{"id":16452,"date":"2015-03-05T08:30:06","date_gmt":"2015-03-05T07:30:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=16452"},"modified":"2015-03-05T08:35:30","modified_gmt":"2015-03-05T07:35:30","slug":"lareoporto-delle-tesserine-traballanti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=16452","title":{"rendered":"La battaglia delle tesserine traballanti"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/youtu.be\/7BVr6LaC_HQ\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-16453\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-16455\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/03\/Domino-Rally-500x313.jpg\" alt=\"Domino Rally\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/03\/Domino-Rally-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/03\/Domino-Rally.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Schiere di soldati, disposti l&#8217;uno accanto all&#8217;altro nell&#8217;attesa di scatenare il proverbiale\u00a0inferno. \u00c8 una strana formazione di battaglia: il primo e l&#8217;ultimo della fila sostanzialmente sono uguali. Fra di loro innumerevoli messaggeri, ciascuno privo di mobilit\u00e0, eppur perfettamente in grado di raggiungere i suoi due vicini, avanti e dietro. Per trasmettere&#8230;.\u00a0Vestito\u00a0nell&#8217;uniforme classica del suo mestiere, l&#8217;enorme generale osserva dalla cima dell&#8217;imponderabile montagna. Fra le sue dita, almeno tre unit\u00e0 quadrangolari: rossa, gialla e blu. Sono gli svincoli, i grilletti della situazione. Le tre scintille che conducono allo scoppio di un conflitto\u00a0di risoluzione.\u00a0Vivide e vitali, per lo meno nella mente degli spettatori. Il primo di questi minuti uomini lui lo mette davanti ad una curva, dove termina la fila indiana\u00a0degli arcieri. Il secondo in mezzo al mare dei lancieri, fanteria schierata\u00a0per fermar la carica dei barbari invasori. Il terzo \u00e8 un portafortuna; sia dunque posto\u00a0nella tasca come un pegno del comando, prima del momento e di quel\u00a0movimento. L&#8217;ora insomma, della verit\u00e0.<br \/>\n<em>Benedicamus Domino<\/em>, col suo mantello ed il tricorno nero, vagamente ecclesiastico e inquietante al tempo stesso, Sssassino potenziale degli incauti conviviali. Ovvero la bauta di Venezia, maschera carnevalesca\u00a0che ha lo scopo dichiarato di annientare temporaneamente ogni disuguaglianza\u00a0tra le classi, convenzionalmente identificata con il termine di origine latina, la\u00a0cui applicazione specifica fu pensata dai francesi. Strano, come certe prassi\u00a0non conoscano confini culturali&#8230;. Cupo abbigliamento che darebbe, secondo la leggenda, il nome pure a un gioco. Il primo e l&#8217;ultimo dei passatempi, tra quelli che la potente Serenissima aveva importato nell&#8217;Europa del &#8216;700, assieme a tante spezie e le altre merci provenienti dalla Cina. Tutti lo conoscono eppur quasi nessuno, in questi tempi di elettronica preponderanza, ci ha davvero poi giocato. Gli ossi grossi usati nel\u00a0<em>Gwat Pai<\/em>\u00a0(\u9aa8\u724c &#8211; termine dei cantonesi) l&#8217;antica via di mezzo tra divinazione ed intrattenimento, in cui due giocatori, a turno, disponevano\u00a0le proprie truppe su di un tavolo, sperando che la pista s&#8217;interrompesse prima del finire della propria cosiddetta mano, radunata\u00a0a margine dell&#8217;ardua arena di disfida&#8230;E chi, davvero, preferirebbe fare questo, che coltivare un Pok\u00e9mon, innaffiare di proiettili i nemici <em>online<\/em>? Guarda: Bianco e nero come il mascherone da prelato, coi puntini che riprendono le facce di un comune dado. Ma il tuo tiro, vecchio gioco, \u00e8 stato molto sfortunato. \u00c8 un destino di progressiva trasformazione in passatempo solitario che il\u00a0gioco in questione condivide con il mahjong, \u00a0l&#8217;altro tradizionale impiego per l&#8217;avorio,\u00a0tanto gioiosamente intagliato nelle forme e nei colori di altrettante tesserine. Usate un tempo in quel\u00a0<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Gin_rummy\" target=\"_blank\">Gin Rummy<\/a> dell&#8217;Estremo Oriente, uno scontro in cui si scarta e poi si pesca, si pesca e cos\u00ec via da un gran quadrato multi-strato messo in centro. Finch\u00e9, ridottasi i possibili partecipanti appassionati d&#8217;Occidente, non si \u00e8 giunti al duro compromesso: niente pi\u00f9 combattimenti. Ormai\u00a0si usano quei 144 pezzi, possibilmente virtualizzati, soprattutto per una sorta di memory a carte scoperte, in cui il colpo d&#8217;occhio conta per trovare qualche coppia e poi gettarla via nel mucchio,\u00a0come nulla fosse. Mentre il domino, dal canto suo&#8230; C&#8217;\u00e8 pur sempre un limite a quello che puoi fare, dal punto di vista computazionale, con 28 o 32 tessere diverse tra di loro, non importa quante volte ripetute. A meno di metterle spietatamente in fila&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C&#8217;erano, tradizionalmente, due modi di disporre un domino sul tavolo della partita: lungo l&#8217;asse longitudinale, oppure di traverso. Quest&#8217;ultimo posizionamento, ammesso solo per i pezzi doppi (con lo stesso numero su entrambi i lati) portava al potenziale biforcamento della linea di disposizione. Tutt&#8217;ora\u00a0non \u00e8 chiaro chi fu il primo annoiato giocatore che pens\u00f2 di mettere i rettangoli sull&#8217;asse perpendicolare. Forse lo fece per scommessa, oppure per semplice svago: &#8220;Vuoi vedere come catturo tutti i tuoi ossi in una mossa sola?&#8221; E dopo me li mangio e vado avanti, a farmi un tp&#8230;Ma \u00e8 indubbio che una tesserina come queste, lunga esattamente il doppio di quanto \u00e8 larga nonch\u00e9 relativamente compatta e pesante, si prestasse in modo particolare alla messa in scena di quella riconoscibile\u00a0catena di conseguenze, sostanzialmente <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Macchina_di_Rube_Goldberg\" target=\"_blank\">la pi\u00f9 semplice macchina di Rube Goldberg<\/a> a questo mondo.<br \/>\nChe pu\u00f2 trovare molte vie di composizione, tra cui resta particolarmente affascinante, in quel grazioso video d&#8217;apertura, l&#8217;approccio di <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/user\/FlippyCat\/about\" target=\"_blank\">Flippy Cat<\/a>, canadese di Winnipeg, colui che ha connotato le sue cascatelle di pezzi con un generoso apporto di giocattolini diversificati, l&#8217;intera collezione di una\u00a0serie definita &#8220;Domino Rally&#8221;. \u00c8 un crescendo di automobiline, aeroplani, decorazioni di Halloween che rotolano e strani robottini e ponti basculanti, eccetera, eccetera. Questo particolare <em>auteur <\/em>del web, gi\u00e0 famoso per la sua serie di video in cui alla fine si vedeva un gatto, quasi fosse l&#8217;animale ad aver ultimato la composizione, presenta\u00a0una particolarit\u00e0 innegabile nel suo campo operativo: lavora rigorosamente da solo. Il che, se pure rappresenta un merito ulteriore, limita in qualche maniera ci\u00f2 che pu\u00f2 mettere in piedi nel tempo utile di un pomeriggio oppure cinquecento&#8230;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/youtu.be\/VAqGcLaE5II\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-16454\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-16454\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/03\/Domino-Records-500x313.jpg\" alt=\"Domino Records\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/03\/Domino-Records-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/03\/Domino-Records.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco qui l&#8217;apoteosi. Questo \u00e8 il resoconto annuale per il 2014 dell&#8217;opera compiuta dai\u00a0<a href=\"http:\/\/www.english.sinnersdominoentertainment.com\/English\/Welcome.html\" target=\"_blank\">Sinners Domino Entertainment<\/a>, il gruppo tedesco di sedici persone che ha fatto di questo gioco un vero e proprio stile di vita, coinvolgendo con ciascuno dei loro spettacoli il vasto pubblico digitale di ogni nazionalit\u00e0. Professionisti stipendiati dall&#8217;effetto domino. Chi l&#8217;avrebbe mai detto? C&#8217;\u00e8 del resto un approccio assai particolare, nelle loro\u00a0incredibili composizioni, che sembra trascendere i presupposti limiti di contesto: ecco\u00a0496.746 tesserine, sufficienti per riempire la palestra di\u00a0Wilhelm-L\u00fcckert a B\u00fcdingen, anche senza contare il pubblico sopra gli spalti venuto per l&#8217;evento, che scatenano la loro energia potenziale in uno scroscio senza fine.\u00a0Decine di minuti da lasciare senza fiato. L&#8217;occasione, tenutasi ad agosto dello scorso anno, fu\u00a0intitolata Festival of Colors. E come punti forti della scena, prometteva due record mondiali puntualmente realizzati: il pi\u00f9 grande cerchio di domino fatto cadere con la discesa di una sfera centrale (54,321 unit\u00e0) e la pi\u00f9 grande reazione a catena svoltasi interamente sott&#8217;acqua (10,489 unit\u00e0). Chiss\u00e0 se i pezzi usati nel secondo caso erano stati scelti appositamente: resta sicuramente\u00a0difficile prevedere la reazione di una tessera di materiale plastico, bachelite o altre resine polimeriche, le sostanze usate oggi per produrre i pezzi, immersa in un fluido che possa indurre uno stato di galleggiamento, vanificando ogni accurata previsione.<br \/>\nMa forse \u00e8 meglio non farsi domande: ogni esitazione ha un costo definito e in origine, l&#8217;evento qui rappresentato prevedeva un totale di esattamente 500.000 tessere, di cui una parte cadde prima dell&#8217;inizio dello show. Chiude la carrellata un altro record stabilito qualche giorno prima dalla cricca dei\u00a0Sinners (peccatori) relativo al maggior numero di domino messi in equilibrio sopra un pezzo solo: 1.055. Una vera violazione apparente delle leggi della fisica, non c&#8217;\u00e8 che dire.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/youtu.be\/irE1IQu5qvw\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-16453\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/03\/Domino-Pyramid-500x313.jpg\" alt=\"Domino Pyramid\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/03\/Domino-Pyramid-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/03\/Domino-Pyramid.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La quantit\u00e0 dei record attribuibili\u00a0a chi disponga cose\u00a0come queste, naturalmente, non ha limiti di sorta. Se ci fosse stata una categoria relativa al numero di giocattoli impiegati, forse anche il canadese Flippy Cat avrebbe avuto il suo nome nell&#8217;albo dei campioni, e del resto forse prima o poi ci riuscir\u00e0. Come \u00e8 avvenuto per un altro gruppo rinomato, anch&#8217;esso tedesco, ovvero i gestori del canale YouTube di\u00a0<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/user\/millionendollarboy\/about\" target=\"_blank\">millionendollarboy<\/a>, i quali si autodefiniscono: gli specialisti delle forme tridimensionali. E chi ha il coraggio di smentirli? Eccoli giusto il 27 febbraio scorso, mentre innestano lo sgretolamento della piramide pi\u00f9 grande mai costruita (in ossi per il\u00a0<em>Gwat Pai<\/em>, s&#8217;intende) all&#8217;interno di quello che sembrerebbe presentarsi come un grosso magazzino. Davvero, a quanto pare, in Germania si trova sempre lo spazio per mettere in gioco il circo delle catene degli eventi! La sequenza \u00e8 molto curata: non solo la piramide, con le sue piccole sorelle di contorno, presenta un <em>pattern<\/em> attraente realizzato grazie all&#8217;alternanza di mattoni bianchi e neri mentre il suo nucleo nascosto \u00e8 fatto di un tripudio di colori, che riappaiono all&#8217;improvviso nel momento trionfale della distruzione.<br \/>\nCi\u00f2 dovrebbe, soprattutto, insegnarci l&#8217;attivit\u00e0 di questi grandi costruttori: che anche l&#8217;apocalisse, con il giusto spirito, pu\u00f2 sembrare divertente. E che non importa quanto siano alte le tue grandi muraglie, grande imperatore\u00a0degli Stati in Guerra, troverai sempre\u00a0un esercito di terracotta,\u00a0con la forza necessaria\u00a0per buttarle gi\u00f9.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Schiere di soldati, disposti l&#8217;uno accanto all&#8217;altro nell&#8217;attesa di scatenare il proverbiale\u00a0inferno. \u00c8 una strana formazione di battaglia: il primo e l&#8217;ultimo della fila sostanzialmente sono uguali. Fra di loro innumerevoli messaggeri, ciascuno privo di mobilit\u00e0, eppur perfettamente in grado di raggiungere i suoi due vicini, avanti e dietro. Per trasmettere&#8230;.\u00a0Vestito\u00a0nell&#8217;uniforme classica del suo mestiere, &#8230; <a title=\"La battaglia delle tesserine traballanti\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=16452\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su La battaglia delle tesserine traballanti\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[219,70,308,321,297,317,221,247],"class_list":["post-16452","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-canada","tag-divertente","tag-domino","tag-germania","tag-giocattoli","tag-giochi","tag-rube-goldberg","tag-spettacoli"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/16452","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=16452"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/16452\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":16459,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/16452\/revisions\/16459"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=16452"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=16452"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=16452"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}