{"id":16127,"date":"2015-01-22T09:04:59","date_gmt":"2015-01-22T08:04:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=16127"},"modified":"2015-01-22T09:13:07","modified_gmt":"2015-01-22T08:13:07","slug":"grande-condominio-sperduto-nellalaska","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=16127","title":{"rendered":"Il grande condominio sperduto in mezzo ai ghiacci dell&#8217;Alaska"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/youtu.be\/naPguX84Amg\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-16129\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-16129\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/01\/Whittier-500x313.jpg\" alt=\"Whittier\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/01\/Whittier-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/01\/Whittier.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si chiama Whittier, come il suo ghiacciaio. Guarda questo luogo adesso, sergente: \u00e8 perfetto. Un&#8217;intera comunit\u00e0 che vive\u00a0sotto un&#8217;unico tetto, sita oltre chilometri di roccia e ghiaccio e neve. L&#8217;unico antidoto possibile, geograficamente parlando, contro il pericolo di un&#8217;invasione di terra dei sovietici, nel caso in cui dovesse riscaldarsi la pi\u00f9 lunga e gelida di tutte le guerre. Remota, ma pur sempre alla portata delle nostre grandi navi. Strategicamente irrinunciabile, tatticamente imprescindibile. L&#8217;importanza dell&#8217;Alaska non pu\u00f2 essere sopravvalutata! Ma il suo punto di forza, questo \u00e8 tristemente chiaro, resta allo stesso tempo\u00a0la sua principale debolezza. Come schierare truppe, piazzare fortificazioni, laddove non esistono le strade o piste di atterraggio&#8230; Se non&#8230;Via mare? Caricare grandi cargo in quel di San Francisco, Seattle, gli altri grandi centri della Costa Ovest, quindi navigare verso il vasto\u00a0Nord per qualche giorno, fino a giungere tra i molti golfi sopra la Columbia Inglese, tanto\u00a0simili, nell&#8217;aspetto frastagliato, alle inaccessibili coste di Norvegia. Con pochi, bench\u00e9 ottimi, punti di approdo! Fra tutti, la citt\u00e0 di Anchorage, nella profonda insenatura di Cook. Il cui nome guarda caso \u00e8 gi\u00e0 un programma, se mai ce ne fosse stato bisogno. Oltre 280.000 abitanti, un porto eccezionale, vasti spazi e magazzini. Ma adesso pensaci un secondo, sergente, fallo con la mente del nemico. Come ormai sai molto bene, non siamo l&#8217;unica superpotenza armata di testate nucleari. E non \u00e8 certo assai\u00a0probabile che su esattamente 50 stati di cui due non contigui, l&#8217;Alaska e le Hawaii, i russi non abbiano riservato ALMENO un MISSILE per ciascun obiettivo rilevante. Quindi armiamoci, e parti&#8230;<br \/>\nNon \u00e8 chiaro quando fosse stata presa la sorprendente decisione di costruire il Buckner Building ma sappiamo quando \u00e8 stato completato: nel 1953, giusto\u00a0quando\u00a0Georg Dertinger, ministro degli esteri della Germania Est, veniva arrestato per aver fornito informazioni segrete alle spie del blocco occidentale. Assieme a tale monumentale edificio sorse un altro palazzo, assai pi\u00f9 piccolo ma pur sempre alto 14 piani, le Begich Towers, collegato con un passaggio rigorosamente sotterraneo. Il piano originario ne prevedeva altri dieci simili, che tuttavia non furono mai portati a termine. Era questa l&#8217;epoca in cui nasceva un differente tipo di survivalismo, sotto il senso di minaccia costante di un&#8217;imminente apocalisse atomica internazionale. Tornava in <em>auge<\/em> il desiderio di sopravvivere isolati, solamente sulle proprie forze, e fu forse anche grazie a questo, fra le tante ragioni di supporto, che il governo degli Stati Uniti riusc\u00ec a trovare gli inquilini per il suo pi\u00f9 bizzarro e inutile capolavoro. Il complesso di Buckner fu\u00a0per lunghissimo tempo\u00a0l&#8217;edificio pi\u00f9 grande dell&#8217;Alaska, e per quanto ne sappiamo, ancora adesso pu\u00f2 vantare una vasta gamma di record architettonici nazionali. Una realizzazione multi-funzionale che era al tempo stesso abitativa, ricreativa, medica, ristorativa. C&#8217;erano un poligono di tiro, una piscina, una libreria, persino un bowling.<br \/>\nUna visione perfettamente realizzata. Nessun satellite avrebbe potuto spiare i movimenti degli abitanti di Whittier, semplicemente perch\u00e9 loro non uscivano praticamente mai, mentre il porto cittadino, all&#8217;altro capo di una corposa striscia di terra, continuava a costituire una chiave di accesso alternativa alla regione, tanto pi\u00f9 sicura e pratica della luminosa, rumorosa citt\u00e0 di Anchorage. Finch\u00e9 nel 1964, appena 11 anni dopo la gloriosa fondazione, non giunse lo\u00a0<em>tsunami<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bombe, carri armati. Interminabili batterie di <em>howitzers<\/em> puntati sopra l&#8217;orizzonte, sommergibili in agguato tra le onde o i flutti della fine. Niente \u00e8 paragonabile, per portata distruttiva potenziale, alla furia terribile della natura. Fu cos\u00ec che il 27 marzo di quell&#8217;anno ormai lontano, alle 5 di\u00a0una mattina limpida e selvaggia, i sismografi registrarono un\u00a0terribile\u00a0scossone del 9.2 della scala Richter, con epicentro, guarda caso, ad appena qualche centinaio di chilometri da Whittier, e giusto il doppio dalla grande e popolosa Anchorage. Si tratta tutt&#8217;ora del terzo evento tellurico pi\u00f9 potente mai verificatosi a memoria d&#8217;uomo, di poco superiore a quello giapponese del 2011.<br \/>\nChe come quell&#8217;altro, tuttavia, non fece tanti danni sull&#8217;immediato, quanto subito\u00a0dopo, per l&#8217;effetto dell&#8217;onda anomala che inevitabilmente tende a\u00a0seguire tali eventi distruttivi, purch\u00e9 avvengano sulle coste, come in questo caso. Fu questa la fine funzionale del Buckner Building, completamente allagato eppure, incredibilmente, ancora oggi solido nelle sue fondamenta. Giudicato dalle autorit\u00e0 troppo costoso da rimettere in condizioni utilizzabili. Ma non poteva finire\u00a0cos\u00ec il\u00a0sogno di Whittier, &#8220;la cittadina con un tetto solo&#8221; finch\u00e9 di condominio\u00a0ce n&#8217;era un&#8217;altro, ancora sano!<\/p>\n<figure id=\"attachment_16128\" aria-describedby=\"caption-attachment-16128\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/youtu.be\/EcKkGGF4LSA\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-16128 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/01\/Anderson-Tunnel-500x313.jpg\" alt=\"Anderson Tunnel\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/01\/Anderson-Tunnel-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/01\/Anderson-Tunnel.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-16128\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;Anderson Tunnel ha delle regole particolari: il suo interno grezzo \u00e8 percorribile soltanto in un senso, che cambia ad intervalli regolari di 15 minuti. Inoltre, grossomodo ogni ora, occorre fermarsi al semaforo per far passare il treno. La notte il tunnel chiude, rendendo la citt\u00e0 di fatto inaccessibile per chi se ne fosse inavvertitamente allontanato.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La svolta avvenne molto dopo, verso la met\u00e0 degli anni &#8217;90, quando venne messo in pratica un ambizioso progetto della FHWA (Federal Highway Administration) l&#8217;ente che si occupa della manutenzione delle strade statunitensi, a proposito del vecchio\u00a0Anton Anderson Memorial Tunnel, un lungo tunnel ferroviario\u00a0di oltre 4 chilometri, che veniva usato dal 1943 per trasportare i beni primari oltre il monte Maynard, verso l&#8217;ex-base militare ormai dismessa. Finalmente, tra il tripudio generale, il varco sarebbe stato adibito all&#8217;uso delle automobili, ed integrato nella Portage Glacier Highway, una spettacolare strada panoramica\u00a0attraverso la foresta nazionale di Chugach. Perch\u00e9 naturalmente in America, fin dagli albori della colonizzazione, esiste questo desiderio di conquista, che spinge gli uomini a scoprire terre nuove. E una volta che qualcuno si accaparra un luogo assai remoto, in questo caso avevano fatto le famiglie dei soldati dell&#8217;epoca della guerra fredda\u00a0con\u00a0i loro giovani discendenti, difficilmente poi lo lascia, anche dinnanzi alle rischiose\u00a0avversit\u00e0 del fato. Ben presto, cos\u00ec, le\u00a0Begich Towers iniziarono a ripopolarsi.<br \/>\nOggi Whittier, per come viene narrata da un&#8217;insegnante delle scuole elementari nel video di apertura, \u00e8 una piccola comunit\u00e0 di circa 200 persone, non cos\u00ec dissimile dalle altre della sua tipologia. Si vive a\u00a0stretto contatto, ci si conosce tutti, si cresce assieme e si lavora per un futuro migliore. Con un comma solamente, alquanto fuori dal comune: la maggior parte\u00a0della\u00a0popolazione, mirabilmente, vive ancora l\u00ec dentro, nello squadrato e rigoroso condominio superstite, costruito quando ancora dominava l&#8217;incedere del razionalismo estetico d&#8217;oltre-oceano, le linee funzionali tipiche dell&#8217;architettura socialista.<\/p>\n<figure id=\"attachment_16130\" aria-describedby=\"caption-attachment-16130\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/vimeo.com\/50860740\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-16130\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-16130 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/01\/Whittier-skiers-500x313.jpg\" alt=\"Whittier skiers\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/01\/Whittier-skiers-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/01\/Whittier-skiers.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-16130\" class=\"wp-caption-text\">Nel video 5FLOORSOFFURY, di Logan Imlach e Matt Wild, vi viene offerto uno sguardo affascinante sul cosa significhi visitare un enorme palazzo abbandonato con gli sci ai piedi.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo concetto dell&#8217;assoluta concentrazione demografica estrema, sostanzialmente alla base del video di apertura, va in parte\u00a0ridimensionata. Chi ha effettivamente visitato questo luogo, racconta anche di un piccolo centro citt\u00e0, sorto attorno alla scuola, con qualche bar e negozio, per trarre profitto dagli occasionali scali delle navi da crociera, nei rari casi in cui\u00a0quest&#8217;ultime passano per la terra di Alaska. Non mancano, inoltre, i siti abitativi periferici. Diciamo, dunque, che circa un 70-80% della popolazione vive nel\u00a0grande condominio. Non \u00e8 questo, sufficiente?\u00a0L&#8217;impressione che dovrebbe restituire\u00a0questo centro abitato\u00a0strano e fuori dal comune, a noi abitanti del temperato Mediterraneo, potrebbe essere\u00a0quella di un futurismo alieno e quasi preoccupante. Si tratta,\u00a0da un certo punto di vista, dell&#8217;anticipazione familiare del concetto fantascientifico di un&#8217;arcologia: un edificio totalmente autosufficiente, &#8220;ecologicamente&#8221; indipendente (il termine fu coniato da Paolo Soleri, celebre urbanista italiano) salvo saltuari e superabili approvvigionamenti. La condizione di questo luogo\u00a0climaticamente inospitale,\u00a0dove non si esce\u00a0praticamente mai di casa, ricorda inoltre quella di un&#8217;ipotetica colonia extraterrestre. Di certo, nella dieta dei\u00a0cittadini di Whittier non devono mancare i supplementi della vitamina D! Concentrare tutte le proprie risorse in un solo luogo comporta qualche inevitabile sacrificio.<br \/>\nD&#8217;altra parte, gli abitanti saranno molto uniti e solidali tra di loro. Perch\u00e9 \u00e8 chiaro, rivolgendo lo sguardo verso l&#8217;ombroso Levante, quale sia l&#8217;alternativa: le torri derelitte del\u00a0Buckner dove liberamente soffia il vento, abbandonate da generazioni. Muri e stanze abbandonate, ricoperte dai graffiti, parzialmente allagati da quella stessa acqua salmastra che le rese tali. A quanto pare, l&#8217;estate soltanto gli orsi percorrono il piano terra di una simile\u00a0utopia fallita. L&#8217;inverno, persino loro si ritirano sui piani superiori. Dove placidamente, cadono in letargo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si chiama Whittier, come il suo ghiacciaio. Guarda questo luogo adesso, sergente: \u00e8 perfetto. Un&#8217;intera comunit\u00e0 che vive\u00a0sotto un&#8217;unico tetto, sita oltre chilometri di roccia e ghiaccio e neve. 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