{"id":16991,"date":"2015-04-18T07:50:52","date_gmt":"2015-04-18T05:50:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=16991"},"modified":"2015-04-18T11:13:22","modified_gmt":"2015-04-18T09:13:22","slug":"montagna-sale-ricomincia-camminare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=16991","title":{"rendered":"La montagna senza sale ricomincia a camminare"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/1gSDgZaHvtg\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-16992\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-16994\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/04\/Quick-clay-500x313.jpg\" alt=\"Quick clay\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/04\/Quick-clay-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/04\/Quick-clay.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pare l&#8217;effetto speciale di un film catastrofico, oppure in alternativa, il risveglio di un mostruoso Leviatano. Eppure si tratta di un fenomeno scientifico chiaramente dimostrabile, che pur appartenendo alla sfera della geologia, parte da una reazione chimica cos\u00ec semplice e basilare da potersi configurare come l&#8217;ultima pagina di un libro di ricette: la Peppina fa il caff\u00e8. Che nella canzone, fra tutti gli ingredienti menzionati, mancava il pi\u00f9 classico collante usato dai bambini che vogliono fare i cuochi svalvolati: la comune terra raccolta ai giardinetti, un ammasso granulare, grossomodo solido, che pu\u00f2 cambiare da uno stato all&#8217;altro sulla base dell&#8217;aggiunta fluidificatrice d&#8217;acqua, trasparente rito di passaggio verso la pi\u00f9 metaforicamente gustosa, ma\u00a0nei fatti del tutto\u00a0imbevibile, conseguenza della moka posta sopra quei\u00a0fornelli plasticosi. Ma non c&#8217;\u00e8 nulla di simulato, nella scena qui catturata grazie all&#8217;uso del cellulare d&#8217;ordinanza ad opera di\u00a0Alexander Giniyatullin, abitante della cittadina ad accesso limitato Zarechny, nell&#8217;Oblast di Penza, Russia sud-occidentale. Un luogo che si trova, allo stato dei fatti attuale, estremamente lontano dalle coste di qualsiasi specchio d&#8217;acqua significativo. Eppure in parte poggia, come\u00a0del resto buona parte dei paesi europei ed americani al di sopra di una certa latitudine, presso\u00a0delle terre che diecimila\u00a0anni fa, durante l&#8217;ultima grande glaciazione, furono del tutto ricoperte\u00a0dalle acque degli oceani sconfinati. Immaginate, volendo mantenere il termine di paragone culinario, il peso specifico\u00a0di un cubetto di ghiaccio dentro a una bevanda. Finch\u00e9 integro, appena estratto dal surgelatore, tale elemento rester\u00e0 saldamente collocato presso il fondo del bicchiere. Per poi sciogliersi gradualmente, diminuendo la sua massa ed iniziando infine\u00a0a galleggiare. Ora, \u00e8 grossomodo questo\u00a0ci\u00f2\u00a0che accadde\u00a0su scala planetaria, per il lungo periodo, destinato ad esaurirsi\u00a0solamente attorno ai primi timidi passi\u00a0della civilt\u00e0 egizia, quando ancora i mammut camminavano sul suolo dei paesi della Scandinavia giusto all&#8217;altro lato dello spazio geografico d&#8217;allora. Territorio cge\u00a0riusciva a presentarsi in uno stato alquanto differente dal presente: perch\u00e9 il peso di una calotta artica notevolmente pi\u00f9 estesa rispetto ad oggi, in tardivo corso di scioglimento, favoriva il fenomeno della depressione isostatica, ovvero l&#8217;effettivo abbassamento delle terre emerse, finch\u00e9 il mare pot\u00e9 ricoprirle, modificando la composizione chimica del suolo. Un mutamento significativo e duraturo, eppure tutt&#8217;altro che eterno. Nulla, del resto, pu\u00f2 davvero dirsi tale.<br \/>\nCos\u00ec ci ritroviamo, in questa scena risalente al primo del mese, presso una strada non meglio definita di quello che fu uno dei principali centri nevralgici industriali dell&#8217;Unione Sovietica. Un luogo pieno di fabbriche, centrali nucleari\u00a0ed addirittura, secondo credenze piuttosto diffuse, gli stessi stabilimenti presso cui venivano assemblate le armi atomiche durante tutto il periodo della guerra fredda. Che scenario&#8230;Consigliabile, per una frana! E che strano esempio, questo, di una tale cosa&#8230;Pare di assistervi direttamente assieme al giovane testimone\u00a0improvvisato. L&#8217;intera collina che lentamente si mette in moto, con fare placido dapprima, poi maggiormente rapido e virulento. La lieve pendenza del paesaggio, tutt&#8217;altro che significativa, non fa che enfatizzare il moto surreale di un simile sommovimento, tutt&#8217;altro che rapido e frutto di cause che possano dirsi chiare. Una valanga, in quanto tale, non \u00e8 ardua da comprendere: la neve sta su, finch\u00e9 gli pare. Nessuno avrebbe alcun dubbio:\u00a0un&#8217;improvvisa vibrazione\u00a0pu\u00f2 bastare a mettere in moto\u00a0le masse biancastre verso il fondovalle, per il semplice effetto della gravit\u00e0 contingente.<br \/>\nMentre, che differenza. Ecco qui una massa di terra all&#8217;apparenza millenaria, che l\u00ec era rimasta attraverso innumerevoli cicli stagionali, senza mai mostrare l&#8217;intenzione di tradire l&#8217;uomo. Addirittura vi poggiavano i pali della luce, che all&#8217;improvviso rimettersi in moto delle circostanze, diventano come stuzzicadenti sovradimensionati, stritolati dalle fauci incomparabili della natura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il paesaggio scorre con le tipiche movenze di un fluido cosiddetto non newtoniano. Ovvero che dimostri, in alternanza, le caratteristiche di un solido e di un liquido e che c&#8217;\u00e8 di strano? Innanzi tutto, la massima parte di tale imponente materia ha giusto attraversato tale soglia di trasformazione, e poi c&#8217;\u00e8 da dire che il suo dorso, erboso e ricoperto di detriti, pu\u00f2 tranquillamente rientrare nella categoria della terra comune, priva di caratteristiche ulteriori. Ed \u00e8 proprio questo, l&#8217;aspetto pi\u00f9 terribile della fonte di questo disastro: l&#8217;argilla mobile, o <em>quick clay<\/em>\u00a0o argilla di Leda, come usano chiamarla nel distante Canada, chiss\u00e0 poi perch\u00e9, che giace quieta sotto la coscienza collettiva. L&#8217;unico mezzo per rilevarlo \u00e8 un approfondito carotaggio da parte della compagnia di costruzione, passaggio spesso subordinato all&#8217;acquisizione di un terreno ben sfruttabile dal punto di vista commerciale. Finch\u00e9 un giorno&#8230;.<br \/>\nLa sua nascita, come dicevamo, risale all&#8217;epoca dei ghiacci quasi eterni, quando un&#8217;abbassamento delle terre emerse, gradualmente, permise all&#8217;acqua ionizzata degli oceani di permeare in parte\u00a0le attuali fondamenta della civilt\u00e0.\u00a0L&#8217;argilla, tipologicamente, \u00e8 un corpus di sedimenti non litificati (affini alle rocce dure) i cui granuli risultano inferiori ai 2 nanometri di dimensioni. L&#8217;estrema friabilit\u00e0 di una simile sostanza, come ben sa chiunque abbia conosciuto l&#8217;abbraccio letale delle sabbie mobili o la gioia della plasmazione di ceramiche, non la rende assolutamente adatta al calpestio, n\u00e9 tanto meno, all&#8217;edificazione di costrutti architettonici o stradali. E questi due mondi, invero, mai s&#8217;incontrerebbero, se non fosse per l&#8217;effetto avuto da quel sale di migliaia d&#8217;anni a questa parte!<\/p>\n<figure id=\"attachment_16992\" aria-describedby=\"caption-attachment-16992\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/uvsWQd-AWEE\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-16992\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-16992 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/04\/Quick-clay-3-500x313.jpg\" alt=\"Quick clay 3\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/04\/Quick-clay-3-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/04\/Quick-clay-3.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-16992\" class=\"wp-caption-text\">NaCl, perch\u00e9 sei tu, NaCl? Baciamoci ancora, per l&#8217;ultima volta.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco l&#8217;esperimento condotto da un&#8217;altro ragazzo russo, Zbigniew Rozynek, e facilmente riproducibile in contesti casalinghi (si consiglia l&#8217;uso di una tovaglietta abbastanza\u00a0larga per\u00a0salvare il piano della cucina). Costui, che si era precedentemente procurato un panetto d&#8217;argilla semi-solido in forma di barattolo, probabilmente ad uso scultoreo, vi applica una pressione uniforme attraverso l&#8217;impiego di uno strumento cilindrico e svasato. Ci\u00f2 che avviene, al disfarsi dell&#8217;insieme\u00a0terroso oggetto della sua pressione, \u00e8\u00a0un collasso complessivo della struttura delle particelle marroncine, frutto di un legame chimico, duraturo eppure tenue, intenzionalmente indotto in fase di confezionamento. Quindi, viene il bello: lui che aggiunge, con fare spontaneo, un paio di cucchiai di comune sale da cucina all&#8217;impasto, poi lo mescola e lo vede ritornare denso, come da principio. Un fenomeno non dissimile a quello verificatosi nell&#8217;attuale sottosuolo circostante Zarechny, grazie alla naturale mescolanza d&#8217;acque saline e argilla sedimentaria pre-esistente.\u00a0E dalla portata tanto significativa, da essere riuscito a costituire un vero e proprio contesto\u00a0paesaggistico,\u00a0piuttosto diffuso\u00a0in Russia, nel Nord-America e in buona parte del Nord-Europa. Ma pu\u00f2 bastare molto poco per innestare un crollo inarrestabile: un leggero terremoto, l&#8217;applicazione di un peso strutturale eccessivo, persino la graduale infiltrazione delle precipitazioni atmosferiche, che gradualmente dissolvono il legame tra l&#8217;argilla e il sale. Le frane causate dall&#8217;argilla mobile sono diverse da quelle tradizionali. Meno prevedibili, generalmente molto estese, in grado di verificarsi anche in assenza di rilievi significativi. La massa incommensurabile di terra che avanza, per l&#8217;effetto del suo stesso peso, ricorda la scena stranamente rallentata di un deragliamento\u00a0ferroviario. Con l&#8217;uomo al posto dell&#8217;ultimo vagone, ancora ben saldo sopra le rotaie, ma gi\u00e0 condannato a far la fine della rapida locomotiva.<\/p>\n<figure id=\"attachment_16993\" aria-describedby=\"caption-attachment-16993\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/3q-qfNlEP4A\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-16993\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-16993 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/04\/Quick-clay-2-500x313.jpg\" alt=\"Quick clay 2\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/04\/Quick-clay-2-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/04\/Quick-clay-2.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-16993\" class=\"wp-caption-text\">The Quick Clay Landslide at Rissa &#8211; 1978<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;evento pi\u00f9 celebre di una frana simile\u00a0resta ad oggi quello verificatosi presso la localit\u00e0 norvegese Rissa, nel distante 1978, in parte per l&#8217;estensione, ma anche e soprattutto grazie al caso fortuito della presenza di un cineamatore, dotato di avveniristica 8mm, che ebbe modo di riprendere l&#8217;intero svolgersi della scena. Diventando nei fatti l&#8217;antesignano dei tanti <em>publisher<\/em> odierni di YouTube, sempre pronti a puntare il proprio obiettivo verso l&#8217;ultima, incredibile e impensabile disgrazia del momento. Grazie alla sua opera, ancora oggi apprezzabile per l&#8217;ottima capacit\u00e0 d&#8217;inquadrare il soggetto, bench\u00e9 piuttosto mossa e priva di contrasto, l&#8217;istituto inglese geotecnico NGI realizz\u00f2 nel 1981 un documentario estremamente dettagliato, che ad oggi contiene una delle disanime\u00a0pi\u00f9 complete del fenomeno dell&#8217;argilla mobile, per lo meno tra quelle che siano liberamente disponibili online. Presso la cittadina citata, che si trova a pochi chilometri dal fiordo di Trondheim e dall&#8217;omonimo centro urbano tra i maggiori della Norvegia settentrionale, in uno spazio sito tra l&#8217;oceano ed uno dei molti laghi di quella regione, il Botn. Un aspetto particolarmente preoccupante del suolo soggetto a questo tipo di frane \u00e8 che non soltanto la sua natura subdola risulta essere poco apparente, ma la composizione chimica che lo caratterizza tende a renderlo estremamente fertile, portando spesso\u00a0a costruirci sopra aziende agricole di vario tipo. E cos\u00ec era successo presso la valle antistante Rissa, dove un certo numero di piccole fattorie, collegate tra loro da una fitta rete di stradine, poggiava a sua insaputa sopra un territorio\u00a0ad orologeria. Avvenne cos\u00ec, il 4 settembre di quell&#8217;anno sfortunato, che uno dei proprietari terrieri avesse ben pensato di ampliare la sua abitazione, e iniziando a scavare per poter poggiare le fondamenta della nuova ala, fece deporre il terreno smosso proprio presso gli argini del lago Botn. Una pessima idea, a posteriori! Perch\u00e9 fu proprio quell&#8217;aggiunta improvvisa di peso, la causa scatenante di una reazione a catena che avrebbe coinvolto l&#8217;intera pianura, presto destinata a scivolare via come nel gioco di un bambino. Le riprese ricordano quelle del recente evento russo, ma su scala molto superiore. Intere case ruotano su loro stesse, muovendosi a velocit\u00e0 piuttosto sostenute. Alberi, granai, magazzini, strade: nulla resiste alla spinta dell&#8217;argilla, che una volta messa in moto pu\u00f2 fermarsi solo al raggiungimento di uno spazio assolutamente pianeggiante. L&#8217;evento in questione, a differenza di altre simili frane, port\u00f2 ad un singolo decesso, bench\u00e9 fu necessario, successivamente far saltare in aria il lato della collina, per smuovere il resto della materia ancora non liquefatta.<br \/>\nRussia 2015, Norvegia 1978: due tappe di un percorso estremamente lungo. L&#8217;argilla mobile si annida sotto le montagne ponderose che noi diamo per scontate, dall&#8217;epoca\u00a0in cui la prima Peppina fece il suo caff\u00e8 di terra ed ali di lepidottero parecchio sfortunato. Ma come si dice, pu\u00f2 bastare il battito di un&#8217;ala di farfalla all&#8217;altro lato della Terra, per scatenare uno Zecchino d&#8217;Oro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pare l&#8217;effetto speciale di un film catastrofico, oppure in alternativa, il risveglio di un mostruoso Leviatano. Eppure si tratta di un fenomeno scientifico chiaramente dimostrabile, che pur appartenendo alla sfera della geologia, parte da una reazione chimica cos\u00ec semplice e basilare da potersi configurare come l&#8217;ultima pagina di un libro di ricette: la Peppina fa &#8230; <a title=\"La montagna senza sale ricomincia a camminare\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=16991\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su La montagna senza sale ricomincia a camminare\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[933,932,194,608,116,78,71],"class_list":["post-16991","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-argilla","tag-frana","tag-geologia","tag-norvegia","tag-russia","tag-scienza","tag-storia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/16991","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=16991"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/16991\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":17004,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/16991\/revisions\/17004"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=16991"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=16991"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=16991"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}