{"id":17160,"date":"2015-05-07T07:43:42","date_gmt":"2015-05-07T05:43:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=17160"},"modified":"2015-05-07T07:48:03","modified_gmt":"2015-05-07T05:48:03","slug":"il-segreto-per-ipnotizzare-gli-squali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=17160","title":{"rendered":"Il segreto per ipnotizzare gli squali"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.liveleak.com\/view?i=9f4_1430801418\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-17161\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-17163\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/05\/Shark-petting-500x313.jpg\" alt=\"Shark petting\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/05\/Shark-petting-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/05\/Shark-petting.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per la serie informazioni che teoricamente, un giorno, saranno in grado di salvarti la giornata (e forse tutte le altre successive?) Ovvero un metodo speciale, tramandato doverosamente\u00a0negli ambienti di settore. Guarda: c&#8217;\u00e8 una storia, che \u00e8 una scena, che \u00e8 una soluzione, a quanto pare, per quel classico problema di te\u00a0a mollo, quando\u00a0all&#8217;improvviso spunta (chi l&#8217;avrebbe mai detto?) non soltanto quella pinna all&#8217;orizzonte, ma anche la coda, il dorso e tutto il resto, di lui\/lei\/l&#8217;altro, un esponente singolo dell&#8217;ordine dei\u00a0pesci pi\u00f9 potenzialmente pericolosi\u00a0dell&#8217;ambiente acquatico per eccellenza, il vasto e umido mare. Ahi, ahi, ahi, che fare&#8230;C&#8217;\u00e8 persino il caso che qualcuno si affidi, con ecologico entusiasmo, alla statistica secondo cui l&#8217;attacco di uno squalo\u00a0verso l&#8217;uomo sia piuttosto raro, nonch\u00e9 sempre accidentale: &#8220;Un pesce come questo\u00a0non divora le persone. Se ti mangia, poi ti sputa, perch\u00e9\u00a0preferisce carni d&#8217;altro tipo.&#8221; Per\u00f2 intanto ti ha assaggiato, almeno un pezzettino e forse due. Dunque se tu invece vuoi nuotare\u00a0e allontanarti verso riva, sei pregato di considerare questo: uno squalo di medie\u00a0dimensioni, come potrebbe essere il\u00a0<em>Prionace glauca<\/em> (la verdesca) si sposta normalmente a velocit\u00e0 che si aggirano attorno ai\u00a015 Km\/h, planando sulle sue\u00a0pinne pettorali in mezzo alle correnti dell&#8217;Oceano sconfinato. Per\u00f2 ecco, piuttosto di frequente, sono stati osservati esponenti di questa specie che riuscivano a contrastare facilmente i flutti avversi di anche 25 Km\/h e almeno in un singolo\u00a0caso, \u00e8 stato riportato il caso di\u00a0un grosso maschio (2 metri ca.) che ha raggiunto e sostenuto la velocit\u00e0 di 39,5 Km\/h. Insomma lui non ti cerca, non ti vuole. Ma se per caso dovesse decidere di\u00a0prenderti, stai pur certo di una cosa: in qualche modo lo far\u00e0.<br \/>\nSe non puoi ignorarli, n\u00e9 fuggire, sarebbe\u00a0quindi meglio ritornare\u00a0amici degli squali. Ricercare nell&#8217;incontro, al cospetto di una tale\u00a0essenza tipologica di pesci e cani, non tanto l&#8217;ittico, quanto il princ\u00ecpio stesso del migliore amico degli umani. Senza lingua penzoloni, ma pur sempre ben disposti verso chi ha la voglia di comprenderli\u00a0ed interpretarne la maest\u00e0. A vantaggio di noialtri, che guardiamo ed apprendiamo per l&#8217;ipotesi futura di un bagnetto molto sfortunato. In questo video comparso all&#8217;improvviso sul portale LiveLeak (una delle\u00a0migliori alternative indipendenti al mare di YouTube) si pu\u00f2 osservare un caso strano e stranamente noto, del migliore approccio praticabile nell&#8217;interazione uomo-belva, almeno quando la belva \u00e8 libera e in attesa del suo pane quotidiano. Succede di continuo, lass\u00f9 nelle Bahamas, a vantaggio di quel\u00a0particolare tipo di turista, ai nostri giorni sempre pi\u00f9 diffuso: colui o colei che cerca l&#8217;avventura. Gode del trovarsi un po&#8217; al cospetto della morte stessa, per conoscerla di fama, se non nella sostanza, e contare sul ricordo\u00a0in occasione d&#8217;imprevisti successivi. L&#8217;adrenalina \u00e8 la migliore delle droghe, perch\u00e9 si trova gi\u00e0 all&#8217;interno del nostro organismo. Occorre solo il giusto stimolo per scatenarla. Cos\u00ec, si paga un prezzo, che naturalmente pu\u00f2 variare, per recarsi assieme agli istruttori in luoghi molto\u00a0frequentati dai\u00a0<em>Carcharhinus perezii<\/em>, o squali di scogliera dei Caraibi, proprio mentre avviene la consumazione di un banchetto molto amato: qualche esca, oppure decine di esse, vengono soavemente rilasciate a mezza altezza, lievemente galleggianti fra molecole di circostanza. Finch\u00e9, H2O! Non giunge il primo ospite di quel banchetto. Seguito dagli amici prossimi, gli zii acquisiti, scolaresche (il termine inglese per un gruppo di pesci \u00e8 giustappunto\u00a0<em>school<\/em>) ed\u00a0un intero branco di ruvidi visitatori, tutti tesi per conoscere il piacere dell&#8217;incontro con gli umani. Che non \u00e8 soltanto, a conti fatti, il quibus cibario sopra il piatto azzurro virtuale, ma anche il pi\u00f9 semplice\u00a0piacere della compagnia. Ben esemplificato da un piccolo\u00a0gesto d&#8217;affetto naturale, che accomuna le creature sopra, sotto e attorno l&#8217;acqua: una carezza, sopra il naso, offerta con dei\u00a0guanti corazzati in maglia di metallo, perch\u00e9 non si sa mai. L&#8217;effetto \u00e8 veramente inaspettato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lui si ferma, e aspetta. Il termine per riferirsi a questa strana reazione, che accomuna una larga parte delle specie esistenti di squalo, \u00e8 immobilit\u00e0 tonica, e costituisce un mistero per gli etologi di tutto il mondo. Si tratta di una sorta di catalessi indotta da eventi esterni ed improvvisi, per certi versi affine alla morte apparente di certi rettili, mammiferi marini o semplici conigli. Qualcosa di simile esiste anche nel regno degli insetti: l&#8217;animale che, senza soluzione di continuit\u00e0, smette di muoversi ed aspetta. Che la situazione torni vantaggiosa, silenziosa, meno orribile e\/o rischiosa. La cui conseguenza fisiologica\u00a0\u00e8 simile, dal punto di vista degli effetti, a quella che incredibilmente immobilizza questi squali di scogliera, ma di certo non ha avuto cause comparabili a memoria d&#8217;uomo. Gli squali, che in ciascun ambiente sono sempre i super-predatori (ovvero\u00a0il primo\u00a0anello della catena alimentare)\u00a0non avrebbero il bisogno di ricorrere a dei tali mezzi evolutivi. Perci\u00f2, perch\u00e9 lo fanno? Secondo l&#8217;ipotesi pi\u00f9 diffusa, il muso dello squalo sarebbe la parte pi\u00f9 sensibile dell&#8217;animale, ma riceve pochi stimoli nel corso della vita quotidiana. Per questo il tocco di una mano risulterebbe a lui tanto piacevole, da fargli dimenticare il potenziale rischio di fermarsi ad aspettare. Altri affermano, invece, che si tratterebbe di un riflesso legato alla riproduzione, collegato a quello del maschio che in natura morde improvvisamente la femmina, inducendo una sorta di stasi temporanea, vantaggiosa ai fini della trasmissione del proprio materiale genetico verso la prossima generazione. Ci\u00f2 che colpisce in modo particolare, comunque, \u00e8 il modo in cui tale reazione potenzialmente vantaggiosa sia innata in ogni singolo esemplare, e non richieda una graduale acquisizione di fiducia verso gli umani, come avviene invece per qualsiasi altra specie d&#8217;animale. E l&#8217;induzione dell&#8217;immobilit\u00e0 tonica viene infatti utilizzata, molto spesso, dai naturalisti impegnati nello studio di queste creature, per fornire un esemplare di piastrina radio di tracciamento, osservarlo attentamente da ogni lato, oppure praticargli qualche semplice cura, senza l&#8217;uso di anestetici di sorta.<\/p>\n<figure id=\"attachment_17161\" aria-describedby=\"caption-attachment-17161\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/QTKzqSIVizA\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-17161 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/05\/Shark-petting-3-500x313.jpg\" alt=\"Shark petting 3\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/05\/Shark-petting-3-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/05\/Shark-petting-3.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-17161\" class=\"wp-caption-text\">In questo video dell&#8217;estate scorsa, pubblicato sul canale ufficiale delle telecamere GoPro, Nimmo e Mickey Smith mostravano l&#8217;efficacia della tecnica su di un amichevole squalo tigre, incontrato a largo delle coste della Florida, a Jupiter. L&#8217;impiego di spessi guanti \u00e8 quanto meno consigliato.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un aspetto largamente sopravvalutato, nella descrizione ed i commenti al video di apertura, sarebbe quello secondo cui gli squali di scogliera sottoposti all&#8217;accarezzamento starebbero in effetti rischiando la propria stessa vita. Esistono infatti alcune specie di squalo, come il mako, lo s. salmone, il bianco o l&#8217;<em>Alopias<\/em>, cos\u00ec\u00a0adattati\u00a0ad uno stile di\u00a0vita pelagico (d&#8217;alto mare) da non essere pi\u00f9 in grado d&#8217;indurre l&#8217;ossigenazione\u00a0delle proprie branchie senza nuotare di continuo, come del resto avviene anche per determinati pesci ossei, come i tonni e gli sgombri. Tale particolare caratteristica altamente specifica, nel senso comune, \u00e8 stata gradualmente\u00a0associata ad una sorta di &#8220;arretratezza evolutiva&#8221; dei pesci cartilaginei, ovvero i nostri amici predatori in questione, ed applicata per antonomasia all&#8217;intero genere degli squali, in effetti uno degli insiemi pi\u00f9 numerosi e variegati tra le molte specie d&#8217;animali marini. Ci sono pesci\u00a0che, indubbiamente,\u00a0sarebbe meglio non accarezzare. E questo non soltanto per il rischio che si corre andando a mettere le mani a pochi centimetri da una bocca in grado di contenere l&#8217;intera testa umana, ma perch\u00e9 la creatura in questione, bloccata dall&#8217;immobilit\u00e0 tonica, cadrebbe in catalessi e non sarebbe quindi in grado di rimettersi a nuotare. Ma non \u00e8 questo il caso dello squalo di scogliera delle Bahamas, in quale, anzi, ha spesso l&#8217;abitudine di nascondersi dentro le grotte o tra le rocce del suo ambiente naturale. Oppure basta recarsi presso qualsiasi acquario degno di questo nome, per assistere allo spettacolo di uno s. nutrice o s. cornuto del Pacifico che giace in attesa sul fondo della vasca, anche per molte ore di seguito, pompando l&#8217;acqua nelle branchie grazie alla sua forza muscolare (cit. <span style=\"text-decoration: underline;\"><a href=\"http:\/\/www.textbookleague.org\/73shark.htm\" target=\"_blank\">Textbook League<\/a><\/span>). E chi avesse ancora dubbi, potrebbe prendere ispirazione dall&#8217;esperienza degli esperti:<\/p>\n<figure id=\"attachment_17162\" aria-describedby=\"caption-attachment-17162\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/1HhgZR1QTdM\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-17162 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/05\/Shark-petting-2-500x313.jpg\" alt=\"Shark petting 2\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/05\/Shark-petting-2-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/05\/Shark-petting-2.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-17162\" class=\"wp-caption-text\">Cristina Zenato, celebre sub cresciuta in Congo e poi trasferitasi nelle Bahamas, \u00e8 tra le maggiori comunicatrici in merito alla questione dei predatori marini. La sua passione per questi animali gli ha consentito, negli anni, di acquisire la migliore tecnica per l&#8217;induzione dell&#8217;immobilit\u00e0 tonale. Per questo \u00e8 stata definita, a pi\u00f9 riprese: &#8220;La donna che accarezza gli squali.&#8221; Non pensate che se davvero ci fosse un rischio per i suoi beniamini, eviterebbe\u00a0di farlo?<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nessun essere vivente \u00e8 &#8220;cattivo&#8221; in senso assoluto, nonostante quello che ci induce a pensare una casistica davvero sfortunata. Il discorso tipico sul nuotatore carnivoro per eccellenza, da un punto di vista pi\u00f9 informato e per cos\u00ec dire &#8220;moderno&#8221; esordisce dallo screditare la convenzione erronea di assoluta pericolosit\u00e0 degli squali, frutto di troppi servizi di telegiornale\u00a0sensazionalisti, documentari spettacolarizzati e innumerevoli, quanto efficaci film di genere. O per meglio dire uno, forse due film particolarmente ben riusciti, seguiti da un&#8217;intera generazione di B-movies scalcagnati.<br \/>\nMa la realt\u00e0, dopo tutto, forse \u00e8 ancor pi\u00f9 semplice di cos\u00ec. Noi esistiamo, cos\u00ec come gli squali. Possibilmente, in luoghi o momenti ben diversi, ma\u00a0i casi della vita sono innumerevoli, gli incontri capitano e&#8230;Talvolta basta poco, per trasformare un&#8217;incidente in un piacevole momento d&#8217;interscambio tra le specie. Questo del resto non significa che sia sempre, e comunque, il caso di andare in giro a\u00a0far le coccole agli squali.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per la serie informazioni che teoricamente, un giorno, saranno in grado di salvarti la giornata (e forse tutte le altre successive?) Ovvero un metodo speciale, tramandato doverosamente\u00a0negli ambienti di settore. 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