{"id":16079,"date":"2015-01-15T08:32:50","date_gmt":"2015-01-15T07:32:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=16079"},"modified":"2015-01-15T08:34:29","modified_gmt":"2015-01-15T07:34:29","slug":"sculture-animate-grazie-progressione-matematica-fibonacci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=16079","title":{"rendered":"Sculture animate grazie alla progressione matematica di Fibonacci"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/vimeo.com\/116582567\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-16081\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter  wp-image-16081\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/01\/Zoetrope-Sculpture-500x313.jpg\" alt=\"Zoetrope Sculpture\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/01\/Zoetrope-Sculpture-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/01\/Zoetrope-Sculpture.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C&#8217;\u00e8 un solo modo di contare, il che significa che esistono due modi: convenzionale, interessante. Se si parte dal primo numero della sequenza, il solo ed unico, se si procede via da quello e avanti verso l&#8217;infinito in assoluta regolarit\u00e0, si ottiene un cubo, quindi un poliedro, poi cristalli sempre pi\u00f9 complessi e sfaccettati. Sarebbe questo il sentiero inanimato, delle cose minerali o dei computer, che dal calcolo poligonale sanno trarre ambienti, mondi fantastici e ogni tipo di realizzazione visuale, anche vivida, se serve. Basta dare luogo a occulte mescolanze, combinare, ricoprire con le <em>texture<\/em> e il <em>bump mapping<\/em> rilevante. Mentre il soffio della vita\u00a0\u00e8 differente: essa\u00a0non conosce l&#8217;illusione. Il che non significa che sia incapace di nascondersi: guarda il ragno, la farfalla, guarda il paguro nella sua conchiglia. Tutto fanno, per sparire, eppur quel tutto \u00e8 strutturato e armonico, come il disegno dell&#8217;artista nella sua bottega. Come queste, le ultime sculture di\u00a0John Edmark, professore di Design all&#8217;universit\u00e0 di Stanford, che prendono l&#8217;ispirazione da quel nuovo metodo produttivo, il sistema che, fra tutti, permette la migliore materializzazione dei poligoni\u00a0virtuali. La stampante tridimensionale. Si tratta sostanzialmente di forme plastiche, animate grazie ad una luce stroboscopica e il semplice meccanismo dello zootropio, dal greco\u00a0\u03b6\u03c9\u03ae &#8211; vita, e\u00a0\u03c4\u03c1\u03cc\u03c0\u03bf\u03c2 &#8211; girare, anche se in tale categoria spiccano tra gli altri, perch\u00e9 seguono una strada differente. Le lucubrazioni, guarda caso, di un filosofo del mondo.<br \/>\nLeonardo Pisano, detto il Fibonacci (1170-1240) era un cultore dei numeri quali pochi ne nascevano, a quei tempi e forse ancora adesso, che risulta ancora stranamente trascurato nella riscoperta letteraria di quell&#8217;epoca, assai popolare nei nostri romanzi storici fondati sul mistero. Fu lui per primo, nel suo <em>Liber abbaci\u00a0<\/em>a proporre all&#8217;intera\u00a0Europa rinascimentale un differente modo di contare, basato sulle\u00a0nove cifre che lui definiva indiane, ovvero i nostri attuali numeri arabi, unite a quel concetto che contiene tutti gli altri, il vuoto assoluto dello\u00a0<i>zephirus,\u00a0<\/i>lo zero. Da cui tutto viene ed a cui torna, prima o poi? Ecco, non \u00e8 facile da definire. Tutto dipende dalla concezione di partenza, l&#8217;unica possibile disquisizione: ovvero, se ci fosse quella mano immisurabile, una mente e l&#8217;intenzione. Che l&#8217;universo sia creato, oppure solamente derivato da un qualcosa di\u00a0automatico ed ineluttabile, come la caduta gi\u00f9 da un&#8217;albero, di un pomo rosso e saporito (diceva bene Newton, yum). Osservazione empirica: ci\u00f2 che avviene \u00e8 chiaro all&#8217;apparenza. Ma i limitati sensi dell&#8217;uomo, fin dall&#8217;Epoca Classica, ne rendevano impossibile la vera comprensione. Tale metodo di ricerca basato sul sostegno tecnologico, formalizzatosi\u00a0in Inghilterra nel\u00a01600, grazie all&#8217;opera di alcune grandi menti, era gi\u00e0 alla base di un metodo pre-esistente, se non proprio scientifico, quanto meno valido a capire. Ci\u00f2 \u00e8 chiaro dalla sequenza in questione, detta dal nome del suo creatore per l&#8217;appunto, di Fibonacci. La costituzione di un&#8217;ipotesi perfetta: si disponga di una coppia di conigli appena nati. Questa coppia, fertile dopo il primo mese, generi una nuova coppia entro 30 giorni dalla sopraggiunta possibilit\u00e0. La nuova coppia di candidi batuffoli, a sua volta, si comporti nello stesso modo. Passino gli anni ed ora via, tempo di contare (le coppie): una e poi di nuovo una, perch\u00e9 l&#8217;altra non \u00e8 ancora fertile, quindi\u00a02, 3, 5, 8, 13, 21, 34, 55, 89, 144, 233, 377 [&#8230;] tendente all&#8217;infinito ed oltre. Dal che si trae la conclusione, oltre che del come i roditori siano destinati a controllare il mondo, di una tendenza all&#8217;aumento progressivo delle nascite, a partire dalla relativa ragionevolezza\u00a0delle prime moltiplicazioni. L&#8217;aspetto interessante di questa serie \u00e8\u00a0il\u00a0rapporto ben preciso che la caratterizza, ovvero un ripetuto\u00a0<em>phi<\/em>=1,618. Che si pu\u00f2 ritrovare nella crescita di molte cose. \u00c8 particolarmente facile notare tale numero nelle misure di un carciofo e del broccolo romanesco, come pure in ogni sorta di spirale naturale, come\u00a0quelle delle conchiglie, in piccolo, o dei cicloni tropicali, nel macroscopico pi\u00f9 distruttivo. Ma che sussiste talvolta\u00a0addirittura\u00a0nei rapporti tra le sostanze chimiche, negli spettrogrammi degli spazi interstellari e perch\u00e9 no, nelle sculture rotative di\u00a0John Edmark.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_16082\" aria-describedby=\"caption-attachment-16082\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/vimeo.com\/80992769\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-16082\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-16082 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/01\/Zoetrope-Choco-500x313.jpg\" alt=\"Zoetrope Choco\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/01\/Zoetrope-Choco-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/01\/Zoetrope-Choco.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-16082\" class=\"wp-caption-text\">Uhm, pinguini cioccolosi&#8230;<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 bello ci\u00f2 che piace? Oppure \u00e8 bello, inevitabilmente, quel che si conforma ai numeri di un gruppo di mastica-carote\u00a0primordiali? Sulla disquisizione alla base di questa problematica, sono stati spesi fiumi di parole. Intere correnti artistiche, antiche o moderne, sono state fondate sull&#8217;infinita rielaborazione di tali\u00a0princ\u00ecpi contrapposti, l&#8217;elevazione di quel numero apparentemente casuale al ruolo di divina manifestazione del sensibile, degna di essere fisicamente posta in alto (oltre che per la metafora del pensiero). Ma il problema a cui si torna, inevitabilmente, \u00e8 l&#8217;imprescindibile soggettivismo. Chi pu\u00f2 dire, davvero, se tali proporzioni siano naturalmente superiori, o solamente belle ai nostri occhi, condizionati dalla loro stessa forma, dal cervello che c&#8217;\u00e8 dietro, o magari ancor pi\u00f9 prosaicamente, dalle cognizioni gi\u00e0 acquisite dalla societ\u00e0&#8230;Forse, davvero, \u00e8 questo l&#8217;unico metodo davvero rilevante: metterle in movimento,\u00a0grazie all&#8217;artificio\u00a0dello <strong>zootropio<\/strong>, e lasciare che il gioco di luci ed ombre faccia il resto. La cioccolata in fondo \u00e8 buona, perch\u00e9 tale. E con un altro nome, sarebbe sempre cioccolata&#8230;<\/p>\n<figure id=\"attachment_16080\" aria-describedby=\"caption-attachment-16080\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/vimeo.com\/52930824\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-16080 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/01\/Zoetrope-Cartoon-500x313.jpg\" alt=\"Zoetrope Cartoon\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/01\/Zoetrope-Cartoon-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/01\/Zoetrope-Cartoon.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-16080\" class=\"wp-caption-text\">Quanto danzano i dannati?!<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;idea\u00a0nasce ufficialmente nel 1834 grazie all&#8217;invenzione\u00a0di un altro matematico,\u00a0William George Horner. Nella sua accezione tecnica tradizionale, lo strumento\u00a0consiste di\u00a0un cilindro opaco, generalmente fatto in\u00a0carta o cartoncino, al cui interno vengono poste una serie di immagini in sequenza, lievemente diverse tra di loro. Una serie di fessure verticali, poste ad intervalli precisi, dovranno costituire l&#8217;unica via d&#8217;accesso per la vista dell&#8217;utilizzatore. Quest&#8217;ultimo, dunque, tenendo in mano il dispositivo ad altezza occhi tramite\u00a0un maniglia girevole, lo metter\u00e0 in moto, percependo inevitabilmente da quei buchi, grazie al processo della persistenza retinica, un&#8217;unica figura, ma animata. Un cavallo al galoppo, in genere, ma anche un gabbiano, una tartaruga etc. (lasciamo stare quei terribili conigli!) Da quel semplice principio, tanto efficace da aver costituito la base per il concetto moderno di cartone animato, oggi viene occasionalmente tratto un certo tipo di creazioni, estremamente interessanti: la versione scultorea della stessa cosa. Uno zootropio di questa tipologia, in genere, \u00e8 un disco orizzontale con una sequenza di pupazzi o personaggi, presi nei diversi momenti di una sorta di spettacolare parapiglia: una gara, una lotta&#8230; Per contrastare quindi la problematica della visione d&#8217;insieme, che naturalmente bloccherebbe l&#8217;illusione ottica, si usa una luce lampeggiante, sincronizzata con precisione al ritmo della rotazione. Ci\u00f2 che ne risulta, non \u00e8 solo una versione tridimensionale del cilindro di cui sopra, ma la sua moltiplicazione plurima lungo la circonferenza dell&#8217;intero girotondo: il risultato \u00e8 spettacolare.\u00a0Anche nell&#8217;accezione maggiormente asettica e pi\u00f9 chiara\u00a0d&#8217;intenti dell&#8217;artista\u00a0John Edmark, che trascendendo l&#8217;aspetto di puro intrattenimento, usa tale meccanismo per commentare la sublime geometria del mondo.<br \/>\nCreare uno zootropio basato sulla progressione di Fibonacci \u00e8 una chiara sfida ai preconcetti di chi guarda ed ama l&#8217;arte: se davvero esiste una Ragione dunque, sar\u00e0 meglio usare questi sensi imperfetti fino al limite che ci \u00e8 concesso. Chiss\u00e0 che un paio di orecchie candide e pelose, alla fine, non spuntino dal mare di bitorzoli in tempesta&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C&#8217;\u00e8 un solo modo di contare, il che significa che esistono due modi: convenzionale, interessante. Se si parte dal primo numero della sequenza, il solo ed unico, se si procede via da quello e avanti verso l&#8217;infinito in assoluta regolarit\u00e0, si ottiene un cubo, quindi un poliedro, poi cristalli sempre pi\u00f9 complessi e sfaccettati. Sarebbe &#8230; <a title=\"Sculture animate grazie alla progressione matematica di Fibonacci\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=16079\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Sculture animate grazie alla progressione matematica di Fibonacci\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[68,77,101,269,82,828],"class_list":["post-16079","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-animazione","tag-arte","tag-filosofia","tag-matematica","tag-scultura","tag-zootropio"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/16079","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=16079"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/16079\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":16085,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/16079\/revisions\/16085"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=16079"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=16079"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=16079"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}