{"id":17073,"date":"2015-04-27T07:43:44","date_gmt":"2015-04-27T05:43:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=17073"},"modified":"2015-04-27T07:50:44","modified_gmt":"2015-04-27T05:50:44","slug":"i-diabolici-acrobati-grattacielo-fantasma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=17073","title":{"rendered":"I diabolici acrobati del grattacielo abbandonato"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/XYUxHhF0LZk\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-17075\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-17075\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/04\/Sathorn-Freerunning-500x313.jpg\" alt=\"Sathorn Freerunning\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/04\/Sathorn-Freerunning-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/04\/Sathorn-Freerunning.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A 185 metri dal suolo e dalla gente che passeggia inconsapevole, in bilico sopra una balaustra su cui cresce l&#8217;erba, diventa facile dimenticare i propri presupposti di residua umanit\u00e0. O almeno cos\u00ec sembra essere\u00a0per loro. Jason e Shaun del team Farang, gli ultimi visitatori di un luogo che ancora riesce ad attirare, suo malgrado, l&#8217;attenzione delle telecamere internazionali: il grattacielo fantasma\u00a0del Sathorn Unique, un monumento spropositato\u00a0alla terribile\u00a0crisi economica thailandese della seconda met\u00e0 degli anni &#8217;90, nonch\u00e9 derelitto simbolo residuo del pontenziale splendore post-moderno di Bangkok. 47 piani di munifica presenza a gettar l&#8217;ombra sopra il fiume Chao Phraya, impreziositi da un&#8217;interessante estetica Dec\u00f2, la cui cima incolonnata un po&#8217; ricorda, quasi impossibilmente, la facciata di un antico tempio greco. Simili straordinarie costruzioni, anche quando inutili, difficilmente possono passare inosservate. Agli occhi degli apologisti di una metropoli a misura d&#8217;uomo, che gridano al vento: &#8220;Avete fatto un danno senza tempo&#8221; cos\u00ec come a quelli degli storici del corpo in movimento, esploratori mistici delle remote circostanze.\u00a0Turismo: spostarsi presso\u00a0un luogo, per conoscerlo\u00a0possibilmente negli aspetti pi\u00f9 potenzialmente utili a farsi un quadro contestuale. Incluse, quindi, le residue cicatrici, i resti di un presente che non ebbe il modo di raggiungere il coronamento. Per un simile processo, va da se, il mostro-palazzo puoi tranquillamente ponderarlo da lontano. In contrapposizione, visita in <em>free running<\/em>: non mi basta, voglio tutto, il brivido e il pensiero, il senso del momento\/movimento proiettato alla risoluzione della noia di giornata. E cos\u00ec avviene, sempre pi\u00f9 spesso, che i cartelli di &#8220;pericolo&#8221; vengano messi da una parte, le reti in <em>chicken-wire<\/em>\u00a0ridotte\u00a0in pezzi per varcare quel confine, metaforico ma pure materiale, tra ci\u00f2 che \u00e8, quello che sarebbe potuto essere, se soltanto si fosse allineata la sequela dei pianeti o lo zodiaco del progresso finanziario. Ci\u00f2 che segue, ben presto sar\u00e0 una leggenda.<br \/>\nC&#8217;\u00e8 un limite massimo d&#8217;altezza oltre il quale, ragionevolmente, il senso di vertigine dovrebbe smettere di avere un peso sulla sensazione di pericolo immanente. Sopra i quattro, cinque piani, poco importa quanti\u00a0uccelli di passaggio li vediamo dalla parte superiore: una caduta \u00e8 una caduta, e ad essa segue il chiaro segno della fine. Perch\u00e9, allora, siamo tanto tesi a misurare, fare il conto delle piume? E qual&#8217;\u00e8 la differenza, in effetti, tra il fare capriole sulla cima di alberi\u00a0alti qualche metro, con l&#8217;applicarsi nella stessa attivit\u00e0 sulla sommit\u00e0 ventosa di un&#8217;intera civilt\u00e0&#8230;Certo, il piccolo dettaglio delle conseguenze in caso di caduta. Ma se non hai voglia, n\u00e9 intenzione di esporti a un tale errore, basta filosofeggiare, basta farlo, fare il gesto di provare.\u00a0La vita avrebbe un piccolo valore, dopo tutto, se non si potesse trascorrere facendo ci\u00f2 che \u00e8 in grado di appassionarci nel profondo, che \u00e8 un concetto relativo. A chi basta l&#8217;immaginazione, buon per lui che si accontenta. Di sicuro non potrebbe farlo, senza i coraggiosi che gli mostrano la via. E con quale esemplare\u00a0efficienza! In un video che potrebbe facilmente rientrare nell&#8217;antologia degli utilizzatori delle telecamere d&#8217;azione, se non fosse per i molti spunti trasgressivi ed <em>anti-estabilishment\u00a0<\/em>(siamo molto, molto oltre ad una semplice sessione di BASE jumping) i due protagonisti riescono ad esprimere, con solide basi d&#8217;esemplificazione, ci\u00f2 che pu\u00f2 costituire un pomeriggio d&#8217;avventura ad alta quota urbana, senza il minimo rispetto per i limiti di chi \u00e8 consapevole della propria mortalit\u00e0. La scena prende il via tra i muri graffittati del quartiere Sathorn, sotto lo sguardo stolido di vecchi\u00a0condizionatori, al confine di vasche decorative dallo spiccato color verde-alga, mentre il caratteristico groviglio dei cavi della luce, un punto fermo del Sud Est Asiatico, sovrasta ed incornicia i due che ridono, forse per sdrammatizzare, magari un po&#8217; nervosi nella consapevolezza di quello che viene dopo. A un tratto, ci siamo: Jason con la maglietta bianca firmata della squadra Farang\u00a0e il cappellino da baseball, Shaun dai lunghi capelli biondi raccolti in una sorta di complicata\u00a0coda di cavallo, che scavalcano un basso muretto ed entrano nel regno del possibile, iniziando a salire su, sempre pi\u00f9 su&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Sathorn Unique, nonostante il suo aspetto particolarmente dismesso, al momento del suo abbandono nel 1997 non era cos\u00ec distante dal completamento. Si dice\u00a0in effetti\u00a0che il suo architetto, committente e proprietario di allora, il Dr.\u00a0Rangsan Torsuwan, disponesse\u00a0all&#8217;inizio del progetto di abbondanti risorse finanziarie, che sarebbero ampiamente bastate alla realizzazione del monumentale edificio, se non fosse stato per un evento imprevisto veramente significativo: lui che viene accusato, incredibilmente, di un complotto per assassinare il presidente della Corte Suprema Thailandese, poi trovato colpevole, quindi scagionato in processo di appello. Ed a quel punto, poco pi\u00f9 che\u00a0dieci anni dopo (siamo nel 2010) ben poco restava del suo antico sogno, tranne una torre vuota, percorsa dall&#8217;eco\u00a0delle epoche trascorse. Cos\u00ec Bangkok perse il suo punto di riferimento principale, assieme a innumerevoli altri di rilievo (furono migliaia i progetti abbandonati in quegli anni, per ben pi\u00f9 semplice e diffusa\u00a0mancanza di fondi) ma si guadagn\u00f2 istantaneamente l&#8217;attenzione di chi subisce il fascino di tali luoghi, le ossa residue dei maggiori intenti metropolitani. Si stima che siano centinaia, ogni anno, le persone che ignorando i divieti si avventurano ad altezze variabili del Sathorn Unique, tra i quali questi due eroici scavezzacollo non sono che gli ennesimi\u00a0in ordine cronologico, ma assai probabilmente, i pi\u00f9 spericolati in assoluto. Gi\u00e0 basterebbe a dirlo il solo fatto di spingersi al di sopra dei primi quindici piani, in larga parte completati e solidi dal punto di vista strutturale, verso le letterali piccionaie ai piani superiori, dove mura e pavimento sono un optional, diversamente dall&#8217;aria che batte i varchi vuoti di finestre mai montate&#8230;Ma qui, <em>horribile visu<\/em>. Questi due sopra un simile barcollante suolo non soltanto ci camminano, lo usano per le capriole! Spesso fatte come niente fosse in aria, tra un piano e l&#8217;altro della sommit\u00e0 di quel palazzo sconfinato.<\/p>\n<figure id=\"attachment_17074\" aria-describedby=\"caption-attachment-17074\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/eG-6HaAF6Cs\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-17074 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/04\/LED-Freerunning-500x313.jpg\" alt=\"LED Freerunning\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/04\/LED-Freerunning-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/04\/LED-Freerunning.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-17074\" class=\"wp-caption-text\">Il team dei Farang (nome che vuol dire &#8220;straniero&#8221; in lingua thai) produce da anni validi <em>exploit<\/em> acrobatici e documentaristici in giro per una buona parte del Sud-Est asiatico. Il loro video pi\u00f9 visto allo stato attuale delle cose resta questo in notturna, girato sempre a Bangkok, con il corredo tecnico-visuale delle tute luminose a LED.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9 questo vuole dire, soprattutto, <em>free running<\/em>: l&#8217;evoluzione ulteriore di quello che era in origine il <em>parkour<\/em> francese, una tecnica di addestramento militare. L&#8217;abnegazione finalizzata ad acquisire una serie di abilit\u00e0 speciali, forse inutili nella maggior parte delle circostanze, eppure funzionali in quelle d&#8217;emergenza. Mentre i pi\u00f9 moderni praticanti di quest&#8217;arte, del volare sopra le strutture urbane, raramente si pongono il problema di essere, come diceva il fondatore della disciplina Georges H\u00e9bert, soprattutto &#8220;utili&#8221;. Qui si \u00e8 andati molto oltre. Non a caso l&#8217;accento \u00e8 posto, gi\u00e0 nel termine che definisce la disciplina, sull&#8217;aggettivo che connota la parola <em>running<\/em>, una libert\u00e0 che non si riferisce\u00a0soltanto, come nello stile analogo degli altri sport, alla concessione tecnica di eseguire qualsiasi tipo di evoluzione. Ma che si estende\u00a0piuttosto, almeno nella mente di chi crede alla filosofia di base, al\u00a0regno delle aspettative lecite, di quello che sia giusto fare per divertimento. Basta prendere atto, come corollario, di tutta la cinematografia e il resto delle produzioni mediatiche a supporto della disciplina, tra cui <em>Yamakasi &#8211; Les samoura\u00efs des temps modernes<\/em> di Ariel Zetuin (2001) e\u00a0<i>Banlieue 13<\/i>\u00a0di Luc Besson (2004) con il suo remake americano <em>Brick Mansions<\/em> di Camille Delamarre (2014) e invero, perch\u00e9 no, l&#8217;intero genere di videogiochi creati a partire dalla serie Assassin&#8217;s Creed (2007, citato a parte perch\u00e9 interattivo e ancora in corso di ampliamento). I tipici protagonisti di una storia di acrobatismo metropolitano, non importa che trovi collocazione all&#8217;epoca moderna o in quelle antiche, balza da un tetto all&#8217;altro senza nessun tipo di rispetto per l&#8217;autorit\u00e0. Uccide addirittura i propri oppositori, quando necessario, per\u00f2 mai senza un&#8217;ottima ragione di contesto: erano malvagi, folli, pericolosi. Questi uomini, nella visione che ne d\u00e0 il mondo del fantastico applicato, non sono come dei ninja, spietati mercificatori della vita umana. Assomigliano piuttosto alla figura del supereroe. Perch\u00e9 non prenderli ad esempio, dunque? Di certo non \u00e8 necessario salire fino al quarantasettesimo piano, perch\u00e9 la gente parli un po&#8217; di noi.<br \/>\nUna curiosit\u00e0: qualcuno potrebbe chiedersi dove fossero, nel momento in cui Jason e Shaun si riprendono a vicenda, i caschi o le imbracature sopra cui montare la loro telecamerina ad alta risoluzione. Ecco, in realt\u00e0 loro non usavano alcunch\u00e9 di simile: <a href=\"http:\/\/farangclothing.com\/the-3-most-easy-cheap-and-also-best-ways-to-shoot-gopro-pov-for-freerunning\/\" target=\"_blank\">come spiegato sul blog ufficiale dei Farang<\/a>, nonch\u00e9 praticato ai vari livelli del <em>free running<\/em> in quanto tale, il metodo preferito per effettuare una ripresa in prima persona \u00e8 mettersi la telecamera direttamente in bocca. Tra le labbra oppure, se possibile, assicurata ad un nastro di nylon stretto\u00a0saldamente tra i denti, senza alcun timore di ferirsi le gengive. Il rischio principale semmai, come ci spiegano, \u00e8 che una risata improvvisa porti l&#8217;esecutore a perdere la telecamera, destinata, lei si, a cadere per oltre un minuto buono, gi\u00f9 ed oltre i piani della torre senza fine, fino a rotolare rumorosamente sul selciato. Tanto, come dimostrato dalle casistiche precedenti, ci vuole ben altro per distruggere l&#8217;ottima GoPro. E meno male!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A 185 metri dal suolo e dalla gente che passeggia inconsapevole, in bilico sopra una balaustra su cui cresce l&#8217;erba, diventa facile dimenticare i propri presupposti di residua umanit\u00e0. O almeno cos\u00ec sembra essere\u00a0per loro. Jason e Shaun del team Farang, gli ultimi visitatori di un luogo che ancora riesce ad attirare, suo malgrado, l&#8217;attenzione &#8230; <a title=\"I diabolici acrobati del grattacielo abbandonato\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=17073\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su I diabolici acrobati del grattacielo abbandonato\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[943,944,887,372,118,343,942],"class_list":["post-17073","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-bangkok","tag-free-running","tag-grattacieli","tag-parkour","tag-sport-estremi","tag-thailandia","tag-vertigini"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17073","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=17073"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17073\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":17082,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17073\/revisions\/17082"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=17073"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=17073"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=17073"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}