{"id":16029,"date":"2015-01-09T09:52:33","date_gmt":"2015-01-09T08:52:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=16029"},"modified":"2015-01-09T10:13:48","modified_gmt":"2015-01-09T09:13:48","slug":"strada-fluttuante-fiordo-impetuoso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=16029","title":{"rendered":"Il sogno della strada che fluttua sul fiordo della Norvegia"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/youtu.be\/94ZpOWroNv0\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-16031\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-16031\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/01\/Norwegian-E29-500x312.jpg\" alt=\"Norwegian E29\" width=\"500\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/01\/Norwegian-E29-500x312.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/01\/Norwegian-E29.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un fosso nel mare, profondo ed oscuro. Dimensioni incommensurabili, distanze fuori dalla comune concezione dell&#8217;asfalto bituminoso, fluido caldo e corposo. Il profondo Nord \u00e8 il regno delle inaccessibili possibilit\u00e0: raggiungere la propria meta, attraverso le asperit\u00e0 del clima e del suolo, lass\u00f9 diventa\u00a0una vera missione,\u00a0che trova la sua giustificazione ed\u00a0origine dalle molte risorse dell&#8217;ingegneria. Poggiando le sue fondamenta, sia metaforiche che letterali, sulle rocce sommerse dal tempo. Ma ci sono casi. Per case fantastiche d&#8217;Aesir, mai viste prima, persino da loro, i\u00a0percorritori del mitico ponte cangiante\/multicolore, l&#8217;arco del sommo baleno (giacch\u00e9 il Valhalla, secondo chi l&#8217;ha visitato, sarebbe\u00a0accessibile solo per la via di Bifrost). Perch\u00e9 carri o cavalli, automobili e treni, una cosa ce l&#8217;hanno, in comune: non poggiano i piedi sull&#8217;aere dei vaghi corpuscoli riflettenti, n\u00e9 possono galleggiare, salvo imprevisti relazionabili ai pregni\u00a0giubbotti di salvataggio. Non oltre\u00a0qualche dozzina di metri, con un apporto notevole d&#8217;ottimismo, e di sicuro molto al di sotto dei 3700 metri, la misura del\u00a0Sognefjorden\u00a0al nocciolo della questione. Che va, pressapoco, cos\u00ec: nella vasta e variegata Norvegia, popolata in totale da circa 5 milioni di persone, ovvero circa la met\u00e0 della sola citt\u00e0 di Londra, esistono numerose comunit\u00e0 separate, ciascuna importante per un suo ruolo industriale, artigianale o turistico differente. \u00c8 difficile per noi, abitanti mediterranei, immaginare una simile situazione: il fatto che il popolo all&#8217;estremit\u00e0 superiore d&#8217;Europa, cos\u00ec sparpagliato, sia da secoli abituato ai metodi dell&#8217;autosufficienza regionalizzata che rasenta il federalismo, non cancella la valida pulsione umana verso la costituzione di un&#8217;identit\u00e0 nazionale, il pi\u00f9 possibile vasta ed inclusiva, in cui tutti coloro che si trovano vicini, capiscono e condividono le stesse esigenze. Con noi e vicendevolmente, con altri ancora, per l&#8217;istituzione di una metropoli virtuale, in cui la natura stessa, splendida e incontaminata faccia le veci dei semplici parchi della citt\u00e0. Il che richiede, incidentalmente, una notevole riduzione delle distanze. Inutile dirlo: lo fanno davvero bene.<br \/>\nLa strada costiera E39 \u00e8 un percorso scenico di 1330 Km, che partendo idealmente dalla citt\u00e0 di Aalborg, la quarta per popolazione della\u00a0Danimarca, invita gli automobilisti ad attraversare in traghetto un bel tratto di mare, fino alla municipalit\u00e0 costiera di\u00a0Kristiansand. E da l\u00ec prosegue, fra gli alti e bassi del suolo indurito dal gelo e numerosi altri caselli d&#8217;imbarco, per numerosi paesi di 5.000, 10.000 abitanti, fino alla considerevole comunit\u00e0 urbana (oltre 200.000 abitanti) di Trondheim, nella contea estrema\u00a0di\u00a0S\u00f8r-Tr\u00f8ndelag, ove lo sguardo si perde verso l&#8217;artico mare di Greenland e da l\u00ec ancora, oltre le propaggini del mondo e del mare. Chi mai vorrebbe raggiungerla, potreste chiedervi&#8230;Ecco, parecchie persone: trattasi, in effetti, di un polo tecnologico di spicco, con numerose istituzioni industriali ed alcune prestigiose universit\u00e0. Eppure, ahim\u00e9, remoto. Quanto remoto! Considerate: l&#8217;entroterra norvegese, montagnoso e perennemente innevato, \u00e8 il regno dei tunnel e duri tornanti, su strade provinciali con pochi metri di carreggiata. Basta puntare Google Maps sulla regione, per rendersi conto di un&#8217;immediata realt\u00e0: pi\u00f9 che una ragnatela di strade, siamo di fronte alle poche arterie di sistema che ancora pompa, ma ben poco sangue. E l&#8217;alternativa effettivamente impiegata, ecco, non \u00e8 molto migliore dal punto di vista della praticit\u00e0.<br \/>\nBasta girare un vecchio mappamondo in plastica vinilica (non serve scomodare il PC\u00a0di casa) per rendersi conto di quanto sia frastagliata la costa della Norvegia: sembra la schiena di uno stegosauro. Ciascuna insenatura, inoltre, non \u00e8 certo un semplice golfo, ma la specifica realt\u00e0 paesaggistica, di estrema ampiezza e profondit\u00e0, che\u00a0comunemente chiamiamo fiordo. Roba da far\u00a0girare la testa a qualunque impavido costruttore.\u00a0Quello mostrato come esempio nel video di apertura, nello specifico, vanta 1300 metri di profondit\u00e0 e un&#8217;estensione, nel punto presso cui andrebbe costruito l&#8217;ipotetico\u00a0ponte, di poco superiore a quella del nostro stretto di Messina. Per questo, da tempo immemore, i viaggiatori di tali\u00a0luoghi si sono giovati di un sistema d&#8217;imbarcazioni d&#8217;estrema efficienza, ormai un prestigioso simbolo nazionale. Ma la costruzione di uno o pi\u00f9 ponti, per facilitare il passaggio, ridurrebbe di molto le loro attese. Del resto un&#8217;ingegnere pu\u00f2 sempre\u00a0far calcoli sul guanciale, per svegliarsi e dar forma al domani&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo video in <em>computer graphic<\/em>, realizzato nel 2012 dalla\u00a0<em>Statens vegvesen<\/em>, l&#8217;istituzione governativa norvegese che si occupa della gestione dei trasporti stradali, proponeva alcune valide applicazioni tecnologiche per il potenziamento della vitale strada costiera\u00a0E35, prendendo spunto dalla specifica localit\u00e0 citata. Il\u00a0Sognefjorden infatti, lungi dall&#8217;essere l&#8217;unico ostacolo acquatico su questo sentiero, \u00e8 d&#8217;altra parte massimamente rappresentativo degli altri numerosi fiordi costieri limitrofi, ciascuno comparabile per estensione e profondit\u00e0. Il progetto resta ancora teorico e l&#8217;investimento, d&#8217;altra parte, sarebbe davvero ingente. Il punto di partenza \u00a0della disquisizione \u00e8 molto significativo: nelle prime battute del video, la voce narrante in perfetta lingua inglese, con giusto un leggero accento, riassume i molti successi ottenuti negli ultimi anni dalla Statoil, la compagnia pubblica\u00a0di estrazione del petrolio. A partire dal 1972, infatti il governo norvegese, riconoscendo immediatamente l&#8217;importanza delle nuove tecnologie di\u00a0trivellazione d&#8217;alto mare, inizi\u00f2 una rapida ed efficace nazionalizzazione della risorsa, con a corredo un generoso programma d&#8217;investimenti tecnologici, ricerca e sviluppo. Piattaforme come quelle mostrate dai furbi autori della sequenza animata, la Troll e la Heidrun, costituiscono ad oggi\u00a0un vero e proprio <em>non plus ultra<\/em> del settore, oltre a fornire un fruttuoso ritorno d&#8217;investimento, nei rispettivi campi applicati dell&#8217;appoggio al fondale oceanico\u00a0e dei sistemi di galleggiamento strutturale. Come spendere, sembrano quasi dire costoro,\u00a0tali e tanti magnifici introiti&#8230;\u00a0Se non esplorando le nuove frontiere di ci\u00f2 che pu\u00f2 essere edificato da mano umana.<\/p>\n<figure id=\"attachment_16030\" aria-describedby=\"caption-attachment-16030\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/youtu.be\/wtZnZmG7q0E\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-16030 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/01\/Messina-Straits-Bridge-500x312.jpg\" alt=\"Messina Straits Bridge\" width=\"500\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/01\/Messina-Straits-Bridge-500x312.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/01\/Messina-Straits-Bridge.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-16030\" class=\"wp-caption-text\">Il viadotto del Sognefjorden dovrebbe superare un braccio di mare dall&#8217;estensione e problematiche costruttive molto simili a quelle del nostro favoleggiato ponte sullo stretto di Messina.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prima ipotesi mostrata \u00e8 anche la pi\u00f9 semplice e diretta: il ponte sospeso. Vista la profondit\u00e0 del fiordo, naturalmente sarebbe impossibile far poggiare dei piloni direttamente sul fondale dello stesso, e si dovrebbe dunque adottare un sistema paragonabile a quello del celebre Golden Gate Bridge newyorkese, ma lungo il doppio del ponte di\u00a0Akashi-Kaiky\u014d in Giappone, attuale detentore del record mondiale (1990 metri).\u00a0Le due torri di sostegno, usate per sorreggere l&#8217;estensione notevolmente superiore dell&#8217;interminabile striscia d&#8217;asfalto, dovrebbero essere alti ben 450 metri, ovvero 150 pi\u00f9 della torre Eiffel. Per comparazione, l&#8217;ipotetico ponte tra la Calabria e la Sicilia avrebbero misurato, stando al piano resuscitato nel 2009 dal governo italiano, esattamente\u00a0382 metri.<br \/>\nIn alternativa, il video esplora approcci tecnologici ancora pi\u00f9 avveniristici: innanzi tutto, si parla di un ponte galleggiante con numerosi piloni, ciascuno poggiante su di una\u00a0versione migliorata della piattaforma petrolifera Heidrun. Nulla di simile esiste a questo mondo. Il sistema prevederebbe uno spazio vuoto al centro, alto 70 metri e largo 400, utile\u00a0a garantire il passaggio del traffico marittimo pre-esistente, ivi inclusa un&#8217;ipotetica ed enorme nave da crociera, cos\u00ec ottimamente rappresentata\u00a0dal grafico di supporto (sono persino aggiunti, come riferimento di scala, ciclisti e minuscoli omini, che passeggiano in modo improbabile sopra quel vasto tragitto). La terza alternativa, invece, altra prima volta dell&#8217;architettura civile, mostra un tunnel sommerso sospeso nel mare, quindi non scavato sotto il fondale, come quello della Manica, ma piuttosto &#8220;sostenuto&#8221; da quegli stessi galleggianti, posto a profondit\u00e0 sufficiente (20 metri) da poter permettere il passaggio di qualsiasi nave, imprevisti permettendo. Le prime analisi suggeriscono che la naturale flessibilit\u00e0 del cemento, unita ad approcci tecnici particolari, dovrebbe garantire la resistenza del tubo risultante a qualsiasi sollecitazione marittima o terremoto. Mentre gli automobilisti, guidando al suo interno, non noterebbero neanche la differenza da un tunnel normale. Viene quindi il momento di presentare gli approcci combinati: un viadotto in massima parte emerso, fino ad una colossale struttura galleggiante, con una discesa sotto i flutti stessi del fiordo. Oppure un viadotto\u00a0sospeso con torri, a loro volta, galleggianti ed ancorate al fondale. Ciascuna di questi straordinari mega-progetti, strano a dirsi, sarebbe del tutto\u00a0realizzabili e replicabili per ciascun fiordo sul tragitto con le attuali risorse monetarie, industriali e tecnologiche della Norvegia, nonch\u00e9 probabilmente validi ed addirittura conduttivi ad un ritorno d&#8217;investimento. Una E35 disseminata di simili ponti, idealmente, diventerebbe un&#8217;arteria primaria del paese, con un guadagno\u00a0derivante dai caselli del pedaggio (inevitabili) di molto superiore a quelli degli attuali e numerosi traghetti. Inoltre si risparmierebbe sul sovvenzionamento degli stessi bench\u00e9, ci\u00f2 \u00e8 inevitabile, andrebbero persi molti posti di lavoro. In parziale contrapposizione a\u00a0tale problematica, fiorirebbe il turismo, con tutta la sua ricca industria di corredo.<br \/>\nQuesto fantastico video del progetto, che parla di un futuro prossimo d&#8217;infinite possibilit\u00e0, giacer\u00e0 assai attualmente in qualche archivio nazionale, assieme ai molti schedari pieni di calcoli e schemi necessari per iniziare un giorno, chiss\u00e0 quando, a rivoluzionare i trasporti di un intero paese. L&#8217;ago della bilancia decisionale, come quasi sempre succede, resta in mano ai politici in parlamento. E dunque, chiss\u00e0 quanta acqua dovr\u00e0 infrangersi sugli scogli, Onde decidersi a Fare!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un fosso nel mare, profondo ed oscuro. Dimensioni incommensurabili, distanze fuori dalla comune concezione dell&#8217;asfalto bituminoso, fluido caldo e corposo. Il profondo Nord \u00e8 il regno delle inaccessibili possibilit\u00e0: raggiungere la propria meta, attraverso le asperit\u00e0 del clima e del suolo, lass\u00f9 diventa\u00a0una vera missione,\u00a0che trova la sua giustificazione ed\u00a0origine dalle molte risorse dell&#8217;ingegneria. Poggiando &#8230; <a title=\"Il sogno della strada che fluttua sul fiordo della Norvegia\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=16029\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Il sogno della strada che fluttua sul fiordo della Norvegia\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[201,428,167,823,280,822],"class_list":["post-16029","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-architettura","tag-computer-graphic","tag-ingegneria","tag-nord-europa","tag-ponti","tag-progetti"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/16029","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=16029"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/16029\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":16044,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/16029\/revisions\/16044"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=16029"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=16029"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=16029"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}