{"id":16537,"date":"2015-03-17T08:01:43","date_gmt":"2015-03-17T07:01:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=16537"},"modified":"2015-03-17T08:01:43","modified_gmt":"2015-03-17T07:01:43","slug":"problema-ponte-galleggiante","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=16537","title":{"rendered":"Il problema del ponte Quasi galleggiante"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/7EkdEIDwN14\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-16538\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-16540\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/03\/Pontoon-Bridge-500x313.jpg\" alt=\"Pontoon Bridge\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/03\/Pontoon-Bridge-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/03\/Pontoon-Bridge.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dire che guidare nel Circondario Autonomo di Jamalo-Nenec richiede coraggio \u00e8 come affermare che il mare \u00e8 umido, o il miele appiccicoso. Gi\u00e0 si perpetra quotidianamente, per il tramite d&#8217;innumerevoli commenti ai video realizzati sul campo, lo stereotipo delle strade russe come luoghi d&#8217;incipiente\u00a0perdizione, ove i cinghiali attraversano fuori dalle strisce, i carri armati non danno la precedenza, i meteoriti arrivano soltanto quando meno te lo aspetti. Aggiungi a tale serie di possibili disgrazie, tutt&#8217;altro che immateriali\u00a0ed anzi riccamente documentate, la naturale inospitalit\u00e0 della Siberia, terra di gas e petrolio ma anche ghiacci eterni e nebbia semi-permanente per&#8230;Dare un significato nuovo alla condizione del mal d&#8217;auto! Indotta questa volta, oltre che dalla frequenza delle buche in strade troppo utilizzate, da quel sentimento incontrollabile\u00a0che ha il nome di paura. Cos\u00ec capitava, nell&#8217;ormai distante 2013, che uno di cotanti\u00a0eroi del quotidiano (abitanti di simili\u00a0lidi preoccupanti) si avventurasse sul tragitto niente affatto insolito del ponte sopra il fiume di Nadym, presso l&#8217;omonima comunit\u00e0 di quasi 50.000 forti anime di latitudini remote. Stiamo parlando, d&#8217;altra parte, di un grande centro abitato fondato nel 1967, come ausilio e base di partenza verso tanti pozzi d&#8217;estrazione di risorse energetiche preziose. Costui naturalmente e per nostra estrema fortuna, disponeva della canonica telecamera da cruscotto, necessit\u00e0 acclarata di ogni\u00a0automobilista che si trovi ad Est di Smolensk, tra le valli, i fiumi e le montagne del paese pi\u00f9 vasto e misterioso al mondo. Perch\u00e9 ci\u00f2 che gli stava per succedere era gi\u00e0 destinato a trasformarsi in un grande successo internettiano, uno di quei video che trascendono il contesto nazionale diffondendosi grazie al sentito dire, fino a ricevere dei brevi articoli sui principali siti dei giornali. Riguardiamolo oggi: possibilmente senza trattenere il fiato.<br \/>\nEsistono tre modi per raggiungere la remota e relativamente popolosa cittadina di Nadym: utilizzando la notevole creazione ingegneristica della ferrovia di\u00a0Salechard-Igarka, 1297 km di metallo assemblati assieme tra il 1949 ed il 1953 verso la Siberia settentrionale con un investimento di oltre 260 milioni di rubli ed il sudore sulla fronte\u00a0dei 120.000 prigionieri di un gulag locale, felicemente reclutati a vantaggio dell&#8217;allora nascente industria d&#8217;estrazione\u00a0e dei trasporti preter-contemporanei. Un impianto senza pari per collocamento e funzionalit\u00e0, definito ancora e alquanto suggestivamente, e non \u00e8 difficile capire la ragione, &#8220;Il binario della morte&#8221; o &#8220;Strada della perdizione&#8221;. In alternativa si pu\u00f2 prendere la comoda via del cielo, direttamente dagli aeroporti\u00a0moscoviti di\u00a0Domodedovo e Vnukovo, fino ad uno scalo civile sito ad appena 5 km dalla met\u00e0, che non sar\u00e0 un La Guardia di New York, ma presenta assai\u00a0probabilmente un certo grado di praticit\u00e0\u00a0situazionale. O per lo meno, un impianto di riscaldamento funzionante durante una buona parte del tragitto. Entrambe scelte valide, queste, ma certamente non\u00a0adatte a chi abita in Siberia tutto l&#8217;anno, e il cui l&#8217;essere pendolare\u00a0non potr\u00e0 prescindere dal mettersi al volante&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il fiume di Nadym, che trae l&#8217;origine nel lago Numto e sfocia nel mare di Kara, ha una particolarit\u00e0: scorre soltanto in estate. Durante i mesi in cui la temperatura scende ben al di sotto dello zero, infatti, si trasforma in un&#8217;unica lastra di ghiaccio, tranquillamente percorribile con ogni sorta d&#8217;implemento veicolare. Per questo si \u00e8 cercato, attraverso lunghi anni di hovercraft, traghetti e zattere di vario tipo, di risolvere il problema della viabilit\u00e0 stagionale, possibilmente senza il corposo investimento necessario per approntare una struttura permanente. Nessun problema: simili soluzioni ingegneristiche costruite ad-hoc, guarda caso, sono tra i punti forti di una qualunque via\u00a0tecnologica che possa definirsi propriamente &#8220;russa&#8221; come nel celebre dilemma della penna spaziale americana, qui soprasseduta grazie all&#8217;impiego di una semplice matita (non soltanto una leggenda metropolitana). Cos\u00ec trov\u00f2 l&#8217;applicazione, in quel contesto di necessit\u00e0, il\u00a0rinomato sistema di ponti mobili abbreviato in PMP-60, trionfo del senso pratico sovietico dell&#8217;era della guerra fredda.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/Aafg851taro\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-16539\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-16539\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/03\/Pontoon-Bridge-2-500x313.jpg\" alt=\"Pontoon Bridge 2\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/03\/Pontoon-Bridge-2-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/03\/Pontoon-Bridge-2.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La necessit\u00e0 e il ritmo della tecnologia ad impiego bellico, generalmente, pu\u00f2 vantare caratteristiche di efficienza superiori, bench\u00e9 l&#8217;affidabilit\u00e0 possa variare, sulla base del grado di emergenza correlato a ciascun dispositivo.<br \/>\nIl\u00a0ponte galleggiante modulare sovietico in questione ad ogni modo, che qui vediamo scaricato da alcuni eccezionali camion fuoristrada Kraz 255 durante un&#8217;esercitazione, ha costituito la pi\u00f9\u00a0grande rivelazione nel campo dell&#8217;attraversamento di ostacoli acquatici per le armate di mezzo mondo, che ne hanno subito copiato la progettazione, Stati Uniti inclusi. Ed \u00e8 molto semplice: ciascun singolo componente, del peso di sette tonnellate, si compone di tre galleggianti percorribili (in gergo <em>pontoons<\/em>) montati su due elementi cardine in grado di auto-bloccarsi. Una volta scaricato dai trasportatori all&#8217;interno del corpo d&#8217;acqua da attraversare, per ciascun galleggiante si attiva un meccanismo che ne causa il dispiegamento, mentre la sua massa\u00a0inizia a scivolare trascinato via dalla corrente. A quel punto interviene una seconda squadra di operatori, armati di motoscafi, che radunano il numero richiesto di blocchi e li collegano tutti assieme, in un tempo complessivo che pu\u00f2 variare in base alla larghezza del fiume, ma che per i 380 metri si aggira sui 40-50 minuti complessivi. Una differenza notevole con il giorno o due di lavori, tempo minimo per approntare un ponte comparabile con metodi convenzionali, ovvero tramite l&#8217;impiego di gru ed elementi appoggiati\u00a0sul fondale. Nonch\u00e9 un&#8217;ottima soluzione al problema di Nadym, visto che al termine dell&#8217;estate\u00a0l&#8217;intero susseguirsi di <em>pontoons<\/em>\u00a0pu\u00f2 essere richiuso, caricato sui camion e portato via. Purch\u00e9 non si aspetti troppo a lungo:<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/rDlov8hQh-w\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-16538\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/03\/Pontoon-Bridge-3-500x313.jpg\" alt=\"Pontoon Bridge 3\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/03\/Pontoon-Bridge-3-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/03\/Pontoon-Bridge-3.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco un&#8217;ottimo esempio di ridondanza delle sicurezze di attraversamento: non soltanto il ponte \u00e8 stato fornito di una fila di rassicuranti salvagenti, ma l&#8217;intera superficie sottostante si \u00e8 completamente ghiacciata. Per chiunque avesse intenzione di attraversare il fiume con un camion a pieno carico, come fatto nel disastroso video di apertura, ecco, QUESTO sarebbe stato un buon momento, utile a preservare l&#8217;incolumit\u00e0 di eventuali altri automobilisti di passaggio. Perch\u00e9 il sistema PMP \u00e8 molto affidabile, soprattutto nella sua versione con capacit\u00e0 di carico di fino a\u00a060 tonnellate, ma chiaramente tutto ha un limite che dovrebbe andare di pari passo col buon senso. Dote che talvolta latita sulle strade asfaltate di ogni nazionalit\u00e0. L&#8217;attribuzione delle colpe, nel video disastroso dell&#8217;attraversamento del 2013 costato parecchio ad una Ford Focus e una Lada bianca (l&#8217;hydro-locking non \u00e8 uno scherzo) costituisce\u00a0un vero <em>rollercoaster<\/em> di considerazioni contrapposte: ecco l&#8217;evidenza di un&#8217;autotrasportatore troppo impaziente, che tentando di saltare la fila causa l&#8217;equivalente d&#8217;acqua dolce di un tragico\u00a0<em>tsunami<\/em>. Ma occorre anche considerare che il ponte galleggiante, per sua imprescindibile natura, non \u00e8 certo fatto per le soste a lungo termine, ed allora? Possibile che il vecchio residuato rugginoso causa dell&#8217;ingorgo, probabilmente superato da secoli l&#8217;ultimo tagliando, si sia andato a ingolfare\u00a0proprio l\u00ec, dove mai\u00a0avrebbe dovuto&#8230;\u00a0Bloccato l\u00ec, con un carico che raggiungeva la portata massima del ponte gi\u00e0 in buona parte sprofondato, l&#8217;autista del camion poteva fare solamente due scelte: sacrificare potenzialmente un paio di malcapitati, oppure andare gi\u00f9 con tutto il resto, trasformandosi nell&#8217;ennesimo relitto sommerso vittima delle pericolose circostanze.<br \/>\nGiro della morte, torna al punto di partenza: perch\u00e9\u00a0costui non ha aspettato che il tratto galleggiante\u00a0fosse totalmente vuoto, prima di partire e attraversarlo a\u00a0gran velocit\u00e0? Certi dubbi non verranno mai chiariti. A meno di studiare il cirillico corsivo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dire che guidare nel Circondario Autonomo di Jamalo-Nenec richiede coraggio \u00e8 come affermare che il mare \u00e8 umido, o il miele appiccicoso. Gi\u00e0 si perpetra quotidianamente, per il tramite d&#8217;innumerevoli commenti ai video realizzati sul campo, lo stereotipo delle strade russe come luoghi d&#8217;incipiente\u00a0perdizione, ove i cinghiali attraversano fuori dalle strisce, i carri armati non &#8230; <a title=\"Il problema del ponte Quasi galleggiante\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=16537\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Il problema del ponte Quasi galleggiante\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[507,256,209,889,280,116,890,97,126],"class_list":["post-16537","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-fiumi","tag-guida","tag-inverno","tag-pericolo","tag-ponti","tag-russia","tag-siberia","tag-tecnologia","tag-trasporti"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/16537","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=16537"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/16537\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":16541,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/16537\/revisions\/16541"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=16537"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=16537"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=16537"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}