{"id":16281,"date":"2015-02-11T08:42:42","date_gmt":"2015-02-11T07:42:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=16281"},"modified":"2015-02-11T09:04:04","modified_gmt":"2015-02-11T08:04:04","slug":"soffiava-nello-zucchero-per-drago","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=16281","title":{"rendered":"Soffiava nello zucchero per fare un drago"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/youtu.be\/-kYGYc-vb0w\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-16282\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-16284\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/02\/Xian-Sugar-Blowing-500x313.jpg\" alt=\"Xian Sugar Blowing\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/02\/Xian-Sugar-Blowing-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/02\/Xian-Sugar-Blowing.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dragones, yeti, mostri a profusione. Cosa alberga nelle zone in cui i geografi non giunsero a documentare? C&#8217;era sempre quella mappa riccamente decorata, frutto della stampa o dell&#8217;opera diretta di un artista, in cui lo spazio estremo rimaneva vuoto ma soltanto di reali informazioni. Perch\u00e9\u00a0ricco delle ipotesi pi\u00f9 trascendenti: creature grandi come isole, serpenti lunghi quanto i continenti. Zigzaganti e semi-visibili, eternamente riprodotti sulla carta, nella pittura e in ogni altro possibile veicolo della creativit\u00e0. Persino, oib\u00f2, lo zucchero! Che puoi scolpire, attrezzare, usare per tracciare una figura uscita dalla mente. Almeno oggi, che ce l&#8217;hai. E conosci quel segreto&#8230;<br \/>\nChi siamo? Scintille momentanee di presenza, come\u00a0\u7cd6\u4eba &#8211; T\u00e1ng r\u00e9n, le &#8220;persone&#8221; di zucchero, che quest&#8217;uomo crea a partire da una pregevole\u00a0sostanza, per le strade ed i turisti di Xian. E da dove proveniamo? Per certi e rilevanti versi da\u00a0un lontano\u00a0luogo. Quell&#8217;epigrafe scritta a grandi lettere sul marmo da uno scalpellino avventuroso, pronto ad arruolarsi nell&#8217;odierno Epiro per poter testimoniare\u00a0&#8220;Alessandro Magno giunse fino a qui&#8221; e basterebbe poter ritornare indietro, e spostare quel macigno, quell&#8217;imponente lapide o obelisco, di qualche centinaio oppur migliaio di chilometri, per modificare in modo estremamente significativo quella che fu la vicenda dell&#8217;intero\u00a0periodo dell&#8217;era Classica\u00a0e conseguentemente, della Cina co\u00e9va. La spedizione del Macedone verso il grande Oriente, che fu un viaggio di conquista e di scoperta le cui proporzioni effettive possono davvero essere giudicate solamente a posteriori, fu talmente\u00a0epocale e rivoluzionaria, condusse all&#8217;incontro ed alla mescolanza di\u00a0tali culture contrapposte, che\u00a0\u00e8 facile dimenticare alcune delle\u00a0conseguenze meno altisonanti, eppure duttili e durature, di una simile catena d&#8217;improbabili eventi. Fra queste, l&#8217;iniziativa di un gruppo di soldati ormai prossimi alla ribellione, stanchi per le dure campagne contro l&#8217;esercito del re Porus del Punjab, che giunti presso il fiume Indo ebbero a\u00a0conoscere una strana pratica del popolo locale. Un&#8217;intera casta di laboriosi\u00a0agricoltori, che per vivere dovevano curare la coltivazione della\u00a0<i>Sharkara,\u00a0<\/i>la cosiddetta\u00a0canna-del-miele, un vegetale il quale,\u00a0una volta raccolto, veniva subito\u00a0schiacciato, fino a ridurlo in una fine polvere biancastra. Quindi filtrato, affinch\u00e9 la rimanenza liquida della sua linfa, deliziosamente dolce, potesse essere usata come mistica bevanda. Era il 320 a.C, ma \u00e8 stato accertato, attraverso lo studio dei testi e delle testimonianze locali, che la pratica fosse nota fin d&#8217;impero indiano dei Gupta, risalente a 50 anni prima. Fatto sta che pochi anni dopo, lasciato il fondamentale segno della sua venuta, Alessandro dovette arrendersi all&#8217;evidenza del\u00a0bisogno, girare il suo cavallo bianco di 180 gradi e intraprendere il pesante viaggio fino a casa. Ma alcuni dei suoi, a quanto pare, si impossessarono in gran segreto di un ingente carico dei\u00a0semi e delle piante dello\u00a0<em>Sharkara, <\/em>che loro chiamavano \u03b6\u03b1\u03ba\u03c7\u03b1\u03c1\u03bf\u03bd-<i>sakcharon,\u00a0<\/i>da cui il termine moderno &#8220;saccarosio&#8221; ed invero, perch\u00e9 no: lo Zucchero in se stesso, tale imprescindibile,\u00a0essenziale fondamento dei sapori. Il demone\u00a0della carie si era liberato.<br \/>\nN\u00e9 la cultura grecizzata dell&#8217;Ellenismo, n\u00e9 quella successiva del vasto Impero Romano, percorsero mai con i vessilli e le armi\u00a0l&#8217;intera Via della Seta, per giungere fino alla fonte di tanti vantaggiosi ed ottimi commerci, la remota e misteriosa Terra di Mezzo &#8211; \u4e2d\u570b (Zh\u014dnggu\u00f3). Ma lo zucchero, partendo direttamente dall&#8217;India, ovviamente si. Seguendo dunque un percorso cronologico, piuttosto che geografico, possiamo con certezza affermare che la coltivazione della canna a zucchero in Cina fosse nota fin dall&#8217;ottavo secolo avanti Cristo, come ampiamente narrato dai testi manoscritti di quell&#8217;epoca, gelosamente custoditi secondo\u00a0l&#8217;etica e il rispetto di coloro che furono i Primi (grazie, Confucio!) E consumato, con estremo gusto. E celebrato dai poeti. Ed impiegato in una serie di pratiche artistiche assai particolari, come quella della soffiatura attenta d&#8217;animali mitologici, non per la consumazione, bens\u00ec a scopo puramente estetico e decorativo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La pratica del\u00a0T\u00e1ng r\u00e9n, cos\u00ec ben documentata nel video della\u00a0blogger viaggiatrice\u00a0<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/channel\/UC8UFQKbh5apdpDMtd_C-aSw\" target=\"_blank\">Carol Ann Quibell<\/a>, ha una genesi largamente incerta, come spesso avviene per le arti del popolo, e si attesta fin dall&#8217;antica dinastia dei Song (960-1279 d.C.) alcuni la chiamano in lingua, per l&#8217;analogia con una\u00a0forma d&#8217;arte teatrale molto successiva, l&#8217;Opera di Zucchero. Ha del resto alcuni elementi affini a quelli di uno spettacolo, ed \u00e8 stata concepita per nutrire l&#8217;anima, piuttosto che addolcire le papille gustative, alla maniera di tante altre pratiche pseudo-gastronomiche di quei paesi. E ti credo! Chi se la sarebbe messa in bocca, una creazione simile, piena d&#8217;aria e assai probabilmente di saliva&#8230;<\/p>\n<figure id=\"attachment_16283\" aria-describedby=\"caption-attachment-16283\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/youtu.be\/vQlQQDP6hNY\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-16283\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-16283 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/02\/Sugar-Dragon-Picture-500x313.jpg\" alt=\"Sugar Dragon Picture\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/02\/Sugar-Dragon-Picture-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/02\/Sugar-Dragon-Picture.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-16283\" class=\"wp-caption-text\">Il T\u00e1ng hu\u00e0 (\u7cd6\u753b) o pittura di zucchero, \u00e8 la versione bidimensionale della stessa cosa. In questo caso, mancando la fase di soffiatura, il dolcissimo drago che ne resta pu\u00f2 essere tranquillamente consumato, come uno stupendo lecca-lecca. Che peccato, per\u00f2!<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancora oggi, i praticanti di questa antica e curiosa arte sono ovunque: dalle strade di Shanghai all&#8217;ombra del vertiginoso monte Hua, dalle stazioni di scambio presso le merlature di antiche fortificazioni contro i Mongoli fino agli <em>hutong<\/em> di Pechino, gli antichi e stretti vicoli che sono il simbolo della citt\u00e0. Ovunque, insomma, ci sia qualcuno disposto ad osservare, registrare e soprattutto ricompensare l&#8217;opera dell&#8217;artigiano. Nonch\u00e9, possibilmente, schiere di bambini. La tradizione da sempre infatti vuole, a margine dello spettacolo, che ciascun piccolo committente\u00a0provveda alla messa in movimento di una sorta di ruota della fortuna, con figure degli animali dello zodiaco e altre creature pi\u00f9 o meno fantasiose, finalizzata alla determinazione di quale sia la scultura che dovr\u00e0 ricevere dall&#8217;artista dello zucchero, spesso in cambio di poche monete o banconote. Qualche volta, nei periodi pi\u00f9 economicamente complicati, si usava scambiare l&#8217;oggetto con beni di prima necessit\u00e0, come vestiti o scarpe usate, dentifricio. Oppure rottami metallici da riciclare, con conseguente sostentamento, tutt&#8217;altro che agiato, della controparte vagabonda. Non \u00e8 certo facile immaginare la vita di questi uomini e donne, dediti all&#8217;arte nella sua forma meno duratura, l&#8217;ineffabile creazione di un qualcosa di piacevole allo sguardo, quanto impermanente e presto ricoperto dalla polvere (lo zucchero rimane pur sempre appiccicoso, anche\u00a0dopo la cottura). Ma \u00e8 indubbio che il loro riallacciarsi ad una tradizione folkloristica tanto eminente abbia donato, nei secoli, un ricco significato a un tale gesto. Dare forma ai draghi! E qualche volta, addirittura, leccarli almeno un po&#8217;.<\/p>\n<figure id=\"attachment_16282\" aria-describedby=\"caption-attachment-16282\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/youtu.be\/cIKnrFNsGpA\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-16282 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/02\/Lofty-Candy-Canes-500x313.jpg\" alt=\"Lofty Candy Canes\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/02\/Lofty-Candy-Canes-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/02\/Lofty-Candy-Canes.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-16282\" class=\"wp-caption-text\">La pratica moderna artigianale prevede che lo zucchero cotto, ovvero soggetto a quel processo chimico che lo trasforma in caramello, non venga direttamente lasciato raffreddare nella forma prescelta e quindi subito consumato, quanto invece sottoposto ad una serie di procedimenti successivi.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Occidente, nel frattempo, non esiste nulla di davvero comparabile alle due pratiche cinesi del\u00a0T\u00e1ng r\u00e9n e del\u00a0T\u00e1ng hu\u00e0, tranne forse la trovata assolutamente contemporanea, attestata presso\u00a0alcuni rinomati\u00a0ristoranti americani, di costruire vistosi centrotavola con lastre o forme interconnesse di zucchero caramellato. Tali imponenti creazioni, tuttavia, prendono l&#8217;origine in genere da stampi realizzati appositamente per lo scopo, e bench\u00e9 il montaggio richieda una notevole manualit\u00e0, non hanno nulla di quel senso spontaneo e quasi clownesco degli artisti di strada cinesi, quasi\u00a0affini ai figuranti che attorcigliano palloncini per mestiere.<br \/>\nCi\u00f2, naturalmente, non significa che l&#8217;arte dello zucchero sia sconosciuta nell&#8217;Europa e negli Stati Uniti, anzi! Semplicemente, ha preso un&#8217;altra strada. All&#8217;apice del suo impero commerciale, fu prevalentemente Venezia ad importare dai paesi arabi questa sostanza preziosissima ed indeperibile della canna-del-miele, che nella sua forma vegetale di partenza, per naturale predisposizione, riusciva a crescere e prosperare unicamente nei climi umidi e tropicali. Lo zucchero, dunque, rimase un bene di lusso fino al diciottesimo secolo, quando l&#8217;introduzione di specifici <em>cultiv\u00e0r<\/em> (elaborazioni artificialmente selezionate) della pianta attecchirono nella maggior parte delle colonie spagnole e portoghesi, diffondendosi nella sua forma odierna sulle tavole e nei cucchiaini dell&#8217;intero mondo occidentale. La gioia tanto semplice di lasciar colare il caramello fuori dalla pentola dandogli l&#8217;aspetto\u00a0del draghetto da donare o vendere, cos\u00ec diffusa in Oriente, venne saltata a piedi pari, verso una lavorazione pi\u00f9 complessa e sofisticata. La fabbricazione moderna di caramelle artigianali prevede infatti la creazione di un impasto detto <em>pulling-sugar <\/em>(zucchero da &#8220;tirare&#8221;) possibilmente arricchito di coloranti o altri sapori, che prima di raffreddarsi viene attentamente manipolato, pi\u00f9 e pi\u00f9 volte ripiegato, fino all&#8217;ottenimento della forma desiderata. Quindi fatto a fette, pi\u00f9 o meno grandi, a secondo della golosit\u00e0 della clientela del momento.\u00a0Pare quasi, talvolta, di assistere alla fabbricazione dell&#8217;acciaio di Damasco. Oppure addirittura (strane coincidenze) a quella di una <em>katana<\/em> giapponese! Ma con gradevoli strisce bianche e rosse, perch\u00e9 anche l&#8217;occhio vuole la sua parte di dolcezza. E non tutti i grandi mostri serpeggianti\u00a0devono essere\u00a0trafitti cos\u00ec, per puro sport.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dragones, yeti, mostri a profusione. Cosa alberga nelle zone in cui i geografi non giunsero a documentare? C&#8217;era sempre quella mappa riccamente decorata, frutto della stampa o dell&#8217;opera diretta di un artista, in cui lo spazio estremo rimaneva vuoto ma soltanto di reali informazioni. Perch\u00e9\u00a0ricco delle ipotesi pi\u00f9 trascendenti: creature grandi come isole, serpenti lunghi &#8230; <a title=\"Soffiava nello zucchero per fare un drago\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=16281\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Soffiava nello zucchero per fare un drago\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[77,856,292,543,163,365,311,82,71,855],"class_list":["post-16281","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-arte","tag-caramelle","tag-cibo","tag-cibo-di-strada","tag-cina","tag-dolci","tag-gastronomia","tag-scultura","tag-storia","tag-zucchero"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/16281","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=16281"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/16281\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":16289,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/16281\/revisions\/16289"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=16281"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=16281"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=16281"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}