{"id":15866,"date":"2014-12-19T08:27:54","date_gmt":"2014-12-19T07:27:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=15866"},"modified":"2014-12-19T08:27:54","modified_gmt":"2014-12-19T07:27:54","slug":"penne-dai-pennelli-lucertole-ed-uccelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=15866","title":{"rendered":"Penne dai pennelli, di lucertole ed uccelli"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/youtu.be\/BVroEZNrGe0\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-15867\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-15870\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/12\/Paper-Goldfinch-500x312.jpg\" alt=\"Paper Goldfinch\" width=\"500\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/12\/Paper-Goldfinch-500x312.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/12\/Paper-Goldfinch.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Carta che muggisce, carta che ruggisce, che squittisce. Carta che grugnisce, poi nitrisce. Che ulula e che trimbula, che tubula, persino. Carta che miagola ed abbaia, fino alla vecchiaia. Quanti anni a ripiegarla e colorarla ed incollarla e cos\u00ec via&#8230; \u00c8 un viaggio continuo pieno di scoperte, che si concretizzano nelle infinite forme della splendida Natura. Vista non soltanto, chiara e limpida per ci\u00f2 che davvero rappresenta, ma reinterpretata dalla mano degli artisti, che sono assai distratti e\u00a0molto spesso\u00a0inventano, cambiano le regole del gioco. Cos\u00ec \u00e8 rana l&#8217;origami, d&#8217;astrazione giapponese, geometrico ed impressionista per quanto sia possibile pur mantenendo il senso ultimo dell&#8217;animale. A definirlo \u00e8 in fondo il gesto, di saltare, grazie a un piccolo colpetto che vien dato sul di dietro, se ti va. Ma \u00e8 rana pure quella disegnata, con tutti i bitorzoli nei punti giusti, verde o rossa e nera, cos\u00ec lucida che viene da leccarla. Ed \u00e8 rana soprattutto, pi\u00f9 delle altre addirittura, quella tridimensionale, ricavata dalla carta! E come lei, l&#8217;uccello.<br \/>\nJohan Scherft, artista olandese, percorre\u00a0dalla met\u00e0 degli anni &#8217;90 due sentieri paralleli: la pittura della tradizione e quella dei <em>pepakura<\/em>, le figurine da intagliare, ripiegare ed incollare poco a poco, finch\u00e9 possa emergere, da tanto minuzioso sferruzzare, l&#8217;oggetto designato dal pensiero. Che pure se in effetti \u00e8 inanimato, qualche volta sembra cosa quasi\u00a0viva, pronta per saltare gi\u00f9 dal trespolo e venirti a far pio-pio.\u00a0Il suo qui presente cardellino marrone, rosso e bianco, se lo guardi da lontano oppure come stiamo facendo noi, attraverso la lente a bassa risoluzione di un video di You-Tube, pu\u00f2 trarre in inganno. Cos\u00ec messo su di un bastoncino, con le ali maestosamente aperte, tanto dettagliate nel profilo di ciascuna penna,\u00a0non suscita l&#8217;ombra del minimo dubbio: questo piccolo animale\u00a0ha ricevuto l&#8217;incantesimo dell&#8217;immobilizzazione. Oppure, \u00e8 impagliato? Possibile, che sia tanto leggiadro, addirittura nel trapasso&#8230;Cos&#8217;\u00e8 in fondo l&#8217;apparenza, se non una metafora impossibile da superare. Finch\u00e9 non tocchi ed anche allora, una creazione come questa suscita un potente sentimento. Perch\u00e9 \u00e8 diafana, leggera. Il vento ne farebbe foglia da portare via; quando invece, quello vero di uccellino, quella forza la incanala e sfrutta per trovare la sua via. Poi se\u00a0torna, prima vola via.<br \/>\n<em>Pepakura<\/em> \u00e8 l&#8217;unione tra le due parole inglesi\u00a0<em>paper\u00a0<\/em>(carta) e <em>craft <\/em>(creazione) contratta secondo le regole della lingua giapponese. Ci sono diverse teorie sull&#8217;origine dell&#8217;arte dei siffatti modellini di carta, che pur venendo oggi identificata per convenzione con un termine d&#8217;influenza estremo orientale, potrebbe essere nata in Occidente, pressapoco durante la seconda guerra mondiale. In quell&#8217;epoca di fervida produzione industriale, infatti, i materiali erano tanto regolati dai diversi stati europei, che l&#8217;unico rimasto, per far divertire i bambini, era la carta. E iniziarono cos\u00ec ad essere stampati, sulle riviste soprattutto d&#8217;Inghilterra, piccoli modellini di quegli stessi mezzi, aeroplani e carri armati, che tanto patriotticamente andavano a far fuoco sulle linee dell&#8217;eroico fronte di battaglia. Il Giappone invece, all&#8217;altro lato del globo, che alla carta aveva sempre dato un&#8217;importanza rituale e religiosa, non seppe o volle concepire questa associazione;<a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Tamatebako\" target=\"_blank\"> i suoi <em>origami<\/em> di quest&#8217;epoca<\/a> di cambiamenti, sempre pi\u00f9 complessi e modulari, ricercavano piuttosto una bellezza astratta che li rende ancora attuali, matematicamente affascinanti senza l&#8217;uso delle forbici o la colla.<br \/>\nQuesto non significa, comunque, che l&#8217;unico soggetto adatto al foglio bianco ritagliato sia un veicolo costruito dalle mani umane, per combattere una guerra. Bench\u00e9 certamente, quest&#8217;ultimo risulti maggiormente facile da fare, vista la forma spigolosa, le superfici chiare e nette, laddove un animale, invece, \u00e8 curvilineo ed organico, ricoperto di peli,piume o scaglie. Ci sono, del resto, soluzioni valide a tale quesito: pensiamo ai videogiochi della fine degli anni &#8217;90. Quando il calcolo dei processori, per la prima volta, fu in grado di gestire ambienti tridimensionali, con dei limiti che oggi ci appaiono bizzarri. Cubi e piramidi, grezzi triangoli, dovevano allora diventare navi spaziali, orchi ed elfi, coraggiosi cavalieri! E il sistema era pur quello, di un virtuale, imprescindibile pennello&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/youtu.be\/8ldZLW_IvBA\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-15867\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-15867\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/12\/Paper-Chameleon-500x312.jpg\" alt=\"Paper Chameleon\" width=\"500\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/12\/Paper-Chameleon-500x312.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/12\/Paper-Chameleon.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta di una soluzione semplice, se vuoi pensarci: la carta \u00e8 ideale per scriverci o disegnarci, a tal punto che per molte persone, nel corso di un&#8217;intera vita, serve soprattutto, solo e sempre a quello. E se la pieghi, in una forma che allude a qualcosa, ci\u00f2 non toglie che puoi ancora colorarla, con la precisa livrea di quel tuo soggetto. In gergo informatico, nel campo della grafica e dei videogiochi, il termine tecnico per tal principio \u00e8\u00a0<em>texture,\u00a0<\/em>un artificio visuale, come un fondino fotografico, che serve a dare l&#8217;impressione di ruvidit\u00e0. La giusta colorazione pu\u00f2 risolvere molti problemi: guarda le uniformi da lavoro! Lo stesso lungo vestito simil-camice, se verde, fa pensare a un medico chirurgo, quando \u00e8 bianco e con le tasche a uno scienziato, se \u00e8 nero col grembiule, ad una cameriera. Quando \u00e8 rosso, apriti cielo! Sta passando un mistico super-eroe. Ben conosce del resto, tale problematica, il camaleonte costruito come il cardellino, da\u00a0<em>pepakura<\/em> vestuto, col pennello, colorato. Coi suoi occhi sporgenti, omni-direzionali, la sua lingua lunga che non ha molto da dire. Ma che aspetta, piuttosto, l&#8217;occasione di saettare&#8230;<br \/>\nIl camaleonte cartaceo<em>\u00a0<\/em>di\u00a0Johan Scherft ha doti assai particolari. Grazie ad un complesso meccanismo, si muove avanti e indietro, avanti e indietro sul suo bastoncino tubulare, alzando un po&#8217; la zampa anteriore destra e punta lo sguardo in giro alla ricerca di una mosca. Poi alla fine, cambia pure colore (ma quello \u00e8 un trucco scenografico\u00a0in post-produzione, ahim\u00e9). Mentre la deambulazione e il nervosismo, quelli si che sono veri! E traggono l&#8217;origine da alcuni\u00a0piccoli magneti, posti in opposizione con parti metalliche nascoste all&#8217;interno della carta del camaleonte. Una vite, addirittura, viene fatta roteare, causando l&#8217;irrequieto sguardo da\u00a0lucertola affamata. Davvero questo artista \u00e8 un po&#8217;\u00a0leonardesco, nel suo interessarsi ai diversificati\u00a0campi, dell&#8217;invenzione pseudo-ingegneristica, della scultura e della pittura. Molto interessanti, in effetti, <a href=\"http:\/\/www.johanscherft.com\/paintings.html\" target=\"_blank\">sono anche i suoi quadri e disegni<\/a>, con vividi animali e barche fantasiose. Lui, ci tiene a dirlo, li considera la parte fondamentale di un&#8217;unica visione, inclusiva dei <em>pepakura<\/em>. Che si concretizzano in\u00a0tre dimensioni, quando servono. Ma pur sempre, almeno due!<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/youtu.be\/bQEikDqYFMs\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-15868\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-15868\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/12\/Paper-Hummingbird-500x312.jpg\" alt=\"Paper Hummingbird\" width=\"500\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/12\/Paper-Hummingbird-500x312.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/12\/Paper-Hummingbird.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tale particolare\u00a0filone delle invenzioni automatizzate, che l&#8217;autore riesce a nobilitare con tanta della sua vasta opera, si osserva affiorare anche nel qui presente\u00a0grazioso colibr\u00ec, ben piantato col suo becco in un grazioso fiorellino rosso. Che posto alla luce del sole, grazie ad un pannello solare accuratamente nascosto, riesce a far muovere le use ali di cellulosa, forse non rapide come quelle reali, ma sufficientemente\u00a0convincenti, almeno, per il <em>frame-rate<\/em> della telecamera impiegata per riprenderlo. La quale\u00a0altro non ne trae che una discontinua, poco chiara sfocatura. Proprio come avverrebbe, per l&#8217;appunto, tentando di catturare su pellicola il moto accelerato del Trochilide apodiforme, l&#8217;anello mai mancato\u00a0tra la mosca e il passero, l&#8217;ape ed il piccione. Se soltanto avessimo anche noi una tale cosa, con le scimmie che ci chiamano alla Storia! Molte meno foto, si farebbero a quel Big Foot, che da tempo ricercato, nessuno ha mai trovato. Criptide zoomorfo della dannazione fotolitografica&#8230;<br \/>\nNon \u00e8 meglio, per giocare con le forme naturali, interpretarle grazie a questo gioco con la carta? Dargli forma, alla mattina, per guardarle quindi fino a sera. E pensare che basterebbe tanto poco: lo stesso\u00a0Scherft, <a href=\"http:\/\/www.johanscherft.com\/papercraft.html\" target=\"_blank\">sul suo sito personale<\/a>, offre gratuitamente alcuni modellini da stampare a colori su foglio A4 e quindi ritagliare, per trarne l&#8217;animaletto preferito, tipo il gufo, o il martin pescatore. Altri, invece (a dire la verit\u00e0 la maggioranza) li vende per un prezzo del tutto ragionevole, assieme ai prodotti gi\u00e0 finiti, dipinti a mano e rinchiusi in una teca protettiva. \u00a0Per\u00f2 che peccato, intrappolare in tale modo l&#8217;arte! Consiglierei piuttosto, a chi volesse possedere tali cose, di andare in giro per i boschi. Con la macchina fotografica, se serve, oppure solo l&#8217;occhio inquisitivo e l&#8217;entusiasmo. Per catturare, con lo sguardo, l&#8217;averla, il basettino, forse addirittura la beccaccia di mare. Per sognare una cicogna, sotto il cielo terso e poi tracciare con il dito, il limpido passaggio della cincia. Di sicuro alla fine, ritornati a casa, col rettangolo papiriforme pronto ad essere imbevuto di creativit\u00e0, qualche cosa spunter\u00e0. Un disegno, una figura, una scultura, chi lo sa? Per chi ascolta, di sicuro canter\u00e0.<\/p>\n<figure id=\"attachment_15869\" aria-describedby=\"caption-attachment-15869\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/youtu.be\/1QOFvVCe6ok\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-15869\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-15869 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/12\/Paper-Lizard-500x312.jpg\" alt=\"Paper Lizard\" width=\"500\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/12\/Paper-Lizard-500x312.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/12\/Paper-Lizard.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-15869\" class=\"wp-caption-text\">La lucertola volante muove il suo bargiglio da mattina a sera, pare il pendolo di un orologio.<\/figcaption><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Carta che muggisce, carta che ruggisce, che squittisce. 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