{"id":16290,"date":"2015-02-12T08:47:53","date_gmt":"2015-02-12T07:47:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=16290"},"modified":"2015-02-12T08:54:43","modified_gmt":"2015-02-12T07:54:43","slug":"questa-carpa-vale-quanto-ferrari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=16290","title":{"rendered":"Questa carpa vale quanto una Ferrari"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/youtu.be\/qS7a32uMSl0\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-16292\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-16292\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/02\/Koi-Fish-500x313.jpg\" alt=\"Koi Fish\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/02\/Koi-Fish-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/02\/Koi-Fish.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella favola numero 173 di Esopo, un taglialegna lascia accidentalmente cadere la sua ascia dentro a un fiume e poich\u00e9 tale strumento, visto lo stato critico delle sue finanze, era per lui sia indispensabile che impossibile da rimpiazzare, si siede, piange lacrime tardive e si dispera. Ma il dio Hermes (che i romani chiamavano\u00a0Mercurio, oppure meno\u00a0formalmente il Messaggero) casualmente si trovava a fare il bagno in quelle acque, e vista l&#8217;imprevista occorrenza di una greve\u00a0e rugginosa\u00a0lama presso il ruvido fondale, decise di mettere alla prova\u00a0quel distratto abitante del consorzio naturale. &#8220;Ascoltami, umano&#8221; Uno pu\u00f2 facilmente immaginarsi la mano perfetta che emerge dall&#8217;acqua con un manico ben stretto tra le dita, mentre una voce roboante piega gli alberi nella foresta: &#8220;Sei tu che hai perso questa&#8230;Cosa?&#8221; A riflettersi sui flutti turbinanti, un&#8217;ascia interamente fatta d&#8217;oro. Secondo la tradizione, se a quel punto il taglialegna avesse detto di si, non avrebbe ricevuto nulla e sarebbe, anzi, stato punito dall&#8217;ira del dio, infastidito dall&#8217;interruzione delle sue abluzioni. Ma poich\u00e9 costui l&#8217;uomo, che era pur sempre l&#8217;immagine dell&#8217;onest\u00e0 o forse della furbizia, restitu\u00ec\u00a0un cenno chiaramente negativo, la mano divina ritorn\u00f2 ad immergersi sott&#8217;acqua. Per tornare poco dopo in superficie: &#8220;E che mi dici di quest&#8217;ascia, invece, d&#8217;argento?&#8221; La luce del sole, amplificata\u00a0dal filo splendido\u00a0del mirabile implemento, tendeva a riflettersi in 380 direzioni: &#8220;Nossignore, niente affatto, non \u00e8 questa, la mia.&#8221; Cos\u00ec, d&#8217;un tratto, egli aveva superato l&#8217;imprevista\u00a0prova. Il kami dei greci\u00a0risal\u00ec la riva e ancora grondante, un gran sorriso sopra il volto, porse al taglialegna la sua vera ascia, assieme alle altre due.<br \/>\nStranamente, o forse niente affatto, questa favola di un altro mondo \u00e8 particolarmente cara\u00a0ai giapponesi. Si potrebbe quasi pensare ingenuamente, non conoscendo l&#8217;originale e approcciandosi tramite il punto di vista moderno, che l&#8217;avessero inventata loro. Nella versione che ricompare, lievemente modificata, in innumerevoli videogiochi, manga ed anime, al posto di Hermes\u00a0viene messa &#8220;la grande dea&#8221; un <em>expy,<\/em> o <em>ersatz<\/em>\u00a0che dir si voglia, meno spiccatamente\u00a0sacrale dell&#8217;ormai arcinota Amaterasu, simbolo vivente dell&#8217;astro solare, personificazione shintoista del ruolo degli uomini nell&#8217;universo. Mentre al posto dell&#8217;ascia, mille alternative: c&#8217;\u00e8 talvolta uno specchio, c&#8217;\u00e8 una pietra, c&#8217;\u00e8 la spada, l&#8217;arco oppure addirittura il cellulare. Qualsiasi oggetto caro al suo proprietario, che riavendolo indietro grazie all&#8217;intercessione sovrannaturale, non solo riesce a dimostrare la sua onest\u00e0. Ma scopre, assieme a tutti noi, che la ricchezza pu\u00f2 manifestarsi in modi e tempi inaspettati. Un concetto estremamente utile a coloro che applicano la propria sapienza alla pratica raffinata\u00a0di allevare la carpa koi. Argento, oro e Platinum Ogon!<br \/>\nAvvenne infatti, a quanto pare nei remoti tempi della dinastia cinese dei Song, che un&#8217;imperatrice non meglio definita (\u00e8 una vicenda quasi leggendaria) si fosse appassionata nel collezionare un certo tipo di particolari pesciolini, rigorosamente appartenenti alla famiglia dei Ciprinidi, piccoli nuotatori\u00a0per una bizzarra\u00a0e inspiegabile\u00a0mutazione biologica tendevano ad una tonalit\u00e0 di scaglie\u00a0fra l&#8217;arancione e il giallastro.\u00a0La\u00a0quale, con un notevole balzo di fantasia, poteva essere definito color-oro. Seguendo immediatamente l&#8217;esempio della sovrana (vera e propria\u00a0<em>trend-setter<\/em> dei suoi tempi) i frequentatori della corte iniziarono\u00a0ad acquistare grandi quantit\u00e0 di\u00a0quella stessa specie di animali, ma poich\u00e9 il giallo era da tempo immemore un simbolo della sovranit\u00e0, i loro pesciolini tendevano prudentemente\u00a0al vermiglio, grazie ad un sapiente incrocio tra due specie di carpa: la cruciana e la prussiana. Cos\u00ec nacque, nel giro di appena qualche generazione, il sempiterno pesce rosso. Ma le cose belle, nei secoli remoti, hanno pur sempre teso a crescere in maniera incontrollata. E non pu\u00f2 esserci un&#8217;ascia d&#8217;oro, senza un&#8217;altra d&#8217;argento, platino e perch\u00e9 no. A macchie rosse e bianche, con qualche vistosa macula d&#8217;inchiostro <em>sumi<\/em> sopra il dorso fatto a scaglie&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Ti ho chiamato, amico mio, perch\u00e9 non capita spesso che un pesce come questo giunga fino qui in America.&#8221; A parlare \u00e8 Shawn McHenry, proprietario dell&#8217;allevamento Mystic Koi in California, cos\u00ec intervistato, assieme alla ragione del suo orgoglio, da un rappresentante del popolare canale <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/channel\/UCgdXrQHVEVUMCinKmrSfFxA\" target=\"_blank\">ThePondDigger<\/a>, tra i maggiori\u00a0<em>contractors\u00a0<\/em>specializzati nell&#8217;implementazione di stagni per le carpe in Occidente. I due, in stato di assoluta deferenza, si avvicinano alla vasca che \u00e8 un po&#8217; il tempio di questa incredibile creatura. Il proprietario, immergendo delicatamente la vistosa e grande ciotola bluastra (un colore scelto molto attentamente per i suoi meriti di contrasto) cattura il dio-titano del fiume e ce lo mostra sotto l&#8217;occhio della telecamera: \u00e8 pressoch\u00e9 perfetto. Un mostro di oltre 80 cm, appartenente quindi al genere cosiddetto dei Jumbo Koi, che tuttavia presenta le caratteristiche di un giovane virgulto del giardino acquatico, lucido ed immacolato.<br \/>\nAnzi, diversamente maculato: ben tre diversi &#8220;culmini&#8221; (lui li chiama, con saccente sghignazzamento dei commentatori, <em>climax<\/em>) di colori differenti. Le consuete macchie bianche e rosse della carpa domestica giapponese, oltre ad una vistosa spruzzata d&#8217;inchiostro nero, cos\u00ec vistosa\u00a0da sembrare artificiale. I pesci con questo tipo specifico di livrea, fatti nascere per la prima volta nel 1914 dall&#8217;allevatore Gonzo Hiroi, vengono definiti Taish\u014d Sanshoku (\u5927\u6b63\u4e09\u8272)\u00a0dal nome ufficiale\u00a0dell&#8217;Imperatore di quell&#8217;epoca Yoshihito, oppure semplicemente Sanke, sfruttando la lettura alternativa degli ultimi due caratteri \u4e09\u8272. Rispetto alla loro controparte cinese, le koi sono una creazione piuttosto recente, attestata soltanto a partire dal diciottesimo secolo e spesso notevolmente pi\u00f9 imponenti, perch\u00e9 incrociate a partire dal\u00a0<em>Cyprinus carpio\u00a0<\/em>o carpa comune, un pesce imparentato ma diverso.<\/p>\n<figure id=\"attachment_16291\" aria-describedby=\"caption-attachment-16291\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/youtu.be\/CoOf3M8k2X8\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-16291 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/02\/Koi-Fish-2-500x313.jpg\" alt=\"Koi Fish 2\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/02\/Koi-Fish-2-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/02\/Koi-Fish-2.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-16291\" class=\"wp-caption-text\">Non \u00e8 affatto raro che una carpa koi superi abbondantemente il milione di yen di valore (circa 8.000 dollari) diventando un prezioso <em>status symbol<\/em>. In questo segmento del documentario della BBC, <em>Fish! A Japanese Obsession<\/em> (2009) Charles Rangeley Wilson visita uno di questi allevamenti, nel momento delicato in cui i pesci devono essere\u00a0spostati prima del sopraggiungere dell&#8217;inverno.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La carpa di McHenry, che sta per essere venduta ad un facoltoso\u00a0quanto\u00a0misterioso cliente, ha una storia piuttosto particolare. L&#8217;attuale proprietario racconta di quando, diversi anni fa, si trovava a far da giudice al Nagaoka Nogiosai, un concorso di bellezza ittico in Giappone tenuto presso l&#8217;omonima citt\u00e0 della prefettura di\u00a0Niigata, grossomodo nell&#8217;esatto centro dello Honshu, l&#8217;isola maggiore del paese. Qui si procedette come di consueto, eliminando per gradi successivi i pesci ritenuti meno merit\u00f2ri, fino al sopraggiungere di una situazione finale di stallo: due veri e propri dragoni vermigli, entrambi impossibili da criticare, l&#8217;uno appartenente al genere tradizionale delle Kohaku (koi soltanto bianchi e rossi) l&#8217;altro, eccolo qui. Essenzialmente, una delle pi\u00f9 grandi e splendide Sanke a memoria d&#8217;uomo. Per inciso, in origine esistevano\u00a0soltanto tre tipi di carpe koi riconosciute, il cui terzo era la\u00a0Sh\u014dwa Sanshoku, nera e bianca a macchie rosse, inventata\u00a0nel 1927 e spesso quasi indistinguibile da quella\u00a0qui documentata &#8211; ma non fa parte della storia. Tutte e tre assieme le razze, se cos\u00ec possono essere definite, rientravano nel genere collettivo e arbitrariamente definito delle Gosanke, vincitrici indiscusse di una significativa percentuale\u00a0degli show di settore, nonostante si stia tentando ormai da lungo tempo di differenziare le tipologie riconosciute, con pesci monocromatici, con pinne corte o lunghe, con o senza scaglie&#8230;Le varianti sono letteralmente infinite.<br \/>\nAd ogni modo, si era l\u00ec, ormai stanchi dopo un lungo giorno di discussioni, per decidere quale fosse la migliore carpa tra due quasi uguali. Quando a un tratto uno dei giudici, che guarda caso era anche l&#8217;allevatore della Kohaku e della Sanke, disse: &#8220;Ascoltate. Comunque vada, oggi porter\u00f2 a casa il premio e quindi&#8230; Che ne dite di chiudere in tempo per la cena? Secondo me\u00a0il pesce superiore \u00e8 questo.&#8221; Cos\u00ec vinse, l&#8217;altro che noi qui non abbiamo occasione di vedere. Il che fu una notevole fortuna, per McHenry, che racconta di essere in questo modo riuscito ad accaparrarsi il suo pur meraviglioso koi per un prezzo assai inferiore il che, ci garantisce, andr\u00e0 anche a vantaggio del suo cliente finale. 60.000 dollari pu\u00f2 sembrare una bella cifra. Ma considerate pure questo: una carpa koi, secondo fonti autorevoli, pu\u00f2 tranquillamente superare i 50 di et\u00e0 e non \u00e8 tutt&#8217;ora noto quale sia il tetto massimo della sua sopravvivenza, salvo l&#8217;intromissione di un qualche pericoloso airone americano di passaggio (questi pesci sono molto vulnerabili ai predatori, persino dentro a uno stagno da giardino). Esiste almeno un caso, purtroppo non documentato, in cui una di tali\u00a0creature sarebbe stata tramandata di padre in figlio per ben 225 anni. Il suo nome era Hanako e il colore, a quanto pare, un rosso vivo e intenso.<br \/>\nPerch\u00e9 tra le tante cose che si possono gettare in un fiume, asce o tutto il resto\u00a0probabilmente la migliore \u00e8 pur sempre lo sguardo. E la divinit\u00e0 tanto spesso non proviene da concetti mistici ed incomprensibili, ma dalla pura e semplice bellezza. Che talvolta va nutrita e coltivata per generazioni. Fino a che non porta soddisfazione senza fine, ricchezza e perch\u00e9 no, anche all&#8217;illuminazione spirituale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella favola numero 173 di Esopo, un taglialegna lascia accidentalmente cadere la sua ascia dentro a un fiume e poich\u00e9 tale strumento, visto lo stato critico delle sue finanze, era per lui sia indispensabile che impossibile da rimpiazzare, si siede, piange lacrime tardive e si dispera. Ma il dio Hermes (che i romani chiamavano\u00a0Mercurio, oppure &#8230; <a title=\"Questa carpa vale quanto una Ferrari\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=16290\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Questa carpa vale quanto una Ferrari\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[125,532,77,857,46,512,207,399,147],"class_list":["post-16290","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-animali","tag-animali-domestici","tag-arte","tag-carpe","tag-giappone","tag-koi","tag-lusso","tag-pesci","tag-stati-uniti"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/16290","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=16290"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/16290\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":16296,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/16290\/revisions\/16296"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=16290"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=16290"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=16290"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}