{"id":17107,"date":"2015-04-30T08:10:01","date_gmt":"2015-04-30T06:10:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=17107"},"modified":"2015-04-30T08:10:01","modified_gmt":"2015-04-30T06:10:01","slug":"tagliar-la-pietra-usando-dei-colpetti-musicali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=17107","title":{"rendered":"Tagliar la pietra usando dei colpetti musicali"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/cBMcMGBhUVk\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-17108\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-17108\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/04\/Deer-Island-Granite-500x313.jpg\" alt=\"Deer Island Granite\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/04\/Deer-Island-Granite-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/04\/Deer-Island-Granite.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Puoi dire tutto, poeta, retore o cantore. E tu puoi fare tutto, minatore. Puoi svegliarti al canto del tuo pappagallo! Puoi guidare l&#8217;auto fino in bagno, poi mangiare le lattine della Coca Cola! Puoi saltare fuori dalla porta, rotolando fino ad un computer per spalare neve vitruviana, picconando con dell&#8217;enfasi cubetti virtuali. Basta che ci pensi, per un attimo, dodici ore: non c&#8217;\u00e8 nulla che fuoriesca dal possibile dell&#8217;intenzione, granitica \u00e8 l&#8217;essenza del profondo desiderio. Addirittura esiste il caso, ed \u00e8 un caso certamente dimostrato, che la forza stolida dell&#8217;insistenza muova le montagne, cavi fuori il loro sangue e poi lo metta all&#8217;aria ad asciugare, purissima essenza di un\u00a0ammasso cos\u00ec grande, tanto immondo (nel senso che proviene da un diverso\u00a0tempo e luogo)\u00a0da non poter servire ad altro scopo, che quello di esistere, giacendo. Ora, naturalmente sono molti i modi di trattare sua maest\u00e0 la pietra, quasi tutti dipendenti da quella potenza accumulata in forme tecnologiche e dispositivi in grado d&#8217;espletare l&#8217;energia: molti\u00a0conoscono, qualcuno si ricorda, del caso strano della roccia\u00a0ignea intrusiva felsica, altres\u00ec detta granito, che era dura, resistente, potenzialmente utile in diversi campi. Componente primaria della crosta del nostro pianeta.\u00a0Per\u00f2\u00a0piuttosto raramente utilizzata in architettura fino ai tempi pi\u00f9 recenti, visto quanto fosse permeabile agli sforzi degli umani, tutti gli scalpelli e i vari orpelli rivelatisi incapaci di graffiarla. Per lo meno, facilmente; perch\u00e9 come dicevamo, tutto pu\u00f2 essere portato a termine, previa l&#8217;applicazione del corretto grado d&#8217;insistenza. \u00c8 un concetto che risulta chiaro tramite l&#8217;applicazione di metafore, stavolta: ecco il vento. Che\u00a0per la maggior parte dei suoi giorni\u00a0non potrebbe mai spostare un sasso da 200 tonnellate. Eppure dagli 100, 1000 anni, ne avr\u00e0 fatto briciole da sparpagliare, poi raccogliere col tubo dell&#8217;aspirapolvere della miniera. E cos\u00ec quel giorno Dennis Carter, fondatore e proprietario del principale albergo di Deer Isle, lass\u00f9 nel Maine, isola boscosa a qualche chilometro di suolo\u00a0e mare dalla cara vecchia Boston, capitale del\u00a0Massachusetts e citt\u00e0 simbolo della regione del New England, che si estende per il territorio di ben sei diversi stati.<br \/>\nColui che qualche anno fa, mirabilmente, si apprestava ad applicarsi in un mestiere antico eppure poco noto, fuori dal campo\u00a0dello scalpellino e i suoi colleghi, al punto che il suo personale\u00a0exploit, cos\u00ec rappresentato per la gioia degli utenti di YouTube, sarebbe presto diventato un simbolo e principale rappresentazione odierna di quella particolare attivit\u00e0: il paletto e la piuma (<em>plug &amp; feather<\/em>) oppure il cuneo e la zeppa (<em>wedge &amp; shim<\/em>) o ancora il <em>feather and tare<\/em>, come lo chiavano nel gergo della regione Devon d&#8217;Inghilterra, sul principiar del secolo 1800, quando venne riscoperto per l&#8217;impiego al tempo di\u00a0grandi costruzioni\u00a0e relative industrializzazioni. Un approccio semplice al problema complicato, di tagliare un blocco grande come un&#8217;automobile in due parti uguali, e poi praticare\u00a0su ciascuna di esse quella stessa cosa per la\u00a0divisione equa e regolare, finch\u00e9 non si giunga ad un coronamento di un buon numero di pietre grandi, eppure trasportabili su schiena umana. O ancor pi\u00f9 probabilmente\u00a0del testardo mulo. Perch\u00e9 occorre convinzione ed insistenza raggiungere la meta, ma sopra ogni altra cosa, l&#8217;intenzione. Il concetto \u00e8 chiaro al primo sguardo: qui si tratta di praticare, lungo una stessa linea invisibile, una serie di fori nel pietrone. Che nel presente caso, Mr Carter ci presenta con il numero spropositato di ventiseimila <em>pounds<\/em>\u00a0di peso (11 tonnellate ca.) davvero molto. Troppo, per gestirli tutti assieme. Quindi in ciascuno dei\u00a0buchi, con enfasi fattiva, s&#8217;inserisce uno\u00a0strumento a\u00a0cuneo con\u00a0forma di V e\u00a0due alette laterali rastremate. Tali da poter rendere uguale la cima del componente centrale\u00a0alla sua punta, per lo meno una volta poste a contatto\u00a0in senso longitudinale. Ma lo spazio necessario \u00e8 superiore a quello ricavato nella pietra. Ma chi ha detto che questo sarebbe un problema? Anzi!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec si da principio all&#8217;arte. Incastrato ciascun set d&#8217;attrezzi nel relativo foro, si comincia a dare dei colpetti di martello su ciascuna testa. In rigida sequenza, affinch\u00e9 non si vada troppo avanti da un parte, facendo venir meno l&#8217;armonia che si desidera da un tale scopo. Gradualmente, un colpo dopo l&#8217;altro, si ode gi\u00e0 la differenza: il suono che da sordo si trasforma in musicale, come si trattasse di un litofono gigante. Nel frattempo, in progressiva ramificazione, si formano gli spacchi tra un paletto e l&#8217;altro, che propagandosi si cercano a vicenda. &#8220;Occorre andare piano&#8221; Ci spiega lavorando: &#8220;Per lasciare che la forza di gravit\u00e0 faccia parte del lavoro. Un taglio come questo richiede circa un&#8217;ora&#8221; Ed \u00e8 facile condividere poi l&#8217;entusiasmo, di quell&#8217;uomo teso a una missione, quando sul suo colpo maggiormente rilevante si ode un <em>CRACK!<\/em> Sonoro, poi la pietra inizia a separarsi. A quel punto, la situazione \u00e8 giunta al suo coronamento: tutto quel che resta \u00e8 dare qualche spintarella\u00a0residua per far di un solo blocco, due. E passare quindi alla suddivisione successiva. Il tempo non aspetta nessuno, e il Deer Isle\u00a0Hostel ha bisogno di una nuova officina per lavorare la pietra. Fabbricata, alquanto giustamente, con i vecchi metodi di questo luogo. Non esistono\u00a0fondamenta pi\u00f9 solide di quelle tratte dal granito. Per lo meno, negli antichi presupposti dell&#8217;architettura.<\/p>\n<figure id=\"attachment_17109\" aria-describedby=\"caption-attachment-17109\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/UGuF0TAXUFc\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-17109\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-17109 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/04\/From-Slab-to-Corner-Stone-500x313.jpg\" alt=\"From Slab to Corner Stone\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/04\/From-Slab-to-Corner-Stone-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/04\/From-Slab-to-Corner-Stone.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-17109\" class=\"wp-caption-text\">Il principio del plug and feather pu\u00f2 essere impiegato anche assieme a tecniche e tecnologie moderne. Qui possiamo osservare Greg9504 all&#8217;opera per creare una pietra angolare decorativa, ricavata da un grande blocco di granito. Su probabile richiesta del committente, questa verr\u00e0 tagliata su un lato con moderni strumenti diamantati, mentre dall&#8217;altra, vedr\u00e0 l&#8217;impiego della tradizionale serie di cunei a pressione.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">E in quanti celebri luoghi americani \u00e8 stato collocato, questo stesso storico\u00a0granito! Si tratt\u00f2 in effetti, a partire dal diciannovesimo secolo, della principale pietra a disposizione dei costruttori di monumenti ed opere civili dell&#8217;intera zona circostante il Maine. In tale ottimo\u00a0materiale furono costruiti lo storico Harvard Bridge sul fiume Charles di Boston, segu\u00ecto a ruota da\u00a0quello a Tri-borough della vicina citt\u00e0 di New York. Per non parlare della stessa Lady Liberty, la statua che notoriamente poggia sul maestoso plinto, anch&#8217;esso ricavato dalle operose miniere di quest&#8217;isola, la cui seconda maggiore citt\u00e0 (dopo quella omonima all&#8217;intera terra emersa) prende niente affatto casualmente il nome di Stonington, ovvero grossomodo &#8220;Il paese delle rocce&#8221;. In tempi pi\u00f9 recenti, possiamo ritrovare questo stesso granito sul muro di\u00a0Isaiah, monumento alla pace eretto presso la sede delle Nazioni Unite, a Turtle Bay, nella fontana del Rockfeller Center e presso la sede centrale della banca del Pacifico all&#8217;altro lato del continente, a Los Angeles in California. Tale fu la fama mineraria di questo remoto luogo, altrimenti noto come localit\u00e0 di villeggiatura per gli abitanti del Nordest, dalle notevoli risorse paesaggistiche ed alcune prestigiose gallerie d&#8217;arte. Oggi in grado di giovarsi, tra le altre cose, di un museo dedicato alle miniere da cui \u00e8 provenuto quello stesso grande blocco, con tanto di trenino elettrico per il trasporto del materiale in scala e modellini delle macchine impiegate quotidianamente sulle ripide, feldspatiche\u00a0pendici di quest&#8217;isola senza rivali.\u00a0Ma nulla pu\u00f2 sostituire l&#8217;esperienza di vedere\u00a0all&#8217;opera il vero lavorante, grazie ai ricchi e variegati archivi del regno\u00a0digitalizzato.<\/p>\n<figure id=\"attachment_17110\" aria-describedby=\"caption-attachment-17110\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/UH_6QcW3d2Q\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-17110\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-17110 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/04\/Manual-Rock-Drill-500x313.jpg\" alt=\"Manual Rock Drill\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/04\/Manual-Rock-Drill-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/04\/Manual-Rock-Drill.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-17110\" class=\"wp-caption-text\">Anche per praticare i fori d&#8217;inserimento nella pietra, non \u00e8 necessario impiegare strumenti tecnologici o l&#8217;energia elettrica. Ecco un video ritrovato su YouTube, privo di riferimenti, in cui un operatore mostra il funzionamento del trapano manuale per graniti. Essenzialmente una ruota con cinque teste di martello, che battono in sequenza sopra una resistente punta di metallo.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec giunsero i suoi antenati, dopo un lungo periodo di navigazione, all&#8217;altro capo dell&#8217;Oceano Atlantico. Perch\u00e9 tanto\u00a0antica, \u00e8 la prassi lavorativa del granito di Deer Isle, risalente all&#8217;epoca in cui non soltanto i cervi, ma persino poderose alci s&#8217;inoltravano tra i fitti boschi di quei luoghi, indisturbate dai Nativi Americani Abenaki, che qui vivevano fin da 6.000 anni a questa parte. Si parla addirittura del mondo antico, l&#8217;epoca in cui gli Egizi l&#8217;impiegarono per le piramidi e gli alti obelischi, con prassi costruttive poi mutuate nelle culture dei greci e dei romani. Ma la prima attestazione moderna di un taglio effettuato con il metodo dei cunei si ha proprio in una testimonianza del New England, all&#8217;interno del\u00a0<em>Georgical Dictionary\u00a0<\/em>(1790) di Samuel Deane. L\u00ec si parla di un approccio con due cunei, ciascuno fatto seguire da altrettanti pezzi semi-cilindrici di metallo, da inserire in corrispondenza delle venature naturali della pietra da tagliare. Fu soltanto successivamente, nel 1803 che Robbins, l&#8217;allora governatore dell&#8217;isola, incontrandosi con un certo artigiano di nome Tarbox per la costruzione di una nuova prigione, riscontr\u00f2 l&#8217;approccio di quest&#8217;ultimo al taglio dei blocchi di granito, che non impiegava due soli <em>plugs<\/em>, bens\u00ec qualunque quantit\u00e0 si rivelasse necessaria. Colpito dall&#8217;efficienza dimostrata, Robbins lo assunse quindi come capo-miniera delle cave di Quincy nel Maine,\u00a0affinch\u00e9 costui istruisse i lavoranti\u00a0in quella che sarebbe rimasta ad oggi la miglior maniera d&#8217;impiegare il\u00a0<em>plug &amp; feather.\u00a0<\/em>Secondo le cronache co\u00e9ve, ci\u00f2 port\u00f2 nel giro di pochi anni a una riduzione del costo del granito nordamericano a circa la met\u00e0 del costo originario.<br \/>\nMa nel frattempo, in Inghilterra, gi\u00e0 iniziava a profilarsi un mezzo ancor pi\u00f9 nuovo: il taglio artificiale della pietra di ogni tipo, inarrestabile, instancabile, indotto con la furia e con la forza del carbone e del vapore. Nel 1832, presso la citt\u00e0 scozzese di Aberdeen fu installato il primo monumento funebre tagliato e lucidato a macchina, ad opera dell&#8217;inventore\u00a0Alexander MacDonald, iniziando una lunga carriera di successi, che si sarebbe interrotta solamente 50 anni dopo, con la messa in commercio di strumenti ancora pi\u00f9 efficaci. Oggi, circondati dalla potenza dell&#8217;energia elettrica, non ci sogneremmo mai di ritornare al metodo di quegli anni, rumoroso, sporco ed inquinante quanto\u00a0una qualsiasi attivit\u00e0 industriale. Ma \u00e8 difficile biasimare chi, come quel\u00a0barbuto tagliapietre-per-passione, decida di tornare alle origini, verso quella\u00a0musica armoniosa e delicata. Un\u00a0suono lieve che allieta l&#8217;orecchio, mentre tortura e spacca le montagne.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Puoi dire tutto, poeta, retore o cantore. E tu puoi fare tutto, minatore. Puoi svegliarti al canto del tuo pappagallo! Puoi guidare l&#8217;auto fino in bagno, poi mangiare le lattine della Coca Cola! Puoi saltare fuori dalla porta, rotolando fino ad un computer per spalare neve vitruviana, picconando con dell&#8217;enfasi cubetti virtuali. Basta che ci &#8230; <a title=\"Tagliar la pietra usando dei colpetti musicali\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=17107\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Tagliar la pietra usando dei colpetti musicali\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[406,948,772,601,147,71,97],"class_list":["post-17107","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-artigianato","tag-granito","tag-miniere","tag-pietra","tag-stati-uniti","tag-storia","tag-tecnologia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17107","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=17107"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17107\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":17111,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17107\/revisions\/17111"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=17107"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=17107"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=17107"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}