{"id":16418,"date":"2015-03-01T08:41:25","date_gmt":"2015-03-01T07:41:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=16418"},"modified":"2015-03-01T08:44:31","modified_gmt":"2015-03-01T07:44:31","slug":"catacombe-abbandonate-washington-d-c","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=16418","title":{"rendered":"Le catacombe abbandonate sotto Washington D.C."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/vimeo.com\/116551250\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-16420\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-16420\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/03\/Washington-Spaces-500x313.jpg\" alt=\"Washington Spaces\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/03\/Washington-Spaces-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/03\/Washington-Spaces.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Porte di metallo che oscillano nel vento, strane deviazioni vanno\u00a0oltre i marciapiedi del sottopassaggio. Cosa viva oltre le soglie meno percorribili della citt\u00e0&#8230;Quali tesori albergano nascosti dietro i limiti del nostro sguardo? Esiste, sotto il vasto svincolo automobilistico del Dupont Circle, centro storico di una delle capitali\u00a0pi\u00f9 riconoscibili al mondo, un vasto tunnel sotterraneo concepito originariamente per il trasporto pubblico, occupante\u00a0uno spazio complessivo di 22 Km quadrati. Costruito negli anni &#8217;40 \u00e8 ben presto abbandonato, dopo appena una decade di sferraglianti percorrenze. Da allora\u00a0incredibilmente, impossibilmente: del tutto\u00a0vuoto. Neanche l&#8217;alito di un tram.\u00a0L\u00ec risuonano, con fare roboante, soltanto le scarpe dei pi\u00f9 coraggiosi, coloro che vorrebbero trarne\u00a0un&#8217;opera d&#8217;arte, un parco o un ristorante. &#8220;Qualsiasi cosa, purch\u00e9 ritorni ad avere un\u00a0valido\u00a0significato!&#8221; Parola del collettivo no-profit\u00a0<a href=\"http:\/\/www.dupontunderground.org\/\" target=\"_blank\">Dupont Underground<\/a>\u00a0guidato dal visionario\u00a0Julian Hunt, che ha recentemente istituito <a href=\"https:\/\/www.fundable.com\/dupont-underground\" target=\"_blank\">una raccolta di finanziamenti\u00a0su Fundable<\/a>, a seguito di un permesso\u00a0ricevuto dall&#8217;amministrazione cittadina. Proprio l\u00ec.<br \/>\nL&#8217;urbe simbolo di una nazione, il Distretto di Columbia candido e\u00a0disseminato di grandiosi monumenti in marmo, il vasto viale del National Mall, dominato dalla cima dell&#8217;obelisco edificato in onore del\u00a0suo rinomato nonch\u00e9 omonimo fondatore.\u00a0Se Roma \u00e8 la citt\u00e0 dei sette colli, la fiera\u00a0Washington D.C. ne vanta soprattutto uno eppure grandemente significativo, quel rilievo che i mandriani del fiume Potomac chiamavano\u00a0alquanto prosaicamente la collina di Jenkins. Dal nome del suo scopritore&#8230;Esploratore? Ma che oggi, tutti quanti definiscono\u00a0piuttosto &#8220;Capitol Hill&#8221;. Perch\u00e9 qui sorge fin dal 1793\u00a0lo svettante\u00a0edificio\u00a0dell&#8217;architetto-per-passione\u00a0William Thornton, un tempio neoclassico della politica ispirato al Louvre francese e al nostro antico Pantheon, dove l&#8217;asino (simbolo dei democratici) si scontrer\u00e0 con l&#8217;elefante (simbolo dei repubblicani) fino all&#8217;istituzione di una nuova forma di governo, oppure chi lo sa. Ma una cosa, invece, \u00e8 certa: la testa di un paese, specie quando rilevante quanto questo,\u00a0deve essere protetta attentamente da ogni sorta d&#8217;urto o immeritevole compromissione. Cos\u00ec \u00e8 questo luogo, in tutto il mondo occidentale delle capitali, la fortezza per intramontabile eccellenza, dove tutto \u00e8 calibrato\u00a0e ben subordinato, artificiale nelle procedure, attentamente controllato dalla vista di elicotteri e precisi sorveglianti. Non ha mura, Washington, in quanto\u00a0nasce in tempi in cui i cannoni erano gi\u00e0 troppo devastanti (e ne pag\u00f2 lo scotto, durante la guerra del 1812!) Ma in compenso \u00e8\u00a0la sua stessa forma, costruita sulla base del progetto originario della commissione urbanistica facente capo\u00a0a\u00a0Pierre Charles L\u2019Enfant, a offrire validi approcci\u00a0alla difendibilit\u00e0. Chiaramente, non \u00e8 possibile definire questo insediamento di ormai oltre 600.000 anime come una &#8220;citt\u00e0 artificiale&#8221; almeno non in misura superiore a quanto sia possibile farlo con qualunque sua analoga di ogni parte del mondo. Perch\u00e9 nonostante le apparenze, il senso dell&#8217;aggregazione dell&#8217;umana non \u00e8 mai del tutto\u00a0organico, come l&#8217;espandersi dei microbi o della vegetazione. Esiste il fattore della razionalit\u00e0. Eppure questa specifica\u00a0citt\u00e0 di Washington, edificata nella sua forma primigenia sotto la severa supervisione di un\u00a0presidente e generale (capo dell&#8217;esercito una volta, capo fino alla fine del mandato) prevedeva una spaziosa griglia, priva d&#8217;ostruzioni o baraccopoli di sorta &#8211; questione tutt&#8217;altro che scontata verso\u00a0la fine del XVIII &#8211; e soprattutto di edifici che non misurassero mai oltre i 6,1 metri della larghezza della strada adiacente.<br \/>\nA tal punto si era giunti, nel controllo delle circostanze architettoniche, dopo la pessima esperienza dell&#8217;ammutinamento della guardia nazionale non pagata\u00a0di Filadelfia,\u00a0che aveva portato a spostare qui la capitale, tra le giurisdizioni congiunte dei due stati schiavisti della Virginia e del Maryland, considerati sorveglianti pi\u00f9 efficaci.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se uno spillo cade a Washington, secondo l&#8217;opinione comune, sono i servizi segreti a udirlo per primi, raccoglierlo e portarlo in qualche stanza bene occultata, per fargli domande sul perch\u00e9 punga in un modo tanto virulento. \u00c8 veleno, quello? E il filo da cucito, dove l&#8217;hai lasciato? Ed in effetti utilizzare il termine &#8220;catacombe&#8221; in un contesto simile, pu\u00f2 sollevare non pochi interrogativi. Risulta\u00a0difficile immaginare, in un contesto quasi contemporaneo come tale agglomerato, una situazione analoga a quella dell&#8217;antico centro dell&#8217;Imperium, dove i paleo-cristiani usavano nascondersi al di sotto della percezione collettiva e del\u00a0<em>summum dorsus<\/em> delle strade, l&#8217;antenato dell&#8217;odierno asfalto. Ma consideriamo questo: col trascorrere degli anni, che poi diventano le Ere, ben poco resta a valida testimonianza del perch\u00e9 uno spazio sia stato ricavato dalla terra sotterranea. E se pure la significanza storica e il valore archeologico del suo contenuto varia in modo estremamente significativo, soprattutto sulla base dell&#8217;antichit\u00e0, un antro misterioso resta soprattutto quello. Impossibile da definire. Scrigno potenziale d&#8217;inverecondi e alquanto\u00a0Dragoni, ai quali, da che mondo e mondo, non si pu\u00f2 negare il <em>Dungeon,\u00a0<\/em>l&#8217;equivalenza in lingua inglese della stessa cosa, frutto di un&#8217;attenta pianificazione. Oppure un semplice incidente, inspiegabile fin dai posteri immediatamente successivi.<\/p>\n<figure id=\"attachment_16419\" aria-describedby=\"caption-attachment-16419\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/vimeo.com\/111638481\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-16419 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/03\/Washington-Spaces-2-500x313.jpg\" alt=\"Washington Spaces 2\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/03\/Washington-Spaces-2-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/03\/Washington-Spaces-2.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-16419\" class=\"wp-caption-text\">I silos sotteranei del McMillan Sand Filtration Site di Washington D.C, costruiti agli inizi del ventesimo secolo, usavano la sabbia e le alghe per filtrare l&#8217;acqua cittadina. Oggi giacciono nel silenzio pressoch\u00e9 assoluto, come le sale sotterranee dei nani tolkeniani. Tra gli aneddoti pi\u00f9 curiosi citati dall&#8217;abitante del luogo Kirby Vinning, l&#8217;iniziativa secondo cui\u00a0qualcuno voleva usarli\u00a0come\u00a0memoriale per i cani morti in guerra.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per ogni labirinto, anche se di un tipo come questi, spazioso e chiaro nella forma e nelle direzioni, occorre un valido e coraggioso Teseo. O per usare appellativi che pi\u00f9 ci appartengono, una sorta di collaborazione tra\u00a0Dante e Virgilio, che assieme si occupino di divulgare\u00a0la mera e semplice esistenza di simili luoghi, sconosciuti quanto significativi. Procedura che in questo caso trova un ottimo espletamento nella serie Unusual Spaces del giornalista americano\u00a0Raymond Schillinger, gi\u00e0 blogger dell&#8217;HuffPost, oggi soprattutto produttore per la compagnia di <em>publishers new media\u00a0<\/em>dei PBS Digital Studios. Sono stati realizzati, fino ad oggi, esattamente quattro episodi (di cui quello d&#8217;apertura, rilasciato agli inizi di Febbraio, \u00e8 il pi\u00f9 recente)\u00a0dei quali un considerevole 50% \u00e8 dedicato alla citt\u00e0 della Casa Bianca, sede operativa dell&#8217;autore\u00a0e assai probabilmente della sua intera redazione. Per ciascuno, come modus operandi, si \u00e8 preoccupato\u00a0di trovare un qualche tipo di artista o appassionato, puntuale conoscitore delle grotte urbane da lui scelte, affinch\u00e9 l&#8217;esperienza della visita non\u00a0restasse solo il frutto di un&#8217;infruttuosa e semplice curiosit\u00e0.<br \/>\nCi\u00f2 che ne risulta offre uno sguardo affascinante sulle pratiche civili del consorzio umano. Che ci ricorda il modo in cui, non importa quanto si pianifichi e distingua l&#8217;utile dal superfluo, persino nel campo estremamente ben studiato delle infrastrutture, i tempi cambiano e con essi i presupposti di utilizzo. Non chiamatela dannata disorganizzazione.<\/p>\n<figure id=\"attachment_16421\" aria-describedby=\"caption-attachment-16421\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/vimeo.com\/96593704\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-16421\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-16421 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/03\/Philadelphia-Spaces-2-500x313.jpg\" alt=\"Philadelphia Spaces 2\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/03\/Philadelphia-Spaces-2-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/03\/Philadelphia-Spaces-2.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-16421\" class=\"wp-caption-text\">Anche la citt\u00e0 di Filadelfia ha la sua ferrovia sotterranea abbandonata, risalente questa volta alla fine del XIX secolo e anche in questo caso, un&#8217;associazione di appassionati vorrebbe farla rinascere come luogo d&#8217;incontro cittadino. L&#8217;interlocutore principale di Schillinger in questo episodio, il giardiniere professionista Paul VanMeter, \u00e8 purtroppo deceduto nel 2014. Ma il suo sogno, indubbiamente, vive ancora.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il futuro possibile di Washington e anche la precedente capitale Filadelfia, riscritto come i trascorsi dell&#8217;antica Roma: un mondo differente in cui un intera comunit\u00e0, stavolta possibilmente\u00a0non perseguitata, possa fiorire e addirittura prosperare, ben lontana dallo sguardo inquisitivo delle autorit\u00e0. Un&#8217;utopia che rester\u00e0 difficilmente realizzabile, in questi anni in qui la naturale diffidenza umana si \u00e8 incontrata con il controllo assoluto, la precisione offerta dalle macchine e dall&#8217;opera degli archivisti.<br \/>\nConsiderate, ad esempio, come una delle due estremit\u00e0 tunnel sotterraneo del Dupont Circle si trovi ad appena un paio di Km dalla facciata posteriore della Casa Bianca, sacello inviolabile del grande padre nazionale. E chi mai andrebbe a bere vino, come proposto dall&#8217;appassionato tutore\u00a0dei silos del McMillian, fatto fermentare tra i detriti di un sabbioso sotterraneo pre-bellico? Simili luoghi tanto lungamente abbandonati, superata la naturale curva del tempo, hanno maturato una tendenza a rimanere tali. Finch\u00e9, superata l&#8217;ipotesi dei pochi individui e delle loro associazioni sognatrici, la collettivit\u00e0\u00a0non decida che ne ha un rinnovato bisogno, tangibile e pressante, iscritto sopra i documenti attentamente autenticati. Anche questa \u00e8 la democrazia, come direbbe Washington.\u00a0Il personaggio, non lo stato. O la citt\u00e0?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Porte di metallo che oscillano nel vento, strane deviazioni vanno\u00a0oltre i marciapiedi del sottopassaggio. Cosa viva oltre le soglie meno percorribili della citt\u00e0&#8230;Quali tesori albergano nascosti dietro i limiti del nostro sguardo? 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