{"id":17315,"date":"2015-05-25T08:04:54","date_gmt":"2015-05-25T06:04:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=17315"},"modified":"2015-05-25T08:04:54","modified_gmt":"2015-05-25T06:04:54","slug":"gara-di-trabucchi-per-lassedio-che-non-ce","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=17315","title":{"rendered":"Gara di trabucchi per l&#8217;assedio che non c&#8217;\u00e8"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/v9sttgdppK8\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-17316\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-17318\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/05\/Trebuchet-competition-500x313.jpg\" alt=\"Trebuchet competition\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/05\/Trebuchet-competition-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/05\/Trebuchet-competition.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1453: per pi\u00f9 di mille anni, la citt\u00e0 era esistita. Le sue strade rumorose, i mercati carichi di cibo e merci e regal\u00ece lontane. Dal suo trono di avorio ingioiellato nel\u00a0grande\u00a0palazzo sacro, l&#8217;Imperatore aveva fatto\u00a0costruire templi, statue dinastiche, piazze munifiche e giardini sconfinati. Lo splendore della saggezza, ormai perduto al mondo della civilizzazione, ancora resisteva dietro a quelle porte di Selymbra, decorate dall&#8217;immagine dell&#8217;aquila a due teste incoronata, con la lunga coda selvaggiamente simmetrica e gli artigli tesi verso un invisibile nemico. Pi\u00f9 e pi\u00f9 volte, nel corso dei secoli, il barbarismo che imperversava da un lato all&#8217;altro del mondo conosciuto aveva tentato di penetrare in quel sacrario antico, attratto dai miti di ricchezze inconoscibili e l&#8217;offesa del concetto stesso di un qualsivoglia ordine costituito che potesse ancora esistere, faticosamente insistere, pesando sopra un tempo in cui le orde si inseguivano con spada, lancia e frecce sanguinarie. Si dice: &#8220;Nessun muro pu\u00f2 essere pi\u00f9 forte dei soldati che hanno ricevuto\u00a0il compito di difenderlo&#8221; e ci\u00f2 costituisce, in effetti, un inno verso le meraviglie dell&#8217;ingegno umano, il riconoscimento che tutto \u00e8 possibile\u00a0quando\u00a0una mente fervida si applica nel perseguire l&#8217;obiettivo, per quanto irto sia il sentiero da seguire. E tale affermazione fu pi\u00f9 volte riconfermata\u00a0negli assedi dell&#8217;intero mondo antico, cos\u00ec come altrettanto valida\u00a0sarebbe rimasta per tutta l&#8217;epoca di un lungo e cupo tempo medievale. Ma chi, davvero, era presente alla difesa di\u00a0un luogo come l&#8217;intramontabile Bisanzio, quel sito che i romani presero sotto l&#8217;egida del loro <em>imperium<\/em>, rinominandola per farne un centro commerciale prima, una capitale decentrata in seguito, e nelle ultime battute, tristemente, l&#8217;ultimo residuo\u00a0baluardo di un&#8217;intera civilt\u00e0? I soldati fisicamente armati sulle fortificazioni\u00a0costruite da Teodosio, sul progetto leggendario del prefetto pretoriano Antemio? Costantino XI stesso, coi suoi ufficiali e servitori, l&#8217;ultimo rappresentante di un&#8217;intera linea ininterrotta dal quarto secolo al quattordicesimo di stasi, crescita interiore, studio e riflessione sulle arti umane? Oppure la somma di entrambi\u00a0queste due cose, presente e passato, saldamente uniti per difendere tutto quello che era, la montagna dei ricordi, le immisurabili\u00a0opportunit\u00e0 per il futuro&#8230;Perch\u00e9 quando venne l&#8217;ora, lungamente attesa da quegli altri, di scagliare pietre contro\u00a0le alte mura, si scopr\u00ec che non importava quanto fosse grande, possente o spaventosa la catapulta o l&#8217;onagro\u00a0da assedio a disposizione, i pi\u00f9 pesanti macigni rimbalzavano contro i bastioni, con un suono sordo e nessun danno duraturo a far da testimone per il tentativo. Non si poteva\u00a0praticare una breccia nelle mura di Costantinopoli!\u00a0L&#8217;unico modo di colpirla, a conti fatti, era tirare sopra ed oltre quelle merlature. Oltre il baluardo e dritto verso il cuore di un&#8217;invalicabile testuggine, cos\u00ec come lo erano state, tanti anni prima, quelle fatte con gli scudi dei conquistatori provenienti da occidente. Ed era un bel problema da risolvere, questo, che per molti anni avrebbe eluso i cercatori ingegneristici di un metodo per prevalere, i genieri, i minatori, tutti coloro che l&#8217;esercito in marcia del nascente impero\u00a0Ottomano manteneva ben nutriti ed al sicuro, senza colpo ferire fino a che&#8230;Non restava\u00a0altra scelta, che affidarsi ai loro metodi e saperi. Cos\u00ec\u00a0giunse dal Corno d&#8217;Oro il temuto sultano\u00a0Mehmed II, con i suoi giannizzeri ed alcuni prototipi di una macchina spaventosa, costruita in gran segreto nelle officine della Tracia, ad Edirne.\u00a0Era un oggetto strano e misterioso, eppure stranamente carico di aspettative.<br \/>\nIl trabucco: il terrore. La semplice forza gravitazionale, che dovrebbe attrarre unicamente verso il basso, trasformata ed asservita al desiderio dei conquistatori, con lo scopo di trasmettere un particolare movimento su di un braccio, lungo ad una sola estremit\u00e0, per meglio moltiplicare la rapidit\u00e0 del movimento. Faticosamente armato, alzando con pulegge o corde il contrappeso inchiavardato, poi bloccato alla precisa altezza necessaria. Segue\u00a0un attimo di pausa, giusto il tempo di guardare verso l&#8217;odiato nemico, rivolgergli maledizioni e chiedere al destino la fortuna di raggiungere il bersaglio; quindi, trattenendo il fiato, si tira via il sistema di bloccaggio, con un gran colpo sopra il perno trasversale e&#8230;Ci\u00f2 che era immobile, ritorna fluido, riconferma la ragione della sua esistenza in un semplice gesto, come quello di chi lancia un sasso sopra un fiume. Ma pesante, questa volta, 100, 160 Kg di smussata ed inquietante forza distruttiva. Se si pensa ad un razzo spaziale dell&#8217;epoca dei progetti Apollo, \u00e8 significativo osservare come una buona parte della sua massa, i primi due o tre stadi del giganteggiante razzo Saturno V, servisse unicamente a trasportarlo fin oltre gli starti superiori dell&#8217;atmosfera. Una percentuale minima\u00a0dell&#8217;intero viaggio compiuto fino alla Luna, compiuto da un modulo comparativamente molto pi\u00f9 ridotto. E cos\u00ec erano gli assedi medievali, quando condotti tramite l&#8217;impiego dei trabucchi: treni di bagagli, bovini per trainarli, tonnellate di legna da assemblare sulla base di un progetto attentamente disegnato. Tutto in nome di un piccolo sasso\u00a0e i suoi compagni, che potessero colpire gli obiettivi chiave dietro mura impenetrabili, arrecando un danno sufficiente per costringere alla resa gli abitanti del castello. Questa evoluzione tarda delle tradizionali macchine da assedio a torsione dei romani, basata su un concetto\u00a0fisico al tempo stesso molto pi\u00f9 semplice e\u00a0gravoso da mettere in opera, inizi\u00f2 a palesarsi presso i campi di battaglia dell&#8217;area mediterranea attorno al dodicesimo secolo, come attestato da diversi testi e manoscritti sia cristiani che musulmani. Esiste tuttavia la prova che versioni pi\u00f9 primitive della stessa macchina fossero gi\u00e0 in uso in\u00a0Cina, fin dall&#8217;epoca\u00a0arcaica\u00a0delle Primavere ed Autunni (750-454 a.C.) quando i seguaci della disciplina del Mohismo e della sacra matematica,\u00a0con intento chiaramente filosofico, aiutavano i signori della guerra costruendo\u00a0ogni sorta di complesso implemento distruttivo. A quell&#8217;epoca, il trabucco pi\u00f9 utilizzato era del tipo a trazione, sarebbe a dire fatto funzionare con la pura forza muscolare, da una o pi\u00f9 persone, con l&#8217;obiettivo di scagliare il pi\u00f9 lontano possibile i proiettili a disposizione. Simili armi trovavano ottimo impiego in campo navale, e trovarono successive corrispondenze anche nel remoto passato d&#8217;Occidente. L&#8217;imperatore bizantino\u00a0Niceforo II Foca (regno: 963-969 d.C.) ad esempio, fece impiegare dalle sue truppe\u00a0contro gli emirati di Aleppo un dispositivo simil-trabucco trasportato a spalla,\u00a0in grado di scagliare massi per disturbare le formazioni nemiche. Ad ogni azione, corrisponde una reazione&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_17316\" aria-describedby=\"caption-attachment-17316\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/PlB6FzqxHlQ\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-17316\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-17316 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/05\/French-Couillard-500x313.jpg\" alt=\"French Couillard\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/05\/French-Couillard-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/05\/French-Couillard.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-17316\" class=\"wp-caption-text\">Il couillard era una versione francese del trabucco, pi\u00f9 maneggevole, costruita con una significativa differenza: la presenza di due contrappesi disposti ai lati di una singola colonna centrale, invece che il contrario. Il suo nome deriva da un&#8217;antica espressione idiomatica per riferirsi ai genitali maschili (per ovvie ragioni).<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma il meglio doveva ancora venire: attraverso l&#8217;intera epoca immediatamente successiva delle tre crociate in terra santa, nulla determin\u00f2 pi\u00f9 vittorie e sconfitte che il calcolo preciso di un astuto studioso, tradotto ingegneristicamente nel volo preciso di uno strano uccello, tondo e smussato, verso l&#8217;occhio metaforico del suo nemico (punto debole per eccellenza). Abbiamo la conferma storiografica, ad opera dello scrittore co\u00e9vo\u00a0Mardi ibn Ali al-Tarsusi, del fatto che Saladino impiegasse con profitto un&#8217;ampia variet\u00e0 di trabucchi e catapulte, che furono fondamentali nel successo delle\u00a0sue campagne in Egitto e in Siria, culminanti con la presa di Damasco (1174). Altrettanto celebre fu l&#8217;assedio di Acri del 1191, scontro che apr\u00ec il conflitto sanguinoso della terza crociata, durante il quale i re cristiani d&#8217;Oriente, guidati da Filippo II e Riccardo Cuor di Leone poterono contare sull&#8217;aiuto di almeno due di queste macchine, denominate rispettivamente &#8220;Il lanciatore delle pietre di Dio&#8221; e &#8220;Il cattivo vicino&#8221;, quasi a precorrere l&#8217;abitudine moderna, particolarmente attestata durante l&#8217;intero corso delle due guerre mondiali, di dare un nome ai pi\u00f9 temibili cannoni al servizio di un&#8217;armata. Il pi\u00f9 grande trabucco storico, si ritiene, dovrebbe essere stato il Warwolf (&#8220;Lupo di guerra&#8221;) fatto costruire da Edoardo I d&#8217;Inghilterra detto il martello di Scozia, con lo specifico obiettivo di prendere il castello di Stirling, nel 1304. L&#8217;arma venne costruita in un periodo di almeno tre mesi da cinque carpentieri e 49 aiutanti e, quando smontata, poteva facilmente riempire\u00a040 carri da trasporto. Si dice che il nemico, vedendola, fosse pronto gi\u00e0 ad arrendersi, ma che lo spietato sovrano attaccante avesse risposto: &#8220;Non meritate la mia grazia, dovrete cedere alla mia volont\u00e0.&#8221; \u00a0Procedendo con un bombardamento di pietre da 300 pounds (136 Kg ca.) ciascuna, che distrussero un&#8217;intera sezione delle mura esterne. L&#8217;episodio fu la causa scatenante ed immediata della battaglia di Bannockburn, nel corso della quale Edoardo II, erede al trono, affront\u00f2 gli scozzesi con un&#8217;esercito di due volte pi\u00f9 grande, ma venne sconfitto. Sono strane le casualit\u00e0 del tempo e della storia, come il tragitto disegnato da una pietra in volo che non sia stata adeguatamente resa sferoidale.<\/p>\n<figure id=\"attachment_17317\" aria-describedby=\"caption-attachment-17317\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/RN18I-RBVm4\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-17317\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-17317 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/05\/Warwick-Trebuchet-500x313.jpg\" alt=\"Warwick Trebuchet\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/05\/Warwick-Trebuchet-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/05\/Warwick-Trebuchet.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-17317\" class=\"wp-caption-text\">Il pi\u00f9 grande trabucco ancora funzionante, ed invero forse della storia, \u00e8 quello costruito come attrazione turistica presso il castello di Warwick nel Warwickshire, con l&#8217;assistenza degli specialisti provenienti dal museo medievale della Danimarca, il Middelaldercentret. Pesa 22 tonnellate ed impiega un contrappeso da ben 5. Pu\u00f2 scagliare una pietra dell&#8217;insignificante peso di 15 Kg ad una velocit\u00e0 di oltre 250 Km\/h!<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che la guerra antica possa essere divertente, \u00e8 un punto fermo degli studi sperimentali\u00a0finalizzati alla ricerca, nonch\u00e9 di una buona parte dei moderni media d&#8217;intrattenimento. Poca importa delle motivazioni remote, o degli stenti e sofferenze, che portarono le truppe assedianti al concepimento di un metodo per abbreviare il pi\u00f9 possibile la spargimento di sangue dovuto ad un assedio: lanciare quelle pietre, verso un obiettivo attentamente determinato per essere al tempo stesso raggiungibile, ma arduo da centrare, costituisce uno spasso e una sfida tecnica e mentale niente affatto indifferente. Considerazioni di questo tipo, probabilmente, hanno condotto alla messa in atto della sfida in apertura, messa in scena come momento culmine di un corso universitario di fisica (davvero, gli americani amano le dimostrazioni pratiche!) Nel quale ciascun partecipante ha messo in opera la sua interpretazione del dispositivo pi\u00f9 temuto fino all&#8217;invenzione dei cannoni, chi interpretandolo in senso letterale, chi invece costruendo strani <em>gizmos <\/em>rotativi, articolati marchingegni che potevano funzionare solo in una simile e ridotta\u00a0scala. Forse l&#8217;aspetto pi\u00f9 interessante dell&#8217;intera sequenza resta il modo in cui alcuni degli spettatori, fra cui forse il professore stesso, non si facciano nessun problema a posizionarsi a pochi metri dal bersaglio, fiduciosi nell&#8217;abilit\u00e0 dell&#8217;assediante di turno, nonostante l&#8217;estetica un po&#8217; raccogliticcia delle catapulte. I trabucchi, parimenti, sono un dispositivo molto amato nelle varie fiere rinascimentali statunitensi e in numerosi eventi para-sportivi, primariamente per la relativa sicurezza della loro costruzione funzionale: se i partecipanti, ad esempio, dell&#8217;annuale fiera di lancio delle zucche della contea del Sussex nel Delaware dovessero affidarsi ad un onagro realizzato secondo il progetto precedente, ovvero basato sul tiraggio forzato di una lunga asta lignea verso il basso e attraverso l&#8217;impiego di una corda, andrebbero incontro a rischi non indifferenti. L&#8217;inappropriata costruzione di un simile dispositivo, come del resto vale anche per le baliste della stessa epoca (balestre sovradimensionate) potrebbe portare all&#8217;esplosione letterale dell&#8217;intera struttura, con gravosa dispersione di affilate e micidiali schegge. Mentre un trabucco che si rompe, generalmente, cade quietamente a terra. Basta non trovarcisi sotto in quel momento.<br \/>\nLa presa di Costantinopoli da parte degli Ottomani, avvenuta esattamente 261 anni dopo il termine della terza crociata, fu la dimostrazione che il mondo dell&#8217;Oriente imperiale non sarebbe stato quietamente ad aspettare la prossima mossa dei suoi vecchi nemici europei. Diversamente da quanto avvenuto in\u00a0Cina all&#8217;altro capo del mondo,\u00a0dove le orde di Genghis Khan ebbero a scagliare le proprie pietre\u00a0volanti contro la dinastia dei Song, finendo, dopo la presa di ben altre muraglie, per diventare anche loro parte di un sistema costituito\u00a0e stanziale, qui c&#8217;era lo scontro tra due civilt\u00e0 altrettanto complesse, fiere delle proprie tradizioni e che occupavano lo stesso spazio concettuale, nonch\u00e9 geografico, per reciproca fame di conquista.<br \/>\nE se pure i sultani dopo Mehmed II presero a farsi chiamare\u00a0<em>Kayser-i Rum<\/em>, ovvero i Cesari di Roma, non sopraggiunse mai quel successivo periodo d&#8217;integrazione e sincretismo, sia culturale che religioso, che riappacific\u00f2 le genti dell&#8217;Asia pi\u00f9 remota. Tranne forse che in un luogo, a Costantinopoli: dentro il tempio dell&#8217;antica Sophia (la Saggezza) trasformato dai conquistatori in una splendida moschea. Ma tutt&#8217;altro che stravolto rovinato, nel suo senso pi\u00f9 profondo e duraturo!\u00a0Se soltanto fosse l&#8217;arte, a definire il corso e il senso della storia&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>1453: per pi\u00f9 di mille anni, la citt\u00e0 era esistita. Le sue strade rumorose, i mercati carichi di cibo e merci e regal\u00ece lontane. Dal suo trono di avorio ingioiellato nel\u00a0grande\u00a0palazzo sacro, l&#8217;Imperatore aveva fatto\u00a0costruire templi, statue dinastiche, piazze munifiche e giardini sconfinati. Lo splendore della saggezza, ormai perduto al mondo della civilizzazione, ancora resisteva &#8230; <a title=\"Gara di trabucchi per l&#8217;assedio che non c&#8217;\u00e8\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=17315\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Gara di trabucchi per l&#8217;assedio che non c&#8217;\u00e8\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[300,982,983,984,479,91,71,97],"class_list":["post-17315","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-armi","tag-assedi","tag-castelli","tag-catapulte","tag-esperimenti","tag-fisica","tag-storia","tag-tecnologia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17315","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=17315"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17315\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":17319,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17315\/revisions\/17319"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=17315"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=17315"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=17315"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}