fermarsi, dunque, nell&#8217;espletamento della propria professionalit\u00e0. Dunque ritroviamo quei sei addetti al porto, serenamente privi di un giubbotto di salvataggio, mentre salutano con entusiasmo i naviganti. Proprio in corrispondenza del punto ideale per spalancare il portellone posto sul traghetto, un probabile rappresentante tipico della tipologia Roll-on\/roll-off, inventata ai tempi della seconda guerra mondiale per facilitare le operazioni di sbarco degli uomini e del <em>mat\u00e9riel<\/em>. La quale deve necessariamente girarsi di poppa, prima dell&#8217;approdo, con la conseguenza che non pu\u00f2 sfruttare zone particolarmente riparate o strette per aprirlo. Che ottima occasione, per testare la mia nuova telecamera portatile! Deve aver pensato l&#8217;ignoto membro dell&#8217;equipaggio del capitano Isidoro Hardy, che stando alla descrizione avrebbe fornito direttamente il video al publisher originario, tale\u00a0Rempeliou Kar.\u00a0Questa perla del suo canale di YouTube, con ormai oltre un milione di visualizzazioni, mostra perfettamente cosa avvenga quando un gruppo di persone sono fortemente motivate, dal bisogno personale e dalle convenzioni, a portare a compimento una precisa procedura. Al primo gruppo va piuttosto bene: una quindicina di persone, cariche dei pacchi della spesa e i loro acquisti all&#8217;altro capo della linea, che si affrettano verso l&#8217;entroterra, mentre le onde li ghermiscono all&#8217;altezza delle caviglie. Niente di strano. Le cose iniziano a farsi caotiche quando alle automobili all&#8217;interno, che attendevano il proprio turno per sbarcare, viene fatto cenno di procedere rapidamente, probabilmente\u00a0prima che una qualche onda di traverso causi gravi conseguenze. A quel punto\u00a0sul molo, all&#8217;improvviso, si ritrovano persone, auto e onde\u00a0al tempo stesso, che minacciano di portarsi dietro tutto quanto. Cosa che fortunatamente non si verifica: a fare il tragitto opposto, invece, arrivano alcune piccole auto tra cui una 500, seguite da un\u00a0ponderoso camion rosso, fermamente intenzionato a fare la consegna, costi quel che&#8230;Si, ok. \u00c8 andata. Ci saranno voluti&#8230;Due minuti? Ancora una volta, il traghetto per Milo pu\u00f2 riprendere la sua folle corsa, resa accettabile dall&#8217;abitudine. Non certo dalle circostanze!<br \/>\nSi pu\u00f2 quindi dire che il sistema delle assi brasiliane sia comparabilmente poco ingegnerizzato. Perch\u00e9 nessuno in verit\u00e0 conosce le caratteristiche di un pezzo di legno, finch\u00e9 questo non si spezza all&#8217;improvviso, per imperfezioni della grana o vecchie debolezze dell&#8217;arbusto originario. Ma ecco, questo \u00e8 pure vero per il Mar Egeo: quanti eroi mitologici, nelle storie del cantore cieco, finirono per soccombere alla furia di cotanti Dei e creature degli abissi! Tutto \u00e8 normale, finch\u00e9 hai voglia di provare. Soltanto\u00a0chi si ferma a pensare alle possibili conseguenze, affonda per partito preso.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cos\u00ec si \u00e8 giunti fino a questo attimo di pericolo e profonda paura: un molo stretto, un grosso pick-up Toyota, portuali e stivatori che battono nervosamente il piede. Un&#8217;intera carriola di blocchi di legno! (Assi? Scatoloni?) Stanca di attendere per il suo turno. La gente che grida per spronare innanzi l&#8217;automobilista. E un capitano del &#8230; <a title=\"Autista tenta d&#8217;imbarcarsi usando due assi di legno\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=17326\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Autista tenta d&#8217;imbarcarsi usando due assi di legno\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[395,840,507,671,985,534,889,89,126],"class_list":["post-17326","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-automobili","tag-brasile","tag-fiumi","tag-grecia","tag-mediterraneo","tag-navi","tag-pericolo","tag-strano","tag-trasporti"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17326","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=17326"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17326\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":17335,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17326\/revisions\/17335"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=17326"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=17326"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=17326"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}