{"id":16411,"date":"2015-02-28T08:32:30","date_gmt":"2015-02-28T07:32:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=16411"},"modified":"2015-02-28T08:38:08","modified_gmt":"2015-02-28T07:38:08","slug":"per-gustare-ramen-demonio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=16411","title":{"rendered":"Per gustare il ramen del demonio"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/youtu.be\/xx6NkVyf79I\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-16413\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-16413\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/02\/Hell-Ramen-500x313.jpg\" alt=\"Hell Ramen\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/02\/Hell-Ramen-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/02\/Hell-Ramen.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un cucchiaio pi\u00f9 pesante di un macigno, due bacchette come pali della luce. Un vulcanico cratere fatto di ceramica, deposto sopra il tavolo del variopinto ristorante. L\u00e0 dietro, se ancora avessimo la forza di girarci, scorgeremmo la\u00a0parete fotografica con volti che ci guardano felici. Sarebbero costoro, il gruppo dei prescelti dal fato, gli eroi\u00a0che hanno superato\u00a0l&#8217;ardua prova. I sopravvissuti del Jigoku Ramen (piccantezza indescrivibile, gloria insuperabile). Penetra un refolo di vento, il gracidare della rana\u00a0che trafigge il fresco ambiente conviviale. Beato l&#8217;animale! Batrace\u00a0che\u00a0non ha voglia\u00a0di punirsi,\u00a0per il gusto del momento successivo. Sudore ormai\u00a0sgorga copioso dalla fronte; il piatto sembra un mistico portale, verso dimensioni sconosciute e ultramondane. Sparisce, giosamente, l&#8217;ultimo degli spaghetti. Ci\u00f2 che resta \u00e8 solo il liquido rosso-diavolo della mostruosa\u00a0zuppa, il fuoco ultimo della creazione. E chi avr\u00e0 mai il coraggio di&#8230;Berlo?<br \/>\nSe c&#8217;\u00e8 un <em>leit-motiv<\/em>\u00a0ricorrente nella voglia di creare giapponese, almeno per il modo in cui ci \u00e8 dato di comprenderla attraverso le moderne forme letterarie d&#8217;intrattenimento, questo \u00e8 certamente il tema dell&#8217;incontro. La preponderanza delle pagine di brevi romanzi, innumerevoli\u00a0puntate di serie animate, volumi su volumi di pluri-premiati manga, sono spesi nel narrare l&#8217;avventura del viaggio di un gruppo di personaggi, divisi dalle circostanze, che per pura coincidenza\u00a0si ritrovano\u00a0l&#8217;un con l&#8217;altro, in genere poco prima di un confronto o una battaglia col destino. Sar\u00e0 forse per l&#8217;effetto storico della Tokaido, strada di epoca Tokugawa (1600\u20131868) che congiungeva l&#8217;ancestrale Kyoto con la rinata capitale Edo, Tokyo del futuro carico di aspettative. Un singolo sentiero a far\u00a0da arteria principale dello Honshu, isola maggiore di Nippon, ove certamente tanti abili\u00a0guerrieri, dignitari e <em>daimy\u014d\u00a0<\/em>con castelli gi\u00f9 nella provincia si finivano per incrociare e darsi il passo, quando necessario. Oppure chi pu\u00f2 dirlo, sar\u00e0 una questione dalle origini pi\u00f9 spirituali: dalla credenza spiccatamente buddhista secondo cui nell&#8217;attraversamento dell&#8217;eterno ciclo del\u00a0<em>Sa\u1e43s\u0101ra<\/em>, tra una reincarnazione e l&#8217;altra, esisterebbero dei gruppi (<em>nakama<\/em>) di persone che una sorta di Provvidenza fa restare unite, attraverso i secoli, i millenni e molte vite differenti, finch\u00e9 non sopraggiunga l&#8217;illuminazione democratica di tutti quanti, sempre assieme addirittura\u00a0in quello. Del resto il <em>karma<\/em>, un concetto tutt&#8217;altro\u00a0imponderabile, pu\u00f2 essere riscosso facilmente da un vecchio nemico, se non oggi, quando il tuo corpo naviga lungo la riva di quel proverbiale\u00a0fiume che \u00e8 la storia. La quale indesiderabile\u00a0circostanza, a quanto pare, pu\u00f2 essere allontanata con un paradosso. Ma ci vuole coraggio, per\u00a0assaggiare il nettare della mortalit\u00e0&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bont\u00e0, realt\u00e0. Cibo per\u00a0descrivere le ragioni di un contesto: esiste veramente, a questo mondo, un metodo migliore di\u00a0capire un popolo, che conoscerlo con le papille gustative? Ed \u00e8 davvero il <em>sushi<\/em>, piatto che venne importato e modificato dalle tradizioni provenienti dal distante delta del Mekong, una bussola fedele per l&#8217;esplorazione del pensiero giapponese? R&#8217;amen, come dicono i pastafariani (fratelli di una strana religione) ci\u00f2 che serve \u00e8 una gran ciotola, con dentro la gustosa zuppa, nata grossomodo verso gli anni &#8217;50 dello scorso secolo. Basata sull&#8217;essenza quei tagliolini che altro non sarebbero in effetti, che farina di grano, sale ed acqua minerale. Se non fosse per l&#8217;incontro, con il senso e il gusto di duemila e cento cose &#8211; diverse come le pronunce di un carattere ideografico, eppure costanti, nel senso e il ritmo della risultanza ben tracciata sulla carta o la ricetta.\u00a0Gli ingredienti che danno il senso e il ritmo di questo piatto simbolo della vita comune, tutt&#8217;altro che costoso, inaccessibile o segreto, variano con la regione geografica, esattamente come il paesaggio che si osserva camminando sulla Tokaido, o visionando le relative ed arcinote stampe xilografiche in quadricromia. Carne, verdure, pesce, fagioli azuki,\u00a0miso (i semi della soia gialla), curiosi ornamenti spiraleggianti fatti in pasta di <em>surimi<\/em> (che danno il nome ad altrettanti ninja beneamati) e chi pi\u00f9 ne ha, ne risucchi rumorosamente il brodo, come del resto si usa fare all&#8217;altro capo dell&#8217;Estremo continente. Ma cosa succederebbe, dopo aver esplorato ogni angolo di quel paese, se iniziassimo a spostarci lungo l&#8217;asse verticale? Verso i sotterranei dell&#8217;esplorazione dantesca\u00a0oppur\u00a0nei cieli posti in alto, di quell&#8217;estasi divina&#8230;Come fatto dall&#8217;eroico <em>Ecoecoazarashi2<\/em> (nome probabilmente di fantasia) chef del ristorante Ippatsuya, sito nell&#8217;odierna Edo, pardon- Tokyo tecnologica, frontiera delle aspettative culinarie.<\/p>\n<figure id=\"attachment_16414\" aria-describedby=\"caption-attachment-16414\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/youtu.be\/b8JrVcu3Kxc\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-16414\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-16414 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/02\/Hell-Ramen-2-500x313.jpg\" alt=\"Hell Ramen 2\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/02\/Hell-Ramen-2-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/02\/Hell-Ramen-2.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-16414\" class=\"wp-caption-text\">Anche se il protagonista del video di apertura non \u00e8 riuscito a consumare la zuppa del suo ramen livello 4, le sue doti guerriere sono tutt&#8217;altro che indifferenti. Eccolo alle prese con il precedente livello 3, che riusc\u00ec a trangugiare senza grosse esitazioni.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il ramen infernale in questione prende le origini dalla ricetta dello\u00a0Hakata Nagahama, una versione gi\u00e0 particolarmente impegnativa del piatto in questione. Questa particolare variante\u00a0della cara\u00a0zuppa mista giapponese trae il grosso del suo sapore da un apporto di\u00a0<em>Char siu<\/em>, il maiale cotto al barbecue della tradizione cantonese, riconoscibile per l&#8217;alto contenuto di grasso e il presentarsi come una serie di fette sovrapposte. Ad esso si aggiungono, oltre agli immancabili spaghetti, una di quelle spettacolari cipolle nipponiche, simili a porri plutoniani, e un po&#8217; di <em>tsukudoni<\/em>, ovvero i caratteristici funghi che si dice abbiano la\u00a0forma di un orecchio. Niente variopinto <a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Narutomaki\" target=\"_blank\">narutomaki spiraleggiante<\/a>, in questo caso (non siamo mica bambini!) Ma in compenso un alto contenuto di&#8230;Spezie.<br \/>\nOra, le etichette dei barattoli in questione non vengono in effetti mai mostrati, ma si intuisce facilmente dal colore diavolesco delle polveri, nonch\u00e9 dalla descrizione situazionale, che siamo di fronte alla &#8220;Cosa pi\u00f9 piccante ad est del Messico&#8221; in cui praticamente non si potr\u00e0 percepire altro sapore, che quello tremendo sulla cima della scala di Scoville, lo strumento di misurazione tellurica del peperoncino. Alcuni suggeriscono si tratti in parte di\u00a0<em>yuzukosh\u014d<\/em>, il condimento giapponese a base di pepe nero, o della pasta rosseggiante del\u00a0<em>gochujang,\u00a0<\/em>la polvere particolarmente amata da ogni cuoco coreano. Altri si limitano a dire: metterci del &#8220;vero&#8221; peperoncino non sarebbe stato meglio? Almeno, avresti mantenuto anche gli altri sapori.\u00a0Ci\u00f2 che conta, tuttavia, \u00e8 la reazione dell&#8217;assaggiatore: sconvolta e sconvolgente.<\/p>\n<figure id=\"attachment_16412\" aria-describedby=\"caption-attachment-16412\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/youtu.be\/9vS_lsaRMbk\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-16412 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/02\/Ramen-Challenge-500x313.jpg\" alt=\"Ramen Challenge\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/02\/Ramen-Challenge-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/02\/Ramen-Challenge.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-16412\" class=\"wp-caption-text\">All&#8217;Orochon Ramen, nella Little Tokyo di San Francisco, \u00e8 possibile assaggiare qualcosa di simile al Jigoku Ramen di Ecoecoazarashi2. Ecco per l&#8217;appunto dimostrata l&#8217;esperienza, in un video di Halloween ad opera di gbot1999. La voce narrante si configura come una strana commistione tra Fantozzi e Fu Manchu.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si trattava, in fondo, di un terribile livello 4, shi\u00a0\u56db numero infausto per eccellenza, perch\u00e9 pronunciato in modo analogo a shi-nu\u00a0\u6b7b\u306c (morire) Si scopre cos\u00ec, guardando video\u00a0su Internet, che il ramen infernale\u00a0ha una serie di livelli e che ciascuno di essi corrisponde ad un diverso girone. Sull&#8217;ordinamento degli stessi, ci sono diverse interpretazioni. Mentre il nostro chef giapponese, come gi\u00e0 accennato, preferisce una numerazione crescente, in cui la cifra sale di pari passo con la difficolt\u00e0, esiste almeno un caso inverso, reso celebre dalla Tv statunitense. Risale giusto a qualche tempo fa l&#8217;epica puntata del <em>reality<\/em> Man Vs Food, in cui l&#8217;attore\u00a0Adam Richman si recava all&#8217;Orochon Ramen di San Francisco, ristorante famoso per la piccantezza del suo ramen. Il quale, per inciso, prevedeva ben sette gradazioni, in cui l&#8217;ultima era la\u00a0pi\u00f9 facile da buttar gi\u00f9, mentre il primo fuoco puro. E ancor peggio di quello, l&#8217;offerta prevedeva due &#8220;special&#8221; ancora pi\u00f9 piccanti (cinture nere delle arti marziali per lo stomaco). Proprio\u00a0su quelli si reggeva\u00a0la leggenda: perch\u00e9 esattamente come all&#8217;Ippatsuya, pare che tutti coloro a cui riesca\u00a0di consumarne una porzione entro un tempo limite ben definito, si siano ritrovati\u00a0affissi in effige sopra la parete retrostante della gloria. Si dice che delle migliaia di persone che ci provano ogni mese, solamente 200, fin dall&#8217;apertura del locale, siano riusciti nell&#8217;ardua disfida.<br \/>\nRamen calante, luna crescente. O forse, d&#8217;altro canto, la questione andrebbe intesa in questo modo: lo stato naturale della zuppa alla giapponese \u00e8 una\u00a0cortese indigeribilit\u00e0. Matematicamente, questa viene espressa con lo zero, il numero perfetto. Se si aumenta il grado\u00a0di\u00a0piccantezza verso la ricerca del paradiso, aumenta un numero ordinale, che \u00e8 per l&#8217;appunto quello usato in U.S.A. Ma sconfinando nelle regioni dell&#8217;inferno del\u00a0Jigoku Ramen dell&#8217;Ippatsuya, la cifra invece aumenta verso la vertigine. In un modo esponenziale, samurai.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un cucchiaio pi\u00f9 pesante di un macigno, due bacchette come pali della luce. Un vulcanico cratere fatto di ceramica, deposto sopra il tavolo del variopinto ristorante. L\u00e0 dietro, se ancora avessimo la forza di girarci, scorgeremmo la\u00a0parete fotografica con volti che ci guardano felici. Sarebbero costoro, il gruppo dei prescelti dal fato, gli eroi\u00a0che hanno &#8230; <a title=\"Per gustare il ramen del demonio\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=16411\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Per gustare il ramen del demonio\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[274,870,292,162,46,869,89],"class_list":["post-16411","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-alimenti","tag-cibi-piccanti","tag-cibo","tag-cucina","tag-giappone","tag-ramen","tag-strano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/16411","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=16411"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/16411\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":16417,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/16411\/revisions\/16417"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=16411"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=16411"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=16411"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}