{"id":17303,"date":"2015-05-23T07:52:28","date_gmt":"2015-05-23T05:52:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=17303"},"modified":"2015-05-23T07:54:57","modified_gmt":"2015-05-23T05:54:57","slug":"che-succede-se-si-strucca-un-occhio-coreano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=17303","title":{"rendered":"Che succede se si strucca un occhio coreano"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/lpQS5i6nSH8\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-17304\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-17306\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/05\/Korean-Eye-500x313.jpg\" alt=\"Korean Eye\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/05\/Korean-Eye-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/05\/Korean-Eye.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In un mondo all&#8217;incontrario, ciascuno di noi nascerebbe con gi\u00e0 iscritto nel suo codice genetico l&#8217;aspetto che considera ideale. Piuttosto che dover convivere con l&#8217;ansia, e modificare\u00a0i ritmi della propria vita, sulla base di quel desiderio apparentemente futile ma totalmente innato, l&#8217;an\u00e8lito profondo ad apparire affascinanti, saremmo sempre\u00a0come truccati, all&#8217;ora del risveglio. I capelli perfettamente a posto, il rossore delle labbra pari a quello di una superba ciliegia appesa all&#8217;albero della cuccagna. Ma poich\u00e9 il mondo invertito e quello perfetto, nel confronto dei reciproci bisogni, non si trovano in cantoni paralleli o sui pioli della stessa scala, da\u00a0un tale ipotesi trarrebbe origine\u00a0la tale\u00a0problematica: il bisogno, ad ogni fine di giornata, d&#8217;applicare su stessi\u00a0un metodo d&#8217;imbruttimento (per lo meno, percepito) e ritornare ad uno stato di apparenza inadeguata. Cos\u00ec YouTube, con i suoi ricchi archivi di ragazze intente ad applicarsi ombretto, due dita di mascara e make-up assortito innanzi all&#8217;obiettivo\u00a0della telecamera, mostrando tecniche acquisite con la pratica e l&#8217;impegno, pullulerebbe invece della soluzione contrapposta: loro che immediatamente concentrate, come guidate da una forza e una pulsione senza un senso, tenterebbero di ritornare un po&#8217; &#8220;normali&#8221;. Scene esattamente come questa, realizzata per gioco da una ragazza coreana e circolata su scala globale tramite i soliti canali imponderabili dei media virali, in cui lei si toglie il trucco laboriosamente, da una sola parte del suo volto e tutto intorno all&#8217;occhio destro. Bagna una salvietta e la strofina, in senso circolare e dunque longitudinale, scosta i suoi capelli e poi la passa sulla fronte. Stranamente, a un certo punto, quella cosa la preme con forza sulla palpebra e poi l\u00ec la lascia, per 5, 10, 15 secondi. Trascorso un tale tempo, scopre ci\u00f2 che resta del suo volto e per un attimo, un secondo solo, lo spettatore resta senza fiato: l&#8217;occhio destro, praticamente, \u00e8 scomparso. Ci\u00f2 non significa, del resto, che la damigella in questione tale bulbo ce l&#8217;avesse soltanto dipinto, o di vetro e cose simili. Si tratta soltanto della cessazione di una sorta di effetto speciale, con l&#8217;enfasi aggiunta del fatto che l&#8217;altra parte del suo volto, volutamente risparmiata dal liquido struccante\/il sapone\/la trielina (o quel che \u00e8) resta esattamente come prima: con una proporzione occhi-naso-bocca che ci appare estremamente naturale. Pure troppo, soprattutto se si pensa che in effetti non lo \u00e8 in alcuna etnia, tranne quella plasticosa delle bambole di Barbie! E tanto meno per un viso dalla provenienza asiatica, che da prassi logica dovrebbe presentare\u00a0determinate caratteristiche somatiche, tra cui quelli che tanto prosaicamente, eppur con innegabile efficienza, il mondo definisce gli occhi a mandorla, ovvero sottili. E che un recente trend, sempre pi\u00f9 diffuse nella triade pi\u00f9 discussa dei paesi dell&#8217;Estremo Oriente (Cina-Corea-Giappone) tende a considerare evidentemente\u00a0indesiderati, conduttivi ad un&#8217;estetica retr\u00f2&#8230;Spiacevole&#8230;Trascurata, assieme alla pelle scurita dal sole o un volto troppo grande e dunque considerato volgare. Il fatto \u00e8 che un globo pi\u00f9 compenetrato nella superficie di una faccia, ovvero protetto da una pelle spessa e un&#8217;orbita ossea meno pronunciata, ha bisogno di una palpebra meno estesa. Il che significa, nel momento della sua apertura, che quest&#8217;ultima non si ritrova a formare quell&#8217;evidente\u00a0piega sopra la mezza sfera con pupilla innata in noi caucasici, una linea che connota e rende pi\u00f9 evidenti certi movimenti delle sopracciglia. Il risultato? Per chi nota simili dettagli, intellettualmente privi di significato, il volto degli asiatici pu\u00f2 apparire &#8220;bidimensionale&#8221; oppure &#8220;inespressivo&#8221;. E sono sempre di pi\u00f9 i giovani, appartenenti ad entrambi i sessi, che si ritrovano a deprecare tale innata caratteristica del loro patrimonio etnico\u00a0ed ereditario.<br \/>\nA questo punto della trattazione, di norma, si cita a margine di tale problematica il cartone animato ed il fumetto giapponese, che come non tutti\u00a0sanno ha pure una sua controparte coreana successiva, il <em>manhwa<\/em>, diversa ma pur\u00a0sempre dotata di alcuni significativi\u00a0punti di contatto. Tra cui quello pi\u00f9 determinante: la tendenza a disegnare gli occhi dei protagonisti principali\u00a0come grandi, enormi sfere, totalmente ed oggettivamente sproporzionate rispetto\u00a0al resto delle loro teste. Osamu Tezuka, il padre dell&#8217;animazione giapponese, aveva incluso questa caratteristica nel suo primo grande successo, il robot bambino Astroboy, mutuando dichiaratamente l&#8217;influenza dell&#8217;americano Walt Disney, che tuttavia, per trarre il massimo\u00a0vantaggio da un simile ausilio alla caratterizzazione dei suoi personaggi, aveva invece scelto di ricorrere a figure solo vagamente antropomorfe (topi, anatre <em>et similia<\/em>). Ma la normalit\u00e0, per purissime ragioni sociologiche, \u00e8 un valore fluido e soggettivo. Cos\u00ec successe, nel giro di appena un paio di generazioni, che nascesse un intero mondo d&#8217;intrattenimento disegnato, in cui l&#8217;occhio ingigantito diventava la cosa pi\u00f9 naturale del mondo, punto fermo di graziose scolarette, affascinanti donne, ma anche spietati cacciatori di taglie o mostruosi vampiri mutanti. Semplicemente, molti\u00a0abitanti dell&#8217;Estremo Oriente iniziarono a vedersi cos\u00ec. Ci\u00f2 doveva essere\u00a0destinato a dare luogo ad una qualche forma\u00a0d&#8217;eccesso, prima o poi&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_17305\" aria-describedby=\"caption-attachment-17305\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/4SMPB3X5Osc\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-17305\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-17305 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/05\/Japanese-Eye-500x313.jpg\" alt=\"Japanese Eye\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/05\/Japanese-Eye-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/05\/Japanese-Eye.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-17305\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;occhio \u00e8 un po&#8217; come una biglia. Se spingi un po pi\u00f9 forte,\u00a0vinci un premio?<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci sono diversi\u00a0modi per guadagnarsi in modo artificiale la caratteristica estetica della doppia palpebra, considerata tanto desiderabile quanto naturalmente piuttosto rara per gli appartenenti alle principali etnie\u00a0d&#8217;Asia. Ma la pi\u00f9 moderna, pratica\u00a0e diffusa resta l&#8217;uso di una particolare colla, concepita per resistere un&#8217;intera giornata al sudore ed all&#8217;umidit\u00e0. Ed \u00e8 una visione\u00a0alquanto impressionante, questo\u00a0modo in cui le ragazze applicano\u00a0la bianca sostanza poco sopra gli occhi, per poi ripiegarvi sopra la pelle tramite l&#8217;impiego di un apposito strumento, curvo e biforcuto, che dovr\u00e0 letteralmente seguire il contorno dei pi\u00f9\u00a0preziosi\u00a0organi posti in parallelo. Il risultato \u00e8 sotto e sopra gli occhi di tutti\/e: non soltanto delle palpebre che si avvicinano in modo evidente a quelle\u00a0degli occidentali, ma tendono a ritrarsi verso l&#8217;alto, ingigantendo la parte visibile di retina, iride, cristallino e tutto il resto. Con l&#8217;aggiunta del mascara, nonch\u00e9 l&#8217;impiego ad arte di speciali lenti a contatto, si pu\u00f2 ottenere l&#8217;effetto fisicamente pi\u00f9 prossimo a quello teorizzato dai pi\u00f9 spregiudicati disegnatori della figura umana, tutti coloro che, negli anni, hanno contribuito involontariamente alla creazione del mito iper-oculare. Ho sempre trovato una coincidenza curiosa il fatto che l&#8217;intera cultura dell&#8217;amore per la donna idealizzata giapponese, sfociata nel recente successo di vere e proprie <em>idol<\/em>\u00a0totalmente virtuali,\u00a0vedi l&#8217;onnipresente <span style=\"text-decoration: underline;\"><a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Hatsune_Miku\" target=\"_blank\">Hatsune Miku<\/a>,<\/span>\u00a0avesse preso ad essere definita anche su scala internazionale con il termine\u00a0Moe (\u840c\u3048 &#8211; sbocciare)\u00a0con la sola lettera\u00a0iniziale di differenza dalla parola che in inglese indica la femmina del tipico ungulato boschivo dalle corna ramificate, <em>Doe<\/em>.<em>\u00a0<\/em>Quasi ad esemplificare ulteriormente, tra tutte le caratteristiche di tali\u00a0figure, l&#8217;estrema espressivit\u00e0 e grandezza dei loro occhi (vedi: <em>doe-eyed<\/em>, equivalente grossomodo alla nostra espressione idiomatica &#8220;con occhi di cerbiatto&#8221;). Ma in alcuna creazione fantastica del corso principale, da che esiste l&#8217;estetica <em>manga<\/em> e <em>manhwa<\/em>, \u00e8 stato mai spiegata questa speciale caratteristica fisica, n\u00e9 sono co-esistiti, nello stesso universo fantastico, personaggi con gli occhi realistici ed altri dalla tipica approssimazione facciale di due fari di automobile, messi in evidenza come tali. Bench\u00e9 esistano serie in cui, per mere scelte estetiche o finalizzate al momento comico ricorrente, figura un singolo personaggio &#8220;diverso&#8221; con gli occhi piccolissimi o perennemente chiusi (vedi Brock di Pok\u00e9mon). Raramente costui \u00e8 il protagonista, e ancor pi\u00f9 raramente ha un ruolo tale da esser considerato attraente.<\/p>\n<figure id=\"attachment_17304\" aria-describedby=\"caption-attachment-17304\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/V3KOJCsDYgA\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-17304 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/05\/Purikura-500x313.jpg\" alt=\"Purikura\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/05\/Purikura-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/05\/Purikura.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-17304\" class=\"wp-caption-text\">La Purikura, qui mostrata in azione dalla Vlogger Micaela, sono delle macchinette in luogo pubblico usate per fare fotografie, analoghe alle nostre formato tessera per documenti. Presentano, tuttavia, una singolare caratteristica: la presenza di un algoritmo digitale che altera la foto, riducendo i difetti con un filtro simil-Photoshop e soprattutto, cosa quasi surreale, ingigantendo a dismisura gli occhi.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La passione delle culture estremo orientali per l&#8217;alterazione estetica del volto ha radici molto profonde nella cultura di quei luoghi. La societ\u00e0 asiatica, che lo stereotipo vede come impersonale e strutturata su meccanismi disumanizzanti, trova in realt\u00e0 la sua espressione nel rapporto tra il pubblico e il privato. Laddove noi europei, soprattutto dall&#8217;inizio del secolo della psicanalisi, celebriamo lo sviluppo individuale e la ricerca di una strada verso la realizzazione in qualche maniera gi\u00e0 insita nel modo di essere. Per la visione dell&#8217;ego che comanda, esistono diversi\u00a0tipi umani: orecchi musicali, pittori innati&#8230;\u00a0Mentre all&#8217;altro lato del globo non \u00e8 affatto insolito che siano i genitori, oppure gli insegnanti, a instradare un giovane verso determinate forme d&#8217;espressione o meriti sportivi. Addirittura un valore ricorrente nell&#8217;espressione mediatica finalizzata alla trasmissione di un messaggio, come ad esempio i gi\u00e0 citati fumetti o cartoni animati creati a partire dall&#8217;influenza\u00a0giapponese, \u00e8 l&#8217;impegno quotidiano di un protagonista incapace, considerato l&#8217;ultima ruota del suo contesto\u00a0societario &#8211; che pu\u00f2 essere, a seconda dei casi, una gilda di avventurieri, un&#8217;organizzazione militare, oppure perch\u00e9 no, la stessa scuola che devono affrontare quotidianamente i giovani sostenitori degli autori (a volte tutte e tre le cose assieme) &#8211; destinato a diventare, nel giro di una manciata di episodi, la figura pi\u00f9 importante e capace del suo gruppo, nonch\u00e9 talvolta il salvatore dell&#8217;intera umanit\u00e0. In Asia tutto \u00e8 possibile, se davvero ci credi, nell&#8217;acquisizione di abilit\u00e0 individuali come nella tua bellezza. E non c&#8217;\u00e8 quindi da meravigliarsi, se le giovani coreane o giapponesi sono pronte a incollarsi la pelle sopra gli occhi, rinunciando per giornate intere a chiuderli del tutto soltanto per apparire pi\u00f9 attraenti, con probabile indolenzimento e conseguenze a breve termine.<br \/>\nTanto che negli ultimi anni, alcune scelgono soluzioni pi\u00f9 drastiche ed efficaci, vedi la particolare forma di blefaroplastica che consiste nell&#8217;impiego del bisturi per fornire, in pianta stabile, e soprattutto a chi pu\u00f2 permettersi di pagarlo, il desiderato aspetto somatico della doppia palbebra in stile occidentale. L&#8217;industria della chirurgia plastica sud-coreana \u00e8 un mito che sta nascendo in questi ultimi anni, con una quantit\u00e0 di interventi pro-capite superiore persino a quella del Brasile, bench\u00e9 ancora inferiore in numero complessivo ai dati provenienti dagli Stati Uniti. Tra gli interventi maggiormente\u00a0richiesti, oltre a quello semplicissimo qui citato e che a volte viene descritto come &#8220;Meno doloroso che togliersi un dente!&#8221; C&#8217;\u00e8 la ben pi\u00f9 complessa riduzione ortognatica, che consiste nel raschiare le ossa della mascella nella ricerca di una perfetta forma a V del viso, motivata dalla ricerca successiva di un amante o di un impiego ben retribuito. L&#8217;intervento, che era originariamente riservato alle vittime di incidenti anche piuttosto gravi, \u00e8 diventato negli anni una procedura di routine, che tuttavia comporta un lungo, nonch\u00e9 spiacevole, periodo di recupero da parte del\/della paziente. Per comprendere la seriet\u00e0\u00a0della situazione: qualche anno fa fece scandalo l&#8217;iniziativa di una delle cliniche del prestigioso quartiere Gangnam di Seul (grazie PSY) che ebbe l&#8217;inquietante idea di esporre fuori dal suo ingresso principale due tubi in plexiglass trasparente, con dentro i residui ossei di migliaia di queste operazioni, ciascun pezzetto &#8220;firmato&#8221; dal chirurgo autore della procedura. Una roba da far impallidire la montagna di teschi di bisonte di Buffalo Bill!<br \/>\n\u00c8 interessante notare come simili interventi\u00a0estremi, da parte di chi decide di sottoporsi ai bisturi esperti e ben pagati, non siano affatto visti dalla collettivit\u00e0 sud-coreana come un atto di pura e semplice vanit\u00e0, da biasimare quando troppo evidente, come avviene qui da noi. Non \u00e8 anzi affatto raro che i genitori o i nonni regalino all&#8217;erede beneamata, per il conseguimento del diploma, l&#8217;occasione di alterare permanentemente il proprio volto, al fine di adeguarsi\u00a0ai valori percepiti di prestanza e gradevolezza visuale. Ci\u00f2 dovrebbe servire, almeno nell&#8217;idea collettiva, per il raggiungimento di una migliore posizione nella societ\u00e0.<br \/>\nVista da lontano, una simile progressione\u00a0concettuale\u00a0appare alquanto\u00a0nebulosa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In un mondo all&#8217;incontrario, ciascuno di noi nascerebbe con gi\u00e0 iscritto nel suo codice genetico l&#8217;aspetto che considera ideale. Piuttosto che dover convivere con l&#8217;ansia, e modificare\u00a0i ritmi della propria vita, sulla base di quel desiderio apparentemente futile ma totalmente innato, l&#8217;an\u00e8lito profondo ad apparire affascinanti, saremmo sempre\u00a0come truccati, all&#8217;ora del risveglio. I capelli perfettamente &#8230; <a title=\"Che succede se si strucca un occhio coreano\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=17303\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Che succede se si strucca un occhio coreano\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[977,980,100,979,981,768,978],"class_list":["post-17303","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-bellezza","tag-chirurgia-plastica","tag-corea","tag-estremo-oriente","tag-occhi","tag-societa","tag-trucchi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17303","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=17303"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17303\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":17309,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17303\/revisions\/17309"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=17303"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=17303"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=17303"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}