{"id":16906,"date":"2015-04-10T08:07:45","date_gmt":"2015-04-10T06:07:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=16906"},"modified":"2015-04-10T08:07:45","modified_gmt":"2015-04-10T06:07:45","slug":"bicchierino-whisky-larte-giapponese-ghiaccio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=16906","title":{"rendered":"Un bicchierino di whisky e l&#8217;arte giapponese del ghiaccio"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/VAAnyUjiNGs\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-16907\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-16914\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/04\/Suntory-3D-rocks-500x313.jpg\" alt=\"Suntory 3D rocks\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/04\/Suntory-3D-rocks-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/04\/Suntory-3D-rocks.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una buona iniziativa pubblicitaria, soprattutto ai nostri tempi altamente digitalizzati, dovrebbe funzionare su almeno due livelli: ci\u00f2 che si mostra e quello che viene implicato, ovvero l&#8217;associazione d&#8217;idee che si vuole indurre\u00a0per creare l&#8217;immagine del proprio\u00a0prodotto. Un tipo di\u00a0risultato, questo, tutt&#8217;altro che facile da perseguire, visto che se gi\u00e0\u00a0il concetto di bello \u00e8 per sua natura tendenzialmente\u00a0soggettivo, tanto maggiormente risulta esserlo il complesso e variegato sistema di metafore che costituisce il repertorio culturale di un popolo, ed invero, addirittura di uno specifico <em>target<\/em>, il destinatario collettivo dell&#8217;iniziativa di turno. Dunque, all&#8217;inaugurazione della sua ormai famosa campagna 3D on the Rocks, la grande compagnia di bevande Suntory dev&#8217;essersi chiesta: &#8220;Chi, davvero, beve il whisky giapponese? Chi sceglie un prodotto creato negli anni &#8217;20 con lo specifico scopo d&#8217;imitarne un altro, vecchio di secoli?&#8221; Un prodotto poi diventato paragonabile a quello stesso, oppure talvolta superiore, grazie a oltre un secolo di perfezionamenti faticosamente coltivati\u00a0sul suolo tiepido di appena una decina di distillerie. Laddove in Scozia, contemporaneamente, ve n&#8217;erano centinaia&#8230;Sembra quasi di vederli, riuniti attorno ad un tavolo, i creativi\u00a0dell&#8217;agenzia\u00a0TBWA Hakuhodo Tokyo, prima propositrice di una tale\u00a0piccola follia:\u00a0l&#8217;imprescindibile sezione di <em>brainstorming,\u00a0<\/em>in cui tutti propongono, si confrontano, fanno cozzare i reciproci metodi operativi. Dev&#8217;esserci l&#8217;estetica della purezza, dice qualcuno, magari una scultura. L&#8217;immagine dominante idealmente\u00a0risulter\u00e0 nazionale, come i fiori di ciliegio o il grande Buddha di Kamakura, aggiunge il collega. E infine, forse da un&#8217;insigne manager, o magari dall&#8217;ultimo assunto, cos\u00ec fortunato gi\u00e0 nei primi giorni della sua carriera, la risposta all&#8217;esigenza fondamentale: &#8220;Dovremmo associare il whisky dei nostri clienti alla bevanda pi\u00f9 giapponese che esista, ovvero il t\u00e8 con il suo sistema di valori.&#8221; E per vie traverse, grazie ad una fantastica illusione architettonica, proprio cos\u00ec e stato.<br \/>\nIn un bicchiere, campeggiante su di un glorioso fondo nero, si versa il fluido ambrato prodotto dai cereali\u00a0ammostati, cotti e poi mescolati con\u00a0l&#8217;alcol che gli antichi chiamavano <em>acqua vitae<\/em>, o in gaelico, la lingua scozzese per eccellenza,\u00a0<em>uisge beatha<\/em>:<em>\u00a0<\/em>la linfa vitale. Da cui\u00a0<i>uskebeaghe,\u00a0<\/i><i>usquebaugh\u00a0<\/i>ed infine il termine corrente, che alcuni scrivono wisk(e)y, per una disputa mai risolta in merito alla presenza di quella sgradita vocale. Ma sul fondo del bicchiere, una sorpresa: il gelido tetto a punta\u00a0del tempio Zen pi\u00f9 celebre al mondo, quel Kinkaku-ji\u00a0(Padiglione d&#8217;Oro, dalla lucente\u00a0colorazione del suo tetto)\u00a0o\u00a0Rokuon-ji (Tempio del Giardino dei Cervi) che costituisce ad oggi il pi\u00f9 fervido\u00a0punto espressivo dell&#8217;arte d&#8217;epoca Muromachi (1337-1573) nonch\u00e9 punto d&#8217;incontro, simbolico e letterale, tra modi radicalmente diversi di vedere il mondo. Tre di essi, ciascuno rappresentato da un piano del tempio, verso il raggiungimento di uno stato di preparazione ulteriore: lo stile\u00a0<em>shinden-zukuri<\/em> dei nobili d&#8217;epoca Heian, il <em>buke-zukuri<\/em> della nuova aristocrazia guerriera e lo <em>zensh\u016b-butsuden-zukuri<\/em>,\u00a0mutuato direttamente dalle istituzioni buddhiste del continente.\u00a0Si trattava di un\u00a0magnifico reliquiario, sostanzialmente, all&#8217;interno del quale constatare l&#8217;esistenza del Buddha ed al tempo stesso, in qualche modo aprire la mente per celebrarlo.<br \/>\nEd \u00e8 qui che si arriva al discorso della pubblicit\u00e0 della Suntory, un&#8217;associazione fondata sul percorso della disciplina dei monaci, che fin dall&#8217;epoca della trasformazione in tempio\u00a0di questo edificio, voluta dal terzo shogun Ashikaga, Yoshimitsu (regno:\u00a01368\u20131394) si occupavano di custodire e mantenere in salute lo splendido giardino\u00a0circostante, inclusivo del suo culmine pi\u00f9 rilevante: una piccola casupola, parzialmente dismessa, ove recarsi per sorseggiare tra le opere d&#8217;arte.<br \/>\nUna buona casa da t\u00e8, per sua imprescindibile natura, non avr\u00e0 foglie d&#8217;oro presso le tegole, n\u00e9 alcun tripudio d&#8217;opere pittoriche o scultoree. Soltanto un rotolo appeso, generalmente del genere calligrafico, forse una pianta in un angolo, grandi aperture nelle pareti, finalizzate alla contemplazione della natura. E poi, ovviamente, gli attrezzi necessari per preparare la bevanda, sia questa analcolica, oppure.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Modernit\u00e0: cambiamento. Nessuna teiera di preziosa ceramica, ormai consumata dall&#8217;uso. Niente ciotole conformi all&#8217;estetica Zen, ci\u00f2 a dire, imperfette nella forma, asimmetriche o addirittura vistosamente rimesse assieme alla bene e meglio, dopo una sfortunata caduta (si \u00e8 sempre ritenuto che l&#8217;austerit\u00e0 dei mezzi aiutasse a raggiungere l&#8217;illuminazione, ma nessuno pensava che un monaco pazzo, nel 1950, avrebbe bruciato tutto quanto!) Chi ha tempo, nel Giappone ultra-tecnologico dei nostri giorni, per simili prassi spirituali? Mettere il Kinkaku-ji in un bicchiere comporta un messaggio preciso. Tutto quello che \u00e8 venuto prima, noi lo facciamo piccolo e cristallino. L&#8217;abbiamo dominato, quel vecchio sentiero di foglie autunnali, fino alle estreme conseguenze di un inverno dei fatti, la gelida sostanza che raffredda il gustoso, bruciante\u00a0fluido scozzese. Il t\u00e8 del giardino Zen, che ancora prima che un sapore \u00e8 una purissima idea, pu\u00f2 facilmente sopravvivere all&#8217;influenza straniera, corroborarsi della trasformazione all&#8217;interno di colossali alambicchi e all&#8217;imbottigliamento industriale. Basta guardarlo con occhi appropriati.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/UVHV-6qZlcQ\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-16907\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-16913\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/04\/Suntory-3D-rocks-2-500x313.jpg\" alt=\"Suntory 3D rocks 2\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/04\/Suntory-3D-rocks-2-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/04\/Suntory-3D-rocks-2.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quindi, al di l\u00e0 del messaggio, che come dicevamo \u00e8 certamente soggettivo, ci\u00f2 che resta sono i valori estetici di un&#8217;ottima creazione pubblicitaria, pericolosamente vicina all&#8217;arte. La\u00a0TBWA, per mettere in pratica la sua complessa visione del ghiaccio scultoreo, ha schierato una macchina profilatrice CNC del tipo comunemente usato per produrre in serie componenti di pietra o metallo,\u00a0per\u00f2 accuratamente raffreddata, affinch\u00e9 il ghiaccio non si sciogliesse del tutto. I due video internettiani\u00a0prodotti per lanciare la campagna, tutt&#8217;ora disponibili sul canale YouTube della Suntory, mostravano la realizzazione del gi\u00e0 citato tempio ed un piccolo astronauta, certamente meno\u00a0carico dal punto di vista tematico ma pur sempre grazioso.<br \/>\nL&#8217;iniziativa, inoltre, \u00e8 stata corredata <a href=\"http:\/\/3drocks.jp\/en\/\" target=\"_blank\">di un sito web multilingue<\/a>, presso cui inviare le proprie creazioni digitalizzate tridimensionali (si consigliava l&#8217;impiego del software gratuito\u00a0Autodesk 123D) per una successiva realizzazione da parte del magico macchinario, e nel caso dei pezzi migliori addirittura la messa in mostra del cubetto di ghiaccio finito, in occasione di un evento organizzato dalla compagnia. Idea estremamente riuscita, questa, che \u00e8 valsa alla campagna un grado d&#8217;interazione sui <em>social networks<\/em> assolutamente senza precedenti nel campo delle bevande alcoliche, nonch\u00e9 la possibilit\u00e0 di realizzare graziosi piccoli capolavori, spesso\u00a0basati sulle propriet\u00e0 intellettuali di altre realt\u00e0 commerciali, come uno squalo particolarmente spielbergiano, Godzilla, Super Mario, Batman e perch\u00e9 no, anche qualche figura pi\u00f9\u00a0classica, vedi il David di Michelangelo e Buddha stesso. Un bel modo di celebrare il complesso sistema d&#8217;associazioni che fa la cultura del post-moderno.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/ZOl6GWZz5x8\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-16912\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/04\/Nikka-Japanese-Whisky-500x313.jpg\" alt=\"Nikka Japanese Whisky\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/04\/Nikka-Japanese-Whisky-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/04\/Nikka-Japanese-Whisky.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I whisky giapponesi di Suntory e Nikka, egualmente prestigiosi, hanno recentemente fatto parlare molto di loro, soprattutto per la vincita di alcuni prestigiosi premi internazionali, sistematicamente\u00a0a discapito di chi quella bevanda l&#8217;aveva inventata, all&#8217;interno degli antichi monasteri e fra le trib\u00f9 delle Highlands, in qualit\u00e0 di\u00a0liquido dalle qualit\u00e0 terapeutiche. Va inoltre notato come, mentre i whisk(e)ys statunitensi, canadesi e australiani abbiano percorso strade sostanzialmente differenti, basandosi ciascuno su diverse miscele di cereali e processi produttivi, quello importato a suo tempo dall&#8217;ormai leggendario\u00a0Masataka Taketsuru, giapponese che viaggi\u00f2 e lavor\u00f2 in Scozia, si \u00e8 sviluppato unicamente a partire dal singolo malto, un processo specifico e direttamente mutuato da quel paese.<br \/>\nNel 1934 Masataka, stanco di lavorare per l&#8217;allora Kotobukiya (la compagnia che sarebbe diventata la Suntory) si mise in proprio presso la cittadina di Yamazaki, subito fuori Kyoto, una sede operativa scelta a suo tempo anche da Sen no Riky\u016b (1522-1591) massima personalit\u00e0 riconosciuta nell&#8217;antica cerimonia del t\u00e8, per la qualit\u00e0 eccellente della sua acqua. Qui sorse\u00a0la distilleria che sarebbe stata la sua fortuna e quella dei suoi eredi, la futura Nikka.\u00a0Dev&#8217;essere stato particolarmente pungente, per le principali personalit\u00e0 europee del ramo, quando nel 2001 la variet\u00e0 invecchiata 10 anni del suo whisky venne insignita del prestigioso premio &#8220;Best of the Best&#8221; elargito dalla rivista Whisky Magazine al prodotto invecchiato per 10 anni da un successivo\u00a0stabilimento costruito\u00a0a Yoichi, nell&#8217;isola nordica dell&#8217;Hokkaido. Una collocazione\u00a0geografica tutt&#8217;altro che casuale, questa, vista la specifica ricerca di un\u00a0clima che fosse il pi\u00f9 possibile vicino a\u00a0quello del paese originario della bevanda. E se questo non basta a darvi l&#8217;idea della minuziosa attenzione ai dettagli prestata dall&#8217;industria gastronomica giapponese\u00a0in generale, e in quella del whisky in particolare&#8230;<br \/>\nMa la qualit\u00e0 non \u00e8 nulla, senza un adeguato supporto d&#8217;immagine e il marketing voluto dal mondo moderno. Proprio in questi anni il whisky nipponico, rimasto per quasi un secolo esclusivo appannaggio dei suoi produttori, si sta facendo conoscere grazie ai riconoscimenti negli eventi internazionali, dove sorseggiato &#8220;alla cieca&#8221; viene spesso scambiato per questa o quella prestigiosa variet\u00e0 di purissimo e venerando Scotch. Potrebbe dirsi quindi questo, soprattutto, il momento di farlo associare a dei piccoli capolavori costruiti dai computer, frutto di macchine automatiche CNC. Ma l&#8217;arte non \u00e8 forse tutta, artificiale?<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?attachment_id=16907#main\" rel=\"attachment wp-att-16907\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-16907\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/04\/Suntory-Ice-5-500x443.jpg\" alt=\"Suntory Ice 5\" width=\"500\" height=\"443\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/04\/Suntory-Ice-5-500x443.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/04\/Suntory-Ice-5.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?attachment_id=16908#main\" rel=\"attachment wp-att-16908\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-16908\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/04\/Suntory-Ice-4-500x443.jpg\" alt=\"Suntory Ice 4\" width=\"500\" height=\"443\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/04\/Suntory-Ice-4-500x443.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/04\/Suntory-Ice-4.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?attachment_id=16909#main\" rel=\"attachment wp-att-16909\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-16909\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/04\/Suntory-Ice-3-500x443.jpg\" alt=\"Suntory Ice 3\" width=\"500\" height=\"443\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/04\/Suntory-Ice-3-500x443.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/04\/Suntory-Ice-3.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?attachment_id=16910#main\" rel=\"attachment wp-att-16910\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-16910\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/04\/Suntory-Ice-2-500x443.jpg\" alt=\"Suntory Ice 2\" width=\"500\" height=\"443\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/04\/Suntory-Ice-2-500x443.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/04\/Suntory-Ice-2.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?attachment_id=16911#main\" rel=\"attachment wp-att-16911\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-16911\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/04\/Suntory-Ice-500x443.jpg\" alt=\"Suntory Ice\" width=\"500\" height=\"443\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/04\/Suntory-Ice-500x443.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/04\/Suntory-Ice.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a> <a href=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?attachment_id=16913#main\" rel=\"attachment wp-att-16913\"><br \/>\n<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una buona iniziativa pubblicitaria, soprattutto ai nostri tempi altamente digitalizzati, dovrebbe funzionare su almeno due livelli: ci\u00f2 che si mostra e quello che viene implicato, ovvero l&#8217;associazione d&#8217;idee che si vuole indurre\u00a0per creare l&#8217;immagine del proprio\u00a0prodotto. 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