{"id":17005,"date":"2015-04-19T07:46:29","date_gmt":"2015-04-19T05:46:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=17005"},"modified":"2015-04-19T08:00:23","modified_gmt":"2015-04-19T06:00:23","slug":"rivoluzione-delle-macchine-inconsuete","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=17005","title":{"rendered":"La rivoluzione delle macchine inconsuete"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=eRPuWVVV7UU\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-17006\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-17006\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/04\/Rotational-golf-cart-500x313.jpg\" alt=\"Rotational golf cart\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/04\/Rotational-golf-cart-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/04\/Rotational-golf-cart.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il coraggio di esserci, provare ci\u00f2 che mai era stato dimostrato prima d\u2019ora: \u00e8 possibile indurre un moto rotativo in un furgoncino elettrico ed erratico, affinch\u00e9 lo spazio necessario per percorrere un chilometro, due, quattordici persino, ammonti grossomodo a quello di una piccola piazzola? L\u2019area rimanente di un parcheggio, la corsia d\u2019ingresso solamente, quella, nello specifico, del parcheggio affiliato al campus dell\u2019University of Loyola, in quel di Chicago Illinois. Visione tolemaica: le apparenze dimostrano con chiarezza innegabile la realt\u00e0 dei fatti: coi piedi saldamente sull\u2019aiuola, siamo fermi ad osservare questa dannata cosa, del cavallo senza cavaliere, il carro privo di un cocchiere, stranamente abbandonata al suo\/nostro destino. Intuizione galileiana: il soggetto del nostro stupore, quel carrello pazzerello, sembra soltanto che si sposti, mentre in effetti \u00e8 il mondo che vi ruota attorno (sar\u00e0 invero applicabile, una simile premessa, al caso qui rappresentato&#8230;) Madornale, Wilkinson. Perfettamente grossolano, degno di una cella in Vaticano. Ci\u00f2 che conta non \u00e8 il moto del contesto, bens\u00ec la ragione delle circostanze. \u00a0Ecco le domande che dobbiamo porci: cosa trasportava quel furgone? Chi lo guidava, qual\u2019erano i suoi sogni e le sue aspirazioni? Perch\u00e9 il primo poliziotto, accorso sulla scena con fervore, invece di aprire semplicemente lo sportello, colpisce il finestrino con il manganello, spaccando quel che non aveva un simile bisogno. Ah. Comprendere i remoti sentimenti di chi si trovi al cospetto di una tale circostanza non \u00e8 facile,\u00a0guardando da lontano. La tremenda frustrazione. L\u2019odio transitorio per gli stolti ed i folli che l&#8217;hanno causata. Come, come, Kingdon Come (Sia Fatto il Tuo Regno) si \u00e8 arrivati ad una simile ingiustizia verso l\u2019uomo e la natura? Quale serie di sfortunati eventi, per usare l\u2019espressione Snicketiana, pu\u00f2 averci condotto a a un tale grado d\u2019eccessiva sofferenza! Mi rivolgo a te, supremo demiurgo degli automi ed i sistemi meccanizzati, Skynet. Ch\u00e8 se pure T. Genysis, l\u2019ennesima iterazione dell\u2019antica saga, dovesse rivelarsi derivativo ed insoddisfacente, poco abbiamo da temere: i segni sono manifesti, i tempi assai maturi. Presto avremo l\u2019occasione di sperimentare sulla nostra pelle quella stessa narrazione di macchine pericolosamente intelligenti, destinate a replicarsi all\u2019infinito. Ed allora chi ci salver\u00e0, dal segno orrendo della fine, tranne\u00a0gli eroici addetti alla sicurezza ed all&#8217;IT management!<br \/>\nIn qualche modo, lungo la sequela dei momenti che compongono quel video, si finisce per assimilare la propria visione a quella degli astanti, i giovani testimoni accidentali che sottolineano la scena con commenti quali \u201cNon ho mai visto niente di simile.\u201d e \u201cQuesta \u00e8 la cosa pi\u00f9 fantastica che mi sia mai capitata!\u201d E beato l\u2019entusiasmo di chi non conosce i casi della vita. Nessuno aspira per la sua carriera futura, a consegnar ciambelle nei diversi bar dell\u2019universit\u00e0. E\/o portare via la spazzatura dei dipartimenti di chimica e di biologia (possiamo soltanto sperare che i furgoni usati per le due mansioni siano differenti!) Eppure il mondo \u00e8 pieno di bisogni, e nulla pu\u00f2 corroborarli meglio, che il sudore della propria fronte. Letterale, qualche volta, o assai pi\u00f9 frequentemente, ai nostri giorni tecnologici e automatizzati, emanazione metaforica del gesto lieve che manovra il meccanismo, preme quel pulsante, ruota il pegno del volante. Preme l\u2019acceleratore e ti trasforma, per un tempo limitato, nell\u2019oggetto e l\u2019ingranaggio di un sistema, due binari della stessa cosa. Apposizione e predicato\u00a0al\u00a0verbo che \u00e8 il verbalizzare: rendere per oggi manifesta l\u2019intenzione collettiva di risolvere un problema. Cos\u00ec, esso \u00e8 stato, per colui che puote(va). Osserviamo dunque un breve attimo di silenzio, per il povero Richardson (tanto per usare un nome di fantasia) questo ormai ex-corriere di certo chiaramente identificabile, cui era stato affidato il compito di far spostare la massa del presente furgoncino, con la qualifica di mini-trasportatore. Che per un caso imprevisto del destino, d\u2019improvviso \u00e8 stato volatilizzato dagli eventi, proprio mentre vigorosamente si appoggiava sul pedale, manovrando per immettersi su quel viale. Non \u00e8 certo colpa tua, mio caro Richardson se quel veicolo, pochi secondi dopo, ha sviluppato un irrefrenabile desiderio di salvarsi dallo stesso orribile destino.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gira e rigira, ritorniamo sempre al nocciolo della questione, quella che determina il ruolo dell\u2019individuo nella societ\u00e0. Se gli strumenti di chi compie il gesto, in quanto tali, siano degni di vedersi attribuire un certo grado di rispetto e dignit\u00e0. Sar\u00e0 poi tanto giusto, guardando l\u2019automobile con ruote consumate, il muletto dalla forca arruginita, esclamare a beneficio di chi li usa quotidianamente: \u201cPer\u00f2, \u2018st\u00f2 arnese ha visto giorni migliori!\u201d Quasi che si possa effettuare facilmente la separazione, tra uomo e macchina, lavoratore e ricettacolo del suo Servire&#8230;Ad uno scopo, s\u2019intende. Far della sua essenza, un bene per la societ\u00e0. Oppure percepire meramente uno stipendio, intervenendo pigramente solo quando necessario, tra una ciambella e l\u2019altra presa presso il bar dell\u2019universit\u00e0! Tra denigrare l\u2019uomo e la macchina, c\u2019\u00e8 soltanto l\u2019animale. Ed \u00e8 difficile dipingere un individuo che detesta il canto degli uccelli, come l\u2019esempio da seguire per l\u2019arricchimento sulla strada della buddhit\u00e0.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=7KvxOuC7Bhc\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-17007\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/04\/Rotational-motor-trowel-500x313.jpg\" alt=\"Rotational motor trowel\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/04\/Rotational-motor-trowel-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/04\/Rotational-motor-trowel.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quale miglior esempio per un simile <em>conundrum<\/em>, di questo particolarmente noto a chi abbia digitato almeno una volta \u201cfunny\u201d o \u201chilarious\u201d nella pallida casella \u201cCerca\u201d di YouTube. La momentanea follia del <em>concrete buffer<\/em> o <em>power trowel<\/em> (la nomenclatura pu\u00f2 variare) ovvero quell\u2019attrezzo motorizzato che si occupa di dare un senso ed un livello alla colata di cemento semi-denso, svolgendo in questo mondo moderno, il c\u00f2mpito che un tempo risolveva la cazzuola. Arnese chiamato in gergo l\u2019elicottero, per il modo in cui le sue pale piatte, funzionalmente equivalenti ad altrettante lame triangolari della tradizione, ruotano vorticosamente sotto l\u2019elemento circolare di una gabbia protettiva, spianando tutto quello che si trova sotto al peso di una simile presenza. Finch\u00e9 non capita, e quel giorno guarda caso capitava, che l\u2019attrezzo si riesca ad incastrare in qualche modo. Forse c\u2019era un sasso in mezzo alla radura? Oppure un grumo gi\u00e0 solidificato, proprio nel suolo semi-liquido del gi\u00e0 prossimo edificio. Perch\u00e9 ci\u00f2 che ne risulta, \u00e8 presto detto: l\u2019oggetto che diventa, nella realt\u00e0 dei fatti, l\u2019approssimazione del veicolo volante di cui sopra. Con una sola pala, per\u00f2 tubolare, metallica, \u00a0pericolosamente vorticante a pochi centimetri da terra. Mentre gli astanti, in qualche modo, devono riuscire a riprendere il controllo della sua grave galoppata.<br \/>\nQuesto video \u00e8 famoso \u00e8 ci sono diversi ottimi motivi: innanzi tutto, la circostanza fuoriesce sufficientemente dal quotidiano, da poter creare nuove connessioni tra i concetti. Premessa che \u00e8 la fonte di presupposto d\u2019umorismo in quanto tale. E poi si giova di quell\u2019antica e fondamentale contrapposizione, tra chi lavora faticando sotto il sole riarso e gli impiegati degli edifici con i vetri a specchio, che impiegando il proprio tempo sopra sedie regolabili, osservano da dentro, al fresco dell\u2019aria condizionata. C\u2019\u00e8 anche da dire che le due voci fuori dal campo dell\u2019inquadratura, con fare scherzoso, riescano ad offrire spunti d\u2019analisi piuttosto interessanti: \u201cGli sta tirando l\u2019acqua per spaventarlo\u201d (In realt\u00e0 si tentava di mandarla nel motore, per farlo spegnere) \u201cOra vogliono accecare il mostro con un telo\u201d (l\u2019obiettivo era creare un miglior appiglio su cui fare forza) \u201cCi sar\u00e0 una decina di persone, perch\u00e9 non cooperano tra loro\u201d (amico, quel coso ruota con la rapidit\u00e0 e il peso di una palla da bowling lanciata verso i 10 birilli, ti ci metti tu, al posto loro?) E le critiche nei commenti! Come nel caso del poliziotto distruttore del suddetto finestrino quando bastava sollevare il mezzo veramente leggerino, le voci si coprono a vicenda per l\u2019impeto e la voglia di lasciare un qualche tipo di segno nella coscienza di chi si \u00e8 dimostrato cos\u00ec lento nel percorrere la strada.<br \/>\nMa la vera domanda da porsi, in effetti, \u00e8 un\u2019altra. Siamo sicuri che gli osservatori estremamente informati, tanto pieni di consigli a posteriori, non siano semplicemente spinti a scrivere da un potente senso d\u2019invidia? Verso chi, per caso o per fortuna, ha un ruolo nella societ\u00e0. Talmente chiaro e definito, da far si che il sopraggiungere di determinate emergenze, per quanto strane o inaspettate, finisca per coinvolgerlo\/i in prima persona. Non per scelta o a seguito della preparazione personale: semplicemente in funzione della sua presenza. Il senso del dovere non \u00e8 un sentimento facile da criticare. Gli errori capitano, ma ancor pi\u00f9 spesso i critici fanno finta di niente. Tornando a battere selvaggiamente sulla tastiera.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il coraggio di esserci, provare ci\u00f2 che mai era stato dimostrato prima d\u2019ora: \u00e8 possibile indurre un moto rotativo in un furgoncino elettrico ed erratico, affinch\u00e9 lo spazio necessario per percorrere un chilometro, due, quattordici persino, ammonti grossomodo a quello di una piccola piazzola? 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