{"id":15857,"date":"2014-12-18T08:38:28","date_gmt":"2014-12-18T07:38:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=15857"},"modified":"2014-12-18T11:32:44","modified_gmt":"2014-12-18T10:32:44","slug":"messi-dai-mostracci-natali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=15857","title":{"rendered":"Messi sotto dai mostracci di Natale"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/youtu.be\/bEJE0E5_R_g\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-15859\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-15859\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/12\/Krampus-Austria-500x312.jpg\" alt=\"Krampus Austria\" width=\"500\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/12\/Krampus-Austria-500x312.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/12\/Krampus-Austria.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una notte cupa su nel piccolo comune di Thurn, nel Tirolo austriaco di Lienz. Senza stelle e senza pi\u00f9 speranze, perch\u00e9 come ogni anno, verso la met\u00e0 di Dicembre, avviene il miracolo terrificante di Natale: diavoli irsuti con le corna e lunghe barbe, gli occhi strabuzzati, i capelli incolti e le ampie froge quasi equine, fuoriescono gridando dalla\u00a0Schwarzwald, la Foresta Nera. Saliti a bordo di un comodo furgoncino, quindi (modernit\u00e0, praticit\u00e0) questi minacciosi figuri giungono nel borgo in festa per l&#8217;onomastico dell&#8217;amato San Nicol\u00f2\/Nicola, tra i tetti rossi e spioventi della case adatte ad ogni inverno, all&#8217;ombra del pizzuto campanile, dove il parroco si \u00e8 ritirato, con la croce e il vino consacrato. Perch\u00e9 lui ben sa, vecchio abitante della zona, cosa sta per succedere nel suo paese. Ben conosce i rischi che provengono dall&#8217;irridere il demonio&#8230;<br \/>\n&#8220;Ach du gr\u00fcne Neune! F-falla finita Stefan, non \u00e8 divertente&#8221; Quattro fredde luci elettriche disegnano lunghe ombre sulla piazza, mentre tutti gli abitanti al di sopra di una certa et\u00e0, proprio tutti e incluso pure il vecchio Schneider, quello strano individuo che vive lungo la strada provinciale transalpina 32, si affollano lungo le quattro transenne di metallo. Oliver sa bene quale sia il suo posto. A casa, sotto le coperte, per leggere un buon libro nella pace delle mura dei suoi genitori. Eppure&#8230;&#8221;Te lo dico e ripeto, Olly qui non tornano i dannati conti. Guarda i cinque faccia di cinghiale sulla destra. Li vedi? Ecco, quello alto \u00e8 sicuramente Thomas. Quindi \u00e8 chiaro\u00a0che almeno due degli altri sono\u00a0i suoi soliti compagnoni: Marco ed Emil, altrimenti, lui col caspio che ci si metteva, col costume di suo nonno. Ne consegue che il mascherone rosso sia per forza Jan. Il tipo che se ne sta in disparte invece \u00e8 Gabriel, lo riconosci dalle stupide scarpe rosse. Ok, mi segui?&#8221; Oliver lo segue fino a un certo punto. Tanto per cominciare, fa freddo. E il tavolo a cui li hanno fatti sedere \u00e8 scomodo e pieno di schegge. Oltre tutto, chi gliel&#8217;ha fatto fare? Di sicuro non \u00e8 stato CATTIVO, visto che anzi, \u00e8 il primo della classe\u00a0III D all&#8217;ITS di Lienz e al compito di geometria descrittiva ha appena preso una A, con tanto di\u00a0lode della Schmidt, quella barbosa &amp; arcigna &amp; etc. Gli aghi di pino messi sopra l&#8217;alto padiglione costruito per far da riparo ai giovani scapestrati di turno,\u00a0cos\u00ec assisi nell&#8217;attesa della punizione, si agitano un po&#8217; nel vento. Un ciuffo cade di traverso sulla spalla di Stefan, il compagno di scuola, che lo scosta via distratto senza nemmeno\u00a0smettere di parlare: &#8220;Shei\u00dfe! Ascoltami, ti dico. Per l&#8217;ennesima volta: Clemens, Valentin e Leo stanno nel turno dopo. Fabio e Kilian non sono venuti perch\u00e9 stavano male, giusto? E sono cinque. Quel buzzurro\u00a0di Raphael ce l&#8217;ha detto l&#8217;altro ieri, che si sarebbe vestito da caprone, assieme ai suoi fratelli e infatti eccoli l\u00ec, tutti e tre appassionatamente. IO li riconosco tutti quanti. Te lo dico per l&#8217;ennesima volta, c&#8217;\u00e8 un uomo in pi\u00f9! Qualcuno \u00e8 venuto da&#8230;&#8221; ADESSO BASTA! &#8220;Hmmm&#8221; Fa Oliver, ad alta voce, anche se sono molte le parole che vorrebbe dire, a discapito del suo punteggio bene-male messo in dubbio dalla situazione, alquanto delicata, in cui si trova. Batte il pugno destro sul tavolo, con un sorriso sghembo finch\u00e9 l&#8217;amico non capisce che va bene, va bene. Per\u00f2 adesso basta.<br \/>\nSi ode un grido tra la folla: \u00e8 giunto il culmine della serata. La\u00a0vedova\u00a0Werner, personalit\u00e0 di primo piano nel piccolo comune di appena 600 e passa abitanti, si avvia saltellando fino al centro della piazza. \u00c8 assolutamente orribile a vedersi, anche pi\u00f9 del solito, direbbero i maligni: ha un naso curvo e gigantesco, una chioma paglierina sotto un copricapo degno di una strega. \u00c8 vestita di stracci e porta in mano una saggina spelacchiata, che agita a destra e a manca, con fare bisbetico parecchio convincente: &#8220;BIMBI MIEI *cough-cough* VOI SAPETE COSA AVETE FATTO *cough-cough* Sar\u00e0 pure ora che paghiate lo scotto che vi siete meritati, ahaha,\u00a0du ahnst es nicht, glugluglu!&#8221; Con fare imperioso, la Befana abbassa la sua scopa e i mostracci emergono, dai bordi frastagliati della folla, in un tripudio di campane, corni a fiato ed agitarsi caotico di membra.<br \/>\nOliver, allora, getta uno sguardo nervoso verso i suoi compari di &#8220;punizione&#8221;, tutti assolutamente volontari, che verso le ore piccole di questa notte di gloria\u00a0riceveranno birra gratis alla festa indetta dal sindaco, prevista nell&#8217;androne dell&#8217;imponente municipio di paese. Qualcuno si agita, altri battono le mani. Stefan, il solito accentratore, si alza in piedi e grida: &#8220;Odiato Krampus, fatti avanti, fatti avanti tanto non avrai il mio SCALPOH!&#8221; Suscitando nel compagno di classe pi\u00f9 misurato l&#8217;improvviso impulso di coprirsi gli occhi, affranto. Per poi scostare un po&#8217; le dita. Scrutando, tra l&#8217;indice ed il medio, una crudele verit\u00e0: ci ha preso proprio, stavolta, quello l\u00ec. Se c&#8217;\u00e8 un lato positivo nel vivere in un piccolo paese, \u00e8 che la gente si conosce molto bene. Sai il nome di tutti, in pratica. Del resto non sono poi cos\u00ec tanti, i ragazzi in et\u00e0 adeguata per poter partecipare alla battaglia scomposta di Thurn, quando i demoni del Natale fanno cappotto sui bambini troppo cresciutelli, fra manate, spintoni e carambole crudeli.\u00a0Quindi, a quanto pare, c&#8217;\u00e8 un costume in pi\u00f9? E di chi Diavolo sarebbe?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_15858\" aria-describedby=\"caption-attachment-15858\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/youtu.be\/ONHG_6MDH1I\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-15858 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/12\/Krampus-Tarvisio-500x312.jpg\" alt=\"Krampus Tarvisio\" width=\"500\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/12\/Krampus-Tarvisio-500x312.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/12\/Krampus-Tarvisio.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-15858\" class=\"wp-caption-text\">Nel comune di Tarvisio, in provincia di Udine, viene condotta una versione maggiormente tradizionale della festa di Krampus, senza le goliardiche implicazioni della battaglia di Thurn.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto \u00e8 iniziato secoli fa ma anche il pomeriggio di quel giorno, in un certo senso. Con la sfilata in pompa magna del Santo, assieme alla sua congrega di pupazzi scapestrati. Sia ben chiaro che lass\u00f9 nell&#8217;Osttirol, non si usa venerare statue, come qui nella penisola, portate a spalla dai pii e probi della piccola comunit\u00e0. Bens\u00ec, si rianima il defunto, in tutto e per tutto, portandone le vesti richiamate alla memoria, l&#8217;alto cappello e la veste vescovile, il carro e il pastorale. Per chi avesse ancora dubbi, si: \u00e8 costui, San Nikolas, Sannaklaus, Santo Claus! L&#8217;operatore dei miracoli, colui che tanti doni faceva, ai sottoposti della sua diocesi di Licia nell&#8217;Impero Bizantino, che a un certo punto ogni qualvolta qualcuno si comportava bene, per ricompensarlo si diceva \u00e8 passato il vecchio con la barba, si, \u00e8 ti ha lasciato un bel regalo guarda qui. Ma \u00e8 chiaro che per quanto si possa adorare una persona, la sua luce genera una conseguente ombra, lunga e terribile, in opposizione. Cos\u00ec, nei secoli del cupo medioevo, si aggiunsero connotazioni nuove a un tale paragone di virt\u00f9; qualcuno inizi\u00f2 a pensare che se lui, ogni anno, passava per ricompensare i bimbi buoni, cosa avrebbe fatto, invece, a quelli che buoni non erano stati? Sulle punizioni elargite da un tale uomo venerando, reso immortale dal folklore, le interpretazioni sono molto differenti. Qualcuno ipotizz\u00f2, fin da subito, che al massimo portasse in quelle case\u00a0del carbone, dato come beffardo &#8220;dono&#8221; ai meno meritevoli. Subito si procedette cos\u00ec, per mimesi. Altri andarono un po&#8217; pi\u00f9 in la. E costruendo sulla sua figura convenzionale di latore di regali, che negli anni si era guadagnata un sacco, per portarli, iniziarono a dire: &#8220;Se fai il cattivo viene Santa Claus. Ti mette nel sacco e poi ti porta via!&#8221; Il che, per quanto ci possa sembrare alieno, ai nostri tempi, non era poi cos\u00ec remoto ai ritmi del pensiero di allora. Il sovrannaturale funge sempre da rinforzo del convenzioni (il bene, il male) sia in modo positivo, che negativo. Ricompense e punizioni non sono che i due lati della stessa medaglia, rigirata dai secoli perversi nella mano sinistra dell&#8217;umanit\u00e0.<br \/>\nSi ritiene, tuttavia, che verso l&#8217;epoca del tardo medioevo la chiesa cattolica, preoccupata da simili implicazioni maligne del suo santo pi\u00f9 celebrato, iniziasse a preoccuparsi di tali\u00a0macabre dicerie. E fu cos\u00ec, allora, che il vecchio Nicolas si guadagn\u00f2 un vero e proprio sdoppiamento della personalit\u00e0, fisico, oltre che metaforico: ricevette, nelle raffigurazioni iconografiche, l&#8217;assistenza di\u00a0un servo fedele. Sull&#8217;aspetto dell&#8217;aiutante di Babbo Natale sono state spese molte parole. \u00c8 stato, nei secoli, alto e flessuoso, oppure basso e tarchiato, con le orecchie a punta come un elfo, oppure orrendo come un troll. Una cosa, tuttavia, fu subito sicura: costui veniva dalle credenze dei popoli pagani, poich\u00e9 doveva rappresentare il vecchio, asservito al nuovo e talvolta portava pure delle pesanti catene, a simboleggiare la sua schiavit\u00f9. Era il rappresentante degli antichi dei costretti, per l&#8217;incedere del sacro, a far da famigli fedeli proprio a Lui, luminoso\u00a0latore di grati e meritati doni. E forse ce l&#8217;aveva veramente, uno strano maggiordomo, questo santo vissuto nel terzo secolo, nei territori dell&#8217;odierna Turchia. Secondo una credenza assai diffusa nei Paesi Bassi, il suo nome sarebbe stato\u00a0Zwarte Piet, ovvero Piet il Nero. Un piccolo moro, forse affetto da nanismo e proveniente dai paesi berberi, che port\u00f2 i bagagli del vescovo fino all&#8217;appuntamento, quando il suo signore, richiamato dall&#8217;Imperatore Costantino per il Concilio di Nicea, si schier\u00f2 fervidamente contro l&#8217;Arianesimo.\u00a0Prendendo addirittura a schiaffi il celeberrimo teologo Ario! Fra le risate dei presenti? Oppur lo sdegno? Ma in luoghi maggiormente mitteleuropei e sperduti, tale strano dato storico venne probabilmente travisato. L\u00e0, oltre\u00a0i venti freddi provenienti dalle Alpi, dove tutto era possibile, giungevano soltanto vaghe voci, sui popoli dalla pelle scura della spaventosa e sconosciuta Africa settentrionale, da cui veloci navi pirata, in cerca di prede, compivano scorribande sulle coste dell&#8217;Italia e della Croazia. Per rapire i bambini che si allontanavano troppo da casa e venderli alla tratta degli schiavi, senza un grammo di piet\u00e0! Davvero la Foresta non perdona, esattamente come il Mare. Cos\u00ec il servo di San Nicol\u00f2 prese ad essere associato, gradualmente, alla figura pagana di Krampus, un demonio silvano che era dedito allo stesso crudo e presunto passatempo, di separare i genitori, dai figli ingrati che rifiutavano la solita minestra. Si prese addirittura ad esporre tutto l&#8217;anno in casa scope di saggina, affinch\u00e9, ogni qualvolta i pargoli facevano i capricci, bastasse l&#8217;indice puntato verso quel macabro implemento, per ricordargli\u00a0cosa li aspettasse, il caso non volesse, se dannazione, non-vi-date-una-calmata!<br \/>\nTutto questo pensava Oliver, pi\u00f9 che altro di seconda mano, dai racconti ricevuti dai suoi genitori. Lui figlio di un tecnico antennista e una filosofa, che di bislacche leggende come quelle, ben poco conosceva, tranne che per studio, semplice divertimento. &#8220;S-Stefan. Stefan &#8211;&#8221; Ma l&#8217;amico saltava su e gi\u00f9, sempre pi\u00f9 eccitato, pronto a ricevere la carica del gruppo mascherato. &#8220;STEFAN, GUARDAMI. Lo vedi quel tizio con il muso da cane, gli occhi sporgenti, la lingua ritorta, la lunga barba nera, il sangue sugli artigli, la coda a punta? SEGUI IL DITO!&#8221; Non era mai stato troppo furbo, l&#8217;amico. Per\u00f2 sapeva seguire le istruzioni sufficientemente chiare. &#8220;Olly, cosa?&#8221; Poi cap\u00ec. Finalmente! A quel punto era quasi troppo tardi&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una notte cupa su nel piccolo comune di Thurn, nel Tirolo austriaco di Lienz. 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