{"id":15977,"date":"2015-01-03T08:54:19","date_gmt":"2015-01-03T07:54:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=15977"},"modified":"2015-01-03T08:59:23","modified_gmt":"2015-01-03T07:59:23","slug":"fucili-per-tamburi-strana-melodia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=15977","title":{"rendered":"Fucili per tamburi di un&#8217;acuta melodia"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/youtu.be\/Ex6n3sAjopo\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-15979\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-15979\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/01\/Auld-Lang-Syne-500x312.jpg\" alt=\"Auld Lang Syne\" width=\"500\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/01\/Auld-Lang-Syne-500x312.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/01\/Auld-Lang-Syne.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Canta una canzone, gringo, oppure balla mentre svuoto il mio caricatore. Il sole allo zenith gi\u00e0 denuncia la crudele situazione: siamo giunti all&#8217;ora e quel momento di riscossa, per cui sei proiettili fanno la differenza. Costruiscono barriere invalicabili, tra la vita e con la morte, col silenzio infranto da quel suono, BANG! La vendetta si \u00e8 compiuta, BANG! BANG! My Baby, did he Shot Me&#8230;Up? <em>Elation<\/em>, <em>dramatic jubilation<\/em>, <em>excitement and exhilaration.\u00a0<\/em>Quando sei molto bravo nel fare una cosa, la infondi inconsapevolmente di un&#8217;aura di belt\u00e0. Puoi connotarla di un valore aggiunto trascendente quanto effimero, suprema cognizione della mira che riesce nel colpire l&#8217;immateria. Cos\u00ec \u00e8 la musica, se sai suonare. Come il flusso dei proiettili gi\u00e0 esplosi. L&#8217;esecuzione in sequenza di una serie di precisi movimenti, ormai canonizzati e scritti sulla carta da un compositore, spesso\u00a0d&#8217;altri tempi, ancora massimamente teso nel trasmettere un messaggio. Il che non \u00e8 facile, senza usare le parole. Direi quasi, impossibile. Quante marce di battaglia, inni e liriche di una nazione, hanno condotto fino al fronte giovani soldati. Per accompagnare, con il rombo dei cannoni, l&#8217;arte alta musicata dall&#8217;attendente a un generale. Soltanto lui, convinto. Che chi da l&#8217;ordine, non debba premere il grilletto ed ascoltare!<br \/>\nMa lo sai cosa ti dico, <em>bandido<\/em>,\u00a0se un uomo con la pistola incontra un suonatore col fucile, l&#8217;uomo con la pistola \u00e8 un uomo concentrato, intrappolato e avviluppato, nella percezione di un discorso fatto da lontano. E portato avanti con perizia ineccepibile, vedi il qui presente\u00a0Patrick E. Kelley, tiratore sportivo statunitense e <em>trick shooter<\/em> di larga fama, che emette\u00a0qualche colpo &#8220;a caso&#8221; contro un metallofono da lui appositamente costruito, una precisa fila, in pratica, di lamelle in ferro di variabile grandezza. Nonch\u00e9 tonalit\u00e0. La qual cosa\u00a0vuole dire che tu, sparando, puoi personalmente far le gesta di un addetto percussore, nell&#8217;orchestra di uno show del tutto sorprendente. Breve, memorabile, d&#8217;impatti che risuonano nell&#8217;aere. Eccolo, inizia che ha gi\u00e0 quasi finito (chi ha l&#8217;arme, non aspetti tempo). In poche note ben mirate, tutte attentamente calibrate, ci dimostra quanto sia facile, far risuonare il cosiddetto Canto dell&#8217;Addio, o Valzer delle Candele, il vecchio brano musicale che gli anglofoni chiamano <em>Auld Lang Syne<\/em>, ovvero, nell&#8217;idioma scozzese:\u00a0i bei tempi andati. Una sequenza subito riconoscibile nell&#8217;era post-moderna, soprattutto per la sua intramontabile\u00a0associazione con il capodanno, oltre all&#8217;uso che ne fanno gli appartenenti all&#8217;organizzazione dei boy scout. Mai si \u00e8 chiuso un vero\u00a0<em>jamboree<\/em>, l&#8217;ordinato raduno della tradizione di quest&#8217;ultimi graziosi soldatini, senza che risuonasse la cadenza malinconica di questa nenia dispiaciuta. Eppure allegra, gioiosa! Perch\u00e9 la fine di qualcosa, da che un flauto ha emesso il primo fischio scoordinato, corrisponde col principio. Di una cosa, sorprendente? Certamente, buona. Oh, speriamo. Di Rivoluzioni, ne abbiamo gi\u00e0 viste abbastanza&#8230;<br \/>\nLa Scozia e gli Stati Uniti, fin dalla nascita di questi ultimi, si son guardati attraverso lo sconfinato Oceano con una particolare solidariet\u00e0. Forse per l&#8217;effetto dell&#8217;odio comune, ormai sepolto assieme all&#8217;ascia Tomahawk di tali usanze, verso l&#8217;imperialismo inarrestabile d&#8217;Albione, l&#8217;Inghilterra crudelmente espansionista. Che fu nemica prorompente di quei primi, come lo scalino coloniale sorpassato da quegli altri, nella marcia verso la modernit\u00e0. Oppure, pi\u00f9 semplicemente e assai probabilmente, per l&#8217;alto tasso di trasferimenti famigliari, dalla Vecchia al Nuovo Continente, verificatosi in massima parte nel diciottesimo secolo, verso il sogno e il bisogno di cambiare l&#8217;aria appesantita dalle vecchie usanze. Attualmente, in Scozia vivono circa 5 milioni di persone: non \u00e8 un paese cos\u00ec popoloso, in termini assoluti. Ma figuratevi che al censo del 2000, 4,8 milioni di americani potevano dimostrarsi discendenti di quella remota terra d&#8217;oltremare! Quasi altrettanti. Non c&#8217;\u00e8 dunque da meravigliarsi nel sentire tanto spesso quelle particolari note antiche, che furono\u00a0scritte dal\u00a0poeta nazionale\u00a0Robert Burns (1759-1796) sull&#8217;onda del suo entusiasmo per le idee nate nella Francia della Prima Repubblica. Piuttosto comprensibile, furono in molti a crederci. Quando pareva, finalmente, che i popoli si fossero svegliati. E che la loro voce fosse scritta nelle note musicali di certe composizioni, gi\u00e0 Romantiche d&#8217;intenti&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;Europa tutta, nei tempi recenti, \u00e8 stata affetta da un sincero senso di americanismo. C&#8217;\u00e8 questa convinzione assai diffusa, nata dal successo di una certa cinematografia e dalla dilagante diffusione di altri prodotti dell&#8217;ingegno, come romanzi, opere d&#8217;arte, videogiochi e telefilm, che &#8220;loro&#8221; siano fondamentalmente simili a &#8220;noi&#8221;. Non come la strana Russia degli avventurieri scapestrati senza un senso di vertigine, o il ancor misterioso Oriente, dove le bacchette servono per mangiare e il pesce neanche lo mettono sul fuoco. Pigroni! Ma ci sono certi aspetti, di quella cultura che proviene tanto chiaramente dalla nostra, ormai cos\u00ec distanti da potere essere altrettanto difficili da posizionare in uno schema, come i 50 stati federali su di una cartina, per noi stranieri. Addirittura senza corrispondenze, nell&#8217;ipotetica correlazione tra i\u00a0costumi nazionali\u00a0tra le nostre patrie contrapposte. Uno di questi \u00e8 il rapporto degli americani con le armi da fuoco, gi\u00e0 oggetto di ampie discussioni e dal quale conseguono innumerevoli, terribili incidenti. Il cui possesso \u00e8 addirittura sancito dal secondo emendamento della costituzione, perch\u00e9: &#8220;Un governo ingiusto possa essere rovesciato dai suoi sudditi&#8221; (In fondo gi\u00e0 il sogno francese, in quegli anni andava ad infrangersi contro la\u00a0scogliera della nuova sudditanza). Cio\u00e9 dico, vi rendete conto? \u00c8 addirittura possibile trovare, in una mattina gelida dello Utah, un gruppo di ragazzi che giocano con le pistole, vere. Nulla di strano&#8230;<\/p>\n<figure id=\"attachment_15978\" aria-describedby=\"caption-attachment-15978\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/youtu.be\/0QtM7X0xYN8\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-15978 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/01\/Cup-Gun-Song-500x312.jpg\" alt=\"Cup Gun Song\" width=\"500\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/01\/Cup-Gun-Song-500x312.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/01\/Cup-Gun-Song.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-15978\" class=\"wp-caption-text\">Qualcuno cita Quentin Tarantino e come dargli torto?<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Siamo nati, dicono alcuni, troppo tardi per esplorare il globo. E troppo presto per viaggiare tra le stelle! Ma giusto in tempo per postare (rendere pubbliche sul web) come aggiunge un corollario amaro e vagamente sovversivo, le <em>dank memes<\/em>. I memi intellettivi\u00a0gi\u00e0 quasi\u00a0stantii alla nascita, le mode di un minuto che si erodono al contatto con l&#8217;aria, generando strani mostri o perversioni visuali. Avviene poi talvolta, cosa strana, che una di queste pratiche fuoriesca dalla sua remota nicchia di partenza: per una volta, qualcosa di gradevole e facilmente comprensibile, nella sua genesi tra le pieghe dei punti d&#8217;incontro degli <em>otaku border-line<\/em>, si era dimostrata adatta al grande pubblico dei non iniziati. \u00c8 strano, ma succede. L&#8217;ultima volta, nello specifico, con il trend della secchiata di acqua gelida alias <em>ice bucket challenge<\/em>, in qualche maniera, del tutto illogica, legata alla ricerca sulla SLA &#8211; associazione alquanto tenue, questa, ma meritevole per sua\u00a0definizione. Era stata la prima di queste strane cose ad aver avuto un successo anche televisivo, persino qui, nella composta e seria\u00a0Italia. Quando tanti altri gesti simili, complice l&#8217;idioma meno che corrente, erano andati persi quanto lacrime&#8230; Nella pioggia&#8230;Delle aspettative&#8230;<br \/>\nVedi ad esempio, la canzone del bicchiere: ovvero la prassi americana per\u00a0cui la recente canzoncina country delle\u00a0<em>Lulu and the Lampshades<\/em> &#8220;You\u2019re Gonna Miss Me (When I&#8217;m gone&#8230;)&#8221; veniva associata alla tipica pratica dei licei statunitensi, stranamente competitiva fin quasi ai confini dello sport, del cosiddetto <em>cup stacking<\/em>. Ovvero, la manipolazione dei bicchieri di carta, spesso disposti in alte torri e piramidi, che i pi\u00f9 maliziosi tendono ad associare a certi costrutti di barattoli al supermercato, futura carriera, inevitabile, di tali e tanti abili prestigiatori.\u00a0Cos\u00ec, tra i flussi inconcepibili del Tubo, c&#8217;\u00e8 stato un breve ma pregno periodo, in cui dozzine di giovani aspiranti pop-star, l&#8217;una dopo l&#8217;altra, si sono cimentate nella doppia esecuzione, canora e gestuale, in cui il suono del bicchiere contro il tavolo diventava una parte inscindibile dell&#8217;orecchiabile melodia. Finch\u00e9 tutto \u00e8 passato, come sempre avviene. Ma, che strano! Imitando\u00a0i corsi e ricorsi della storia, certe <em>memes<\/em> tendono tornare. Resuscitate, ormai diverse, per il gesto e l&#8217;intenzione di qualcuno; vedi Jim Huish\u00a0della band Amber&#8217;s Drive, qui riunita per suonare un altro tipo di concerto, certamente armato fino ai denti. Pure questo \u00e8 <em>marketing<\/em>, fellone!<br \/>\nLe cognizioni sociodinamiche\u00a0cambiano con l&#8217;incedere dei tempi. Eppure mai un grande guerriero, un eroe nazionale, persino un politico di spicco,\u00a0ha mancato di essere citato come ispirazione di un qualche cant\u00f2re. Lo stesso\u00a0Robert Burns,\u00a0nella sua altrettanto celebre <a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Scots_Wha_Hae\" target=\"_blank\">Scots Wha Hae<\/a>, faceva il nome di, nell&#8217;ordine: il rivoluzionario William Wallace, il re della Scozia medievale Roberto I (Robert The Bruce 1274 &#8211; 1329) e l&#8217;odiato, crudele ed orgoglioso\u00a0Edward di\u00a0Caernarfon, quarto figlio di Edoardo I d&#8217;Inghilterra, intento a risalire l&#8217;isola di Brittannia con\u00a0&#8220;catene e schiavit\u00f9&#8221;. A questo pu\u00f2 servire\u00a0una canzone, soprattutto: rendere una cosa triste e cupa, persino la guerra, una fonte di sconfinata meraviglia ed epici racconti. E\u00a0se da qui dovesse nascere una nuova Identit\u00e0, pericolosa per definizione, poco importa. Posteremo nuove <em>dank memes<\/em>, fino al ritorno nazionale dello <em>status quo<\/em>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Canta una canzone, gringo, oppure balla mentre svuoto il mio caricatore. Il sole allo zenith gi\u00e0 denuncia la crudele situazione: siamo giunti all&#8217;ora e quel momento di riscossa, per cui sei proiettili fanno la differenza. Costruiscono barriere invalicabili, tra la vita e con la morte, col silenzio infranto da quel suono, BANG! 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