{"id":17286,"date":"2015-05-21T07:52:34","date_gmt":"2015-05-21T05:52:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=17286"},"modified":"2015-05-21T07:57:40","modified_gmt":"2015-05-21T05:57:40","slug":"la-dama-il-palanchino-il-vaso-coreano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=17286","title":{"rendered":"La dama, il palanchino, il vaso coreano"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=HRV3v9eAWqs\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-17289\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-medium wp-image-17289 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/05\/Hanji-vase-500x313.jpg\" alt=\"Hanji vase\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/05\/Hanji-vase-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/05\/Hanji-vase.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C\u2019\u00e8 una cosa che accomuna il contadino con il ricco mercante, l\u2019artigiano con il principe ed il re. Si tratta di quella funzione biologica che \u00e8 al tempo stesso primaria per la sopravvivenza, conduttiva alla liberazione, funzionale al flusso del tempo e dell\u2019eterno ciclo di rinnovamento naturale. Come la pioggia che cade debole ma persistente, al termine di una lunga stagione secca che ha prodotto l\u2019evaporazione, cos\u00ec gli esseri viventi, salvo improbabili lunghi digiuni, restituiscono\u00a0alla terra ci\u00f2 che avevano sottratto\u00a0per\u00a0campare. Ebbene si. Proprio come dicevano i latini: <em>defecatio matutina bona tamquam medicina<\/em>. E non c\u2019\u00e8 nessun essere a questo mondo, tranne chiaramente l\u2019uomo, che abbia attribuito a un tale gesto le connotazioni di un momento vergognoso e deprecabile. Forse perch\u00e8 la stessa vergogna, in quanto tale, \u00e8 un purissimo costrutto artificiale, ma questa \u00e8 tutta un\u2019altra storia. Veniamo al punto della problematica corrente: esistono particolari momenti, nel corso della vita di un individuo, in cui l\u2019ego deve necessariamente essere subordinato al ruolo che gli \u00e8 stato attribuito nella societ\u00e0. Un oratore pubblico, dinnanzi al Senatus in sessione, non poteva fare concessioni ad un sincero mal di gola. L\u2019atleta olimpico, nel mondo classico come in quello attuale, necessariamente dimentica il vecchio dolore alla caviglia, con conseguenze a volte gravi. E dunque come avrebbe mai potuto, una personificazione di grazia e splendore femminile, chiusa in uno spazio piccolo per molti giorni, godersi i benefici della quotidiana medicina mattutina di cui sopra&#8230;<br \/>\n\u00c8 una storia, per certi versi, drammatica. Dalle problematiche ben radicate nella sua cultura. Nella penisola coreana della lunga epoca imperiale Joseon (1392\u20131895 d.C.) come del resto nella Cina e nel Giappone co\u00e9vo, le carrozze esistevano, ma erano un lusso concesso unicamente ai ricchi ed ai potenti, nonch\u00e9 piuttosto rare. Un generale inviato verso il fronte di battaglia, ad esempio, poteva recarvisi con un veicolo in legno riccamente decorato nelle insegne del suo signore, un seguito d\u2019armigeri e uno o due cavalli al massimo per fare da motore, ma si trattava di un\u2019affettazione alquanto arcaica e un po\u2019 desueta. Sappiamo che il carro era molto usato al tempo della dinastia Zhou (1046 \u2013 256 a.C.) e che venne mantenuto al centro della societ\u00e0 durante tutto il periodo successivo degli stati in guerra, culminante con l\u2019unificazione della Cina sotto l\u2019egida del regno dei Qin. Ma gi\u00e0 nel corso della successiva dinastia Han (206 a.C. \u2013 220 d.C.) tali implementi passarono gradualmente in secondo piano, al punto che esiste un episodio ancora pi\u00f9 tardo in cui il saggio comandante Zhuge Liang riscopre la semplice carriola, concedendo alle sue armate di ricevere rifornimenti dietro a un irto passo di montagna. Questo per esemplificare come, nell\u2019Estremo Oriente, la principale fonte d\u2019energia per i trasporti fosse sempre stata quella dell\u2019umanit\u00e0 popolana che serve i suoi simili pi\u00f9 fortunati, tramite l\u2019impiego di portantine, risci\u00f2 ed altri tipi di sistemi a traino muscolare. Dei quali c\u2019erano infinite variazioni, ma il pi\u00f9 nobile restava, per associazione, il possente palanchino coperto, appositamente ingegnerizzato per essere trasportato a braccio da due uomini (piuttosto forzuti) e al tempo stesso virtualmente chiuso agli sguardi della collettivit\u00e0. Poteva succedere addirittura che una giovane donna destinata al matrimonio, caricata al suo interno in circostanze private, vi rimanesse fino al raggiungimento della sua nuova casa, gi\u00e0 fornita di provviste e virtualmente sigillata al mondo. Anzi: era un\u2019evenienza piuttosto diffusa, al punto che nella tradizione coreana esiste un particolare tipo di vaso da notte con coperchio, realizzato attraverso l\u2019antico metodo artigianale del <em>jiseung<\/em> e poi laccato allo scopo di annientarne la pericolosa permeabilit\u00e0, che poteva nei fatti permetterle di restare totalmente nascosta da ogni possibile sguardo indiscreto, soprattutto durante l&#8217;espletamento delle sue faccende pi\u00f9 private.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il palanchino occupato da una donna: un tempio sacro ed inviolabile. Pensate che nel Giappone feudale non era inaudito che un membro di famiglie nobili sfuggisse al suo nemico, durante un assedio o in una situazione con ostaggi, travestendosi e facendosi portare fuori a braccio da due dei suoi fedeli sottoposti. Lo scrittore di romanzi James Clavell attribuisce un simile episodio addirittura alla sua versione fantasiosa del grande signore della guerra, poi shogun, Ieyasu Tokugawa (1543-1616). Invero simili considerazioni su ci\u00f2 che fosse lecito, persino in tempi di guerra, potevano costituire la scusa ideale per quelle guardie o gli ufficiali di frontiera che, colpiti dall\u2019autorit\u00e0 di un personaggio co\u00e9vo, non osavano frapporsi tra lui e il suo destino. Ma queste sono storie di altri paesi ed altri tempi. Ritorniamo, in questa storia, a ci\u00f2 che \u00e8 davvero, profondamente, solo coreano, il metodo in cui questi preziosi vasi erano realizzati, a partire da un materiale il quale, fra tutti, potrebbe sembrare il meno adatto: questa carta ricavata dalla corteccia del <em>dak<\/em> (gelso papirifero) attraverso un procedimento estremamente particolare ed esclusivo della penisola di re Sejong il Grande. Il suo nome \u00e8 <em>hanji<\/em> (\ud55c\uc9c0) e trova applicazione in numerosi campi, tra cui quello della scrittura \u00e8 forse il meno affascinante, perch\u00e9 a noi fin troppo noto.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=1_nWOO10ODk\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-17288\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/05\/Hanji-making-500x313.jpg\" alt=\"Hanji making\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/05\/Hanji-making-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/05\/Hanji-making.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco un filmato che documenta la nascita di un simile straordinario materiale, girato da Aimee Lee presso l\u2019officina di un artigiano della provincia di Gyeongsangnam-do. La studiosa, blogger ed insegnante, che attualmente collabora con la Fondazione Morgan per la Conservazione della Carta (Cleveland, Ohio) \u00e8 qui riuscita a catturare ciascun passaggio l\u2019intera filiera produttiva, dal momento della raccolta della corteccia fino alla battitura delle fibre, per renderle pi\u00f9 resistenti ed omogenee. Quindi, tale <em>slurry <\/em>(noi dirla chiameremmo pi\u00f9 prosaicamente poltiglia) viene immersa in una soluzione alcalina a base di cenere vegetale, che la dissolve temporaneamente per il passo successivo dell\u2019operazione, che colpisce per la sua difficolt\u00e0 manuale. Perch\u00e9 a questo punto l\u2019artigiano, aggiunta una certa quantit\u00e0 d\u2019acqua, immerge nella grande vasca una tavola di legno senza nessun tipo di cornice o guida, al fine di farla oscillare pi\u00f9 volte nell\u2019impasto. Le fibre cos\u00ec agitate, quindi, si depositano naturalmente nella forma di un foglio perfettamente rettangolare, che viene deposto da una parte ad asciugarsi. Sopra questo ne verr\u00e0 aggiunto un secondo, poi fatto aderire tramite l\u2019impiego di una pressa a vite, affinch\u00e9 il prodotto sia pi\u00f9 resistente e privo di un verso evidente nella grana. Questo intero approccio produttivo, il pi\u00f9 comune, viene detto <em>We Bal<\/em>, che significa \u201csingolo\u201d. Nel video segue brevemente la dimostrazione di una tecnica alternativa, dal nome di <em>Ssang Bal<\/em>, che prevede l\u2019impiego di un diverso tipo di apparato, questa volta fornito di un bordo a rilievo, per facilitare il posizionamento delle fibre. Cos\u00ec nasce il tipico foglio di carta <em>hanji<\/em>, ma basta osservare brevemente la ricca variet\u00e0 di prodotti alternativi creati in Corea con la carta per rendersi conto che non sempre la corteccia dell\u2019albero <em>dak<\/em> veniva ridotta allo stato di un sottile velo, utile a intrappolare l\u2019inchiostro della pittura, dell\u2019arte calligrafica o delle notazioni degli storici e studiosi.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=XasuE0Ia4Go\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-17287 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/05\/Hanji-crafts-500x313.jpg\" alt=\"Hanji crafts\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/05\/Hanji-crafts-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/05\/Hanji-crafts.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Stiamo parlando nei fatti del <em>jiseung<\/em>, ovvero la prassi coreana per la tessitura della carta. Come mostrato anche in apertura, le fibre vegetali di questa pianta potevano anche essere filate come la canapa e il cotone, per poi essere intessute tra di loro. Il prodotto risultante, indurito e simile al vimini nell\u2019aspetto, era sempre estremamente solido e capace di mantenere la sua forma, al punto da trovare l&#8217;applicazione anche nella costruzione di arredi e nell\u2019arte scultorea di ogni tipo. In Corea esistevano borse, lanterne, ceste, faretre, astucci realizzati in carta di gelso. Inoltre, il materiale veniva usato nella costruzione di un particolare tipo di ornamento a forma di zucca, indossato a scopo decorativo dagli appartenenti di diverse classi sociali. Ma forse l\u2019uso pi\u00f9 sorprendente resto questo dei vasi da notte tradizionali, trattati appositamente tramite l\u2019impiego del succo e degli olii della pianta <em>deulkkae<\/em> o <em>perilla<\/em>, sostanzialmente l\u2019equivalente asiatico della menta. \u00c8 probabile che questo facesse molto per nascondere l\u2019odore, ma in fondo chi lo sa? Tali vasi avevano altri vantaggi: erano esteticamente belli, quindi adatti all\u2019uso femminile, nonch\u00e9 silenziosi durante l\u2019uso e il trasporto, qualit\u00e0 fondamentale all\u2019interno di un palanchino. A ulteriore riconferma che gli antichi non avevano meno senso pratico di noi moderni, solo pi\u00f9 norme o fisime comportamentali, ulteriormente aggravate da un apporto tecnologico meno sofisticato. Ma pur sempre frutto di un\u2019intelligenza vivida e fattiva. Purissimo concime della societ\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C\u2019\u00e8 una cosa che accomuna il contadino con il ricco mercante, l\u2019artigiano con il principe ed il re. Si tratta di quella funzione biologica che \u00e8 al tempo stesso primaria per la sopravvivenza, conduttiva alla liberazione, funzionale al flusso del tempo e dell\u2019eterno ciclo di rinnovamento naturale. Come la pioggia che cade debole ma persistente, &#8230; <a title=\"La dama, il palanchino, il vaso coreano\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=17286\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su La dama, il palanchino, il vaso coreano\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[77,406,307,100,71,97],"class_list":["post-17286","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-arte","tag-artigianato","tag-carta","tag-corea","tag-storia","tag-tecnologia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17286","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=17286"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17286\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":17294,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17286\/revisions\/17294"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=17286"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=17286"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=17286"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}