{"id":17310,"date":"2015-05-24T07:44:27","date_gmt":"2015-05-24T05:44:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=17310"},"modified":"2015-05-24T07:44:27","modified_gmt":"2015-05-24T05:44:27","slug":"leleganza-tecnica-dei-cacciabombardieri-europei","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=17310","title":{"rendered":"L&#8217;eleganza tecnica dei cacciabombardieri europei"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/HEe3xfWfkG8\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-17311\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-17313\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/05\/Mirage-2000-500x313.jpg\" alt=\"Mirage 2000\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/05\/Mirage-2000-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/05\/Mirage-2000.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Basta guardare indietro, seppure brevemente, alle innovazioni tecnologiche di questo scorso secolo per rendersi conto che la globalizzazione non \u00e8 fenomeno soltanto culturale. Il nuovo flusso dei commerci e la possibilit\u00e0 di trasmettere, da un lato all&#8217;altro della Terra, qualsiasi metodo scientifico verso il progresso, ha sostanzialmente appiattito l&#8217;approccio creativo nel creare soluzioni problematiche complesse.\u00a0Ci\u00f2 nel senso che, quando qualcuno, in qualsivoglia continente, progetta un nuovo tipo di motore, carburante, strumentazione di bordo per\u00a0automobili o natanti, nel giro di appena qualche annetto saranno milioni le persone in grado di apprezzarne i vantaggi, magari sotto un nome ed etichette differenti. Perch\u00e9 questo vogliono le leggi del mercato: che chi si ritrovi con le chiavi\u00a0in mano di una valida invenzione, sia al pi\u00f9 presto investito di un flusso di denaro tale da produrla in quantit\u00e0 pressoch\u00e9 illimitate, o in alternativa, ne ceda il controllo a qualcun altro di pi\u00f9 svelto, nonch\u00e9 abile a gestirne i presupposti. Esiste, tuttavia, una significativa eccezione a tale regola, che si estende nell&#8217;intero areale dello scibile che risponde al nome spaventevole e glorioso della guerra. Fin dallo spegnersi dei fuochi apocalittici della seconda mondiale, ma in un certo senso pure prima, \u00e8 esistita questa consapevolezza tra i potenti che il disporre di armi potenzialmente devastanti non era abbastanza per sentirsi al sicuro; occorreva, parimenti, che il proprio nemico non potesse dire altrettanto. Questo perch\u00e9 nei cieli e sui campi di battaglia dell&#8217;ultimo secolo, sostanzialmente, si \u00e8 raggiunto un grado di possibile devastazione tale che nemmeno il pi\u00f9 prudente ed abile dei generali, coadiuvato da soldati all&#8217;avanguardia, potrebbe mai riuscire a risparmiare gravi danni al territorio, le sue risorse, i suoi abitanti. Cos\u00ec un conto \u00e8 il tipico contratto di <em>lend-lease<\/em>, per cui i paesi alleati si forniscono a vicenda gli aeromobili, ma per ciascun corpo d&#8217;armata dedito alla protezione dei cieli il velivolo migliore sar\u00e0 sempre, se presente, quello progettato <em>in situ<\/em>, sulle specifiche esigenze e con il massimo contenuto tecnologico a disposizione. Gli aerei bellici, come del resto le pi\u00f9 famose armi da fuoco o carri armati, non soltanto raggiungono l&#8217;apice del progresso grazie ad un sforzo continuo di menti eccellenti, ma dovranno\u00a0farlo, alla stessa maniera di bruchi che percorrano la\u00a0cima di un arbusto,\u00a0lungo quelle numerose diramazioni che sono i paesi contrapposti. La\u00a0scena geopolitica \u00e8 in continuo mutamento: al punto\u00a0che talvolta pu\u00f2 bastare poco, come la scintilla di un accordo commerciale andato per il verso sbagliato, o l&#8217;offesa percepita da una particolare decisione ai vertici di un complesso accordo diplomatico, perch\u00e9 si scaldino i motori a ugello e venga l&#8217;ora di partire, pattugliando attentamente i territori di confine. E se dall&#8217;altra parte, anche &#8220;Loro&#8221; saranno in grado di farlo, per lo meno &#8220;Noi&#8221; sapremo questo: i nostri aerei sono migliori. Che siano russi, americani o frutto delle occasionali quanto fruttuose collaborazioni tra le principali nazioni del vecchio continente, ciascun velivolo ha dei punti forti che riescono a distinguerlo dai suoi rivali. L&#8217;apporto finale del resto, ciliegina sullo stato dell&#8217;arte di cui parlavamo poco sopra, \u00a0sar\u00e0 sempre frutto del coraggio e delle doti del pilota.<br \/>\nMani e menti umane come queste alla guida di ottimi caccia Mirage 2000, idealmente, tanto perfettamente e poeticamente rappresentate in una sequenza lunga 3 minuti e mezzo, creata a partire da diversi momenti\u00a0del film francese del 2005,\u00a0<em>Les Chevaliers du ciel\u00a0<\/em>(G\u00e9rard Pir\u00e8s) ispirato alle avventure fumettistiche di\u00a0Tanguy e Laverdure, eroi che spopolarono tra Belgio e Francia nel corso degli interi anni &#8217;60. Il fatto che l&#8217;intera appaia tanto realistica, persino in quest&#8217;epoca di grafica computerizzata estremamente pervasiva, non dovrebbe in effetti sorprendere nessuno, visto come alcune elle scene del film siano state realizzate grazie all&#8217;impiego di un serbatoio da ala per aerei a reazione appositamente modificato, impreziosito da un&#8217;ampia serie di telecamere sull&#8217;intero corpo della sua cilindrica esteriorit\u00e0. Fino al momento dell&#8217;incredibile battaglia su Parigi, girata con il permesso dell&#8217;amministrazione cittadina durante le annuali celebrazioni per la festa nazionale della presa della Bastiglia, con una notevole quanto rara corrispondenza tra il momento effettivo della messa su pellicola e il teorico teatro dello scontro immaginifico nei cieli; gli aerei che sfrecciano in formazione serrata, vibrano delicatamente sopra l&#8217;orizzonte. Le figure geometriche da loro disegnate sul confine delle nubi: il susseguirsi di una simile sequela di momenti potrebbe costituire, cos\u00ec messa a parte dalla trama e dai dialoghi del film (che possono piacere o meno) la migliore rappresentazione di quello che l&#8217;uomo in volo \u00e8 riuscito a rendere possibile nei nostri giorni, in cui neanche pi\u00f9 esiste una connessione fisica tra gli alettoni e la cloche di comando. Tutto \u00e8 automatico, robotizzato, oltre ci\u00f2 che possa dirsi raggiungibile nel corso di una vita sola. La fisica applicata, sopra l&#8217;ingegneria, sopra il realistico bisogno di proteggere un&#8217;identit\u00e0 nazionale. E in cima alla piramide, sopra un&#8217;antenna sottile quanto la punta di uno spillo, lui che lancia il suo segnale, colui che affronta &#8220;Due ore di noia&#8230;&#8221; Seguite dai &#8220;Quindici secondi di assoluto terrore!&#8221; Il moderno pilota da caccia o attacco al suolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_17312\" aria-describedby=\"caption-attachment-17312\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/XVrhNpeV-k0\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-17312\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-17312 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/05\/Panavia-Tornado-500x313.jpg\" alt=\"Panavia Tornado\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/05\/Panavia-Tornado-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/05\/Panavia-Tornado.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-17312\" class=\"wp-caption-text\">Il Mirage 2000 nacque da una costola di quello che sarebbe successivamente diventato il Panavia Tornado, il celebre\u00a0aereo da attacco al suolo italiano-tedesco-inglese degli anni &#8217;70. La Francia aveva l&#8217;abitudine di tirarsi fuori dopo le prime battute\u00a0di simili progetti e rivolgersi direttamente alla Dassault, una strada che percorse nuovamente negli anni &#8217;80, passando dall&#8217;Eurofighter al Rafale.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel mondo dell&#8217;intrattenimento a base realistica, l&#8217;aereo da guerra \u00e8 un soggetto particolarmente amato. Il fatto che debba esserci\u00a0un singolo individuo, per quanto coadiuvato\u00a0da un severo e lungo addestramento, a controllare ci\u00f2 che rappresenta una significativa fetta dell&#8217;intero potenziale bellico del suo paese, alla guida di un aereo dal costo di molti milioni euro oppure dollari (e cos\u00ec via) \u00e8 un concetto che pu\u00f2 facilmente sbilanciare l&#8217;immaginazione. Cos\u00ec eccoli, nei cieli, le migliori approssimazioni realmente esistenti del concetto beneamato di un supereroe. Allo stesso tempo\u00a0dotati della capacit\u00e0 di volare, come pure del fulmine devastatore asservito al bisogno di fare la differenza, ma non per gentile concessione di Zeus o gli altri dei dell&#8217;Olimpo, bens\u00ec al servizio di complesse scale di valori, o\u00a0per meglio dire\u00a0una catena di comando. Che non costringe, bens\u00ec connota, segna il passo ed il bisogno dell&#8217;azione.<br \/>\nAvvenne cos\u00ec, verso la met\u00e0 degli anni &#8217;60, in piena guerra fredda, che due delle maggiori potenze europee iniziassero a sentirsi prese in mezzo. Da una parte gli Stati Uniti, con i vecchi ma temibili F-2 Phantom che, nonostante tutto, avevano acquisito l&#8217;assoluta superiorit\u00e0 aerea in Vietnam, mentre dall&#8217;altra l&#8217;incombenza ponderosa della possente URSS, con le continue iterazioni dell&#8217;azienda Mikoyan Gurevich verso il perfezionamento del pericoloso\u00a0MiG (proprio in quegli anni entrava in produzione la versione 25, un intercettore monoposto con ala a freccia) portarono Inghilterra e Francia ad un accordo di <em>joint-venture<\/em> per la progettazione e messa in opera del primo AFVG &#8211; [l&#8217;aereo] Anglo-Francese a Geometria Variabile, un&#8217;idea per un velivolo che fosse al tempo stesso in grado di volare a velocit\u00e0 supersoniche, imitando la forma dei jet russi e americani, ma anche di alterare il posizionamento delle sue ali, per approcciarsi in volo radente ad obiettivi siti in pieno territorio nemico. Non \u00e8 difficile comprendere l&#8217;importanza attribuita ad una simile dote in un periodo come questo, durante il quale l&#8217;intero clan dei potenti\u00a0appariva convinto che da un momento all&#8217;altro si sarebbe iniziato il sistematico bombardamento nucleare dei pi\u00f9 grandi agglomerati urbani del pianeta. Avvenne tuttavia, nel 1967, che una\u00a0Francia incapace di mettersi d&#8217;accordo sui dettagli del progetto decidesse di procedere per suo conto, affidando un significativo appalto alla sua compagnia di fiducia, la Dassault Aviation di Parigi. Quest&#8217;ultima, lavorando alacremente sui dati pre-acquisiti, stese il progetto per un aeromobile del tutto senza precedenti, il cosiddetto ACF (Avion de Combat Futur) che era tanto sofisticato da dover necessariamente essere venduto in concessione\u00a0pure all&#8217;estero, per poter recuperare almeno una parte degli ingenti investimenti produttivi. In parallelo, ispirandosi al successo avuto dal nuovo F-16 statunitense, posero le basi di una versione pi\u00f9 piccola e meno costosa del velivolo, concepita primariamente con lo scopo di fungere da intercettore. Tale aereo fatto decollare per la prima volta nel 1978, un mono-motore con ala a delta molto sottile, stabilit\u00e0 dinamica e sistemi di comando <em>fly-by-wire<\/em>, \u00e8 ancora quello che vediamo, con molti e significativi\u00a0aggiornamenti, nel film contemporaneo di Pir\u00e8s, ai comandi degli agenti 007-avventurieri-piloti\u00a0Marchelli e Valois, <em>ersatz<\/em> dei due fumettosi antesignani gi\u00e0 citati.<\/p>\n<figure id=\"attachment_17311\" aria-describedby=\"caption-attachment-17311\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/DcFZcF17GJk\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-17311 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/05\/Eurofighter-Typhoon-500x313.jpg\" alt=\"Eurofighter Typhoon\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/05\/Eurofighter-Typhoon-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/05\/Eurofighter-Typhoon.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-17311\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;Eurofighter Typhoon, frutto della collaborazione tra Italia, Inghilterra, Germania e Spagna, \u00e8 entrato in servizio nel 1994. Letteralmente sconosciuto ai produttori cinematografici, probabilmente trov\u00f2 la sua principale rappresentazione mediatica nell&#8217;omonimo videogioco del 2001, seguito dell&#8217;ottimo Total Air War dei Digital Image Design.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un aspetto distintivo di questi aeromobili frutto di progetti internazionali era la loro capacit\u00e0 di adattarsi a teatri e situazioni molto differenti tra di loro. Diversamente da molti dei migliori e pi\u00f9 famosi jet statunitensi o russi, il Tornado e il Mirage, con i loro due successori, l&#8217;Eurofighter e il Rafale, furono concepiti fin dalle primissime battute come caccia multiruolo, in grado di assolvere a ruoli ibridi di supporto alle truppe di terra, attacco in profondit\u00e0 o pura e semplice superiorit\u00e0 aerea. \u00c8 interessante notare come la questione di un singolo\u00a0aereo da guerra di punta in esclusiva per ciascuna superpotenza tenda facilmente a scomparire, nel momento in cui i pesci pi\u00f9 grossi della scena internazionale dispongono di mezzi troppo superiori, sufficienti a vincere sui campi di battaglia psicologici, prima ancora che in quelli effettivi. La versione pi\u00f9 avanzata del concetto di un jet bellico puramente europeo, l&#8217;Eurofighter Typhoon dei primi anni 2000, aveva raggiunto uno stato di assoluto perfezionamento produttivo, al punto che l&#8217;aeromobile nasceva dall&#8217;unione di componentistica proveniente dai quattro diversi paesi aderenti al progetto, venendo poi assemblato nelle fabbriche di ciascun committente. Considerando che la produzione di uno di questi velivoli costa approssimativamente\u00a062.900.000 \u20ac, e che in totale ne sono stati messi in opera circa 500, di cui una parte venduti all&#8217;Austria ed all&#8217;Arabia Saudita, si pu\u00f2 comprendere l&#8217;ingente portata economica di un simile progetto tecnologico. Un&#8217;impresa difficilmente replicabile all&#8217;interno di un territorio disunito come l&#8217;Europa, specialmente nel teatro economico attuale. Fattore forse determinante nella scelta\u00a0attuale che ha portato Italia, Inghilterra e buona parte del resto dell&#8217;Europa, fra le critiche di met\u00e0 del\u00a0mondo politico coinvolto, ad aderire al discusso accordo per l&#8217;importazione degli F-35 della\u00a0Lockheed Martin statunitense, che ad oggi presentano ancora alcune\u00a0problematiche progettuali e di funzionamento, gioiosamente e velenosamente ingigantite dai canali mediatici massificati.<br \/>\nViene quindi da pensare che la guerra, in senso tradizionale e non fluido, da il\u00a0frutto sostanziale della divisione. Il confronto irreparabile tra due ordini del mondo e delle cose, che non pu\u00f2 essere davvero rinsaldato, a meno di sostituire in maniera sistematica il concetto di quello che sia accettabile, o giusto, per un popolo e i suoi governanti (idealmente) eletti. Una situazione in cui ciascuna delle parti coinvolte, spinta innanzi dal bisogno di prevalere, persegue l&#8217;obiettivo per suo conto, finalmente, invece di adeguarsi allo status quo del minimo comune denominatore. \u00c8 innegabile, ad esempio, che sia stata proprio l&#8217;ansia di competere tra superpotenze, attraverso un trentennio di fervide sperimentazioni, a portare finalmente l&#8217;uomo sulla Luna. Tanto per piantare una bandiera? Forse, non proprio. Peccato solo per quei &#8220;piccoli&#8221; dettagli, quasi insignificanti, della spietatezza incivile a margine, l&#8217;odio tra i simili, la violenza spropositata contro il prossimo vestito con una divisa differente. \u00c8 chiaro il fatto che\u00a0il processo vada, prima o poi, perfezionato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Basta guardare indietro, seppure brevemente, alle innovazioni tecnologiche di questo scorso secolo per rendersi conto che la globalizzazione non \u00e8 fenomeno soltanto culturale. Il nuovo flusso dei commerci e la possibilit\u00e0 di trasmettere, da un lato all&#8217;altro della Terra, qualsiasi metodo scientifico verso il progresso, ha sostanzialmente appiattito l&#8217;approccio creativo nel creare soluzioni problematiche complesse.\u00a0Ci\u00f2 &#8230; <a title=\"L&#8217;eleganza tecnica dei cacciabombardieri europei\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=17310\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su L&#8217;eleganza tecnica dei cacciabombardieri europei\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[265,478,183,630,167,241,126],"class_list":["post-17310","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-acrobazie","tag-aerei","tag-aviazione","tag-guerra","tag-ingegneria","tag-militari","tag-trasporti"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17310","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=17310"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17310\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":17314,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17310\/revisions\/17314"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=17310"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=17310"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=17310"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}