{"id":15932,"date":"2014-12-27T07:48:28","date_gmt":"2014-12-27T06:48:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=15932"},"modified":"2014-12-27T07:50:58","modified_gmt":"2014-12-27T06:50:58","slug":"oggi-cuciniamo-comune-batteria-stilo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=15932","title":{"rendered":"Oggi cuciniamo la comune batteria stilo"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/youtu.be\/3Ts34IWziqo\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-15934\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-15934\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/12\/Battery-maker-500x312.jpg\" alt=\"Battery maker\" width=\"500\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/12\/Battery-maker-500x312.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/12\/Battery-maker.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">AAA, mancano\u00a0i veri MacGyver di una volta. AA, piuttosto, ci troviamo sempre a dire inconsolabili: non \u00e8 possibile, non si pu\u00f2 fare, \u00e8 del tutto inaccessibile per le mie doti. Finiti su di un&#8217;isola deserta, assieme a un carico di batterie a bottone, tireremmo fuori dalla borsa il telefono satellitare, che invece ne voleva solo due, ma di mini-stilo. E imprecando contro l&#8217;ironia del fato, l\u00ec resteremmo.\u00a0Per mangiare cocco fino all&#8217;ultimo dei giorni, della nostra lunga oppure breve vita. L&#8217;aneddotica delle vicende umane \u00e8 piena fino all&#8217;orlo di racconti come questi, con un taglio estremamente indicativo dei secondi fini della narrazione. Quello stesso\u00a0prologo, dell&#8217;aereo che precipita, della nave naufragata, \u00e8 sempre l&#8217;inevitabile preludio di un ricco viaggio di scoperta personale. In cui l&#8217;individuo rimasto solo, gradualmente, apprende che l&#8217;ingegno medio \u00e8 spesso sufficiente, per sopravvivere laggi\u00f9 fra i gridi di gabbiano, senza l&#8217;aiuto della societ\u00e0. Ma addirittura prosperare, superando le aspettative dello spettatore, quella \u00e8 tutta un&#8217;altra storia&#8230;<br \/>\nNurdRage \u00e8 il giovane scienziato con la voce sempre\u00a0alterata digitalmente, forse uno studente canadese amante della privacy, che da qualche anno offre al mondo i video dei suoi esperimenti e le molteplici invenzioni che produce. Fra i suoi campi preferiti, a giudicare dai recenti successi, va senz&#8217;altro annoverato il campo delle batterie stilo. Lui, che le smonta e poi ricostruisce, che le scarta, che le apre, che ne esplora i limpidi segreti, con gran dispetto delle compagnie produttive. E che addirittura, in questo caso, le costruisce in casa! Possibile? Tutto vuolsi, ove\u00a0si puote. Si tratta di una pratica ricetta, ecco qui cosa\u00a0ci vuole: per prima cosa, un paio di siringhe ipodermiche, o anche pi\u00f9, a seconda del bisogno. La loro forma cilindrica di plastica, a quanto pare, \u00e8 pari nel diametro a quella della pila stilo. Strana coincidenza, quasi&#8230;Intenzionale. Un colpo o due di pinze, per ottenere la lunghezza esatta. Tale pratico involucro trasparente, quindi, sar\u00e0 rivestito nella parte interna di un foglio di zinco, misurante 50 x 30 mm. Un oggettino per\u00a0nulla inusuale, che si compra normalmente al supermarket (quello canadese. Forse, non saprei.) E adesso, guarda, viene il bello. Da un barattolino (maneggiansi con guanti belli spessi) ecco lui che tira fuori del veleno sopraffino, l&#8217;idrossido di potassio, che ivi versa, come niente fosse, dentro a un bricco d&#8217;acqua trasparente, messo quindi l\u00ec da parte a dissolversi, come un\u00a0Alka-Seltzer.\u00a0Nell&#8217;involucro plasticoso del suo divertimento precedente, invece, costui ci mette del diossido di manganese (?) Bene avvolto nella carta e pronto da fumare come l&#8217;erba, all&#8217;apparenza. Per\u00f2 nero quanto\u00a0l&#8217;anima di chi comunemente inquina, senza mai sapere come riciclare&#8230; Oppur la pratica\u00a0mina di matita, messa, guarda caso, l\u00ec a fare da conduttore. Ecco che, a questo punto, l&#8217;insieme avvolto\u00a0e multi-strato viene immerso dentro al liquido semi-biancastro appositamente\u00a0preparato e l\u00ec lasciato, per un tempo medio. Lui consiglia una giornata. Ci\u00f2 &#8220;attiver\u00e0 gli elettroliti&#8221; permettendo alla carica d&#8217;ingenerarsi, dentro al circuito cos\u00ec ben costruito. Sarebbe difficile crederci, se gli occhi non ci assistessero nell&#8217;ardua impresa: quand&#8217;ecco, nel finale, lui che mette i due cilindri dentro al corpo cubico di un&#8217;orologio digitale. Ed esso vive, per Frankenstein!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando il Sole avr\u00e0 bruciato ogni residua rimanenza del suo nucleo originario, consumando quell&#8217;idrogeno che l&#8217;ha reso ormai bollente e crudelmente\u00a0spropositato. Quando uno tsunami colossale, generato dall&#8217;orrendo e repentino scioglimento delle due calotte planetarie, avr\u00e0 spazzato via i palazzi di cemento. Dopo l&#8217;attesissima quarta guerra mondiale, la quale, come aveva ben previsto Einstein, sar\u00e0 stata certamente combattuta con le pietre ed i bastoni. E addirittura dopo che pietre insanguinate si saranno trasformate in polvere, i bastoni in strisce fossili sul suolo d&#8217;arenaria. Allora si, qualcuno\u00a0ricorder\u00e0. L&#8217;ultimo uomo rimasto sulla Terra,\u00a0la cui esperienza, a conti fatti, non sar\u00e0 diversa da quella del primo. Semplicemente, invertita. Nel momento metaforicamente parallelo in cui l&#8217;antico predecessore era costretto ad avvicendarsi nell&#8217;accendere il suo sacro fuoco, l&#8217;altro, invece, si trover\u00e0 dinnanzi ad un dilemma. Vivere, soltanto alla ricerca della sua serenit\u00e0? Oppure andare oltre e godersi, finch\u00e9 possibile, i vantaggi offerti dalla splendida tecnologia?<\/p>\n<figure id=\"attachment_15933\" aria-describedby=\"caption-attachment-15933\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/youtu.be\/Akqcos28R-0\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-15933 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/12\/Battery-cellphone-500x312.jpg\" alt=\"Battery cellphone\" width=\"500\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/12\/Battery-cellphone-500x312.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/12\/Battery-cellphone.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-15933\" class=\"wp-caption-text\">Vecchio detto internettiano: fidati di un russo per risolvere i problemi.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma codesta\u00a0scelta sar\u00e0 frutto, in parte, della sua preparazione personale. Giacch\u00e9 l&#8217;energia elettrica, quel fluido mistico e incorporeo che conduce innanzi i macchinari e computa le soluzioni, pu\u00f2 avere molte forme. Cos\u00ec quella naturale, che si emana pericolosamente dal punto d&#8217;impatto di un fulmine in un temporale. Come l&#8217;altra, attentamente calibrata, intrappolata per il buon funzionamento delle cose, nella pila di giornata. Il quale concetto, parimenti, si modifica nel tempo. Ci sar\u00e0 stata un&#8217;epoca, ormai quasi leggendaria, in cui l&#8217;acquisto di una confezione al tabbacaio poteva risolvere molti problemi: bastavano quattro cilindretti, metallici e multicolori, per farsi la barba, illuminare con la torcia, per giocare ai videogiochi sul Gameboy. Allora c&#8217;era pure il caso raro, ma presente, che qualcuno la usa pila se la costruisse, come niente fosse! Poi venne il passo dell&#8217;ingegneria moderna. E della pila frutto del prezioso litio, una sostanza dalla rara capacit\u00e0 di accumulo elettrico, e al tempo stesso in grado di ricaricarsi cento, mille volte se la attacchi alla corrente finch\u00e9&#8230;Nulla pi\u00f9?! Non puoi sostituirla, quella roba l\u00ec. Nasce e muore dentro. Ma soprattutto, cosa fare sulla gi\u00e0 citata isola deserta, dove le uniche spine sono quelle delle rose caraibiche e dei fichi d&#8217;India? Se hai studiato, molto.<br \/>\nC&#8217;\u00e8 dunque un altro scienziato sperimentale del web, dall&#8217;impostazione procedurale totalmente differente, che il suo telefono sa come ricaricarlo con qualsiasi cosa. Inclusa la comune batteria AA, AAA, AAAAAAAA etc. etc. A differenza della prassi produttiva di quell&#8217;altro canadese, questa procedura \u00e8 facile da mettere in atto.\u00a0Non per niente, costui si fa chiamare CrazyRussianHacker (il Pazzo Inventore di Accr\u00f2cchi\u00a0Russo). Si prende un caricatore da automobile. Lo si unisce, grazie all&#8217;uso dello scotch, a una chiave della giusta lunghezza. Quindi, collegata l&#8217;altra estremit\u00e0 di quell&#8217;accr\u00f2cco al cellulare, si mette tutto sopra la comune pila filosofica del mondo, l\u00ec manifesta, per nostra e sua fortuna. E quella carica virtuale, materialmente si accresce. Per mandare un ultimo aggiornamento su Facebook: ho finito i cocchi, addio mondo crudele. Almeno che gi\u00e0 giaccia da quelle parti, sotto il suolo cotto dall&#8217;arsura, un piccolo giacimento d&#8217;idrossido di manganese&#8230;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>AAA, mancano\u00a0i veri MacGyver di una volta. AA, piuttosto, ci troviamo sempre a dire inconsolabili: non \u00e8 possibile, non si pu\u00f2 fare, \u00e8 del tutto inaccessibile per le mie doti. Finiti su di un&#8217;isola deserta, assieme a un carico di batterie a bottone, tireremmo fuori dalla borsa il telefono satellitare, che invece ne voleva solo &#8230; <a title=\"Oggi cuciniamo la comune batteria stilo\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=15932\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Oggi cuciniamo la comune batteria stilo\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[705,351,433,704,479,136,97],"class_list":["post-15932","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-batterie","tag-cellulari","tag-curiosita","tag-energia","tag-esperimenti","tag-invenzioni","tag-tecnologia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/15932","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=15932"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/15932\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":15937,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/15932\/revisions\/15937"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=15932"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=15932"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=15932"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}