{"id":17167,"date":"2015-05-08T08:03:25","date_gmt":"2015-05-08T06:03:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=17167"},"modified":"2015-05-08T08:10:35","modified_gmt":"2015-05-08T06:10:35","slug":"punta-di-freccia-degli-antichi-automi-giapponesi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=17167","title":{"rendered":"Punta di freccia degli antichi automi giapponesi"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/q8L3Iydv3AY\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-17168\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-17170\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/05\/Karakuri-500x313.jpg\" alt=\"Karakuri\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/05\/Karakuri-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/05\/Karakuri.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se dico Toshiba, oggi, si tende a pensare subito ad alcune popolari serie di computer portatili e ultrabook,\u00a0oltre che ad alcuni tablet e televisori, forse meno popolari delle alternative maggiormente pubblicizzate in Occidente, ma comunque certamente validi allo scopo. C&#8217;\u00e8 questa moderna tendenza, molto diffusa, a dare ci\u00f2 che \u00e8 tecnologico del tutto per scontato. La nostra vita \u00e8 circondata dalle meraviglie: piccoli rettangoli di vetro\u00a0e plastica che lanciano la nostra voce oltre le orbite del cielo, macchine da scrivere integrate con strumenti per la virtualizzazione di scenari per la crescita intellettuale.\u00a0Ci sono cose splendide e assolute, come i principi filosofici dell&#8217;arte, che mutano e si adattano all&#8217;incedere dei secoli. Mentre altre maggiormente specifiche, col tempo, resteranno\u00a0perse in mezzo alle radici: di un tempo, una canzone, l&#8217;opera di colui che poteva dare una vita ulteriore\u00a0alle marionette, vedi: il celebrato\u00a0Karakuri Giemon, al secolo\u00a0Tanaka Hisashige, inventore quasi leonardesco vissuto sulle soglie del 1800, che per una questione meramente cronologica viene piuttosto paragonato a Thomas Edison, collega\u00a0americano. Tra la nascita del giapponese e quella dell&#8217;americano, in effetti, intercorsero\u00a0esattamente\u00a048 anni, e i due furono operativi in tempi co\u00e9vi, bench\u00e9 il primo ormai da\u00a0veterano aiutante di un Giappone appena entrato nell&#8217;epoca moderna, mentre il secondo ancora presentava il suo primo brevetto in concessione, per un dispositivo elettrico di voto. Ma cosa, potrebbe venirci dunque da chiederci,\u00a0ci ha lasciato la figura di quest&#8217;uomo nato a\u00a0Kuruma, nell&#8217;attuale prefettura di Fukuoka? Ad una prima analisi, gi\u00e0 si palesano diverse cose: la prima \u00e8 quella citata in apertura, la multinazionale formatasi a partire dalla fabbrica Tanaka del quartiere Ginza, nell&#8217;allora gi\u00e0 rinominata vecchia Edo. Dove stando a quanto dicono, nascosto al\u00a0secondo piano di un tempio buddhista, l&#8217;uomo gi\u00e0 sapeva rispondere alle richieste di un pubblico mai conosciuto prima: la nuova e pi\u00f9 civile borghesia. Lui, che per un lungo periodo\u00a0aveva costruito balocchi\u00a0per i pargoli\u00a0degli ultimi\u00a0<em>daimy\u014d<\/em>\u00a0incatenati, ovvero l&#8217;aristocrazia guerriera costretta, attraverso la vecchia legge del <em>sankin-k\u014dtai<\/em>, a vivere per molti mesi l&#8217;anno presso Kyoto, sotto l&#8217;occhio scrutatore dello shogun Tokugawa. E non \u00e8 certo un caso se un simile provvedimento, in atto ormai da pi\u00f9 di due secoli, ricordasse tanto da vicino quell&#8217;altra prassi di Louis XIV, il\u00a0Re Sole con la sua Versailles. Attraverso le culture di ogni epoca e paese, l&#8217;unico modo per imporre uno stato di quiete negli ambienti di chi ha sempre guerreggiato, \u00e8 sostituir la spada, con qualcosa d&#8217;altro. Di meno diretto, appuntito, eppure stranamente conturbante. Cos\u00ec fu il Barocco, all&#8217;altro lato del pi\u00f9 vasto continente, come l&#8217;arte raffinata del confucianesimo e del buddhismo Chan (Zen) riscoperto, gradualmente, dai pittori e dai poeti samurai. Ed&#8230;Altre cose.<br \/>\nVederlo oggi, significa in un certo senso respirare almeno in parte quell&#8217;aria di soave meraviglia, il senso dei minuti che sembravano fermarsi e germogliare: lo\u00a0<em>yumi-hiki doji<\/em>, o giovane arciere, muove con sicurezza\u00a0la sua mano destra,\u00a0verso la faretra da terra tipica del tiro con la corda\u00a0giapponese. Nel frattempo, con l&#8217;arco saldamente stretto nella sua sinistra, accenna un curioso movimento, simile a una sghemba riverenza. Sar\u00e0 alto, grosso modo, una trentina di centimetri, pi\u00f9 l&#8217;alta base cubica su cui graziosamente siede. L&#8217;espressione improbabile del suo volto, truccato secondo la prassi ormai desueta dell&#8217;antica nobilt\u00e0 imperiale, accentua le qualit\u00e0 surreali della sua sequenza operativa. A quel punto, delicatamente, il piccolo pupazzo incocca il dardo fortunatamente innocuo, piega un po&#8217; la testa per far sembrare che stia prendendo la mira. E dunque, scocca e poi colpisce&#8230; Nel kit originario, gelosamente custodito presso il museo\u00a0Edo-Tokyo di\u00a0Ryogoku,Tokyo, \u00e8 incluso un elaborato bersaglio con un gong metallico, il cui risuonare, indubbiamente, faceva seguito alla gioia e alle risate degli spettatori, divertiti e indubbiamente lasciati un po&#8217;\u00a0increduli dallo spettacolo dell&#8217;incredibile ingegno degli umani. Il termine dalla grafia variabile\u00a0<em>karakuri<\/em> (che pu\u00f2 essere scritto in alfabeto sillabico katakana, oppure usando l&#8217;abbinamento di kanji:\u00a0\u7d61\u7e70\u308a, \u7d61\u7e70, \u6a5f\u5de7, \u6a5f\u95a2, o addirittura\u00a0\u5510\u7e70) si riferisce ad una ricca serie di bambole o pupazzi meccanici della tradizione giapponese di epoca Edo (1603-1868) il lungo periodo di pace seguito alla catartica battaglia di Sekigahara, quando essenzialmente il metodo di vivere dei vecchi samurai venne istantaneamente sublimato, in un&#8217;unica giornata di combattimenti tra i pi\u00f9 forti e grandi nobili del tempo. Da cui emerse il nuovo ordine di un paese chiuso ad influenze esterne, in cui le spade, piuttosto che diventare aratri, vennero poste sopra gli alti piedistalli delle case, venerate come simbolo di un <em>modus vivendi<\/em> altrettanto crudele ed affilato. Ma il tempo passa e stempera persino il <em>tamahagane<\/em>, l&#8217;acciaio pi\u00f9 prezioso. Cos\u00ec, nel giro di appena un paio di generazioni a partire dal 1600, ebbe a trasformarsi ciascun vecchio condottiero: in un sincero mecenate delle arti. Statico fino al successivo varco di un profondo cambiamento. Destinato a verificarsi, guarda caso, proprio\u00a0all&#8217;epoca di\u00a0Karakuri Giemon.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/pBURWGr3AlU\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-17169\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/05\/Karakuri-2-500x313.jpg\" alt=\"Karakuri 2\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/05\/Karakuri-2-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/05\/Karakuri-2.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il giovane pazzo per gli automi, cos\u00ec come Hokusai lo era stato per la stampa xilografica, ebbe a farsi conoscere fin dall&#8217;et\u00e0 di 20 anni, quando, da figlio di un artigiano di prodotti in guscio di tartaruga, inizi\u00f2 ad inscenare degli spettacoli di marionette innanzi all&#8217;officina della sua famiglia, presso la nat\u00eca Kuruga. Era il 1819 o gi\u00f9 di l\u00ec. A quanto viene riportato online, gi\u00e0 all&#8217;epoca lui disponeva di una sorta di palcoscenico, costruito sul modello di quello del teatro <em>kabuki<\/em>, presso cui era solito disporre le sue ultime invenzioni. E la gente accorreva, fin dalle citt\u00e0 vicine, per assistere alla messa in funzione di alcuni degli automi pi\u00f9 incredibili di quel paese, ed in effetti, a pensarci, dell&#8217;intero mondo di allora. Tra le sue creazioni, figurava\u00a0una particolare reinterpretazione della classica <em>zashiki<\/em>, o bambola in grado di servire il t\u00e8. Un particolare tipo di pupazzo meccanizzato con le gambe mobili, ma spinto innanzi da piccole ruote nascoste sotto il kimono, che si occupava di spostare lungo un tavolo una piccola tazzina della tiepida bevanda, importante ausilio conviviale ma anche un fluido dal profondo senso rituale. Pupazzo il quale, nella versione di Tanaka, per la prima volta raggiungeva la destinazione &#8220;Senza versare una singola goccia&#8221; A tal punto\u00a0furono efficaci i suoi miglioramenti al meccanismo! Ma questo non era che l&#8217;inizio.\u00a0Tra gli altri protagonisti dei suoi spettacoli <em>karakuri<\/em>, oltre a versioni preliminari della bambola arciere, figuravano degli incredibili automi calligrafi, in grado di tracciale forme complesse dei caratteri per la parola &#8220;bello&#8221; oppure &#8220;primavera&#8221; <span style=\"text-decoration: underline;\"><a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Jaquet-Droz_automata\" target=\"_blank\">un po&#8217; come i famosi automi scrivano e\u00a0disegnatrice\u00a0di Pierre Jaquet-Droz<\/a><\/span> (1721-1790) oggi parte della collezione del\u00a0Mus\u00e9e d&#8217;Art et d&#8217;Histoire of Neuch\u00e2tel, in\u00a0Svizzera. Ma un conto \u00e8 scrivere lungo una linea attentamente definita, oppure tracciare l&#8217;immagine di un cagnolino. Un altro \u00e8 infondere nel moto del pennello lo spirito complesso del proprio sofisticato intento calligrafico, attraverso l&#8217;imperfetta mano dell&#8217;agente artificiale!<br \/>\nA partire dal 1834, si trasfer\u00ec ad Osaka, dove inizi\u00f2 a fare esperimenti di pneumatica, idraulica e fusione del metallo. Costru\u00ec\u00a0dei magnifici orologi e un nuovo tipo di lampada ad olio, praticamente impossibile da spegnere accidentalmente. Si interess\u00f2 quindi al campo dei\u00a0<em>rangaku, <\/em>i cosiddetti &#8220;studi olandesi&#8221; giungendo a conoscere, almeno in parte, la scienza proibita degli occidentali.\u00a0Ma il clima di progressivo disagio causato dall&#8217;instabilit\u00e0 politica e organizzativa del paese che si stava avviando verso la Restaurazione Meiji \u00a0l&#8217;indusse, , dopo un certo numero di anni,\u00a0ad accogliere l&#8217;invito del samurai\u00a0Sano Tsunetami a recarsi presso la corte del feudo di Saga, nel distante Kyushu sud-occidentale.\u00a0Negli anni successivi, Tanaka fece l&#8217;inevitabile passo di molti dei pi\u00f9 brillanti\u00a0inventori di ogni epoca antecedente a quella moderna, mettendosi al servizio della guerra e dei potenti. Lavorando per il signore locale\u00a0Nabeshima Naomasa, rivoluzion\u00f2 il concetto di forgia giapponese,\u00a0dirigendo i lavori per la costruzione delle prima locomotiva e nave a vapore nazionali, oltre che la migliore imitazione straniera dei pi\u00f9 temuti e moderni cannoni americani, le\u00a0Armstrong Guns. Soltanto a quel punto, il suo genio fu riconosciuto in modo universale.<\/p>\n<figure id=\"attachment_17168\" aria-describedby=\"caption-attachment-17168\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/N35jJKJKRl8\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-17168 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/05\/Myriad-Clock-500x313.jpg\" alt=\"Myriad Clock\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/05\/Myriad-Clock-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/05\/Myriad-Clock.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-17168\" class=\"wp-caption-text\">Gli orologi giapponesi del tipo wadokei (nazionale) dovevano far fronte a problematiche particolari. Il sistema orario tradizionale dell&#8217;Estremo Oriente, che usava il nome di animali per riferirsi al numero di ore trascorse dall&#8217;alba o dal tramonto, non era fissa nel corso dell&#8217;anno, ma variava assieme alle stagioni. Per questo, si doveva ricorrere al meccanismo relativamente arretrato della ruota a corona, che poteva essere facilmente rallentato o velocizzato tramite l&#8217;aggiunta di una serie di pesi concepiti a tale scopo.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quella di Giemon \u00e8 una figura tenuta in alta considerazione nella storia della tecnica giapponese, non soltanto per l&#8217;influenza avuta sull&#8217;approccio scientifico della sua epoca. Almeno ben due delle sue opere pi\u00f9 celebri sono incluse nell&#8217;elenco delle\u00a0<i>kikaiisan<\/i>\u00a0(\u6a5f\u68b0\u907a\u7523) ovvero il\u00a0catalogo ufficiale de &#8220;Le Preziose eredit\u00e0 meccaniche della Nazione&#8221; (nella storia dell&#8217;arte dell&#8217;Estremo Oriente simili graduatorie sono un elemento ricorrente, non soltanto in ambito nipponico) e queste sono: il giovane arciere e l&#8217;Orologio della Miriade di Anni, il \u00a0<em>Mannen Jimeishou<\/em> (\u4e07\u5e74\u81ea\u9cf4\u9418). Tale dispositivo con forma a campana del 1851, costruito sul modello dei simili dispositivi europei portati fino in Giappone dai missionari gesuiti degli ultimi tre\u00a0secoli, che spesso ne facevano dono ai principali signori feudali del precedente paese in guerra, \u00e8\u00a0un vero fenomeno di funzionalit\u00e0. Pu\u00f2 mostrare l&#8217;ora occidentale o giapponese\u00a0e il\u00a0giorno della settimana, il mese, la fase della luna e il periodo solare, per di pi\u00f9 giovandosi di un aspetto estetico tutt&#8217;altro che insignificante. A quanto dicono, l&#8217;orologio richiese da parte dello stesso Tanaka oltre due anni di progettazione e messa in opera, mentre il suo funzionamento, con una singola carica della sua molla, poteva facilmente raggiungere i 12 mesi. Nel 2004, il governo giapponese istitu\u00ec un progetto per ricostruire l&#8217;orologio integralmente, allo scopo di esporlo presso il padiglione nazionale nell&#8217;expo di Nagoya, previsto per l&#8217;anno successivo. Il progetto richiese 6 mesi e la partecipazione di circa 600 ingegneri, che comunque non riuscirono a riprodurre in modo fedele alcune parti del complesso meccanismo. Oggi l&#8217;orologio originale si trova presso il Museo Nazionale del Parco di Ueno, a Toyko, mentre la copia \u00e8 nel quartier generale della Toshiba Corporation, ad appena qualche chilometro di distanza.<br \/>\nCome esemplificato dalla storia dei <em>karakuri<\/em>, la meccanizzazione \u00e8 un campo particolarmente caro alla cultura giapponese. Forse la ragione va ricercata nella passione shintoista per le cose apparentemente inanimate, che tuttavia racchiudono in parte lo spirito del mondo naturale ed i suoi molti dei primoridali. Oppure sar\u00e0 colpa di Doraemon, il gatto alieno in grado di fornire soluzioni a ogni possibile problema, grazie ai contenuti incomparabili del suo marsupio-tasca-scompartimento interdimensionale. Ma va considerato che soltanto trattando\u00a0le macchine alla stregua degli umani, sar\u00e0 possibile, prima o poi, donargli l&#8217;anima ed un grammo di ragione. E ci sono un sacco di ottimi motivi, per riuscire a (non?) farlo&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se dico Toshiba, oggi, si tende a pensare subito ad alcune popolari serie di computer portatili e ultrabook,\u00a0oltre che ad alcuni tablet e televisori, forse meno popolari delle alternative maggiormente pubblicizzate in Occidente, ma comunque certamente validi allo scopo. C&#8217;\u00e8 questa moderna tendenza, molto diffusa, a dare ci\u00f2 che \u00e8 tecnologico del tutto per scontato. &#8230; <a title=\"Punta di freccia degli antichi automi giapponesi\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=17167\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Punta di freccia degli antichi automi giapponesi\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[168,77,597,754,46,136,429,71],"class_list":["post-17167","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-antiquariato","tag-arte","tag-automi","tag-bambole","tag-giappone","tag-invenzioni","tag-orologi","tag-storia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17167","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=17167"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17167\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":17175,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17167\/revisions\/17175"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=17167"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=17167"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=17167"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}