{"id":17231,"date":"2015-05-14T08:02:44","date_gmt":"2015-05-14T06:02:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=17231"},"modified":"2015-05-14T08:13:21","modified_gmt":"2015-05-14T06:13:21","slug":"le-corna-il-problema-di-chi-corre-coi-tori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=17231","title":{"rendered":"Il problema di chi corre coi tori"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/2h-WhhqFjv4\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-17232\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-17234\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/05\/Tourada-500x313.jpg\" alt=\"Tourada\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/05\/Tourada-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/05\/Tourada.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Parte del corpus di tradizioni secolari dell&#8217;isola di Terceira ma poi mutuata dall&#8217;intero arcipelago delle Azzorre, la <em>tourada \u00e0 corda<\/em> \u00e8 sostanzialmente un diverso tipo di corrida, in cui nessun toro viene intenzionalmente\u00a0leso, ma sono piuttosto gli uomini pi\u00f9 coraggiosi del paese, i loro figli ed alcuni turisti dal notevole entusiasmo, a finire gioiosamente\u00a0calpestati, spinti contro un muro, percossi con trasporto dalle punta delle corna del bovino. Le quali vengono oggigiorno, per fortuna, racchiuse da involucri o tappi di cuoio, concepiti appositamente per fermarne la penetrazione nelle carni del malcapitato di turno. Per fortuna, dico, perch\u00e9 almeno a giudicare da questo compendio d&#8217;episodi accidentali messo assieme dal fotografo\u00a0Gabriel Alves Vieira, che si \u00e8 guadagnato dal 2012 oltre 9 milioni di visualizzazioni in crescita costante, non \u00e8 affatto insolito che in questo evento vinca il toro. Innanzi tutto perch\u00e9, un po&#8217; come nelle celebri\u00a0<em>fiestas<\/em>\u00a0di San Firmino\u00a0a Pamplona, la corsa non si svolge in un&#8217;arena, bens\u00ec lungo l&#8217;intero corso principale delle maggiori citt\u00e0 oltre quelle coste, in un vero pandemonio di schivate, salti e tentativi malgestiti di gettarsi a terra, con l&#8217;illusione che la bestia sia pi\u00f9 incline a correre dietro le persone in movimento. Il che talvolta \u00e8 vero, ma in determinati casi&#8230; Al signore fatto rotolare sul selciato del caff\u00e8 d&#8217;angolo, a quell&#8217;altro con la schiena alla fontana, mentre l&#8217;animale tenta di spingerlo col muso dentro la scultura (ehm, scusa per le punte) all&#8217;incredibile frangente di chi scappa in acqua, quelle\u00a0volte in cui il tragitto si conclude in spiaggia, ma le corna lo raggiungono lo stesso, perch\u00e9 i quadrupedi sanno nuotare fin da giovani e persino in\u00a0tarda et\u00e0. E poi all&#8217;uomo la cui caviglia resta impigliata nella corda, trasformandolo nel contrappeso odiato dell&#8217;essere terrorizzato e in fuga; vorrei chiedere, vi state divertendo, persino adesso? \u00c8 una questione dalle approfondite basi sociologiche, quella che trova genesi nel desiderio di mettersi talvolta in massima difficolt\u00e0. O come in questo caso, un effettivo stato di pericolo, un cui pu\u00f2 bastare un passo falso, un&#8217;attimo di distrazione, per finire vittime sacrificali del frangente costruito dall&#8217;ansiosa collettivit\u00e0. Cos\u00ec ogni anno, nelle Azzorre come in Spagna, c&#8217;\u00e8 qualcuno che paga per tutti, sacrificando l&#8217;incolumit\u00e0 del giorno per costruire il mito di una corsa senza tempo e forti intenti commerciali, parte di una scala di valori dolorosamente scollegata dal presente. E forse soprattutto per questo, tanto spesso oggetto delle critiche pi\u00f9 fervide ed accalorate.<br \/>\nLa corsa coi tori \u00e8 una tradizione antica quasi quanto l&#8217;addomesticazione di questa gen\u00eca cos\u00ec fondamentale per la nostra dieta, che viene convenzionalmente fatta risalire all&#8217;epoca dell&#8217;antica civilt\u00e0 minoica, poi quella greca e dei romani. Tutti conoscono il celebre affresco della taurocaptasia, ritrovato sulla parete est del palazzo di Cnosso, con i tre giovani che saltano attorno a questo lontano cugino dell&#8217;amato minotauro, disegnato\u00a0luuuungo come un cane bassotto e con le gambe veramente molto, molto corte, forse per meglio riempire lo spazio blu della composizione decorativa. Si tratta forse di una delle immagini pi\u00f9 note della prima epoca classica, databile fino XVII-XV secolo a.C, la cui composizione cinematica esemplifica uno stile quasi fumettistico e letteralmente ininterrotto fino ai nostri tempi, grazie al quale\u00a0il limitarsi a due sole dimensioni, e un singolo fotogramma, non ha mai potuto impedire\u00a0agli artisti migliori di trasmetterci i momenti maggiormente rappresentativi delle loro epoche distanti. E non c&#8217;era allora, forse, un attimo pi\u00f9 rappresentativo di questo: il bisogno di misurarsi con la forma pi\u00f9 prossima della natura infuriata, lo sbuffante, scalpitante essere dal manto nero, bianco o a macchie, generalmente in dei contesti attentamente codificati, come feste religiose o spontanei raduni degli spettatori sugli spalti accidentali di una piazza (non pi\u00f9) gremita. Ma c&#8217;\u00e8 dell&#8217;altro: esistono\u00a0diverse teorie secondo cui questo stile per\u00a0eccitare e infastidire l&#8217;animale, attraverso gli schiamazzi e il movimento caotico di un gruppo di persone, fosse stato adottato da principio come approccio pratico a spronarlo innanzi, con lo scopo di raggiungere quanto prima il luogo dell&#8217;esposizione, del mercato o della vendita imminente. Accadde poi che alcuni degli astanti,\u00a0\u00a0in determinate\u00a0antiche citt\u00e0 mediterranee, iniziassero a lanciarsi sulla strada della bestia, col dichiarato scopo di mostrarsi privi di paura. E se lo fa uno, ben presto saranno due, quindi tre e&#8230;Il resto riecheggia nel muggito della Storia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><br \/>\nO per meglio dire, costituisce un corollario poco chiaro ad Essa, poich\u00e9\u00a0in effetti nessuno conosce la data esatta della prima corrida dell&#8217;area latina\u00a0in quanto tale, ovvero l&#8217;ulteriore evoluzione della corsa, in cui i tori, un volta raggiunta la piazza, venivano immediatamente uccisi come punizione per il danno causato ai pi\u00f9 imprudenti o distratti dei\u00a0partecipanti.\u00a0Bench\u00e9 esista il nome di un personaggio del diciottesimo secolo, Francisco Romero di Ronda (Malaga) che secondo la leggenda\u00a0sarebbe stato il primo uomo appiedato\u00a0ad osare di chiedere l&#8217;onore di dare il colpo di grazia all&#8217;animale, un ruolo prima riservato unicamente ai nobili a cavallo. Iniziando la tradizione del mitico\u00a0guerriero, spada e manto rosso nelle mani, in grado di sfidare la pi\u00f9 prossima versione fisica del drago leggendario, senza l&#8217;ausilio di zoccoli con cui fuggire o mantenerlo a una valida\u00a0distanza di sicurezza.<br \/>\nOra, questo specifico frangente, a partire dal quale venne a formarsi l&#8217;attuale squadra operativa della corrida spagnola, con un <em>matador<\/em>, due <em>picadores<\/em> (lancieri) tre <em>banderillos<\/em> (portabandiera) e un <em>mozo de espada<\/em> (aiutante di spada) non ebbe mai a verificarsi nell&#8217;area portoghese, con il risultato che la\u00a0rispettiva interpretazione moderna dell&#8217;eterna battaglia coi tori prendesse una strada significativamente diversa. In cui \u00e8 ancora il <em>cavaleiro<\/em>, assistito da una schiera d&#8217;aiutanti incaricati di distrarre l&#8217;avversario inferocito, a costituirsi\u00a0protagonista della scena, mentre l&#8217;obiettivo, piuttosto che dargli il colpo di grazia, diventa piantargli quattro\u00a0<i>bandarilhas, <\/i>ovvero sottili giavellotti,<i>\u00a0<\/i>nel dorso. Un&#8217;esperienza decisamente traumatica, ma quasi mai letale. Che per di pi\u00f9 spesso vale, alla creatura, un esenzione dal suo destino predeterminato: la mannaia e poi la tavola da pranzo, come ciascun singolo consimile dei nostri giorni. Nessuno. Escluso.<\/p>\n<figure id=\"attachment_17233\" aria-describedby=\"caption-attachment-17233\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/QrlYm11zvV0\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-17233\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-17233 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/05\/Toro-rompe-el-cajon-500x313.jpg\" alt=\"Toro rompe el cajon\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/05\/Toro-rompe-el-cajon-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/05\/Toro-rompe-el-cajon.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-17233\" class=\"wp-caption-text\">In questa scena, probabilmente ripresa a Pamplona, viene mostrato che succede quando un corno del toro riesce in qualche modo ad incastrarsi in una piccola apertura del cajon, il container impiegato per il suo trasporto&#8230; Aprendolo. Sembra di assistere ad un nuovo episodio di Jurassic Park.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella\u00a0<em>tourada \u00e0 corda\u00a0<\/em>delle isole Azzorre, che sarebbe nata verso il termine del sedicesimo secolo e poi accorpata coi festeggiamenti religiosi per la canonizzazione di Francesco Saverio\u00a0e\u00a0Ignazio da Loyola nel 1622, le cose vanno in un modo ancora differente. Un aspetto interessante, ed in effetti unico a memoria d&#8217;uomo, \u00e8 che la corsa non si conclude con l&#8217;arena e il conseguente\u00a0spettacolo di sangue, riuscendo\u00a0piuttosto a costituire l&#8217;unico pretesto di se stessa. Le regole sono poche, ma precise: una squadra di fino a sei toreri in abito tradizionale, detti i <em>pastores<\/em>, si occupa di trattenere l&#8217;animale grazie all&#8217;uso di una lunga corda, con l&#8217;obiettivo teorico di non farlo sforare dalle righe. Bench\u00e9, prendendo in esame il video d&#8217;apertura, sembra che la loro mansione consista in effetti solamente nel trattenerlo all&#8217;interno di un&#8217;area definita, mentre incornamenti o stragi varie, eventi tutt&#8217;altro che insoliti, vengono considerati <em>fair game<\/em>.<br \/>\nVa pure considerato che in quegli anni turbolenti, con la crisi dinastica del regno di Portogallo dovuta alla morte senza eredi di re Sebastiano I, le Azzorre si ritrovarono a svolgere un ruolo chiave nella storia di quel paese, l&#8217;unico che molti anni prima aveva avuto il coraggio di colonizzarle. Mentre Filippo II d&#8217;Asburgo, a capo dell&#8217;Impero di Spagna, gi\u00e0 si arrogava il controllo della neonata Unione Iberica, furono soltanto gli abitanti della locale citt\u00e0 di Agra (successivamente ribattezzata &#8220;A. do Eroismo&#8221;) a resistere ai suoi messaggeri, ponendo le basi di quella che sarebbe stata, il 26 luglio del 1582, la prima battaglia nell&#8217;Atlantico tra i poderosi galeoni dell&#8217;epoca dei commerci. Da una parte il prototipo della futura <em>Invincible Armada,\u00a0<\/em>dall&#8217;altro i corsari del condottiero fiorentino\u00a0Filippo di Piero Strozzi, al soldo della sempre pi\u00f9 preoccupata corona francese. E il popolo poteva starsene a guardare? In qualche modo, tali presupposti d&#8217;ostilit\u00e0 internazionale filtrarono fino alle coste. E gi\u00e0 i tori sbuffavano di un forte des\u00eco di riscossa.<\/p>\n<figure id=\"attachment_17232\" aria-describedby=\"caption-attachment-17232\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/mkeAsqwhU3I\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-17232 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/05\/La-Bola-500x313.jpg\" alt=\"La Bola\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/05\/La-Bola-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/05\/La-Bola.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-17232\" class=\"wp-caption-text\">Se soltanto Francisco Romero, primo dei toreri, fosse vissuto per vedere l&#8217;insegnamento che abbiamo tratto dalle sue imprese! Chiss\u00e0 se la sua anima rotola, come la sfera pietrosa di Indiana Jones&#8230;<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il rapporto conflittuale tra le dinastie, cos\u00ec come l&#8217;eterna rivalit\u00e0 dei potenti, non pu\u00f2 far molto per condizionare le pulsioni e la passioni di un popolo. Cos\u00ec quegli stolidi abitanti delle Azzorre, sostenuti da un&#8217;economia quasi autonoma di agricoltura, pesca ed allevamento, continuarono a praticare le usanze del continente, mutuate assieme alle altre cognizioni culturali degli antichi marinai di Enrico il navigatore, principe di Sagres (1394-1460) leggendario scopritore di questo luogo remoto. Ritrovare un pezzo di Portogallo a 1300 Km di distanza dall&#8217;Europa (per comparazione, siamo a &#8220;soli&#8221; 1925 da Terranova, nel Canada settentrionale) non fa che parlare ulteriormente della stolida capacit\u00e0 e integrit\u00e0 dei loro abitanti, protagonisti di una propria\u00a0tauromachia, senza tempo n\u00e9 limiti territoriali. E come allora, con la prima delle molte vittorie di una Spagna destinata a conoscere la gloria sui campi di battaglia e tra le onde di un\u00a0mondo imperiale, cos\u00ec adesso, tra le voci pubbliche dei pi\u00f9 sinceri e convinti amanti degli animali: i tori di Terceira continueranno a correre, ancora per qualche tempo, facendo\u00a0di quelle corna\u00a0un&#8217;idea. Problematica. Un nodo gordiano da sciogliere, ancora una volta, in mezzo al rombo di cannonate distanti.<br \/>\nSi stima che 3000 tori muoiano, ogni anno, al servizio delle corride spagnole. Nelle Azzorre, tavole imbandite a parte, neanche uno. Caspita,\u00a0che\u00a0record!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Parte del corpus di tradizioni secolari dell&#8217;isola di Terceira ma poi mutuata dall&#8217;intero arcipelago delle Azzorre, la tourada \u00e0 corda \u00e8 sostanzialmente un diverso tipo di corrida, in cui nessun toro viene intenzionalmente\u00a0leso, ma sono piuttosto gli uomini pi\u00f9 coraggiosi del paese, i loro figli ed alcuni turisti dal notevole entusiasmo, a finire gioiosamente\u00a0calpestati, spinti &#8230; <a title=\"Il problema di chi corre coi tori\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=17231\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Il problema di chi corre coi tori\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[125,592,966,963,964,965,889,391,295,962],"class_list":["post-17231","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-animali","tag-atlantico","tag-azzorre","tag-corrida","tag-corse","tag-isole","tag-pericolo","tag-portogallo","tag-spagna","tag-tori"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17231","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=17231"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17231\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":17242,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17231\/revisions\/17242"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=17231"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=17231"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=17231"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}