{"id":16162,"date":"2015-01-27T08:28:19","date_gmt":"2015-01-27T07:28:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=16162"},"modified":"2015-01-27T08:32:27","modified_gmt":"2015-01-27T07:32:27","slug":"succederebbe-pianeta-sole-differente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=16162","title":{"rendered":"Che ne sarebbe del nostro pianeta con un Sole differente"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/youtu.be\/ywvUTWPlBhM\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-16164\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-16164\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/01\/Stars-exchange-500x313.jpg\" alt=\"Stars exchange\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/01\/Stars-exchange-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/01\/Stars-exchange.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fra milioni di stelle cos\u00ec disordinatamente sparse per il cielo, abbiamo scelto proprio te: gialla e tonda (perch\u00e9 addirittura quello, non era affatto garantito) calda e grossa, esattamente il giusto. Se il tuo contenuto d&#8217;idrogeno fosse stato lievemente maggiore, se la tua corona solamente un po&#8217; pi\u00f9 turbolenta, se il velo ionico della magnetosfera non riuscisse tanto bene nel fermare quelle radiazioni attanaglianti&#8230; La vita sulla Terra, per come la conosciamo, non esisterebbe affatto. Eppure? C&#8217;\u00e8 chi porta un simile ragionamento alle sue estreme conseguenze. Avete mai sentito l&#8217;espressione: &#8220;Se l&#8217;orbita del nostro pianeta fosse stata di appena 2 (quattro, sei&#8230;) Metri pi\u00f9 ampia, saremmo tutti congelati nel vuoto cosmico dell&#8217;oblio; nel caso esattamente contrario, il fuoco purificatore ci avrebbe cotto\u00a0in due minuti al massimo&#8230; (Eh no, salire sopra una scaletta non \u00e8 AFFATTO la stessa cosa!)&#8221; Ecco, bench\u00e9 tale idea sia piuttosto diffusa nel senso comune ed apparentemente priva di connotazioni problematiche, si tratta di una presa di posizione estremamente ben schierata. Significa, a conti fatti, voler credere che siamo pressoch\u00e9 soli nell&#8217;Universo, e che l&#8217;umanit\u00e0 sia il frutto di una condizione sacra e irripetibile, monotipica e monoteista.\u00a0Quando invece\u00a0per chi ha voglia di guardare, l\u00e0 sopra l&#8217;orizzonte c&#8217;\u00e8 davvero spazio per chiunque: basta puntare un comune telescopio verso l&#8217;alto, in una notte senza troppa Luna, riflettori o fuochi d&#8217;artificio, per scrutare in lontananza tanti e tali grandi\u00a0padri, ciascuno frutto di un miracolo diverso. Grandi e luminosi, oppure piccoli ed appena definiti, gialli, azzurri, nebulosi. Milioni di scintille sopra il mare di velluto nero, ciascuna potenziale conduttrice di un antico sentimento, la religione e il culto d&#8217;inimmaginabili consorzi dei viventi. L&#8217;abbiamo visto succedere, persino qui da noi: gli Aztechi che uccidevano il gran sacerdote per il sopraggiungere di un eclisse; i servi del faraone che lo seguivano fin dentro la sua tomba, poich\u00e9 egli era il figlio di Ra, personificazione di quel colossale fuoco. Difficile non adorarlo fino alla follia, un\u00a0tale\u00a0oggetto sconfinato. Il pi\u00f9 vasto ed influente che sia posto a meno di un paio d&#8217;anni luce dal nostro lungo esperimento di diversa civilizzazione. Si, ma diversa da cosa?<br \/>\nCos\u00ec un giorno, quello l\u00ec ha inventato il telescopio. Scoprendo gradualmente, assieme ai suoi immediati successori, che non siamo speciali. Che di Soli come questo, ce ne sono due milioni di migliaia e di miliardi ancora, esattamente uguali e non \u00e8 neanche questo il peggio: una buona\u00a0parte di essi, tanto spesso, \u00e8 addirittura pi\u00f9 imponente e luminosa. Siamo, per cos\u00ec dire, nella media. Prigionieri della nostra convinzione, dunque tanto eternamente affetti da un complesso della solitudine per scelta. Non puoi uscire dalla media ed aspettarti di continuare indisturbato, come niente fosse, sulla stessa strada pre-esistente. A dimostrarcelo, in codesto pregno caso, sopraggiunge un video del canale russo\u00a0\u0422\u0435\u043b\u0435\u0441\u0442\u0443\u0434\u0438\u044f \u0420\u043e\u0441\u043a\u043e\u0441\u043c\u043e\u0441\u0430, che ha tanto gentilmente provveduto a sostituire alla mega-palla tanto amata, in una serie di sequenze, alcune delle stelle pi\u00f9 famose del distinto firmamento: Alpha Centauri, Sirio, Arturo e quella grossa prima donna, detta dagli amici la Polare. Il risultato \u00e8\u00a0filosoficamente rilevante, il che \u00e8 strano, soprattutto vista la semplicit\u00e0 dell&#8217;idea di partenza. Ma il risultato \u00e8 pure&#8230;Preoccupante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_16163\" aria-describedby=\"caption-attachment-16163\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/youtu.be\/udAL48P5NJU\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-16163 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/01\/Gigapixels-of-Andromeda-500x313.jpg\" alt=\"Gigapixels of Andromeda\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/01\/Gigapixels-of-Andromeda-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/01\/Gigapixels-of-Andromeda.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-16163\" class=\"wp-caption-text\"><em>Gigapixels of Andromeda<\/em> \u00e8 l&#8217;ultima foto in ultra-mega HD rilasciata dalla NASA della galassia pi\u00f9 prossima alla nostra eterna Via. \u00c8 la composizione di innumerevoli sessioni di rilevamento e si compone di 1 miliardo e mezzo di pixel, per 4,3 gigabyte di dimensioni. Persino in questo modo virtuale, lo spazio non pu\u00f2 che pesare&#8230;<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si comincia con un classico tripartito, la meta d&#8217;innumerevoli viaggi fantastici e fantascientifici. Il sistema stellare del Centauro, anche detto\u00a0Rigil Kent, \u00e8 da un tempo generazionale il favorito dei creativi, per la pi\u00f9 semplice e immediata delle ragioni: si trova relativamente vicino. Solo 4,37 anni luce dalla Terra, minuto pi\u00f9, minuto meno! Roba da iniziare a fare le valige. \u00c8 curioso il modo in cui, mentre gli scienziati e gli ingegneri si industriano per raggiungere semplicemente Marte, appena dietro l&#8217;angolo, i teorici ci abbiano gi\u00e0 scagliato all&#8217;altro capo del sensibile, laggi\u00f9 dove tutto \u00e8 da scoprire e definire. Persino la sopravvivenza di qualcosa&#8230;Fece scalpore la scoperta, risalente al 17 ottobre del 2012, di un esopianeta del tutto simile alla Terra, dal nome di Alpha Centauri Bb. Si riteneva infatti, in precedenza, che l&#8217;interazione fra due astri tanto vicini con il terzo a far da pendolare, il caro vecchio Proxima Centauri, avrebbe reso impossibile la formazione di uno spazio adatto a sostenere la vita. E dunque, chi pu\u00f2 dire cosa alberghi in mezzo a quelle strane pietre?<br \/>\nAssai pi\u00f9 facile, sarebbe farlo per quell&#8217;altra che prosegue nella carrellata del video russo, la stella Canicola o del Cane, pi\u00f9 elegantemente detta: Sirio. \u00a0L&#8217;astro pi\u00f9 luminoso nel cielo notturno, anche in funzione della relativa vicinanza (8,6 a.l.). Ma che presenterebbe, con una massa di appena due volte e mezzo il nostro Sole, condizioni di sopravvivenza maggiormente comprensibili. Certo: lo scenario qui presentato, in cui la citt\u00e0 continua indisturbata il suo respiro, richiederebbe una significativa ricollocazione del pianeta Terra, allontanato dalla stella in questione, onde\u00a0poter mantenere una temperatura adatta alla presenza d&#8217;acqua sul pianeta. Si tratta della cosiddetta zona Goldilocks (dalla fiaba di Riccioli d&#8217;Oro) non troppo calda, n\u00e9 troppo fredda. Che, stante l&#8217;esagerazione della scaletta di cui sopra, pur sempre esiste, ed \u00e8 un punto necessario per la vita complessa che noi conosciamo. Ah, dimenticavo. Si, la stella di Sirio viene ritenuta, per convenzione,\u00a0blu, <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Sirio#Il_colore_di_Sirio_nell.27antichit.C3.A0\" target=\"_blank\">anche se in merito a questo sono state spese parecchie parole&#8230;<\/a><br \/>\nMa non perdiamo troppo tempo, \u00e8 di nuovo l&#8217;ora di migrare: alla terza alba, per qualche preghiera al dio del cosmo alquanto male indirizzata, giunge Arturo, direttamente\u00a0dalla costellazione del Boote. Una stella gigante non coronata, comunemente detta &#8220;inferno rosseggiante&#8221;. La perfetta manifestazione del nostro futuro, ci\u00f2 che ci aspetta quando il Sole avr\u00e0 esaurito il suo contenuto metallifero e iniziando, suo malgrado, a fondere se stesso tender\u00e0 a gonfiarsi a dismisura. Sarebbe questa, la catastrofe che pende sulle nostre teste: una delle pi\u00f9 chiare e ineluttabili manifestazioni dell&#8217;entropia sull&#8217;uomo. La consapevolezza che non importa quanto saremo saggi ed oculati, attenti all&#8217;ambiente e alla preservazione del pianeta. Un giorno, assai lontano, puntalmente\u00a0giunger\u00e0 la fine. Arturo \u00e8 in realt\u00e0 la quarta stella pi\u00f9 luminosa del cielo, soprattutto in funzione della sua massa 113 (!) Volte superiore al Sole, quindi non \u00e8 chiara la scelta artistica di raffigurarla\u00a0come una\u00a0palla scura e tenebrosa. Forse, l&#8217;autore del video voleva rappresentare l&#8217;immanenza di una simile catastrofe, il buio che divora tutto quanto&#8230;Ma ecco, non sostiamo in tali luoghi derelitti. Gi\u00e0\u00a0torna, la vita! Una forza vitale\u00a0cos\u00ec forte e argentea, quella di Vega, la &#8220;stella pi\u00f9 importante del firmamento notturno&#8221;. Usata, fin da che esiste l&#8217;astronomia, per calibrare gli strumenti e nota agli arabi come\u00a0<i>an-nasr al-w\u0101qi\u2018,\u00a0<\/i>l&#8217;avvoltoio che plana. Con una massa di appena due volte il Sole ma una luminosit\u00e0 di 37 volte superiore, questa stella \u00e8 un mistero che ci tormenta da generazioni. Si \u00e8 recentemente scoperto, osservandola per lunghi periodi e in condizioni differenti, che \u00e8 leggermente schiacciata ai poli, come uno sferoide oblato. Questo perch\u00e9 gira vorticosamente su se stessa, per ragioni largamente ignote: 274 km\/s, sufficienti per generare una perturbazione nelle polveri che la circondano, tale da impedire la formazione di un sistema planetario multiplo. Anche se, a quanto pare, non di una gigantesca cintura asteroidale e di un possibile pianeta gassoso, dalla massa simile a Giove. Chiss\u00e0 che vita sarebbe quella, con maree che cambiano e si rimescolano di continuo,\u00a0come nei miti della creazione indiana&#8230;<br \/>\nIl finale: siamo agli antipodi. Fra le nubi\u00a0levantine, sorge il faro di una linea senza fine. \u00c8 un gigante senza ragione, la pura luce dei Titani, colei che da sempre indica la strada ai naviganti. Per una pura coincidenza, s&#8217;intende, quella di trovarsi esattamente sopra il Nord geografico; che vuoi che importi, di noi, a Polaris? Stiamo parlando, giunti fin qui, di un vero mostro. Tale incommensurabile oggetto, nonostante\u00a0si trovi a 325 anni luce da noi, riesce comunque a presentarsi come il pi\u00f9 luminoso del suo settore. Bench\u00e9 ci appaia come un&#8217;unica entit\u00e0, \u00e8 in realt\u00e0 la risultanza di tre stelle distinte, di cui la maggiore, quella impiegata nel video, \u00e8 una supergigante di classe spettrale F7, quarantasei (46) volte pi\u00f9 grande del nostro misero Sole. Roba da ardere al contempo, di terrore e di passione.<br \/>\nEppure, guarda: la vita \u00e8 sempre possibile, a volerla. Basta leggere i giusti filosofi, per rendersi conto di quello che pu\u00f2 produrre l&#8217;immaginazione; delfini dello spazio sconfinato, tartarughe che nuotano vicino al nucleo lavico di agglomerati semi-liquidi dimenticati [&#8230;] Si pu\u00f2 persino teorizzare, come alcuni hanno fatto, che con l&#8217;aumentare della dimensione di una stella, e la sua et\u00e0, diminuisca in conseguenza la sua massa. E quindi tendi a distanziarsi l&#8217;orbita dei suoi pianeti: sarebbe questa una tendenza naturale, dunque, a far posizionare questi ultimi esattamente nella zona giusta, n\u00e9 troppo calda, n\u00e9 troppo fredda, mia cara Riccioli d&#8217;Oro. Una convinzione decisamente pi\u00f9 gradevole, del finire in bocca a qualche orso di passaggio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fra milioni di stelle cos\u00ec disordinatamente sparse per il cielo, abbiamo scelto proprio te: gialla e tonda (perch\u00e9 addirittura quello, non era affatto garantito) calda e grossa, esattamente il giusto. 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