{"id":16045,"date":"2015-01-10T08:45:49","date_gmt":"2015-01-10T07:45:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=16045"},"modified":"2015-01-10T08:45:49","modified_gmt":"2015-01-10T07:45:49","slug":"gli-ultimi-ribelli-linea-tratteggiata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=16045","title":{"rendered":"Gli ultimi ribelli della linea tratteggiata"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/youtu.be\/i3FWQcO8plk\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-16046\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-16047\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/01\/La-linea-russa-500x312.jpg\" alt=\"La linea russa\" width=\"500\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/01\/La-linea-russa-500x312.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/01\/La-linea-russa.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Ci obbligano\u00a0ad andare dritti Ivan, ma in verit\u00e0 ti dico: cos&#8217;\u00e8 Dritto e cos&#8217;\u00e8 invece&#8230; Ss..stor-to!? [beve un sorso di Vodka dalla bottiglia quasi terminata]. L&#8217;altro giorno, camminando per\u00a0andare fino alla scuola di guida e farmi ridare la patente, ho visto che: i lampioni di\u00a0Novosibirsk sono sempre ec-ecs-quidisctanti. Tranne UNO!&#8221; Sull&#8217;esclamazione carica di sentimento, la Tata Nano rugginosa sbanda vistosamente verso il bordo della quintultima strada provinciale\u00a0dell&#8217;Oblast. Sopra il rombo del motore, si ode a malapena l&#8217;eco di un belato infastidito, proveniente da una capra, l\u00ec sperduta, semi-nascosta\u00a0dietro a un albero piuttosto amiforme. L&#8217;autoradio resta spenta ormai da anni, senza neanche l&#8217;ombra di una manopola sopra il suo frontalino scalcagnato. Ivan guida concentrato e cerca di ignorare il passeggero. &#8220;Mah [burp] tu lo sciai cosa c&#8217;\u00e8 l\u00ec &#8211; \u00e8 il sscegreto della geo-metria. Perch\u00e9 se ti metti al centro della stradt-al centro de-la stra-da, e guardi dritto innanzi a te&#8230;&#8221; Per sottolineare l&#8217;affermazione, l&#8217;anziano ubriaco si appoggia sul cruscotto, inclinandosi parzialmente verso il lato guidatore. Ivan agita la mano destra infastidito per scostarlo, mentre il motore va troppo su di giri per un mancato cambio di marcia. &#8220;Vedi, lo sai COSA vedi? Triangoli isosceli l&#8217;uno sull&#8217;altro e sovrapposti, ciasch-iuno confinante all&#8217;altro. Scommetto che non ci avevi mai p&#8230; Pensato&#8221; Ivan se l&#8217;immagina con gran facilit\u00e0: il suo zio scapestrato che pianta i piedi in mezzo a una strada di scorrimento del centro della terza citt\u00e0 russa per popolazione, mentre\u00a0gli automobilisti gli sfrecciano rabbiosamente ai lati. Un braccio orgogliosamente piantato sul fianco sinistro, l&#8217;altro teso dritto innanzi a se. Con il pollice alzato alla ricerca del punto di fuga e un occhio semi-chiuso. I\u00a0lunghi capelli bianchi che svolazzano nel vento del crepuscolo transiberiano&#8230;. [Alza di nuovo la bottiglia, resta insoddisfatto. Ne controlla attentamente il fondo, quindi tira gi\u00f9 il finestrino e la lancia di fuori.] &#8220;Vedi [hic] quando facevo il macchinista della ferrovia, avevamo un detto: non \u00e8 l&#8217;incidente che ti frega, ma la noia. Siamo tutti gran lavoratori, fino a che non sopraggiunge la <em>routine<\/em>&#8221; Ma tu guarda, adesso parla pure il francese! &#8220;Allora, o si dorme, o si conta!&#8221; Come, cosa? &#8220;Ma le traversine, quesch-to dovrebbe essere\u00a0ovvio, caro mio. Non avrai bevuto un bicchierino di troppo a pranzo? Cento, 200, tremilacentoventidue, questo qui \u00e8 il mio record-s.&#8221; La bottiglia rimbalza sull&#8217;erba senza rompersi, quindi sparisce oltre l&#8217;ansa di una curva &#8220;Non si arriva a\u00a0tremilacentoventidue, mio caro Ivan, senza comprendere la geo-metria.&#8221; E poi\u00a0continua&#8230;\u00a0Tu forse non sai, oh giovane senza coscienza artistica ma pur sempre nipote di mio padre, ma io facevo il pittore.\u00a0Quando avevo la tua et\u00e0, mi chiamavano &#8220;Il Giotto ferroviere&#8221;. E so riconoscere la mano di un collega. Nelle vaste distese grigio-verdi della tundra abbandonata, non c&#8217;\u00e8 un senso ulteriore, in ci\u00f2 che fai, tranne quello che tu porti nel profondo del tuo portafoglio. La coscienza di un lavoratore, che come sicuramente avrai capito, non risiede nel suo fegato. Oppur nell&#8217;anima, nella mente carica di elettriche sinapsi interconnesse, ma nel senso di riconoscenza verso la sua societ\u00e0. Che gli concede considerazione, in cambio di opere preziose perch\u00e9 salvifiche nel loro scopo. Di mettere a frutto questa somma geo-metria. Ma tutta questa spiegazione va perduta, come lacrime nel vento del mattino.<br \/>\n&#8220;Figliolo, ora guarda!&#8221; Dice invece, ad alta voce. &#8220;Adesso guarda bene, non distrarti&#8230;&#8221; Le mani saldamente strette sul volante, lo sguardo torvo dal fastidio, l&#8217;autista-suo-malgrado, reclutato per andare alla sessione degli alcolisti anonimi laggi\u00f9 in citt\u00e0,\u00a0riduce la pressione sul pedale di accelerazione. Suo zio ha ragione, c&#8217;\u00e8 qualcosa di strano. La corsia di destra sulla carreggiata,\u00a0che\u00a0basta a malapena per contenere la sua piccola automobile, si sta stringendo. \u00c8 come se la strada tendesse a destra, con una piccola ma significativa differenza: in quella parte ulteriore, l&#8217;asfalto non ci sta. &#8220;Ahahahaha. Ah! Ah!\u00a0\u0420\u0430\u0437\u043c\u0435\u0442\u043a\u0430 \u0434\u043e\u0440\u043e\u0433\u0438 \u0433\u0434\u0435-\u0442\u043e \u0432 \u0420\u043e\u0441\u0441\u0438\u0438, figliolo.\u00a0\u0420\u0430\u0437\u043c\u0435\u0442\u043a\u0430 \u0434\u043e\u0440\u043e\u0433\u0438 \u0433\u0434\u0435-\u0442\u043e&#8230;\u00a0Smettila di preoccuparti e segui il flusso.&#8221; Strano, lo zio\u00a0Vyacheslav, per una volta, non sembra perso nel suo mondo. Il tono di voce \u00e8 ritornato quello di una volta (e anche l&#8217;idioma!) Talmente resta colpito, Ivan, che per un attimo si volta verso il suo fastidioso passeggero. Quando torna a guardare dritto innanzi a lui, un enorme autoarticolato oscura il limpido\u00a0orizzonte, dalla parte sbagliata della strada. La sua griglia cromata protettiva, verticale e quasi goticheggiante, \u00e8 sovrastata da una splendida vetrata variopinta. C&#8217;\u00e8 quello che sembrerebbe un tappeto persiano, appeso in fondo alla cabina, mentre un alberello deodorante dondola illusorio al centro dell&#8217;incredibile miraggio. Sotto a quello, un\u00a0camionista\u00a0che fatica a tenere gli occhi aperti, semi-addormentato sul volante. Ma Ivan lo sa bene: \u00e8 impossibile sterzare in tempo. Per tutti gli orsi candidi sulle conifere innevate&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_16046\" aria-describedby=\"caption-attachment-16046\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/youtu.be\/A_yziBMQ9o8\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-16046\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-16046 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/01\/Lo-stradino-500x312.jpg\" alt=\"Lo stradino\" width=\"500\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/01\/Lo-stradino-500x312.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/01\/Lo-stradino.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-16046\" class=\"wp-caption-text\">Anche fare un qualcosa veramente molto bene, da un certo punto di vista, \u00e8 un chiaro atto di ribellione. Quanto meno, verso le aspettative dei colleghi&#8230;<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel frattempo, all&#8217;altro lato dell&#8217;Eurasia, un uomo in tuta arancione guida il suo carretto su e gi\u00f9 per la ridente Sondrio, in Lombardia. Tutti lo chiamano, a quanto pare dal titolo del video: lo Stradino. Ed ecco a voi il perch\u00e9: costui non \u00e8 uno stregone, n\u00e9 un hobbista a passeggio di passaggio, ma il dipendente comunale che si occupa per professione di rinnovare le linee della strada biancheggiante. Quei tatuaggi dell&#8217;ambiente urbano che studiamo\u00a0verso i 18 anni, quando \u00e8 tempo della pratica e teoria, crocette, crocette su di un foglio rilevante, quindi un rapido giretto assieme all&#8217;esaminatore. Quando son tutti preoccupati d&#8217;insegnarci: &#8220;Fra le diverse tipologie di indicazioni\u00a0stradali, questa qui \u00e8 la meno importante. L&#8217;ordine coscienzioso\u00a0\u00e8 il seguente: vigile&gt;cartello verticale&gt;segnaletica orizzontale.&#8221; Il che vuol dire che: se per terra c&#8217;\u00e8 scritto STOP, ma un uomo col cappello ti dice di andare, tu non fermarti. Altrimenti, affari tuoi.<br \/>\nNon dev&#8217;esserci lavoro maggiormente privo di gratitudine apparente, tra quelli svolti da chi cura la viabilit\u00e0, che mettere la propria arte al servizio di una linea che nessuno poi rispetter\u00e0. Basta un rapido giro in quelle strade, per rendersene subito conto: gli automobilisti sorpassano dovunque, effettuano inversioni pure dove il tratto \u00e8 ininterrotto. Perch\u00e9 quindi, tratteggiare? Ci sono diverse teorie. Chi agisce per soddisfazione personale: &#8220;Ah, che m&#8217;importa. Questa riga \u00e8 dritta come la coscienza dei probi. Se pure loro non esistessero, io userei la mia, di bussola morale&#8221; Oppure, per guadagno e senso del dovere: &#8220;Allo scopo di nutrire i miei figli, sono anche disposto a fare i buchi alle ciambelle&#8221; E cos\u00ec via. Ma nessuno di costoro, a conti fatti, \u00e8 un ottimo lavoratore.\u00a0L&#8217;artista all&#8217;opera, lo riconosci subito. Guarda lo Stradino, se vuoi.\u00a0Come corre con le ruote che lo portano al remoto nocciolo della questione. Il modo in cui, accuratamente, manovra quella spazzola che lascia il segno acceso-spento, acceso-spento fino al\u00a0dopo\u00a0ed ogni tanto mette un cono (come, perch\u00e9? Cos\u00ec!) Non \u00e8 certamente l&#8217;obiettivo, a motivarlo. Bens\u00ec l&#8217;opera stessa, il ritmo e il segno del trascorrere infinito. L&#8217;impossibile segno dell&#8217;occulta geo-metria.<br \/>\nE ce ne sono milioni, questo \u00e8 il bello! In un mondo di ambizioni, in cui i soffitti di vetro costituiscono la sfida stessa al proprio senso della vita, molti guardano dritti davanti a loro. Perch\u00e9 sanno che \u00e8 l&#8217;universo stesso, ad essere curvo, e qualche volta l&#8217;alto \u00e8 come il basso, la destra e la sinistra, puri e immoti spazi virtuali&#8230;&#8221;STOLTO,\u00a0NON TOCCARE QUELLO STUPIDO VOLANTE&#8221; Le pastiglie dei freni della piccola utilitaria russa, ormai praticamente in fiamme, stridono pericolosamente. Come i denti del\u00a0vecchio\u00a0Vyacheslav, che guarda fisso verso l&#8217;ostacolo vivente, ricordando lo stregone Gandalf, laggi\u00f9 a Moria, innanzi al Balrog risvegliato! 30 tonnellate di ferro, pneumatici torreggianti e un carico di 6.000 boccette di Kefir, lo yogurt russo, ben protetto da 15\u00a0metri quadri di telone per veicoli pesanti. Ma\u00a0\u00e8 chiaro che il suo avviso, in questo caso, risultava del tutto inutile: Ivan \u00e8 letteralmente pietrificato dal terrore \u00e8 sta rivivendo in quel preciso attimo, all&#8217;incirca, gli anni migliori della scuola media. Mentre la riga, la riga sulla strada \u00e8 strana. Si sta stringendo dalla parte opposta! Ci\u00f2 che governa il flusso dei veicoli ha una mistica ragione. Troppo spesso trascurato, ridiventa quel che era da principio: un semplice consiglio, tracciato con vernice candida sul duro asfalto e&#8230;Misterioso. L&#8217;enorme autoarticolato si avvicina, diventa enorme, quindi pare farsi un po&#8217; da parte. Il camionista, ormai posto in alto nella luce del parabrezza e immobile come una statua di cera, pare distorcersi, poi farsi stretto e lungo quanto l&#8217;urlatore di quel quadro maledetto, tempere e pastelli alla <em>Nasjonalgalleriet<\/em>. Il Giotto ferroviere gi\u00e0 conosce la ragione, aveva visto i segni: una linea di demarcazione che tende verso la banchina, in mezzo al\u00a0nulla dell&#8217;Oblast, non \u00e8 uno sbaglio accidentale. Ma una <em>leyline<\/em>\u00a0coscienziosa, che\u00a0piega lo spazio e se la ride, ride del pericolo dei disattenti. Dove convergono i triangoli, spariscono i lampioni. L&#8217;autotreno si fa stretto-stretto, giusto i 30 cm lasciatogli a disposizione da un qualche Stradino illuminato. Una capra torna dietro al pero. La Tata Nano resta integra e continua la sua corsa, verso il vasto\u00a0centro urbano di\u00a0Novosibirsk.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Ci obbligano\u00a0ad andare dritti Ivan, ma in verit\u00e0 ti dico: cos&#8217;\u00e8 Dritto e cos&#8217;\u00e8 invece&#8230; Ss..stor-to!? [beve un sorso di Vodka dalla bottiglia quasi terminata]. L&#8217;altro giorno, camminando per\u00a0andare fino alla scuola di guida e farmi ridare la patente, ho visto che: i lampioni di\u00a0Novosibirsk sono sempre ec-ecs-quidisctanti. Tranne UNO!&#8221; Sull&#8217;esclamazione carica di sentimento, la &#8230; <a title=\"Gli ultimi ribelli della linea tratteggiata\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=16045\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Gli ultimi ribelli della linea tratteggiata\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[256,424,360,116,220,89,126],"class_list":["post-16045","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-guida","tag-italia","tag-lavoro","tag-russia","tag-strade","tag-strano","tag-trasporti"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/16045","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=16045"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/16045\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":16048,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/16045\/revisions\/16048"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=16045"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=16045"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=16045"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}