{"id":16016,"date":"2015-01-07T08:23:09","date_gmt":"2015-01-07T07:23:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=16016"},"modified":"2015-01-07T08:23:43","modified_gmt":"2015-01-07T07:23:43","slug":"lunica-pentola-mescola-automaticamente-suo-contenuto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=16016","title":{"rendered":"L&#8217;unica pentola che mescola automaticamente il suo contenuto"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/youtu.be\/1k5RHjK492w\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-16018\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-16018\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/01\/Kurukuru-500x312.jpg\" alt=\"Kurukuru\" width=\"500\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/01\/Kurukuru-500x312.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/01\/Kurukuru.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Kuru kuru! Kuru kuru!<\/em> Quella vecchia volpe \u00e8 un cuoco che ha girato, eccome. Ha girato il minestrone, ha girato il risotto, il pollo sull&#8217;arrosto, ha mescolato la polenta e le verdure. Ha girato anche il Giappone! Finch\u00e9 trovansi, per puro caso, la perfetta\u00a0soluzione: un pentolone, attentamente costruito su basi termodinamiche, per praticare tale gesto in assoluta autonomia. Eccolo mentre si muove. Eppure, allora, evviva Galileo! Liberati dalla schiavit\u00f9 dei broccoli, dal giogo dei carciofi, grazie all&#8217;invenzione titolare\u00a0si potr\u00e0\u00a0tornare alla cucina della prima volta pomeridiana, quando l&#8217;entusiasmo ci guidava, nel creare, invece che il dovere verso gli affamati e la fatica dei mondani. Sarebbe questa un po&#8217;\u00a0la chiave del problema, un lucido lumino in fondo al tunnel (carpale) di chi da il principio all&#8217;arte faticosa della mescolanza. Ch\u00e9 gi\u00e0 l&#8217;alchimista nel laboratorio, oppur la strega col suo calderone carico di ali di pipistrello, occhi di serpente, pelli di leopardo, noci macadamia gi\u00e0 sbucciate [&#8230;] etc. etc. Praticavano, ciascuno, il gesto rilevante. Ma su scala differente: il primo con bacchette trasparenti ed alambicchi, per un rapida girata di momenti e aspettative. Per poi sublimare silenziosamente l&#8217;agognato risultato, spesso poco stuzzichevole, al palato. La seconda, invece, con un gran bastone o manico di scopa, mentre salmodiava l&#8217;incantesimo e il richiamo degli spiriti notturni, fino ai limiti della sopportazione delle orecchie dei presenti, per un filtro caustico e pericoloso. I tempi cambiano e con essi la scienza che si applica al bisogno, vero oppure percepito: cos\u00ec oggi il chimico, per sua prerogativa, ormai dispone di diverse approcci. Fra cui un particolare tipo di bottiglia, <a href=\"http:\/\/youtu.be\/Dw2q8npVX3E\" target=\"_blank\">dotata di quello che si chiama correntemente lo\u00a0<em>stir plate<\/em><\/a>, ovvero una piastra magnetica con relativo pillolone di metallo, messo dentro al\u00a0fluido rilevante, per girare vorticosamente sul comando di un interruttore. Senza mani, senza piedi, soltanto gli occhi e la pazienza di guardare, per un tempo lungo e dopo mescere. L&#8217;argento e l&#8217;oro degli stolti.<br \/>\nMa in tutta questa rapida corsa verso il futuro che semplifica, la ricerca continua dell&#8217;astrusa miglior\u00eca\u00a0tecnologica, qualcuno doveva essersi dimenticato del <em>magister\u00a0<\/em>pi\u00f9 importante in assoluto. Colui che comanda i fuochi dei fornelli, le camere iperboree dei forni a microonde, tutti quei coltelli e le dozzine d&#8217;ingredienti. Che offre tutto e in cambio ottiene dai sapienti, giusto una menzione e i complimenti, nulla pi\u00f9. Tanto che il cuoco, nonostante le ottime prerogative, ancora gira con le mani, mano a mano che gli serve e quindi Serve, finch\u00e9 non \u00e8 pronto il pranzo e poi la cena. Ma che continui a farlo ancora a lungo, \u00e8 tutta da vedere. <em>Ecce<\/em>, infatti, Kuru Kuru Nabe, la &#8220;Pentola girin girello&#8221;. Si tratta dell&#8217;ultimo frutto di una mente fervida ed attiva, nello specifico quella di\u00a0Hideki Watanabe, dentista di Tobe, ridente cittadina presso l&#8217;isola di Shikoku, nel Giappone meridionale. Un luogo silenzioso\u00a0e verdeggiante, piacevolmente temperato. Presso cui dedicarsi, tra una carie e l&#8217;altra, ai propri interessi e le passioni pi\u00f9 gradevoli che riarrangiare i denti dei pazienti. Cos\u00ec pare, e per inciso, la sostanza del racconto \u00e8 quasi leggendaria, che un giorno il buon dottore di periferia\u00a0avesse un buco nei suoi appuntamenti. E un carico appena consegnato di polvere d&#8217;alginato, quella sorta d&#8217;intonaco impiegato per la realizzazione dei calchi odontotecnici, dal Cairo a Timbuktu. Nonch\u00e9 un bel pentolone da\u00a0cucina lasciato l\u00ec presso la sala d&#8217;attesa, nel caso sopraggiungesse un improvviso languorino all&#8217;ora di pranzo (non giudicate) Al che\u00a0lui, L da Vinci del passaggio orale, si mise a realizzare finalmente quella che era forse\u00a0stata una sua vecchia idea: la colossale impronta scultorea, non di una dentatura con 32 candidi personaggi, uno meno, uno pi\u00f9, ma di una sorta di vortice\u00a0apposto sulla parte interna del metallico implemento da cucina. Il risultato&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ah, si, la linea che si chiude su se stessa. \u00c8 un simbolo che ricorre in ogni luogo e remotissima cultura, inclusa quella giapponese. Uno dei sigilli matematici della natura, tanto riconoscibile allo sguardo ed esteticamente attraente, quanto inquietante per chi ha voglia di trovare mistiche significanze. Nel 1995 Koji Suzuki, il romanziere che aveva inventato il celebre spettro-bambina di Sadako che usciva fuori dal pozzo, gi\u00e0 protagonista d&#8217;innumerevoli film e cupe dicerie (un po&#8217; come i lucchetti del nostro Moccia, ma con meno\u00a0vittime innocenti) scelse il termine\u00a0<em>Rasen<\/em>\u00a0&#8211; \u87ba\u65cb in qualit\u00e0 di<em>\u00a0<\/em>sigillo e copertina per il\u00a0suo nuovo e alquanto terrificante libro. Un insieme di ideogrammi che significa vite, oppure per l&#8217;appunto: spirale. C&#8217;\u00e8 una sorta di sensazione, estremamente diffusa nell&#8217;ambito nipponico e anche altrove (pensate alla svastica in Europa) che un tale allestimento geometrico possa simboleggiare la caduta, una serie di conseguenze progressivamente sempre pi\u00f9 terribili e prive di una se pur remota via d&#8217;uscita. Tra il 1998 e il &#8217;99, il celebrato\u00a0<em>mangaka<\/em> (fumettista) orrorifico Junji Ito narrer\u00e0 della disgrazia dell&#8217;intera cittadina di\u00a0Kur\u00f4zu-cho, dapprima resa paranoica\u00a0dal sigillo accidentalmente\u00a0ricorrente\u00a0di questa pregna figura, poi letteralmente distrutta, per la sua manifestazione ecologica e spropositata. Vi lascio immaginare di quale\u00a0fenomeno climatico stiamo parlando&#8230;<\/p>\n<figure id=\"attachment_16017\" aria-describedby=\"caption-attachment-16017\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/youtu.be\/PEMU7ubX6Ys\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-16017 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/01\/Kurukuru-2-500x312.jpg\" alt=\"Kurukuru 2\" width=\"500\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/01\/Kurukuru-2-500x312.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/01\/Kurukuru-2.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-16017\" class=\"wp-caption-text\">Naruto non \u00e8 solo il ninja con la giacca arancione. Questo termine alternativo per riferirsi in lingua giapponese alla forma della spirale, scritto\u00a0tramite l&#8217;alfabeto sillabico <em>hiragana<\/em>, viene piuttosto spesso riferito alla piccola decorazione in pasta di <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Surimi\" target=\"_blank\"><em>surimi<\/em><\/a> che d\u00e0 un vezzo di colore al <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Ramen\" target=\"_blank\"><em>ramen<\/em><\/a>.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma una tempesta in un barile, si sa, non fa paura. Anzi, se qualcuno potesse davvero asservire la furia della Terra\u00a0ad una dimensione piccola, privata delle implicazioni distruttive, si potrebbe usare per generare energia pulita per\u00a0i nostri fondamentali meccanismi artificiali. Oppure, come nel caso dell&#8217;invenzione di\u00a0Hideki Watanabe, farne completamente a meno. Perch\u00e9 \u00e8 questa, fondamentalmente, la genialit\u00e0 del suo sistema: funziona senza\u00a0batterie o cavi da collegare alla corrente. \u00c8 semplice, perfetto. Il contenuto del recipiente girer\u00e0, semplicemente per l&#8217;effetto del calore che tende a salire e s&#8217;incanala in quella sorta d&#8217;inserto, una pentola-nella-pentola dotata degli intagli necessari, in quella che non a caso molti chiamano &#8220;la pila&#8221;. Nella lunga pubblicit\u00e0 in stile <em>infomercial<\/em>, inoltre, l&#8217;entusiastica voce fuori campo spiega, a noi e alla sbadatissima attrice, come un valore aggiunto del sistema sia il modo in cui i residui del cucinato non vadano ad attaccarsi ai bordi del tegame, aspettando di essere faticosamente rimossi con detersivo ed olio di gomito, ma piuttosto si radunino spontaneamente al centro di esso, per essere facilmente riversati fuori. Anche se personalmente, mantengo qualche dubbio sulle intercapedini, giacch\u00e9 i vuoti, da che arcipelago\u00a0\u00e8 goccia di lancia nell&#8217;Oceano, tendono a riempirsi. E dopo non \u00e8 facile, per Izanagi, riaverli uguali, lindi e pinti come\u00a0all&#8217;epoca della fabbricazione! Certo, se con la pentola ci cuoci\u00a0tre broccoli e qualche perlina colorata, questo non sar\u00e0 mai un problema?! Inoltre, sarebbe opportuno notare come l&#8217;inserto in questione riduca sensibilmente la capienza dell&#8217;attrezzo, con conseguente inadeguatezza alla preparazione di cene per pi\u00f9 di due-tre persone. Altrimenti, guarda: quello \u00e8 il mestolo, l\u00ec c&#8217;\u00e8 il calderone. Non puoi stare comodo e fare le cose in grande stile; o l&#8217;una, o l&#8217;altra cosa.<br \/>\nLa Kuru Kuru Nabe, subito brevettata dal suo furbo creatore, viene prodotta in serie dal gennaio dell&#8217;anno scorso e venduta anche direttamente, <a href=\"http:\/\/www.kurukurunabe.jp\/\" target=\"_blank\">presso il sito ufficiale rilevante<\/a>, che purtroppo non riporta altre diciture in lingua inglese che un laconico &#8220;<em>We ship overseas!<\/em>&#8221; Evviva il mercato globale&#8230;Beh si, visto che esistono le scorciatoie. Amazon americana la importa e spedisce anche verso l&#8217;Italia, <a href=\"http:\/\/www.amazon.com\/Kurukurunabe-Self-stirring-Only-Japan-Import\/dp\/B00AGIRUKY\/ref=sr_1_1?ie=UTF8&amp;qid=1420614445&amp;sr=8-1&amp;keywords=Kurukuru+Nabe\" target=\"_blank\">per il prezzo trascurabile (al momento in cui scrivo) di 134 dollari<\/a>. Pensate al tempo risparmiato! Alle fatiche non fatte, a tutte le telefonate che potrete portare a compimento, con soddisfazione,\u00a0mentre si cuoce il <em>chili<\/em>\u00a0senza mai attaccarsi, in un vortice di peperoncini e rosseggianti piccoli\u00a0fagioli, simili ad\u00a0altrettanti reni estratti dai folletti dell&#8217;Hokkaido. Cos&#8217;\u00e8 la vera fame, in fondo, se non attendere nell&#8217;assoluta distrazione? Chi guarda l&#8217;orologio mentre attende che bollisca l&#8217;acqua, invero lo sa bene: non si getta mai la pasta, se non quando \u00e8 il momento di gettare, la pasta.\u00a0Giunti al centro della ragnatela, quando il ragno dello stomaco ha gi\u00e0 divorato\u00a0tutte le farfalle&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Kuru kuru! Kuru kuru! Quella vecchia volpe \u00e8 un cuoco che ha girato, eccome. Ha girato il minestrone, ha girato il risotto, il pollo sull&#8217;arrosto, ha mescolato la polenta e le verdure. Ha girato anche il Giappone! 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