{"id":17017,"date":"2015-04-20T08:03:35","date_gmt":"2015-04-20T06:03:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=17017"},"modified":"2015-04-20T08:13:33","modified_gmt":"2015-04-20T06:13:33","slug":"i-predatori-dellamaca-volante","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=17017","title":{"rendered":"I predatori dell&#8217;amaca volante"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/bCT8WWVpitU\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-17018\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-17020\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/04\/Space-Net-500x313.jpg\" alt=\"Space Net\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/04\/Space-Net-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/04\/Space-Net.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Scimmia e ragno, scimmia-ragno. Non \u00e8 fatta come il difensore del quartiere, il suo costume rosso-blu con stemma nero che richiama alla visione dell&#8217;ottuplice zampettamento, protagonista di pellicole davvero molto amate. Neanche potr\u00e0 tessere, la nerastra <em>Atelidae<\/em> pelosa,\u00a0una\u00a0propria appiccicosa tela; a meno che volessimo includere per inferenza, tra i traguardi di quel\u00a0piccolo animale, l&#8217;ultima creazione di codesto\u00a0gruppo di arrampicatori dello Utah, giovani e senza una visione limitante del pericolo, che da un tempo medio han preso l&#8217;abitudine di farsi definire gli\/le Moab Monkeys, alludendo assai probabilmente alla tipica agilit\u00e0 di tale\u00a0classe di creature, i primati. Ma che adesso, con questo progetto del Pentagon Space Net, cos\u00ec gentilmente ospitato presso il canale ufficiale delle telecamere GoPro, sembrano fuoriuscire dal circondario pi\u00f9 meramente biologico, sforando nel caotico e variopinto mondo dei supereroi. Facendosi emuli di quella scena da trailer, famosa eppure\u00a0poi tagliata, in cui Spiderman bloccava l&#8217;elicottero fra le due torri gemelle, proprio in quegli anni tristemente demolite. Quale imprevedibile\u00a0eventualit\u00e0&#8230; Fra le stesse rocce\u00a0dove scorre il Colorado River, appesa sotto il cielo ma ben distante dal remoto suolo, costoro hanno edificato una speciale costruzione. Solo cinque corde tese, usate per tenere in posizione l&#8217;equivalente aerodinamico di una penthouse (suite dell&#8217;ultimo piano) ma con sotto l&#8217;aria. E in mezzo un buco. Ah! Questa \u00e8 veramente bella. E a cosa servirebbe mai, quel buco?<br \/>\nQuando si dice che certi paesi sono straordinariamente grandi, non si fa riferimento unicamente alla questione geografica, delle migliaia di chilometri dall&#8217;una all&#8217;altra costa, intervallate da montagne, fiumi e valli erose da quest&#8217;ultime, fino allo sfogo del remoto mare. \u00c8 una questione che si estende anche alla sfera concettuale: un conto risulta essere la vita\u00a0con la completa identit\u00e0 di luogo, nazionalit\u00e0 e contesto. Un altro \u00e8 fare parte della corposa fetta umana che compone il variegato popolo degli Stati Uniti, che dall&#8217;integrazione nasce, e nell&#8217;alternanza dei periodi in cui quest&#8217;ultima \u00e8 stata variabilmente praticata,\u00a0ha fatto le fortune o meno dell&#8217;intero sistema socio-economico globalizzato. Pensate all&#8217;area metropolitana di New York sopra l&#8217;Atlantico, dove l&#8217;unione architettonica tra il ferro ed il cemento, negli anni correnti riesce a sostenere una densit\u00e0 di popolazione che si aggira sui\u00a010,756 individui per chilometro quadrato.\u00a0Poi mettetela a raffronto con le vaste pianure ed i deserti posti al centro di quel continente, ove la quantit\u00e0 di pietre, su cui mano umana ancora non si \u00e8 mai posata, risulta grandemente superiore a quella delle opere volute dalla mente. Luoghi come questa\u00a0Grand County dello Utah (lass\u00f9, sopra\u00a0l&#8217;Arizona) in cui la scienza statistica ci parla di una media di una singola persona ogni chilometro, pi\u00f9 la parte decimale variabile, 0.1, 0.2; diciamo, la lunghezza della barba e dei capelli? Come,\u00a0verrebbe a noi da chiederci, \u00e8 possibile disporre di un&#8217;identit\u00e0 che sia davvero nazionale, eppure applicabile all&#8217;uomo di quel primo ambiente, come a quello della remotissima frontiera! Cactus saguaro al posto dei pali\u00a0della luce e come\u00a0altrove corrono le strade trafficate, qui coyotes, Road Runners e le trappole dei primi a danni dei secondi. A.C.M.E. Nella frontiera c&#8217;\u00e8 spazio per tutti,\u00a0ovvero i folli e le loro sorelle, le famiglie intere e pure quelle&#8230;Dedite a dei passatempi molto preoccupanti. Vedi ad esempio quella <em>trifecta<\/em> della dannazione, che difficilmente pu\u00f2 trovare spazio nei contesti urbani: scalare le cose, lanciarsi gi\u00f9 da esse, tendere una corda, appena a sufficienza. L&#8217;ultima che resta forse la migliore, in questo sport moderno (ma non lo sono forse tutti) del camminare sopra il nulla dei bisogni, all&#8217;alta quota della massima concentrazione ed abnegazione di se stessi. All&#8217;inseguimento del perfettissimo equilibrio, si, ma non soltanto fisico e persino spirituale. Stiamo parlando, per intenderci, dello <em>slacklining<\/em>\u00a0d&#8217;alta quota.<em>\u00a0<\/em>Provateci voi a farlo, nel bel\u00a0mezzo di una gran\u00a0citt\u00e0!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non a caso <span style=\"text-decoration: underline;\"><a href=\"http:\/\/slacklinemedia.com\/2014\/12\/03\/a-new-era-of-aerial-space-net-adventure-is-born\/\" target=\"_blank\">i due\u00a0eventi che la testata di settore Slackline-Media cita a margine di una circostanza simile, dello scorso ottobre<\/a><\/span>\u00a0sono tra i pi\u00f9 noti nell&#8217;ambiente degli sport estremi statunitensi: il\u00a0Turkey BASE Boogie (tacchino, forse\u00a0dalla vicinanza del Ringraziamento) e il\u00a0G.G.B.Y. <em>highline gathering<\/em>, ovvero rispettivamente: il raduno dei paracadutisti di bassa quota e quello degli amanti del nascente acrobatismo semi-improvvisato sulla ripida, ma non rigida fettuccia in policarbonato. Ed \u00e8 proprio dalla ricerca di un punto d&#8217;incontro tra i due mondi, contrapposti eppure confinanti, che il team delle Moab Monkeys, guidato in questo caso dalla visione creativa di &#8220;Sketchy&#8221; Andy Lewis, ha iniziato a tessere questo costrutto innovativo del pentagono flessibile, saldamente imbullonato alle pareti delle <em>mesas<\/em> millenarie &#8211; per inciso, non mancano le ingiustificate critiche del tipo: &#8220;Avete rovinato i nostri monumenti naturali!&#8221; Come se una massa preistorica di pietra, in quanto tale, potesse risentire dell&#8217;opera dei suoi remoti discendenti costruttori di alveari.<br \/>\nUn&#8217;operazione che ha richiesto, secondo la descrizione del video, un tempo cumulativo di 500 ore di lavoro, cordialmente ripartito tra le 50 paia di mani partecipanti alla messa in opera di ci\u00f2 che mai, prima d&#8217;ora, era stato neanche immaginato. Se non da loro stessi, diversi mesi\u00a0prima\u00a0e\u00a0in una versione certamente pi\u00f9 prosaica, meno ambiziosa:<\/p>\n<figure id=\"attachment_17019\" aria-describedby=\"caption-attachment-17019\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/TWC9lE7cqWo?t=3m9s\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-17019\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-17019 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/04\/Space-Thong-500x313.jpg\" alt=\"Space Thong\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/04\/Space-Thong-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/04\/Space-Thong.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-17019\" class=\"wp-caption-text\">Lo Space Thong compare nella seconda parte di questo trailer dedicato al documentario di Chuck Fryberger &#8220;Exposed&#8221; dedicato alle ultime innovazioni nel campo di scalate, BASE jumping e slacklining. La parte rilevante inizia verso i 3 minuti del video.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo Space Thong (perizoma del cielo) era stata questa piattaforma di lancio con tre soli punti d&#8217;ancoraggio,\u00a0meno estesa della versione pentagonale e quindi anche priva dell&#8217;apertura circolare da cui lanciarsi, tra i propri amici in festa, comodamente seduti tutto attorno per testimoniare il prevedibile successo. Gi\u00e0 erano presenti in tale prototipo, tuttavia, le lunghe corde di fino ad 80 metri d&#8217;estensione, vere e proprie piattaforme lineari per l&#8217;arricchimento spirituale, da percorrere senza l&#8217;impiego di un bilanciere, come da migliore tradizione dello <em>slacklining<\/em>, e fino a quel punto centrale memorabile, un luogo che sarebbe esistito unicamente per un tempo definito. L&#8217;effettiva messa in opera di una di queste ragnatele pu\u00f2 richiedere anche tre giorni di lavoro, e bench\u00e9 il processo non venga effettivamente mostrato, \u00e8 facile immaginare la complessit\u00e0 di trascinare tanto in alto ciascuna delle corde di sostenimento, per poi assicurarle in modo idoneo a sostenere il peso necessario. Ma nonostante questo, resteranno l\u00ec per breve tempo: nel caso\u00a0narrato nell&#8217;articolo di Slackline-Media, ad esempio, la rete pentagonale stata smontata dopo\u00a0appena una giornata, bench\u00e9 ricca d&#8217;impegni. Nel corso della quale ben 50 utilizzatori, fra equilibristi della corda e\/o saltatori, incluso\u00a0lo stesso capo-progetto Andy Lewis, che non contento di limitarsi a usare la rete come trampolino di lancio, ha persino chiesto ai suoi colleghi di coprire il buco, per ATTERRARVI\u00a0quindi sopra col paracadute, a partire da un qualche cordiale\u00a0elicottero di passaggio.<\/p>\n<figure id=\"attachment_17018\" aria-describedby=\"caption-attachment-17018\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/W7XyB9RxT0g\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-17018 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/04\/Moab-Monkeys-Devin-500x313.jpg\" alt=\"Moab Monkeys Devin\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/04\/Moab-Monkeys-Devin-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/04\/Moab-Monkeys-Devin.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-17018\" class=\"wp-caption-text\">Tra i video meglio riusciti delle Moab Monkeys c&#8217;\u00e8 questo, realizzato con la regia di Devin Supertramp, l&#8217;ormai celebre narratore delle imprese spericolate in giro per il mondo. La sequenza si apre e chiude con generose inquadrature di automobili della Ford, chiara\u00a0sponsor dell&#8217;evento.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La pratica dello <em>slacklining<\/em> pu\u00f2 offrire uno spunto d&#8217;analisi interessante a margine degli sport d&#8217;avventura in quanto tali. Che hanno preso, con il correre degli anni, l&#8217;abitudine di rendersi in qualche maniera maggiormente\u00a0democratici, alla portata di chiunque abbia il desiderio di esserci e lasciare il segno. Laddove l&#8217;antica pratica circense del funambolismo sulla corda metallica tesa quanto quella di un violino prevedeva l&#8217;enfatizzazione di una situazione di pericolo vista l&#8217;assenza di dispositivi di sicurezza, oltre ad un contesto\u00a0attentamente controllato e\u00a0tecnico, la\u00a0nuova visione del camminare sopra la sua controparte flessibile si trasforma\u00a0piuttosto\u00a0in una semplice espressione della\u00a0creativit\u00e0, rapidamente attivata\u00a0dai suoi praticanti quando necessario, con\u00a0appena un vezzo di\u00a0preavviso contestuale. Lo <em>slacklining<\/em> in quanto tale non necessita di un punto rischiosamente elevato per giungere o partire (prassi questa che rientra nel sotto-genere dell&#8217;<em>high s.l.<\/em>) ma nasceva piuttosto fra i diversi rami degli alberi del parco naturale di Yosemite, grazie all&#8217;opera di personaggi come\u00a0Jeff Ellington e\u00a0Adam Grosowski verso la fine degli anni &#8217;70, che successivamente furono in grado di rivoluzionare ci\u00f2 che era lecito aspettarsi da un bipede in bilico sopra una corda, flessibilmente agile\u00a0sopra i canyon delle aspettative. Resta significativo l&#8217;episodio\u00a0tratto dalla biografia di Grosowski e citato nell&#8217;articolo rilevante di Wikipedia, relativo ad una vecchia foto che lui vide da bambino, di due artisti circensi del 1890 intenti ad eseguire una figura particolarmente complicata: uno in equilibrio su una mano sopra un palo verticale, che mantiene tesa una corda imbullonata su parete. Mentre l&#8217;altro, anch&#8217;esso nella stessa posizione, si mantiene in equilibrio sulla stessa, piegandola in parte col suo peso: una situazione detta in lingua inglese della <em>slacking rope<\/em>, ovvero la &#8220;corda debole, piegata&#8221;.\u00a0Fu allora che lui giur\u00f2 di riprodurre almeno in parte un simile episodio, onde trasformare ci\u00f2 che era rigido e costante, nell&#8217;approssimazione lineare del tipico trampolino elastico, sopra il quale compiere una vasta serie di evoluzioni salterine. E dal suo desiderio messo in pratica, fonte d&#8217;innumerevoli significative imprese, inizi\u00f2 l&#8217;attuale rinascimento del nuovo funambolismo digitalizzato.<br \/>\nE se oggi questi suoi eredi professionali dello Utah, le titolari Moab Monkeys, scelgono di modificare ulteriormente il concetto di un tale sport, collocando proprio nel mezzo delle corde intrecciate l&#8217;improbabile piazzola, questo non andrebbe interpretato come un desiderio di spostarsi oltre, lasciando i predecessori nella polvere del tempo. Si tratterebbe piuttosto, almeno in teoria, di un ulteriore metodo divulgativo. Chi pu\u00f2 davvero dire, vedendo un simile spazio iperboreo, di non avere almeno un vago desiderio di trovarsi l\u00ec?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Scimmia e ragno, scimmia-ragno. Non \u00e8 fatta come il difensore del quartiere, il suo costume rosso-blu con stemma nero che richiama alla visione dell&#8217;ottuplice zampettamento, protagonista di pellicole davvero molto amate. Neanche potr\u00e0 tessere, la nerastra Atelidae pelosa,\u00a0una\u00a0propria appiccicosa tela; a meno che volessimo includere per inferenza, tra i traguardi di quel\u00a0piccolo animale, l&#8217;ultima creazione &#8230; <a title=\"I predatori dell&#8217;amaca volante\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=17017\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su I predatori dell&#8217;amaca volante\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[265,683,330,934,136,118,147],"class_list":["post-17017","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-acrobazie","tag-avventura","tag-costruzioni","tag-funambolismo","tag-invenzioni","tag-sport-estremi","tag-stati-uniti"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17017","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=17017"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17017\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":17026,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17017\/revisions\/17026"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=17017"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=17017"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=17017"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}