{"id":16069,"date":"2015-01-14T08:20:21","date_gmt":"2015-01-14T07:20:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=16069"},"modified":"2015-01-14T08:26:23","modified_gmt":"2015-01-14T07:26:23","slug":"come-complicarsi-cubo-rubik","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=16069","title":{"rendered":"Come, perch\u00e9 complicarsi il cubo di Rubik?"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/youtu.be\/K_gHa2x2OQA\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-16070\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-16072\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/01\/Cubefly-500x312.jpg\" alt=\"Cubefly\" width=\"500\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/01\/Cubefly-500x312.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/01\/Cubefly.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Senza rete, senza occhiali, senza piedi n\u00e9 pedali. Senza guardare. Senza toccare. Senza luce, tempo, spazio e spazio-tempo, metaforicamente ormai privati del principio generativo primo (l&#8217;Alfa) e del finale apocalittico\u00a0(l&#8217;Omega) resteranno sublimati gli uomini di solida\u00a0volont\u00e0. Per essere rapiti, da un vento intriso\u00a0ed improvviso, trascinati fino in paradiso? Nossignore, Platone. Salva Nos-signore; gi\u00f9\u00a0nel mare delle cose, tra il flusso nevrotico dei gesti, esiste un&#8217;unica complessa soluzione che ha\u00a054\u00a0facce differenti, ma diversi modi di arrivarci.\u00a0Conoscerli richiede due strumenti contrapposti, stretti e lunghi, affusolati. Piante\u00a0lunghe nel giardino delle dita, mani destre oppur sinistre\u00a0per gestire, quando serve,\u00a0l&#8217;ardua progressione di&#8230;<br \/>\nQuanto fa 3x3x3 in un cubo? La risposta non \u00e8 18, n\u00e9 18.000 e perch\u00e9 mai dovrebbe, bens\u00ec\u00a043 miliardi di miliardi di combinazioni. Ce n&#8217;\u00e8 un numero maggiore, in un singolo\u00a0giocattolo ungherese dell&#8217;omonimo inventore, dei granelli nella spiaggia di Alpha Centauri IV, diciamo\u00a0lunga quanto l&#8217;equatore del pianeta intero. Se si potesse\u00a0moltiplicare un Rubik\u00a0di grandezza regolamentare per il numero di possibili posizioni dei suoi colorati componenti, se ne potrebbe ricoprire l&#8217;intero globo terrestre, con 275 strati sovrapposti. Questa \u00e8 la natura della sua casualit\u00e0. Eppure ci sono persone coraggiose, giorno dopo giorno, che lo affrontano a viso aperto, con le doti e il desiderio di riuscire nell&#8217;operazione: gira e rigira, volta una faccia, giungi all&#8217;epica figura. Di un&#8217;esistenza geometrica perfetta, in cui ciascuna delle facce rilevanti, sia del preciso sapore: fragola, banana, menta, arancia, melone e azzuro (yum, azzurro!) E nulla d&#8217;altro chiaramente, niente pi\u00f9 di quello. Non \u00e8 fantastico come il cervello umano affronta le ardue situazioni? Piuttosto che esaminare e progettare la sequenza di mosse che portano alla soluzione, tanto maggiori di quelle possibili in una partita a scacchi, a dama o addirittura a Go, il giocatore pu\u00f2 procedere per tentativi. Del resto; l&#8217;unico avversario ufficialmente riconosciuto nella pratica del cubo di Rubik resta, per purissima convenzione, il pi\u00f9 vasto ed incorporeo dei titani: Chronos, la lancetta dei minuti. Che talvolta, tanto \u00e8 brava certa gente dall&#8217;impostazione iper-professionale, si trasforma in quella dei secondi, o dei minuti dei secondi e ancora meno, l&#8217;unica capace di distinguere tra chi ci mette: un lampo, un lampo e mezzo, mezzo fulmine col botto. Se ci provi non \u00e8 facile, ma se resti l\u00ec a guardare, una sola conclusione: impossibile, inumano. Non ci capisco nulla e poi: &#8220;Perch\u00e9 dovrei provare!&#8221; prosegui un po&#8217; piccato: &#8220;Sono un genio sregolato che ha saggezza e non si applica, io. Persino laureato (*sic. laureando)&#8221; Che la Sapienza, venga a me &#8211; o un qualsivoglia altro tipo di istituzione universitaria, preferibilmente superiore,\u00a0come questa in cui si svolge chiaramente la\u00a0stupefacente scena, tra i ridenti prati del tipico campus dei\u00a0brusii: ecco Ravi Fernando, giocoliere rinomato, che non usa palle ma&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">Aloha, Kamehame, ha. Riportava lo storico Plutarco: &#8220;Anerriphtho kybos&#8221; Sia lanciato il dado per passare il fiume,\u00a0ma moltiplicato varie volte, perch\u00e9 il tempo passa ma di Cesare, ce n&#8217;era uno. Mentre adesso abbiamo i Cesaroni e tanti giovani meno televisivi, per dare prova della loro valida esistenza devono offrire un qualche cosa in pi\u00f9. Per fortuna, c&#8217;\u00e8 YouTube! Cos\u00ec quest&#8217;uomo geniale, se tale ancora pu\u00f2 essere soltanto definito, non soltanto lancia in aria due + uno degli attrezzi pi\u00f9 inadatti a questo mondo (giacch\u00e9 spigoli di cubo, soprattutto se rotanti, non si prestano alla fluttuazione aerodinamica) ma addirittura li risolve, secondo la precisa prassi del regolamento. Un lancio, una girata, una risata e cos\u00ec via: &#8220;Ehi, ma io ti conosco, ti ho visto su Internet!&#8221; finch\u00e9 al momento di tirar\u00a0le somme, dopo un certo numero di lanci e sulla fine della scena, la giornata \u00e8 trasformata, come le aspettative di quel che possa essere risolto, nonostante le difficolt\u00e0 aggiunte. Ma se il dado\u00a0\u00e8 infine tratto, dopo che lanciato, cosa c&#8217;entrano le decisioni senza via d&#8217;uscita? Cosa il gesto di colui che diede chiave di violino alla <em>maiorem<\/em>\u00a0guerra dei Romani? Basta esitazioni: sia varcato il Rubik-one!<\/div>\n<p><a href=\"http:\/\/youtu.be\/qlnUEknwdcI\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-16071\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-16071\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/01\/Cubelie-500x312.jpg\" alt=\"Cubelie\" width=\"500\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/01\/Cubelie-500x312.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/01\/Cubelie.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fra tutte le forme naturali chiare quotidianamente sotto i nostri occhi, la meno nota\u00a0\u00e8 chiaramente il cubo. Nulla sembra, all&#8217;apparenza, pi\u00f9 lontano dall&#8217;organica natura delle cose. L&#8217;acqua che corrode, il vento che erode: tutto \u00e8 vecchio e consumato, nell&#8217;impianto del sensibile, tranne ci\u00f2 che viene messo assieme dalle nostre stesse mani, ancora loro, ancora loro. E persino tra gli esseri che crescono, deambulano e poi trovano moltiplicazione, non esiste il caso di una forma tanto avversa ai semplici dettami dell&#8217;evoluzione. Un cubo non pu\u00f2 rotolare e allora, che gusto potrebbe mai esserci? Ma dalla cristallografia, lo studio della struttura dei minerali, emerge una sublime verit\u00e0. Ci\u00f2 che \u00e8 infinitamente piccolo, persiste. Qualche volta, addirittura, riemerge: ecco RedKB alle prese, su di un tavolo ricolmo di bizzarri rompicapi, con una delle versioni pi\u00f9 complesse che si siano mai viste di questo classico e diabolico giocattolino. Qui pi\u00f9 che altro, un incubo da 17x17x17 <em>cuberillos<\/em>, di cui uno strato esterno, giustamente, un po&#8217; pi\u00f9 grande, solido e pratico alla manipolazione. Altrimenti, sai che dita strette&#8230; Meno foglia e allora, via.<br \/>\nIl primo cubo plastico di questa arcana tipologia nacque per puro caso, verso la met\u00e0 degli anni &#8217;70, quando il\u00a0professore di Interior Design dell&#8217;Accademia delle Arti di Budapest,\u00a0Ern\u0151 Rubik, decise di mettersi a risolvere un problema teorico piuttosto interessante: come costruire un oggetto tridimensionale, composto di pi\u00f9 parti indipendenti e mobili, commutabili tra loro senza\u00a0la necessit\u00e0 di procedere a smontarle. Lui us\u00f2, a quanto pare, tale arnese in molte delle sue lezioni. Fu soltanto giunto a un giorno fortunato, mentre maneggiava tra le mani la sua orgogliosa creazione, che costui si rese conto di avere in mano il fuoco delle Ere!<\/p>\n<figure id=\"attachment_16070\" aria-describedby=\"caption-attachment-16070\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/youtu.be\/FSEEUmNZ0Og\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-16070 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/01\/Cubeye-500x312.jpg\" alt=\"Cubeye\" width=\"500\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/01\/Cubeye-500x312.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/01\/Cubeye.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-16070\" class=\"wp-caption-text\">La grande muraglia ungherese<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">C&#8217;era stato infatti guarda caso, pochi anni prima (esattamente il 1970) l&#8217;invenzione brevettata di un giocattolaio canadese, Larry Nichols, che consisteva in un puzzle 2x2x2 di cubetti magnetici multicolore, da risolvere con modalit\u00e0 che potrete facilmente immaginare. Di nuovo la sequenza d&#8217;interrelazione tra le facce. Ma l&#8217;approccio costruttivo\u00a0non risultava molto pratico, alla prova dei fatti. Nella manipolazione di quel gioco, infatti, occorreva smontare e ricostruire continuamente l&#8217;oggetto in questione, con progressive perdite di tempo e di divertimento. Mentre, <em>eureka<\/em>! Il costrutto di Rubik offriva\u00a0un approccio alternativo a quel problema, se tale si pu\u00f2 chiamare, in cui un nocciolo centrale resta sempre uguale, mentre le sue sei protrusioni, ciascuna montata\u00a0sopra un&#8217;asse girevole, permette la manipolazione libera della superficie esterna. Tale idea, purtroppo brevettata troppo tardi, fu ripresa a sua volta da innumerevoli compagnie internazionali, tra cui molte del vasto e piratesco Oriente. Nonostante questo, grazie alla prima commercializzazione nel suo paese, si ritiene che il buon professore avesse guadagnato somme ragguardevoli. Tutto su una pura e semplice illusione: di quei 54 cubetti, non uno \u00e8 integro e completo, bens\u00ec aperto sul retro, per ospitare il meccanismo rilevante. Ma chi gioca non lo sa, n\u00e9 vuole saperlo e buon per lui.<br \/>\nC&#8217;\u00e8 addirittura, quanto \u00e8 strano il mondo, chi non guarda il cubo e lo risolve, si, bendato. Senza un senso della misura\u00a0nel\u00a0mettere alla berlina, senza piet\u00e0 per le persone che non sanno farlo. Come questo incredibile\u00a0Marcin Maskow Kowalczyk (esq.) che un giorno ne mise\u00a0150 su di un tavolo e quindi, indossata una mascherina per insonni a forma di\u00a0Pikachu e sopra quella, per buona misura, pure un fazzoletto,\u00a0si \u00e8 dato da fare con limpido entusiasmo. Passa un&#8217;ora e quaranta ed alla fine, come dimostrato in un chiaro e vibrante\u00a0<em>time-lapse<\/em>, lui di cubi ne ha risolti 125. Roba che neppure Deep Blue, il <em>supercomputer<\/em> dell&#8217;IBM che sfid\u00f2 a scacchi\u00a0Garry Kasparov nel 1996&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Senza rete, senza occhiali, senza piedi n\u00e9 pedali. Senza guardare. Senza toccare. Senza luce, tempo, spazio e spazio-tempo, metaforicamente ormai privati del principio generativo primo (l&#8217;Alfa) e del finale apocalittico\u00a0(l&#8217;Omega) resteranno sublimati gli uomini di solida\u00a0volont\u00e0. Per essere rapiti, da un vento intriso\u00a0ed improvviso, trascinati fino in paradiso? Nossignore, Platone. Salva Nos-signore; gi\u00f9\u00a0nel mare delle &#8230; <a title=\"Come, perch\u00e9 complicarsi il cubo di Rubik?\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=16069\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Come, perch\u00e9 complicarsi il cubo di Rubik?\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[356,317,496,412,563,827,323],"class_list":["post-16069","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-divertimento","tag-giochi","tag-giocoleria","tag-record","tag-rompicapo","tag-rubik","tag-time-lapse"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/16069","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=16069"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/16069\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":16077,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/16069\/revisions\/16077"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=16069"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=16069"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=16069"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}