{"id":17196,"date":"2015-05-11T07:34:02","date_gmt":"2015-05-11T05:34:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=17196"},"modified":"2015-05-11T07:38:00","modified_gmt":"2015-05-11T05:38:00","slug":"la-precisione-della-stampa-ad-acqua-computazionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=17196","title":{"rendered":"La precisione della stampa ad acqua computazionale"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/YlUhPrAqiY0\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-17198\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-17198\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/05\/Computational-Hydrographics-500x313.jpg\" alt=\"Computational Hydrographics\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/05\/Computational-Hydrographics-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/05\/Computational-Hydrographics.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tirare fuori dalla vasca un gatto, normalmente, \u00e8 un gesto che comporta unicamente la rimozione delle proprie stesse mani dalla schiena del felino, ove erano state apposte con fermezza per immergerlo nel presentarsi del periodico frangente del bagnetto. Alla cessazione di un tale stato di gentile costrizione, l&#8217;animale lancer\u00e0 immancabilmente un forte grido, a met\u00e0 tra il soffio di uno stantuffo e la nota stridula di uno stonato pianoforte, per poi dardeggiare verso l&#8217;alto con le unghie sguainate ma, si spera, ben lontano dalla faccia del suo amato padroncino. Molto problematico, preferibilmente da evitare. Eppure tristemente, pienamente necessario. A meno di avere a disposizione un micio artificiale, perfettamente in grado di restare immobile per tempi brevi, medi o pure lunghi, senza neanche un lieve muoversi della sua coda. Come quello, bianco quanto l&#8217;osso, che la studentessa\u00a0Changxi Zheng ci ha presentato l&#8217;altro giorno presso il suo canale, assieme alla stupenda evoluzione di quello che era e resta un approccio molto antico alla colorazione degli oggetti, ovvero la sospensione degli inchiostri sulla superficie calma di una vasca ad immersione. All&#8217;interno della quale o di una similare, molto presto costruita sulla base del principio qui mostrato, saranno assai probabilmente trattati gli oggetti\u00a0che di pi\u00f9 si prestano all&#8217;applicazione di livree: caschi, borchie o cerchioni, calci dei fucili, carene delle moto, strumenti musicali, scocche esterne\u00a0per computer&#8230; Chi pi\u00f9 ne ha, ne inzuppi, come biscotti incommestibili ma assai preziosi, per l&#8217;accrescimento del valore intangibile della personalizzazione individuale, prima o poi. Perch\u00e9\u00a0non \u00e8 ancora il tempo di bagnarsi le mani: siamo in fase prettamente sperimentale, ovvero durante l&#8217;annuale conferenza\u00a0del SIGGRAPH, l&#8217;occasione di presentare al mondo le ultime o recenti evoluzioni nel campo estremamente vasto della grafica virtualizzata. O come in questo caso, l&#8217;applicazione inversa della stessa cosa, cio\u00e8 un processo, totalmente innovativo, che prende il concetto digitale della <em>texture<\/em> (la resa di un&#8217;immagine per cos\u00ec dire &#8220;spalmata&#8221; su dei solidi a tre dimensioni) e lo trasla nel mondo reale, facendo interagire le due tecnologie della scansione volumetrica e la stampa idrografica, per l&#8217;applicazione precisa al millimetro d&#8217;immagini di ogni complessit\u00e0. Bisogna vederlo, per crederci.<br \/>\nIl video si apre con la dimostrazione dell&#8217;approccio classico, che consiste nell&#8217;impiego largamente manuale di una pellicola galleggiante biodegradabile, contenente un <em>pattern<\/em> grafico ripetuto <em>ad infinitum<\/em>. Con il dissolvimento dello stesso nel fluido trasparente per eccellenza, si genera un sottile velo variopinto, pronto a legarsi indissolubilmente con il primo oggetto solido che dovesse passarci attraverso, vedi quelli gi\u00e0 citati, oppure come nel presente caso,\u00a0la sagoma della VW Beetle che il pioniere dell&#8217;informatica\u00a0Ivan Sutherland misur\u00f2 famosamente nel 1972, destinata a diventare una figura standard nel campo della grafica tridimensionale. Una volta completata l&#8217;immersione, tutto ci\u00f2 che resta \u00e8 disperdere la vernice con un rapido colpo di mano, affinch\u00e9 in fase d&#8217;estrazione non si verifichino indesiderate sovrapposizioni. E il gioco \u00e8 fatto! Tale tecnica specifica, oggi fatta risalire ad un brevetto registrato nel 1982 ad opera di Motoyasu Nakanishi, presenta grossi lati positivi: \u00e8 pi\u00f9 veloce e semplice dell&#8217;applicazione di un vinile, pu\u00f2 impiegare stampe di quasi qualsiasi complessit\u00e0 o risoluzione, pu\u00f2 durare (previa l&#8217;applicazione successiva di uno strato di vernice protettiva trasparente) per l&#8217;intera vita del prodotto sottoposto al trattamento. Ma ha una singola, enorme limitazione: l&#8217;allineamento del prodotto va necessariamente effettuato a mano, vista la fluidifica natura del medium di sospensione. Ci\u00f2 significa che, essenzialmente, pu\u00f2 essere impiegata solo nella realizzazione di figure senza dei confini definiti, come un succedersi di macchie in stile militare o l&#8217;approssimazione di un particolare materiale, vedi ad esempio le venature del legno, il marmo, oppure la spazzolatura del metallo. In campo automobilistico, l&#8217;idrografica \u00e8 impiegata spesso per simulare nel veicolo degli accenti in carbonio, metallo estremamente leggero e resistente, spesso usato nei veicoli sportivi di fascia alta.\u00a0Ma pensate per un attimo, adesso, di potervi approcciare a tale soluzione da un lato precedentemente inesplorato: quello dell&#8217;automazione a controllo numerico. Allora si potrebbe immergere nell&#8217;acqua una figura dalla forma anche complessa, allineandovi alla perfezione occhi, naso e bocca. Addirittura una coda serpeggiante di felino, a questo punto, potrebbe ricevere l&#8217;estetica fedele del leopardo. Anzi, perch\u00e9 immaginare, quando basta&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il progetto reca\u00a0le firme, oltre a quella della gi\u00e0 citata\u00a0Changxi,\u00a0probabile commentatrice nella sua accentata\u00a0ma funzionale lingua inglese (e credeteci o no, sotto al video abbondano le critiche per &#8220;una grande azienda che usa portavoce tanto inefficienti&#8221;) di Kun Zhou, anch&#8217;egli\u00a0dell&#8217;universit\u00e0 dello Zhejiang, presso le\u00a0coste centro-orientali della Cina, del loro relatore Yizhong Zhang e di Chunji Yin, qui qualificato come appartenente alla Columbia University, forse uno studente in visita, chiss\u00e0.\u00a0Nasce dal bisogno, mai esistito prima di quest&#8217;epoca, di avere un metodo per abbellire\u00a0degli oggetti realizzati in modo completamente automatico da un pubblico di hobbisti o appassionati, tramite l&#8217;impiego della sempre pi\u00f9 popolare stampa tridimensionale. La quale presenta, almeno nella sua versione attuale, il grande limite di produrre oggetti rigorosamente monocromatici, spesso di un bianco assolutamente accecante nella sua mancanza di dettagli.<br \/>\nCos\u00ec, l&#8217;idea: ci\u00f2 che \u00e8 stato disegnato in origine all&#8217;interno di un computer, presenta una forma gi\u00e0 nota fino al decimo di centimetro, quindi idonea all&#8217;allineamento tramite un sistema di guide, per mettere in atto\u00a0una versione estremamente futuribile del vecchio processo della stampa ad immersione. La squadra ha usato, come supporto di scansione ulteriore, il sistema Microsoft della telecamera Kinect, in grado d&#8217;impiegare una matrice di raggi ad infrarossi per misurare la distanza da una superficie o corpo in movimento (originariamente doveva servire per i videogiochi, ma il risultato in quel campo \u00e8\u00a0stato alquanto deludente). Cos\u00ec facendo, in un numero variabili d&#8217;immersioni si pu\u00f2 ottenere l&#8217;applicazione\u00a0straordinariamente precisa dell&#8217;immagine scelta, senza limiti teorici di complessit\u00e0. Seguono, nella dimostrazione, una maschera, una zebra e la versione fisica della lepre di Stanford, un altro celebre modello standard per le prove tridimensionali, normalmente intrappolata nel suo mondo di vettori virtuali. Viene anche realizzato un curioso bicchiere con la testa d&#8217;elefante, utile a prendere il caff\u00e9 con stile. Manca purtroppo, invece, la famosa\u00a0teiera dello Utah, modellino incluso\u00a0nella maggior parte dei programmi tridimensionali. Forse il suo manico curvilineo e toroidale si era rivelato troppo, persino per\u00a0un sistema di stampa cos\u00ec\u00a0avanzato?<\/p>\n<figure id=\"attachment_17197\" aria-describedby=\"caption-attachment-17197\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/llLlFcq3K3U\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-17197 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/05\/Ebru-Art-500x313.jpg\" alt=\"Ebru Art\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/05\/Ebru-Art-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/05\/Ebru-Art.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-17197\" class=\"wp-caption-text\">La forma di marmorizzazione ancora pi\u00f9 largamente praticata \u00e8 quella di provenienza Turca, che prende il nome di Ebru, dal termine che da solo pu\u00f2 essere tradotto come\u00a0<em>vario<\/em>, oppure <em>variegato<\/em>.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La storia della pittura ad acqua, generalmente utilizzata per creare figure astratte sulla carta, pu\u00f2 essere fatta risalire fino al decimo secolo, epoca in cui\u00a0l&#8217;ufficiale confuciano\u00a0Su Yijian (957-995) ne parl\u00f2 all&#8217;interno del suo testo\u00a0<em>Fang Si Pu<\/em>, <em>I quattro tesori dello studioso<\/em>. Tale metodo\u00a0veniva praticato nell&#8217;accademia di Hanlin del Sichuan cinese ed era tenuta in alta considerazione dalla corte imperiale, perch\u00e9 costituiva l&#8217;incontro quasi alchemico tra almeno tre degli\u00a0elementi della filosofia estremo orientale: l&#8217;acqua, la terra (ovvero gli elementi chimici dell&#8217;inchiostro) e il legno, da cui proveniva direttamente il particolare tipo di carta detta &#8220;della sabbia che scorre&#8221;\u00a0(<em>liu sha jian<\/em>). Mutuato dai giapponesi del quindicesimo secolo, l&#8217;approccio prende poi il nome di\u00a0<em>suminagashi\u00a0<\/em>e diventa il fondale preferito d&#8217;innumerevoli calligrafi e poeti. Si dice che l&#8217;artista\u00a0Jizemon Hiroba, vissutto attorno al 1100 d.C,\u00a0avesse viaggiato\u00a0a lungo per il paese dei <em>kami<\/em>, alla ricerca di un&#8217;acqua con il potere\u00a0di trasferire\u00a0i suoi sentimenti sulla carta, trovandola infine presso\u00a0Echizen, nell&#8217;odierna prefettura di Fukui. In questo stesso luogo, i suoi discendenti producono carte marmorizzate da un periodo di 55 generazioni.\u00a0L&#8217;evoluzione ad oggi pi\u00f9 famosa di quest&#8217;arte resta ad ogni modo quella immediatamente successiva, forse inventata in modo indipendente oppure appresa e ricreata a partire dalle merci d&#8217;importazione, che a partire dal 1500 ca. inizi\u00f2 a fare la sua comparsa nell&#8217;Asia Centrale e in buona parte del mondo musulmano. Il metodo aveva il nome di\u00a0<i>k\u00e2ghaz-e abr\u00ee<\/i><em>,\u00a0<\/em>dicitura che significa letteralmente &#8220;carta nebulosa&#8221;. Questa pittura ad acqua, nota dalla Persia dei Safavidi fino ai Mughal dell&#8217;India, introduceva almeno una significativa novit\u00e0: l&#8217;impiego di sostanze con basi\u00a0vegetali come l&#8217;<em>Astragalus <\/em>o\u00a0la trigonella, allo scopo di creare una sorta di mucillagine, sulla quale far fluttuare in modo stabile l&#8217;inchiostro. Tale approccio si prestava particolarmente alla creazione di figure le astratte o soltanto vagamente naturalistiche, di uccelli, nubi o fiori, da sempre particolarmente care all&#8217;arte dell&#8217;Islam. La tradizione pi\u00f9 recente, da cui \u00e8 stata creata direttamente la moderna stampa idrografica, risale invece solo al diciannovesimo secolo, e proviene dalla tradizione turca dei Sufi\u00a0Naqshbandi. Prende il nome di <em>ebru<\/em> e si giova dell&#8217;uso della\u00a0trementina, l&#8217;oleoresina volatile dell&#8217;albero del terebinto.<br \/>\nOggi, le logiche dell&#8217;economia di scala hanno relegato in secondo piano le antiche tecniche artigianali per la produzione del bello in quanto tale. Ma determinate soluzioni permangono, a vantaggio della creativit\u00e0 e del desiderio di creare cose nuove. In quest&#8217;ottica, l&#8217;integrazione del computer con gli antichi metodi della pittura ad immersione non va certamente vista in luce negativa. Potrebbe costituire, dopo tutto, solo un altro tipo di pennello.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; <span style=\"text-decoration: underline;\"><a href=\"http:\/\/www.cs.columbia.edu\/~cxz\/publications\/hydrographics.pdf\" target=\"_blank\">Link diretto all&#8217;articolo accademico\u00a0del progetto<\/a><\/span>, come riportato in calce al video<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tirare fuori dalla vasca un gatto, normalmente, \u00e8 un gesto che comporta unicamente la rimozione delle proprie stesse mani dalla schiena del felino, ove erano state apposte con fermezza per immergerlo nel presentarsi del periodico frangente del bagnetto. Alla cessazione di un tale stato di gentile costrizione, l&#8217;animale lancer\u00e0 immancabilmente un forte grido, a met\u00e0 &#8230; <a title=\"La precisione della stampa ad acqua computazionale\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=17196\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su La precisione della stampa ad acqua computazionale\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[77,957,95,956,439,487,97],"class_list":["post-17196","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-arte","tag-kinect","tag-pittura","tag-siggraph","tag-stampa","tag-stampa-3d","tag-tecnologia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17196","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=17196"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17196\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":17202,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17196\/revisions\/17202"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=17196"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=17196"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=17196"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}