{"id":16744,"date":"2015-03-22T07:57:57","date_gmt":"2015-03-22T06:57:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=16744"},"modified":"2015-03-22T08:03:09","modified_gmt":"2015-03-22T07:03:09","slug":"storie-adrenaliniche-salvataggi-neve","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=16744","title":{"rendered":"Due storie adrenaliniche di salvataggi nella neve"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=bOnBRguDZ1I\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-16745\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-16745\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/03\/Avalanche-danger-500x313.jpg\" alt=\"Avalanche danger\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/03\/Avalanche-danger-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/03\/Avalanche-danger.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non importa quanto ci si senta preparati, le ore e i giorni di profondo allenamento, la conoscenza approfondita delle condizioni circostanti; ci sono luoghi in cui il pericolo \u00e8 lo stato naturale, ed \u00e8 soltanto la diffusa convenzione assieme all\u2019uso di particolari norme che pu\u00f2 giungere a fornire, a torto o a ragione, un senso di parziale sicurezza. \u00c8 la tendenza di un elastico a riprendere la forma, l\u2019acqua nel bicchiere che straripa, la tempesta dell\u2019Oceano che inghiottisce. Quando meno te lo aspetti, o anche se per caso eri gi\u00e0 pronto, il mondo cambia e si trasforma in una morsa cruda e disumana \u2013 ovvero, senza posto per gli umani. Mare, montagna: due lati della stessa medaglia. E la discesa verso l\u2019inferno, come la traversata di un acquoso purgatorio, \u00e8 pur sempre lastricata di ottime intenzioni, sotto un manto ameno e biancastro, oppure trasparente, ma pur sempre asciutto di fluidifica piet\u00e0.<br \/>\n30 gennaio scorso: quattro uomini sorridono entusiasti della loro bella idea. Sulle Alpi Svizzere, lontani dalle piste pi\u00f9 battute, Andrew e Dan, australiani, con Leonard che vanta natali proprio in quei gelidi luoghi e Mort, James Mort, il quale cognome mai assumeva un doppio senso pi\u00f9 appropriato alle future prospettive di sopravvivenza. Era il momento sul finire di una splendida vacanza, quando tutto appare ancor pi\u00f9 accattivante, e si rimpiangono, assieme ai giorni ormai trascorsi, le esperienze che stavolta non ci \u00e8 capitato di sperimentare. La gioia e il senso di assoluta libert\u00e0, nello specifico, di avventurarsi lungo una discesa morbida e perfetta, con la consistenza della spuma di champagne. Quella superficie piatta ed uniforme, pronta a ricevere due solchi paralleli per persona, che possa accompagnare ciascuna avventurosa piega con la nube di gustose particelle, l\u2019onda del passaggio che raggiunge infine, con gran soddisfazione, chi si fermi per riprender fiato. Una sensazione, Unica. Uno di quei rischi calcolati che si corrono talvolta, dimentichi delle pericolose implicazioni, perch\u00e9 la vita \u00e8 fatta pure di momenti rari, non soltanto grigia quotidinit\u00e0. L\u2019intera sequenza, ripresa con la classica GoPro da caschetto dello sciatore terzo della fila *Daniel, inizia nel suo attimo pi\u00f9 transitorio, nel momento in cui i quattro si chiamano l\u2019un l\u2019altro, e ridono, gioiosamente scivolano verso il basso. Quando ecco che d\u2019un tratto, l\u2019atmosfera cambia. Non si vede bene da principio: l\u2019accidentale cameraman dell\u2019ora della verit\u00e0 si ferma allarmato, mentre un\u2019alta quantit\u00e0 di bianco gli si muove ai lati, come se&#8230;La montagna stessa, dopo tutto, si fosse risvegliata dal suo sonno mattutino. Lui si volta e d\u2019improvviso scopre, con un moto d\u2019orrore, che l\u2019amico non c\u2019\u00e8 pi\u00f9. Letteralmente svanito sotto il suolo: James Mort.<br \/>\nOra, non \u00e8 facile immaginarsi al posto del malcapitato subito sepolto. Cosa fare, in simili momenti? Trattenere il fiato, girarsi da una parte, tentare di fare il macigno. Assumere una posa che possa massimizzare il proprio ingombro, per garantirsi poi un maggiore spazio di manovra&#8230; Tutti approcci potenzialmente utili, ma la maggior parte delle volte inefficaci. Da una valagna non si scampa senza aiuto. Cos\u00ec l\u2019uomo ha avuto forse la migliore idea possibile puntando il braccio verso il cielo, con la racchetta fortunata a far da boa in quel mare bianco, boia. Con gli altri tre, sull\u2019immediato, che scorgono il segnale e accorrono sulla non-scena&#8230;<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019intera esperienza narrata sul Tumblr blog di Mort, <a href=\"http:\/\/avalanchesurvival.tumblr.com\/\" target=\"_blank\"><em>An Avalanche Survival Story<\/em><\/a>, viene proposta dal protagonista involontario come una sorta di novella cautelativa, sul rischio di sciare fuoripista e quello che pu\u00f2 capitare a chi risulti totalmente impreparato, come si sono sentiti i quattro amici in tali assurde circostanze. Tuttavia, a mio parere, l\u2019intera storia poteva finire molto, molto peggio e tutto considerato, la capacit\u00e0 di mantenere un relativo sangue freddo (!) da parte di Andrew, Leonard e di Dan con la sua telecamera, gli \u00e8 senz\u2019altro valsa l\u2019occasione lieta di sopravvivenza. Subito quest\u2019ultimo, con fare frenetico, si toglie lo zaino con equipaggiamento standard da valanga, sostanzialmente obbligatorio per chi usa avventurarsi in simili remoti luoghi, ed estrae il bastone per sondare la neve preparandosi ad un approccio troppo metodico in qui fatidici secondi. Nel kit, anche una pala plasticosa, strumento che si riveler\u00e0 invece provvidenziale. La vittima era dotata di suo, grazie ad un acquisto piuttosto recente, di un salvifico trasmettitore radio da valanga; peccato che il suo fosse l\u2019unico del gruppo, impedendo sostanzialmente ai suoi compagni di trovarlo grazie a un tale ausilio tecnologico. Provvidenziale si riveler\u00e0 invece l\u2019espediente della racchetta di segnalazione, subito usata per localizzarlo. Scavando rapidamente, Dan giunge presto a liberare il volto dell\u2019amico, che riprende grato \u00a0a respirare.<br \/>\nForse il punto pi\u00f9 ansiogeno scritto da Mort risulta il brano successivo del suo racconto autobiografico, in cui tenta di trasmetterci l\u2019assurda sensazione di sollievo sull\u2019immediato, mista all\u2019incipiente terrore di quei momenti durante i quali, ancora prigioniero per il resto del suo corpo, temeva il rimettersi in moto della valanga, contro il quale nulla avrebbero potuto neppure i gesti di concerto dei suoi tre compagni. Cosa, fortunatamente, che non ebbe modo di verificarsi. Sul concludere dell\u2019atroce versante, un gruppo di cinque addetti alla sicurezza del vicino Ski Resort svizzero vengono chiamati sulla scena, per liberare faticosamente l\u2019ultimo miracolato dalla sorte. Ci vorr\u00e0 quasi un\u2019ora di lavoro.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=0jvEYzh_1Sg\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-16746\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/03\/Tree-well-rescue-500x313.jpg\" alt=\"Tree well rescue\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/03\/Tree-well-rescue-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/03\/Tree-well-rescue.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dovremmo allora credere che l\u2019unico pericolo della montagna, ci\u00f2 da cui guardarci ad ogni attimo della discesa, sia il rischio di possibili valanghe? Cos\u00ec la neve pu\u00f2 essere del tutto disarmata, evitando i luoghi in cui \u00e8 friabile e invitante, carica di un senso di vendetta? Ecco, in realt\u00e0 \u00e8 innegabile che sciare sia un gradito passatempo. Ma i rischi si moltiplicano in base ai luoghi scelti per avventurarsi gi\u00f9 da una signora del paesaggio, la montagna. In Italia e Svizzera, per esempio, a tanto temperate latitudini, esite pur sempre un limite alla profondit\u00e0 di un tale strato candido sopra le cose permanenti, prima che sopraggiunga la stagione di un graduale scioglimento. Raramente da queste parti, al contrario del vasto e distante Canada, si \u00e8 assistito alla suggestiva scena dei cosiddetti fantasmi di montagna, alberi semi-ghiacciati le cui punte fuoriescono da metri e metri di materia scivolosa, densa e fredda acqua-due-O.<br \/>\nEcco un\u2019altra narrazione ripresa grazie a telecamerina portatile di una disgrazia scampata, questa volta sulle montagne Chilcotin della bassa Columbia Inglese, dove un gruppo di 12 amici si stava godendo il gusto e il frutto dell\u2019inverno. Discendendo sopra un bosco intero, a far lo slalom tra gli spettri, senza uccelli n\u00e9 scoiattoli di sorta, resi immobili da quella morsa senza tempo. Tutti conoscono il pericolo delle classiche <em>avalanches<\/em>, mentre resta drammaticamente poco noto, invece, il rischio di quelli che vengono in gergo definiti <em>tree wells<\/em>, i pozzi degli alberi. Quando la neve cade gi\u00f9 nel bosco, infatti, e continua a cadere e cadere, succede a un certo punto che si assesti sulla mezza altezza dei possenti tronchi pre-esistenti. Ma a causa delle dinamiche di tensione tra i fluidi compatti, succede che attorno a ciascuna cortecciosa colonna si formi un vuoto, stretto e profondo fino al suolo. Lo sciatore che dovesse, dunque, pericolosamente avvicinarsi a tali trappole della natura, finir\u00e0 per cadervi dentro, spesso a testa in gi\u00f9, con una rapidit\u00e0 tale da svanire subito dagli occhi dei presenti. Nella versione pi\u00f9 tragica di un simile episodio, il malcapitato tende a finire tanto distante dalla superficie da impedire un pronto salvataggio, finendo per morire asfissiato. Per\u00f2 ecco che in, questa singola sequenza di sfortunati eventi, ci troviamo a ringraziare il caso! La vittima delle circostanze, prima di finire nel profondo, ha visto i suoi due sci mettersi di traverso, impedendo la discesa ultima nel buco. Ci\u00f2 permetter\u00e0, per sua fortuna, l\u2019arrivo provvidenziale dei compagni, incluso quell\u2019utente YouTube-iano con telecamera LEADUSALLC, che gradualmente, un po\u2019 tirando, un po\u2019 scavando, riuscir\u00e0 a portarlo nuovamente tra i viventi.<br \/>\nNel concludersi del video quest\u2019ultimo, con fare fascinoso, trafelato ed ottimista, si fa ripredendere mentre declama fiero: \u201cNon c\u2019\u00e8 nessun episodio di pericolo che un gruppo di persone, con la giusta leadership e il senso del dovere, non possa risucire a risolvere. Perci\u00f2, non fatevi fermare dalla paura. Fate della vostra vita una magica avventura!\u201d Che differenza, con la morale evidenziata nel patto dei quattro amici in Svizzera, il quale recitava pressappoco: \u201cNon scieremo mai pi\u00f9 fuori pista, quanto \u00e8 vero il Mare.\u201d E non \u00e8 davvero facile capire quale approccio all\u2019apprendimento situazionale, fra questi avversi due, fosse il pi\u00f9 appropriato per conoscere un gradevole futuro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non importa quanto ci si senta preparati, le ore e i giorni di profondo allenamento, la conoscenza approfondita delle condizioni circostanti; ci sono luoghi in cui il pericolo \u00e8 lo stato naturale, ed \u00e8 soltanto la diffusa convenzione assieme all\u2019uso di particolari norme che pu\u00f2 giungere a fornire, a torto o a ragione, un senso &#8230; <a title=\"Due storie adrenaliniche di salvataggi nella neve\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=16744\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Due storie adrenaliniche di salvataggi nella neve\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[219,209,468,889,392,467,151,282],"class_list":["post-16744","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-canada","tag-inverno","tag-neve","tag-pericolo","tag-salvataggi","tag-sci","tag-sport","tag-svizzera"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/16744","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=16744"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/16744\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":16751,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/16744\/revisions\/16751"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=16744"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=16744"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=16744"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}