{"id":17062,"date":"2015-04-25T07:57:27","date_gmt":"2015-04-25T05:57:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=17062"},"modified":"2015-04-25T07:57:27","modified_gmt":"2015-04-25T05:57:27","slug":"vortici-elettronici-lavatrici-musicali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=17062","title":{"rendered":"Vortici elettronici di lavatrici musicali"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/zC38Pqrx0fU\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-17063\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-17065\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/04\/Sega-Maimai-500x313.jpg\" alt=\"Sega Maimai\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/04\/Sega-Maimai-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/04\/Sega-Maimai.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La tipica lavanderia a gettoni nello stile americano, se presa per il giusto verso, pu\u00f2 costituire la metafora di questa stessa condizione umana. Vi si reca chi, provato dagli eventi, non pu\u00f2 prescindere da un carico residuo d&#8217;esperienze. Gli abiti, la biancheria, i calzini; i cappotti, le giacche e le coperte; piccoli ciottoli sperduti sulla strada della vita. La cui essenza \u00e8 vulnerabile ad un certo grado d&#8217;entropia: nulla \u00e8 puro, tranne quel che \u00e8 nel suo profondo, veramente, straordinariamente puro. Cos\u00ec \u00e8 talvolta necessario, nonostante i molti impegni contingenti, prendere le proprie cose, metterle nel meccanismo. Pagare l&#8217;obolo e poi dare un La, la spinta di\u00a0un pulsante che \u00e8 il primo segnale dell&#8217;orchestra pulitrice. C&#8217;\u00e8 un motore, la metafora dell&#8217;orologio. E il detersivo, polvere di stelle. Finch\u00e9 alla fine torna tutto come da princ\u00ecpio, limpido, perfetto. Lavatrice non \u00e8 un semplice modo di dire. Ma il candido monolito che fa impallidir l&#8217;incedere del tempo. Mentre gli utenti, fondamentalmente inermi innanzi a tale meraviglia, silenziosamente osservano, pensando: &#8220;Se soltanto esistesse un modo utile a perdermi in cotanta meraviglia. Diventare parte di quel flusso di depurazione, eterno, per definizione&#8230;&#8221; Ebbene, Sega, esiste. Megadrive, se c&#8217;\u00e8! Per Saturn, Jupiter e Master System, sotto l&#8217;occhio scrutatore dei pianeti, o forse del designer dell&#8217;azienda rilevante\u00a0Ryuichi Taki (che ebbe a presentarcelo qualche anno fa in Giappone) giunse a palesarsi l&#8217;occasione, la risposta a quel bisogno della mente appassionata: mai pi\u00f9 senza, MaiMai, un touchscreen di forma circolare. MaiMai, con otto tasti colorati sopra il bordo. Con telecamera, connessione a Internet, altoparlanti digitali! Ma cominciamo dall&#8217;inizio. Che nel caso specifico, vuol dire tutta un&#8217;altra Sala.<br \/>\nCome forse qualcuno ancora ricorder\u00e0, il videogioco in quanto tale ha gi\u00e0 subito numerosi\u00a0cambi\u00a0di rotta evolutivi. Ci\u00f2 che era un passatempo occasionale, frutto del trascorrere del tempo in luoghi di ritrovo specializzati, \u00e8 diventato grazie all&#8217;evoluzione tecnologica un media alla pari con qualsiasi altro, praticato quotidianamente all&#8217;interno di tutte le case. Concentrazione assoluta delle menti correlate, ma distanti: quella del creatore, all&#8217;altro capo dell&#8217;asse spazio-temporale, assieme a quel colui che gioca, nel silenzio e nella pace del suo tempo libero, da solo. Cosa che non fu in origine, quando certi computer aziendali, desueti ma pur sempre in uso, avevano la dimensione di una scrivania. Non c&#8217;era, allora, il senso della versatilit\u00e0 assoluta dell&#8217;odierno mondo informatico, in cui lo stesso dispositivo pu\u00f2 essere riproduttore musicale, <em>workstation<\/em> grafica, creatore dei mondi fantastici da visitare. Cos\u00ec ci si recava, con un carico di monetine, laggi\u00f9 alla sala giochi, l&#8217;antonomasia del concetto di Arcade (galleria commerciale) inglesismo che al di fuori dell&#8217;ambiente madre lingua, ormai, vuole dire quella cosa specifica e soltanto quella. Un luogo caotico, con degli alti cabinati in compensato, variopinti, rumorosi. Dove il rombo dei motori aveva modo di mischiarsi con gli spari di fucili militari, musiche indistinte, grida dei guerrieri comandati in epiche battaglie &#8211; Toh, swah,\u00a0<em>Tatsumaki Senpukyaku<\/em>! Per intenderci, figli\u00a0dell&#8217;epoca-Playstation, non \u00e8 che\u00a0le case fossero del tutto prive di apparecchi in grado di emulare tali forme di divertimento. Ma la versione domestica di del volto di Ryu e Ken assomigliava pi\u00f9 che altro, nelle parole\u00a0co\u00e9ve di un dimenticato recensore, al muso di uno Shih Tzu di Pechino! Mentre nulla, nulla raggiungeva l&#8217;assoluta perfezione della macchina costruita ad-hoc\u00a0(poco importa che in effetti su molte <em>board<\/em>\u00a0si potessero cambiare i giochi) o per lo meno il fascino, l&#8217;emozione di giocare, ma in luogo pubblico, fra gli occhi appassionati degli astanti. Cos\u00ec era un tempo, e almeno\u00a0in un certo paese, cos\u00ec ancora \u00e8.<br \/>\nIl Giappone, come ben comprende chi se ne interessa, \u00e8 fondato sopra una cultura di assoluto sincretismo. L&#8217;eleganza assieme alla semplicit\u00e0, la concisione che non soprassiede le metafore. E poi soprattutto, quel che viene tanto spesso snocciolato, analizzato da interi gruppi di studio: antico e moderno, fusi fervidamente assieme, per creare quella mescolanza che \u00e8 il presente delle cose di ogni tipo. Tra cui l&#8217;intrattenimento digitale, che l\u00ec, soprattutto, ancora pu\u00f2 fregiarsi della diffusione di quei luoghi\u00a0che oramai, altrove, sono stati sostituiti dall&#8217;onnipresente lavanderia a gettoni. Quindi la domanda \u00e8 questa: cosa pu\u00f2 portarti, giocatore, a visitare un luogo simile, quando la miniaturizzazione dei componenti d&#8217;oggi ti permette d&#8217;eguagliare in casa, e invero con un buon PC persino superare, quanto di meglio possa essere collocato alla portata di\u00a0urti, manomissioni ed utilizzo della collettivit\u00e0 brutale? Un sistema di controllo senza precedenti, forse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec siamo giunti, attraverso gli anni di collaterali sperimentazioni, ad un tale\u00a0straordinaria scena: il &#8220;<em>performer&#8221;<\/em>\u00a0SMN (pare che dire <em>player<\/em>, nei casi simili a questi, sia davvero troppo poco) che manovra l&#8217;astronave in questione, persa nel viaggio sulle note di Caliburne dei\u00a0Project Grimoire, un pezzo musicale messo assieme per l&#8217;apposito impiego\u00a0all&#8217;interno dell&#8217;arnese in questione (o almeno cos\u00ec riporta NicoNico). La cui somiglianza con la candida regina degli elettrodomestici\u00a0\u00e8 davvero sotto gli occhi di chiunque, incluso l&#8217;utilizzatore. Il quale\u00a0tuttavia, di certo a questo non pensava, fin dalle prime battute di quella che potrebbe essere, nei fatti, una delle prove migliori della sua carriera: le mani che diventano praticamente invisibili, mentre a ciascuna nota viene offerta la risposta idonea tra l&#8217;ampio catalogo dei gesti e trascinamenti arzigogolati riconosciuti dalla macchina. Nei\u00a0moderni giochi esponenti di genere, ormai da tempo, \u00e8 stato superato quel bisogno di offrire\u00a0l&#8217;illusione di stare suonando uno strumento musicale. Niente pi\u00f9 chitarre di plastica, tamburi, tasti sequenziali nello stile di un comune pianoforte. Ma piuttosto un&#8217;interfaccia incredibile ed astratta, di per se parte dell&#8217;opera artistica dei costruttori. E in questo, il videogame MaiMai non ha davvero niente da invidiare ad alcunch\u00e9, neanche\u00a0un frullatore d&#8217;abiti dei pi\u00f9 spettacolari tempi andati.<\/p>\n<figure id=\"attachment_17064\" aria-describedby=\"caption-attachment-17064\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/ZghgwRRO-ak\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-17064\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-17064 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/04\/Sega-Maimai-2-500x313.jpg\" alt=\"Sega Maimai 2\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/04\/Sega-Maimai-2-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/04\/Sega-Maimai-2.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-17064\" class=\"wp-caption-text\">Come tutti i migliori giochi da sala giochi, MaiMai rientra nella sfera che confina con gli eSports (le competizioni videoludiche con premi in denaro) ecco la registrazione di una sfida, trasmessa online in diretta a suo tempo, tra i due giovani virtuosi dai <em>nom de plume<\/em> di Giruru ed Amakage.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La concezione di MaiMai, parte dell&#8217;odierno piano della nuova Sega per mantenersi tra i leader giapponesi della produzione di macchine da sala giochi, parte da un&#8217;esigenza di irrompere su una scena largamente cristallizzata, quella della musica ludica\u00a0nobilitata al di sopra del semplice status d&#8217;accompagnamento. In questo sono molto bravi. Ormai perso il vecchio primato che la rese celebre su scala internazionale, quello che la vedeva, alla pari di Nintendo, come una delle promesse multimediali dell&#8217;elettronica domestica d&#8217;intrattenimento, nel 2003 la vecchia compagnia del porcospino blu vide l&#8217;acquisto di un corposo pacchetto d&#8217;azioni da parte dell&#8217;allora CEO della Sammy,\u00a0Hajime Satomi, con successiva fusione delle due realt\u00e0 operative nella\u00a0Sega Sammy Holdings, sede di molte valide mentalit\u00e0 creative. Probabilmente proprio all&#8217;interno di un simile clima fortemente sperimentativo, ancora dieci anni dopo un tale evento, \u00e8 nata\u00a0l&#8217;idea di offrire un punto di vista intermedio tra i classici <em>rhythm\u00a0game\u00a0<\/em>con tasti colorati e quelli pi\u00f9 prettamente partecipativi, in cui veniva richiesto al giocatore di danzare sopra un tabellone coi suoi stessi piedi, esemplificati in genere\u00a0dal classico della Konami, Dance Dance Revolution. MaiMai, che \u00e8 uscito nel 2012, offre infatti una visione differente di quel che significa mettersi in mostra, da sempre un importante contributore alla popolarit\u00e0 di tali giochi: la macchina include un secondo schermo superiore a quello principale, recante il titolo della canzone in corso d&#8217;esecuzione ed il punteggio del giocatore, come una sorta di attrattore permanente. Oltre a quello c&#8217;\u00e8 una telecamerina, di lato. Quest&#8217;ultima impiegata, almeno nelle prime fasi di messa in circolazione del gioco, per caricare online su NicoNico (risposta nipponica a YouTube) l&#8217;impresa dei migliori giocatori. A loro insaputa? Chi lo sa. Probabilmente \u00e8 proprio questa l&#8217;origine di molti degli eccezionali video di SMN e dei suoi colleghi, spesso raccolti dallo stesso esecutore e poi ricaricati presso un canale autogestito. E adesso provate a farli rimuovere, detentori dell&#8217;originario copyright!<\/p>\n<figure id=\"attachment_17063\" aria-describedby=\"caption-attachment-17063\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/wFWMwscsxLo\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-17063 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/04\/Konami-Sound-Voltex-500x313.jpg\" alt=\"Konami Sound Voltex\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/04\/Konami-Sound-Voltex-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/04\/Konami-Sound-Voltex.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-17063\" class=\"wp-caption-text\">Nel frattempo Konami non \u00e8 stata a guardare. Questo \u00e8 Sound Voltex III, uno degli ultimi esponenti dell&#8217;interminabile serie Bemani (BeatMania). Qui il giocatore viene chiamato a premere a ritmo quattro tasti posti in sequenza, manovrando in parallelo due gustose rotelline del volume. Il <em>catch<\/em> del gioco, in questo caso, era l&#8217;impiego non moderato di musica prodotta dagli stessi utenti, a partire da remix di pezzi particolarmente popolari.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La musica nei videogiochi, come ogni altro elemento contingente, ha attraversato diverse fasi di progressivo miglioramento tecnologico. Dapprima frutto di brevi e ripetitive <em>samples<\/em>, sequenze memorabili come il <em>jingle<\/em> iniziale di Pac-Man, \u00e8 stata elevata al ruolo d&#8217;importante sottofondo, subordinato alla grafica eppure mai del tutto superato nel suo ruolo di contribuire all&#8217;atmosfera. All&#8217;epoca d&#8217;oro degli 8 e 16 bit, l&#8217;aumento dei canali audio a disposizione permise di creare, per la prima volta, un mixaggio di effetti sonori causati dal giocatore e note attentamente predeterminate, con una bizzarra sinfonia che nel tempo sarebbe diventata il simbolo aurale di questo stesso genere creativo. Chi non ricorda il tintinnar di monetine dell&#8217;antico Super Mario, trasformato in complemento ai ritmi caraibici scritti dall&#8217;insuperato Koji Kondo per la Nintendo degli albori? E poi l&#8217;epoca della digitalizzazione, quando gli avanzamenti nei metodi di compressione dati permisero d&#8217;inserire vere e proprie colonne sonore nei giochi dell&#8217;Amiga e dello Snes, con pezzi diversi per ciascun singolo livello, spesso ispirati ai classici della musica, sia classica che moderna. Successivamente, la nascita del CD-ROM port\u00f2 ad un mezzo passo indietro, con tracce musicali rigide e sensibilmente meno interattive, collocate su zone del disco fisicamente scollegate rispetto al resto dell&#8217;azione. Ma il gioco prettamente musicale, ovvero l&#8217;antesignano dell&#8217;odierno Sega MaiMai, venne solamente molto dopo. Quando il rombo\u00a0degli augusti sintetizzatori, ormai del tutto scollegato da quei movimenti d&#8217;aria che erano l&#8217;origine dell&#8217;articolazione auditiva, erano stati largamente rimpiazzati dalla vibrazione artificiale degli altoparlanti. Di sicuro, nell&#8217;articolata esecuzione del\u00a0performer SMN c&#8217;\u00e8 ben poco di riconducibile al gesto di suonare una chitarra. Ma chi pu\u00f2 dire, veramente, quale sia il metodo per trarre gioia da una lavatrice?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La tipica lavanderia a gettoni nello stile americano, se presa per il giusto verso, pu\u00f2 costituire la metafora di questa stessa condizione umana. Vi si reca chi, provato dagli eventi, non pu\u00f2 prescindere da un carico residuo d&#8217;esperienze. Gli abiti, la biancheria, i calzini; i cappotti, le giacche e le coperte; piccoli ciottoli sperduti sulla &#8230; <a title=\"Vortici elettronici di lavatrici musicali\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=17062\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Vortici elettronici di lavatrici musicali\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[489,356,46,940,73,939,34,97,110],"class_list":["post-17062","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-computer","tag-divertimento","tag-giappone","tag-konami","tag-musica","tag-sale-giochi","tag-sega","tag-tecnologia","tag-videogiochi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17062","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=17062"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17062\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":17066,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17062\/revisions\/17066"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=17062"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=17062"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=17062"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}