{"id":17191,"date":"2015-05-10T07:49:03","date_gmt":"2015-05-10T05:49:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=17191"},"modified":"2015-05-10T07:49:03","modified_gmt":"2015-05-10T05:49:03","slug":"anni-30-litaliano-che-precorse-il-parkour","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=17191","title":{"rendered":"Anni \u201830: l\u2019italiano che precorse il parkour"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=BEjdJMkYwio\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-17192\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-17192\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/05\/John-Ciampa-500x313.jpg\" alt=\"John Ciampa\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/05\/John-Ciampa-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/05\/John-Ciampa.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prima che inventassero le vertigini, quando i palazzi ancora non avevano antenne paraboliche, inferriate automatiche, videocamere di sorveglianza. Ma guarda: gli stessi muri che campeggiano ancor oggi, immobili e immutati, tranquillamente in attesa di colui che fosse tanto folle, o coraggioso, da scalarli fin sopra le nubi con l\u2019unico scopo di poter gridare: \u201cSono io, sono il re.\u201d Si, per\u00f2 di cosa? Della giungla? Di un mondo in bilico tra le due guerre, da princ\u00ecpio e ancora prima di poter dirsi famoso, guadagnandosi nomignoli come \u201cIl Tarzan di Brooklyn\u201d, \u201cLa mosca umana\u201d o \u201cIl fantasma volante\u201d. E ci sarebbero voluti ancora molti anni, occupati da una scintillante carriera tra i tendoni viaggianti e un carico di tigri ed elefanti, perch\u00e9 il circo di Larry Sunbrock potesse vantare sui suoi manifesti la presenza di un pezzo davvero da 90: \u201cCiampa, la scimmia che oscilla [a parecchi metri da terra]\u201d. E non fu certo un caso, se fu proprio quello il nome scelto all\u2019apice del suo successo. Per tutte le macchine che abbiamo costruito, sotto i tetti e sopra i ponti dei propositi e dei corsi delle circostanze, ci\u00f2 che ci caratterizza resta soprattutto quello: due mani, due gambe e quattro estremit\u00e0, variabilmente prensili, di cui almeno un paio funzionali all\u2019apertura di una splendida banana. E quelle assieme alle altre, assieme valide ad arrampicarsi. Come l\u2019italo-americano nato nel \u201922 facente di nome John. L\u2019uomo, il primate. Il profeta di quella disciplina che sarebbe stata codificata, soltanto nella Francia di molti anni dopo, con il termine de <em>L&#8217;art du d\u00e9placement<\/em> (l\u2019arte dello spostamento).<br \/>\nPensa. Un creativo di fama prende un limone e lo mette sopra un piedistallo ornato, affermando: \u201cQuesta \u00e8 una metafora della complessa condizione umana.\u201d E ci\u00f2 genera, tra i circoli dei critici del suo settore, fiumi di parole ed ambiziose discussioni, corroborate da un supporto filosofico di alta accademia. La societ\u00e0 degli individui di cultura, o almeno chi tra loro segua simili questioni, ne esce corroborata ed in un qualche modo pi\u00f9 ricca, pi\u00f9 consapevole del suo contesto dei momenti successivi. Di chi \u00e8 davvero, il merito di un simile successo? I piedistalli esistono da secoli, cos\u00ec come gli agrumi. Dunque non \u00e8 stato certo il primo caso di un simile incontro tra le parti gialla e verticale, tanto pregnamente giustapposte da costui. Cos\u00ec dovrebbe dirsi del parkour, il rutilante, sobbalzante insieme di movenze, tecniche ed approcci al pericolo, che oggi sorregge una valida serie di valori del mondo moderno, esemplificati attraverso letteratura, cinema, fumetti e videogiochi (non si pu\u00f2, non mi riesce d\u2019ignorare l\u2019ultima categoria) la cui nascita \u00e8 soavemente difficile da collocare. Che fu inventato, forse, in ambito militare, dall\u2019insegnante di educazione fisica Georges H\u00e9bert (1875-1957) che credeva nella preparazione dell\u2019individuo ad essere utile in qualsiasi situazione d\u2019emergenza, grazie all\u2019impegno quotidiano lungo un susseguirsi degli ostacoli in sequenza, quelli che sarebbero poi diventati le tipiche palestre all\u2019aria aperta dei moderni parchi cittadini. Oppure nacque, in netta contrapposizione, dalle gesta spontanee di Raymond Belle, figlio di un dottore francese ed una donna vietnamita, separato dalla sua famiglia a causa della prima guerra indocinese (1946) che per imparare a sopravvivere tra le strade di Da Lat s\u2019introduceva abusivamente nelle basi militari, usando in gran segreto quei circuiti di pioli, pneumatici e filo spinato. Perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 <em>parkour<\/em>, senza un certo grado di ribellione e spirito contrario alle comuni norme della societ\u00e0 civile. Ma bando al romanticismo: in quel regimento dei <em>sapeurs-pompiers<\/em> dell\u2019esercito di stanza in Vietnam, lui quindi s\u2019arruol\u00f2, diventando celebre come campione di scalate nelle dimostrazioni pubbliche di abilit\u00e0.<br \/>\nIl parkour come pura arte, ovvero fine a se stesso o all\u2019elevazione filosofica dei suoi fruitori (osservatori, presunti emulatori) arriv\u00f2 soltanto con il figlio di quest\u2019ultimo, quel David Belle nato nel 1973 a F\u00e9camp in Francia, il fondatore e mente del famoso gruppo Yamakasi (dalla dicitura congolese <em>ya mak\u00e1si<\/em>, la \u201cforza dell\u2019individuo\u201d) Che cre\u00f2 la serie di regole e precetti comportamentali che oggi formano la prassi operativa della disciplina. Ma se il filo conduttore ufficiale \u00e8 questo qui narrato, che dire di tutti quegli altri, coraggiosi, scriteriati, folli scalatori delle mura certamente pre-esistenti? Accidentali scopritori, semplici scavezzacollo&#8230;Beh, a giudicare delle imprese su pellicola di quel John Ciampa, direi proprio di no.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo affascinante video, <span style=\"text-decoration: underline;\"><a href=\"http:\/\/www.reddit.com\/r\/videos\/comments\/35drsf\/1930s_parkour_before_it_was_cool_video\/\" target=\"_blank\">ricomparso ieri su Reddit<\/a><\/span> e modificato con l\u2019aggiunta di una colonna sonora contemporanea, \u00e8 tratto dal film-documentario del 1977 <em>Gizmo!<\/em> di Howard Smith, basato sulle immagini di repertorio dei cinegiornali e finalizzato alla dimostrazione di una ricca serie d\u2019invenzioni, stranezze e imprese delle due o tre generazioni appena precedenti. Tra queste, le strane scalate di quell\u2019italo-americano, che fu a suo tempo una piccola celebrit\u00e0 dell\u2019intera city di New York nonch\u00e9 di buona parte degli Stati Uniti e per inferenza anche l\u2019Europa. Era casualmente accaduto infatti, con l\u2019uscita del film del 1942 <em>Tarzan a New York <\/em>(Richard Thorpe) che i produttori della Paramount pensassero di abbinare la proiezione tipo con un segmento realizzato ad-hoc delle imprese di Ciampa \u201cLa mosca umana\u201d in quegli anni molto attivo per pubblicizzare gli spettacoli del suo circo di appartenenza, il gi\u00e0 citato Sunbrok. Guardando la sequenza a posteriori, la somiglianza con le scalate, soltanto leggermente pi\u00f9 moderne, dei pompieri franco-vietnamiti di Raymond Belle, e poi l\u2019intero gruppo culturale nato a seguire dalle imprese del gruppo Yamakasi \u00e8 lampante. Compare il tipico gesto della corsa in verticale lungo un muro, seguita dall\u2019afferrare la cima dello stesso per tirarsi su. Quindi Ciampa scala le pareti di una stretta nicchia, puntellandosi con mani e piedi, prima da solo e dopo con tanto di bambino sulle spalle. Ma non finisce qui. Nella versione della scena impiegata per il documentario del \u201977, i suoi <em>exploit<\/em> vengono integrati con quelli dello stuntman francese Arnim Dahl, che salta da un treno e poi rotola gi\u00f9 da un dirupo dentro uno pneumatico da camion (il precursore di&#8230;Jackass?) Davvero, a quei tempi si viveva senza alcun timore delle conseguenze.<\/p>\n<figure id=\"attachment_17193\" aria-describedby=\"caption-attachment-17193\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=NerS17sC0Bg\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-17193\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-17193 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/05\/The-Baby-Cage-500x313.jpg\" alt=\"The Baby Cage\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/05\/The-Baby-Cage-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/05\/The-Baby-Cage.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-17193\" class=\"wp-caption-text\">La baby cage era un\u2019invenzione del 1937, pensata per le famiglie londinesi con figli che abitavano in appartamenti molto, troppo piccoli. Si trattava di un parallelepipedo in filo di metallo, pensato per essere appeso fuori da una finestra col neonato dentro, affinch\u00e9 questo potesse \u201cprendere aria\u201d e divertirsi. Tra gli acquirenti celebri dell&#8217;attrezzo in questione figur\u00f2\u00a0Eleanor Roosevelt, moglie del presidente americano.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">E si tratta di una questione tutt\u2019altro che insolita, anzi, fondamentale alla comprensione del modo in cui funziona il progresso tecnico e culturale dell\u2019intera civilizzazione. Se osserviamo le moderne meraviglie tecnologiche, \u00e8 facile lasciarsi trascinare dalla convinzione che mai, prima d\u2019ora, si sia vissuta un\u2019epoca pi\u00f9 proiettata verso il futuro. Ma pensate per un attimo all\u2019epoca delle due guerre, quando non soltanto una contenuta elite di coraggiosi, ma intere fascie della popolazione si ritrovavano (per triste necessit\u00e0) all\u2019interno di velivoli volanti, sommergibili corazzati, pericolosi mostri di metallo cingolati. E alla lunga epoca successiva, quando la contrapposizione tra due super potenze giunse, per il solo bisogno di mostarsi forte alla rivale, a far poggiare il piede di astronauti fin sul suolo sabbioso della Luna! Erano passati esattamente 66 anni dal primo volo a motore.<br \/>\nPerci\u00f2, si pu\u00f2 davvero dire che un determinato gesto sia significativo solo quando \u00e8 il frutto della sua cultura co\u00e9va? Cinquanta, sessant\u2019anni prima dell\u2019invenzione dei termini <em>parkour<\/em> o <em>free running<\/em>, la gente gi\u00e0 correva in verticale sopra le pareti. Come assai probabilmente, anche 200 e 600 anni fa. Se non si toglie il limone dal metaforico piedistallo di cui sopra, sar\u00e0 davvero difficile, in un tale clima di assoluto sincretismo arrampicatorio, sfatare il vecchio mito di chi viaggia nello spazio-tempo.<\/p>\n<figure id=\"attachment_17194\" aria-describedby=\"caption-attachment-17194\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?attachment_id=17194#main\" rel=\"attachment wp-att-17194\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-17194 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/05\/Time-Traveller-500x331.jpg\" alt=\"Time Traveller\" width=\"500\" height=\"331\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/05\/Time-Traveller-500x331.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/05\/Time-Traveller.jpg 636w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-17194\" class=\"wp-caption-text\">La celebre foto della riapertura del South Fork Bridge in Canada nel 1940. Vi compare, incredibilmente, un giovane con quelli che sembrano una t-shirt della squadra di hockey locale, occhiali da sole stravaganti ed una macchina fotografica che ricorda una Polaroid. La pettinatura a ciuffo accentua il senso di distacco dagli altri personaggi della scena, abbigliati nella classica tenuta formale di quegli anni.<\/figcaption><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Prima che inventassero le vertigini, quando i palazzi ancora non avevano antenne paraboliche, inferriate automatiche, videocamere di sorveglianza. 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