{"id":16937,"date":"2015-04-13T07:57:08","date_gmt":"2015-04-13T05:57:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=16937"},"modified":"2015-04-13T08:08:21","modified_gmt":"2015-04-13T06:08:21","slug":"luomo-dei-ghiacci-si-preso-bambolina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=16937","title":{"rendered":"L&#8217;uomo dei ghiacci si \u00e8 preso una bambolina"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/3ibO1QHRQQE\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-16938\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-16940\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/04\/Apetor-500x313.jpg\" alt=\"Apetor\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/04\/Apetor-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/04\/Apetor.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Evoluzione, trasformazione. Cos&#8217;\u00e8 l&#8217;inverno, tranne un&#8217;illusione? Ce lo dimostra l&#8217;atteso ritorno di Apetor, \u00a0il norvegese che non teme il gelo, gi\u00e0 stimato autore di una lunga serie di video-avventure in mezzo alle acque torbide\u00a0selezionate, di volta in volta, tra la vasta serie dei laghi del suo gran paese. Tra 450.000 diverse possibilit\u00e0, tutte egualmente tonificanti per lo spirito ed il corpo, stavolta ha scelto proprio te. Holmfoss vicino la citt\u00e0 di Larvik, a pochi chilometri dalle coste sul Mare del Nord.\u00a0Per poter nuovamente mettere da parte i suoi vestiti, la telecamerina, i freni inibitori degli altri esseri a\u00a0sangue caldo. Probabilmente nulla potr\u00e0 mai fermarlo, tranne il sopraggiungere improvviso dell&#8217;ipotermia. E persino\u00a0quella, ad ogni successivo exploit, appare sempre pi\u00f9 improbabile e lontana, almeno quanto i tetti spioventi dell&#8217;ormai dimenticata civilt\u00e0. Quest&#8217;oggi, una sorpresa: per la prima volta e quasi accidentalmente, compare\u00a0un pupazzetto a fargli compagnia. Di certo Nulla, sar\u00e0 pi\u00f9 lo stesso!<br \/>\nSecondo il sito collaborativo TvTropes, spesso citato a margine di discussioni internettiane sulla narrativa di genere, \u00e8 del tutto naturale che determinati personaggi tendano ad acquisire connotazioni sempre pi\u00f9 estreme, soprattutto con il proseguire di una serie troppo lunga di puntate. Questo processo, per antonomasia simpsoniana (quale miglior esempio dei gialli\u00a0abitanti dell&#8217;eterna Springfield) viene identificato con il nome di flanderizzazione, dal caso del baffuto vicino di casa della famigliola in questione, il devoto cristiano evangelico Ned Flanders. Una figura rimasta\u00a0per anni sullo sfondo e utilizzata occasionalmente allo scopo di far da contrappunto per le gozzoviglie di Homer, personificazione degli istinti\u00a0basici\u00a0dell&#8217;ipotetico americano medio: birra,\u00a0cibo spazzatura, facilit\u00e0 all&#8217;ira, desiderio d&#8217;arricchirsi senza faticare. In tale configurazione cautelativa, quasi moralista, la devozione di quell&#8217;altro alla sua moglie ed ai due figli poteva essere interpretata come assolutamente benevola e sincera, bench\u00e9 sostenuta da una punta appena rilevante di marcato\u00a0fanatismo religioso, e indicativa di un senso di rispetto da parte degli sceneggiatori verso\u00a0quella media borghesia\u00a0repubblicana\u00a0che volevano ridicolizzare, ma con\u00a0gusto e\u00a0moderazione. And\u00f2 avanti in questo modo per due, tre, quattro stagioni del <em>cartoon<\/em>.<em>\u00a0<\/em>Finch\u00e9 gradualmente, con l&#8217;esaurirsi degli argomenti\u00a0ragionevolmente traducibili in peripezie pi\u00f9 o meno divertenti, la trama della puntata-tipo prese ad assumere una piega differente. \u00c8 un rischio sempre presente per chi fa della satira, la sua carriera: gradualmente si finiscono per esasperare i tratti immediati\u00a0del proprio messaggio originario, finendo necessariamente per spingersi sempre pi\u00f9 lontano. Il che, unito al modo in cui l&#8217;<em>iter<\/em> del secondo cartone animato pi\u00f9 lungo al mondo (il primo ad oggi resta Doraemon, il gatto robot\u00a0giapponese) preveda da sempre\u00a0un progressivo ispessimento caratteriale di qualsivoglia figura che fosse dotata di due braccia e\/o gambe, inclusi conoscenti soltanto occasionali dei portatori del cognome titolare, ha continuato ad aggiungere strati progressivi di follia. Il Flanders che ha iniziato a profilarsi negli anni 2000, rimasto vedovo a seguito di un incidente, si \u00e8 progressivamente trasformato in un ossessivo-compulsivo che indottrina ad ogni occasione\u00a0i propri pargoli con brani ed episodi tratti dalla bibbia, mentre reprime se stesso attraverso l&#8217;impiego di un linguaggio fatto di bizzarre ripetizioni dello stesso termine, ormai diventato rappresentativo almeno quanto la coniugazione del verbo &#8220;puffare&#8221; negli antichi gnomi dalla casa a fungo della belga\u00a0Dupuis. La sua vicenda, meramente collaterale di una lunga spirale discendente qualitativa del cartone, \u00e8 un monito per tutti quelli che vorrebbero prolungare a dismisura determinate opere d&#8217;ingegno commerciali, piuttosto che farle finire quando sono all&#8217;apice, in una gelida e gloriosa implosione d&#8217;inverno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel frattempo, che differenza! Dall&#8217;altro capo dell&#8217;Atlantico, nella pur anglofona terra d&#8217;Albione, i migliori serial televisivi tendono a durare una manciata di puntate, per\u00f2 ciascuna memorabile per ottime ragioni. E dev&#8217;esserci un&#8217;ottima ragione, alla fine, se ancora adesso ritrasmettono gli stessi <em>sketch<\/em> di Mr. Bean! Uno strano individuo tipologico quello, che tutto poteva sembrare tranne un protagonista, eppure riusciva a diventare un vero e proprio eroe, grazie alle bizzarre circostanze che speriment\u00f2 nel corso di appena 15 episodi e un paio di film, praticamente un soffio, rispetto alle interminabili peripezie\u00a0degli iper-sfruttati gialloni americani. E\u00a0fu nel contesto minimalista di simili\u00a0brevi vicende, che un semplice orsacchiotto di peluche, marrone come un chicco di caff\u00e8,\u00a0divent\u00f2\u00a0un <em>sidekick<\/em> degno dei migliori racconti supereroistici, alla stregua di un moderno Robin o Sancho Panza, talvolta usato come pegno infantile d&#8217;affetto, altre trasformato in punto cardine dell&#8217;intero racconto.<br \/>\nDi certo non poteva, questo incredibile antesignano norvegese, starsene fermo a guardare senza fare un adeguato gesto d&#8217;omaggio e imitazione, cos\u00ec perfettamente personificato dal nuovo vermiglio acquisto, per di pi\u00f9 dotato di vistosa collana bianca intessuta\u00a0all&#8217;uncinetto. E per chi non avesse colto il riferimento:<\/p>\n<figure id=\"attachment_16939\" aria-describedby=\"caption-attachment-16939\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/EF1V8HFfpTE\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-16939\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-16939 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/04\/Apetor-2-500x313.jpg\" alt=\"Apetor 2\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/04\/Apetor-2-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/04\/Apetor-2.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-16939\" class=\"wp-caption-text\">Nella sua quarta escursione, Apetor superava se stesso. Pattinando sopra il lago ghiacciato ci finiva dentro in modo apparentemente accidentale, quindi, grazie all&#8217;uso di una sega elettrica, ne ricavava una sorta di ghirlanda, subito indossata con fare entusiasta\u00a0sopra le sue spalle nude.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Apetor \u00e8 molto pi\u00f9 che il suo peluche. Anzi, quella rossiccia presenza cucita a maglia, che compare cos\u00ec all&#8217;improvviso nell&#8217;ultimo video non lo rappresenta neppure quanto l&#8217;inseparabile bottiglia di vodka, compagna di tante avventure sopra e sotto lo zero atmosferico spaccato.<br \/>\nIl nuoto cosiddetto invernale, fatto oggetto negli anni di una sincera promozione ad opera dei molti appassionati nei paesi nordici, viene considerata un&#8217;attivit\u00e0 benefica e tutt&#8217;altro che pericolosa. Il punto, in effetti, \u00e8 che il corpo umano pu\u00f2 facilmente tollerare simili temperature per un tempo di fino a 30 minuti, e dunque nulla veniva considerato pi\u00f9 utile al raggiungimento di uno stato di coscienza superiore, che abbandonarsi alla pratica finlandese o estone dell&#8217;<em>avantouinti,\u00a0<\/em>dopo un ragionevole soggiorno nella sauna tipica di quei paesi. L&#8217;unico rischio resta quello d&#8217;imbattersi in acque salate a nostra insaputa, dove l&#8217;alto contenuto di sodio potrebbe aver interdetto la solidificazione, con conseguente raggiungimento di temperature anche molto al di sotto dello zero. Fu proprio cos\u00ec che Lewis Gordon Pugh, ecologista e noto praticante di questo sport, sub\u00ec nel 2007 i principi di un congelamento presso il Circolo Polare Artico, che gli costarono un intero anno di recupero. Anche negli Stati Uniti ci si getta\u00a0fra i\u00a0ghiacci eterni dell&#8217;Alaska, in genere per beneficenza: le\u00a0associazioni che organizzano simili eventi prendono il nome di Polar Bear Clubs e prevedono l&#8217;immersione occasionale seguita da una gara di resistenza, senza il compiere il vero e proprio gesto del nuotare.\u00a0Nel frattempo in Russia, da che si \u00e8 diffusa tra i popoli una particolare\u00a0tradizione Ortodossa dell&#8217;Epifania, tutti gli anni vengono praticati dei fori sulla superficie degli specchi d&#8217;acqua ghiacciati, affinch\u00e9 i devoti possano immergersi esattamente tre volte, come fece Ges\u00f9 ricevendo da Giovanni il battesimo nell&#8217;acqua del fiume Giordano. Bench\u00e9, va detto, ad una temperatura molto differente. Ma cosa sarebbe la devozione religiosa, senza il giusto grado di abnegazione e il superamento dei limiti naturali, confidando nella forza imperitura della fede? Qualche graffio sulle ginocchia non \u00e8 nulla, rispetto alla soddisfazione di aver fatto ancora un volta il proprio dovere dinnanzi al cosmo la natura ed i delfini (42).<\/p>\n<figure id=\"attachment_16938\" aria-describedby=\"caption-attachment-16938\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/skMDt_cy1AM\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-16938 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/04\/Apetor-3-500x313.jpg\" alt=\"Apetor 3\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/04\/Apetor-3-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/04\/Apetor-3.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-16938\" class=\"wp-caption-text\">La vasca in mezzo alla foresta \u00e8 un altro personaggio ricorrente dell&#8217;operativit\u00e0 di questo atipico filmmaker. In tutto questo c&#8217;\u00e8 un chiaro simbolismo di critica alla condizione moderna, nevvero?<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al di l\u00e0 di simili considerazioni ideologiche pi\u00f9 o meno rilevanti, una cosa resta certa: questo \u00e8 un uomo che sente\u00a0le voci. E quel richiamo, che si origina al di sotto della superficie semi-solida, lui non \u00e8 disposto a lasciarlo inascoltato. Il suo Norwegian Wood, quel simbolico legno di mobili della sua amica\/amante\u00a0verso cui alludeva\u00a0John Lennon nella sua canzone, nel suo caso va inteso nel senso maggiormente letterale che volle scegliere Haruki Murakami, nell&#8217;omonimo romanzo post-moderno: una foresta futuribile, all&#8217;interno della quale riscoprire nuove strade d&#8217;interazione con gli elfi e i troll di antiche tradizioni. E se davvero il mattino ha l&#8217;oro in bocca, come si usa dire, chi pu\u00f2 dire quante monetine ti ha lasciato il Leprecauno, sulla lingua intirizzita dal bisogno di apparire&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Evoluzione, trasformazione. Cos&#8217;\u00e8 l&#8217;inverno, tranne un&#8217;illusione? Ce lo dimostra l&#8217;atteso ritorno di Apetor, \u00a0il norvegese che non teme il gelo, gi\u00e0 stimato autore di una lunga serie di video-avventure in mezzo alle acque torbide\u00a0selezionate, di volta in volta, tra la vasta serie dei laghi del suo gran paese. 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