{"id":16179,"date":"2015-01-29T08:14:56","date_gmt":"2015-01-29T07:14:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=16179"},"modified":"2015-01-29T08:15:26","modified_gmt":"2015-01-29T07:15:26","slug":"trasforma-in-elettricita-forza-delle-onde","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=16179","title":{"rendered":"L&#8217;impianto che trasforma in elettricit\u00e0 la forza delle onde"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/youtu.be\/GA_UgVm9bvU\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-16181\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-16181\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/01\/Wave-Energy-500x313.jpg\" alt=\"Wave Energy\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/01\/Wave-Energy-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/01\/Wave-Energy.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Due grandi boe gialle galleggiano nel porto di Pec\u00e9m nella regione di Ce\u00e0ra, vicino a Fortaleza do Brazil. Non per segnalare una scogliera, n\u00e9 come semplice decorazione. Ma per lo scopo tecnologico pi\u00f9 importante e imprescindibile di tutti quanti: trasformare l&#8217;energia non misurabile\u00a0in qualche cosa di davvero utile, questa ronzante, corposa e splendida elettricit\u00e0. Una lampadina, in fondo, \u00e8 pi\u00f9 che una semplice idea; rappresenta, piuttosto, il simbolo di una qualsiasi Idea. La spinta ingegneristica al miglioramento, il desiderio di arrecare luce l\u00ec dentro e sotto i letti, dove la tenebra distende i suoi tentacoli d&#8217;inedia e decadenza. Ed accenderla vuol dire sacrifici. Avete mai visto un giacimento di petrolio? Ettolitri di fluido nero e maleodorante, frutto della decomposizione vegetale. Le cosiddette &#8220;risorse del pianeta&#8221; non sono preziose in senso innato o sacrosante nell&#8217;aspetto, bens\u00ec uno scarto, l&#8217;esatto opposto delle cose degne o meritevoli di essere preservate. Uranio e torio, a loro volta, i minerali usati come pietra focaia di reazioni nucleari, altro non sono che un veleno fattosi materia inerte, la cui mezza-vita \u00e8 un lungo periodo d&#8217;orrida disgregazione radioattiva, con nefaste conseguenze per gli astanti o chicchessia si trovi l\u00ec vicino. Eppure, fin dall&#8217;epoca moderna, occorre ricercare tali orrori e molti altri, per bruciarli nel profondo di fornaci chiarificatrici. Altrimenti, addio rasoio elettrico! Niente pile per Gameboy! \u00c8 questo il paradosso che contrasta la comune ecologia, un pericoloso pensiero, conduttore al tempo stesso di salvezza, del suo opposto, ovvero: questo pianeta, se lasciato a se stesso, sopravviverebbe assieme a noi. Si, ma come? E siamo davvero sicuri che l&#8217;influenza dell&#8217;uomo, un gran riciclatore delle cose prive di significato, sia un male incurabile dei princ\u00ecpi naturali&#8230;<br \/>\nQuesto nuovo approccio color-banana alla generazione d&#8217;energia pulita e rinnovabile, frutto della collaborazione fra l&#8217;ente con partecipazioni statali COPPE e la compagnia privata Tractebel Energy, con un forte investimento dell&#8217;amministrazione regionale di Cear\u00e0, pone il Brasile nel gruppo estremamente ristretto dei paesi dotati di un&#8217;installazione\u00a0energetica basata sul moto ondoso, assieme agli Stati Uniti, l&#8217;Australia e poi\u00a0Svezia, Finlandia, Danimarca&#8230; Perfettamente chiaro: come per il classico mulino a vento, la collocazione degli impianti necessari per incanalare il ritmo degli elementi richiede, inevitabilmente, caratteristiche ambientali idonee al ripetersi frequente della condizione di partenza. E niente \u00e8 pi\u00f9 prevedibile, furioso, potenzialmente pericoloso, che l&#8217;abbattersi ondoso sulle coste dei due maggiori oceani della Terra.<br \/>\nL&#8217;energia elettrica,\u00a0nella sua forma pi\u00f9 diffusa e\u00a0funzionale per\u00a0la societ\u00e0, \u00e8 sempre frutto della trasduzione di un lavoro meccanico, o per usare altri termini, la conseguenza di una forza su di un corpo in grado di trasformarla con il magnetismo. Sarebbe questo il concetto\u00a0originario del disco di Faraday, applicato in serie e con diverse proporzioni. Ma pur sempre quell&#8217;irrinunciabile costante:\u00a0il moto rotativo. E se osservate il classico grafico della posizione di una particella su di un moto ondoso, \u00e8 presto chiaro: quella disegna, con precisione potenzialmente\u00a0geometrica (dipende dall&#8217;intento) un susseguirsi di spirali. Guarda caso, esattamente\u00a0come il frullatore collegato alla sua spina dentro casa! Quale significativa suggestione di mim\u00e9si&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec appunto, \u00e8 proprio questo che succede: le due boe gialle, collegate ad altrettanti bracci meccanici, si muovono su e gi\u00f9 sospinte dalla manifestazione pi\u00f9 aggressiva\u00a0dell&#8217;Atlantico del Sud; siamo del resto sotto l&#8217;equatore, in prossimit\u00e0 della &#8220;punta&#8221; orientale dell&#8217;America meridionale, in mezzo al nulla delle terre emerse e pi\u00f9 sicure. Un sistema di pompe, largamente meccanico e semplice quanto il principio originario della macchina a vapore, risucchia dell&#8217;acqua e la immagazzina in un apposito contenitore\u00a0ad alta pressione, detto serbatoio idropneumatico, posto bene al riparo dalla furia meteorologica di questi luoghi. Tale arnese, grazie all&#8217;apporto ulteriore dell&#8217;aria contenuta in una vasta camera iperbarica, genera un flusso continuo con una forza\u00a0comparabile a quella di una colonna d&#8217;acqua di 400 metri. Numero pari o superiore a quello delle principali centrali elettriche. Ecco manifestarsi, dunque, l&#8217;elettricit\u00e0.<\/p>\n<figure id=\"attachment_16180\" aria-describedby=\"caption-attachment-16180\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/youtu.be\/GEDGSlVHk50\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-16180 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/01\/Borgholm-Storm-500x313.jpg\" alt=\"Borgholm Storm\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/01\/Borgholm-Storm-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/01\/Borgholm-Storm.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-16180\" class=\"wp-caption-text\">Ci sono approcci allo sfruttamento delle risorse marittime o oceaniche che traggono decisamente\u00a0meno vantaggi dalla forza delle onde, ed anzi le temono a maggior ragione. Osservate, ad esempio, le spaventose condizioni della piattaforma di trivellazione Borgholm Dolphin, durante il fronte di bassa pressione che ha recentemente battuto il Mare del Nord.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quel\u00a0particolare dispositivo\u00a0progettato dalla COPPE nell&#8217;ottica del suo\u00a0<em>Programa de Planejamento Energ\u00e9tico<\/em> rappresenta soltanto uno dei metodi attualmente impiegati per trarre energia elettrica con simili modalit\u00e0. Tale particolare campo dell&#8217;ingegneria applicata, gi\u00e0 sperimentato agli inizi del XX secolo, esiste nel formato attuale almeno dal 1973, quando durante la crisi petrolifera, diversi ricercatori indipendenti e prestigiose istituzioni universitarie cercarono freneticamente nuovi metodi per garantire la sopravvivenza futura\u00a0dell&#8217;industria, dei trasporti e della nostra stessa civilt\u00e0. E tra le idee rilevanti al settore, quella pi\u00f9 influente fu senz&#8217;altro la cosiddetta papera di Edinburgo, frutto della mente dello scienziato inglese Stephen Salter. Si trattava, essenzialmente, di un grande galleggiante con la\u00a0forma eccentrica di una camma, bilanciato per produrre un moto rotativo quando\u00a0colpito da una forza continua e ripetuta, come per l&#8217;appunto\u00a0quella del mare, spinto innanzi per la\u00a0forza implacabile dei venti. Da tale originaria invenzione, negli anni, sono stati sviluppati approcci alternativi al problema, tra cui quello della colonna oscillante con un serbatoio interno d&#8217;aria compressa, spinta in funzione del movimento attraverso una turbina ed un generatore. Oppure la boa di assorbimento, saldamente ancorata al fondale, che alza ed abbassa con moto ritmico una pompa idraulica in grado di generare il flusso a noi benefico degli elettroni.<\/p>\n<figure id=\"attachment_16182\" aria-describedby=\"caption-attachment-16182\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/youtu.be\/vS-s9QzPGDg\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-16182\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-16182 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/01\/Pontoon-energy-500x313.jpg\" alt=\"Pontoon energy\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/01\/Pontoon-energy-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/01\/Pontoon-energy.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-16182\" class=\"wp-caption-text\">Il sistema della compagnia norvegese Pontoon Power AS prevede l&#8217;impiego di una serie di boe poste in stato di galleggiamento a largo della costa, ciascuna collegata ad una dinamo sommersa.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ciascuna di tali soluzioni, ad ogni modo, \u00e8 inutile dirlo, presenta significative controindicazioni. Al di l\u00e0 del semplice impatto estetico sul territorio, la classica critica mossa ai principali metodi per carpire l&#8217;energia elettrica da fonti rinnovabili, c&#8217;\u00e8 l&#8217;impatto sulla vita sommersa in aree spesso uniche e preziose.<br \/>\nI sistemi per l&#8217;energia del moto ondoso posti in alto mare sono fonti inevitabile di rumore estremamente ingente, o persino attivamente dannose per l&#8217;ambiente sottomarino, dove il suono si propaga molto pi\u00f9 velocemente che nell&#8217;aria. Inoltre l&#8217;effetto delle vibrazioni sul fondale non pu\u00f2 essere facilmente trascurato. Vanno, quindi, sfruttate con estrema consapevolezza. \u00c8 sempre una questione di equilibrio: si pu\u00f2 davvero dire che l&#8217;umanit\u00e0 possa realizzarsi, senza sfruttare l&#8217;ambiente naturale? Forse il delfino, che divora merluzzi e maccarelli, tende a porsi simili problemi? E\u00a0dire che sarebbe\u00a0proprio lui, da che esiste il concetto di preservazione naturale, la creatura simbolo della sacralit\u00e0 del mare. Intelligente ed affabile. Piacevolmente rumoroso. Che tuttavia non conosce, nella sua semplice vita di avventure, le problematiche di ritrovarsi a dover contattare i propri amici senza carica nel cellulare&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Due grandi boe gialle galleggiano nel porto di Pec\u00e9m nella regione di Ce\u00e0ra, vicino a Fortaleza do Brazil. Non per segnalare una scogliera, n\u00e9 come semplice decorazione. Ma per lo scopo tecnologico pi\u00f9 importante e imprescindibile di tutti quanti: trasformare l&#8217;energia non misurabile\u00a0in qualche cosa di davvero utile, questa ronzante, corposa e splendida elettricit\u00e0. Una &#8230; <a title=\"L&#8217;impianto che trasforma in elettricit\u00e0 la forza delle onde\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=16179\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su L&#8217;impianto che trasforma in elettricit\u00e0 la forza delle onde\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[840,704,167,136,97],"class_list":["post-16179","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-brasile","tag-energia","tag-ingegneria","tag-invenzioni","tag-tecnologia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/16179","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=16179"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/16179\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":16184,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/16179\/revisions\/16184"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=16179"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=16179"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=16179"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}