{"id":15809,"date":"2014-12-12T08:46:17","date_gmt":"2014-12-12T07:46:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=15809"},"modified":"2014-12-12T08:47:09","modified_gmt":"2014-12-12T07:47:09","slug":"i-conti-col-macinapepe","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=15809","title":{"rendered":"Quando i campioni facevano i conti col macinapepe"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/youtu.be\/HYsOi6L_Pw4\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-15811\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-15811\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/12\/Curta-Calculator-500x312.jpg\" alt=\"Curta Calculator\" width=\"500\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/12\/Curta-Calculator-500x312.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/12\/Curta-Calculator.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1954: un\u00a0fantastico pomeriggio\u00a0sulle strade di montagna tra\u00a0La Boll\u00e8ne-V\u00e9subie e\u00a0Sospel, quartultima tappa del grande\u00a0Rallye Automobile Monte Carlo, l&#8217;evento motoristico pi\u00f9 amato da mezza Europa. Le fiammanti automobili di un tempo ormai lontano, momentaneamente silenziose e poste in fila indiana lungo\u00a0un breve rettilineo, creano un contrasto significativo con le anse digradanti del Col de Turini, una delle strade pi\u00f9 celebri, e pericolose, che attraversano le Alpes-Maritimes, sopra\u00a0la barbagliante Costa Azzurra. Manifesti disegnati a mano, bandiere e nastri variopinti si agitano lievi nel vento. &#8220;<em>Qu<\/em>&#8216;<em>est<\/em>&#8211;<em>ce que c&#8217;est,\u00a0copilote?&#8221;\u00a0<\/em>Chi ha parlato \u00e8\u00a0Louis Chiron, il 55enne campione d&#8217;innumerevoli segmenti dal crudele asfalto, tornanti irrecuperabili ed altre ripide tenzoni. Fin da ragazzo, costui aveva guidato. Sempre al volante: dapprima come <em>chaffeur\u00a0<\/em>dei marescialli\u00a0Philippe P\u00e9tain, e\u00a0Ferdinand Foch, durante la prima grande guerra, e poi ancora, sui circuiti da gran premio delle nascenti gare in monoposto. Aveva trionfato, per Bugatti e Alfa Romeo, in luoghi ormai quasi leggendari, come i circuiti di Marsiglia e\u00a0Saint-Gaudens, vicino la citt\u00e0 di Tolosa. E adesso stava qui, nonostante tutto, a guardare il suo navigatore che sembrava macinare il pepe; CLICK-CLICK-CLICK-FRRR. &#8220;Cosa-stai-facendo?&#8221;\u00a0Ciro Basadonna, l&#8217;italiano che occupava\u00a0il suo sedile passeggeri fino a poco fa, \u00e8 appoggiato con la schiena allo sportello destro della Lancia Aurelia GT, bianco fulmine della giornata. Alza lo sguardo, per un attimo, verso il suo compagno di squadra e solleva la mano destra, con il palmo aperto e declama: &#8220;Aspetta un attimo!&#8221; Un passero sceglie quel momento per\u00a0posarsi sul cofano dell&#8217;auto. Un&#8217;occhiata del francese basta a farlo subito scappare via. L&#8217;altro continua a sferragliare.<br \/>\n&#8220;Dodici minuti, quarantasei secondi e 2 decimi&#8221; Fa Ciro, con l&#8217;indice sinistro alzato. P\u00e9tain resta perplesso per un attimo, poi comprende: &#8220;Il tempo massimo? Per vincere, vuoi dire?&#8221; L&#8217;altro esibisce l&#8217;oggetto della sua frenetica attenzione: &#8220;Si, puoi contarci. Me l&#8217;ha detto un austriaco!&#8221; A quel punto, finalmente ben visibile in controluce, si staglia il cilindretto a manovella, la piccola invenzione meccanica, prima calcolatrice portatile della storia. Frutto dell&#8217;opera ingegneristica di Curt Herzstark, veniva venduta da qualche anno in particolari e piccoli negozi di orologeria, con il nome commerciale, netto e chiaro, di calcolatrice Curta Calculator. Ciro aveva avuto la sua dal cugino, di ritorno da un viaggetto in\u00a0Liechtenstein, fatto con la moglie per il quindicesimo anniversario di matrimonio. &#8220;Vuoi vedere, P\u00e9tain?&#8221; Di suo il grande pilota, che tren&#8217;tanni prima era stato anche tenente d&#8217;artiglieria, di calcoli ne capiva qualche cosa. Ma un oggetto simile&#8230; Cos\u00ec accetta l&#8217;offerta del compare, stringendo delicatamente la struttura poco familiare. La calcolatrice non ha nulla a che vedere con quelle usuali di quei tempi, simili a sferraglianti macchine da scrivere, pesanti e delicate. Assomiglia, piuttosto, alla testa metallica di una granata tedesca o all&#8217;obiettivo di una macchina fotografica, striato da numerose levette preminenti. Dalla parte superiore dell&#8217;oggetto, come lui aveva gi\u00e0 avuto il tempo di notare, spunta una piccola manovella di metallo, che pu\u00f2 essere estratta di uno, due scatti. Quando la gira per due volte in senso orario, qualcosa cambia nella parte superiore dell&#8217;oggetto: sono dei numeri stampati, montati su degli elementi in grado di ruotare. &#8220;Asp\u00e9, aspetta un attimo.&#8221; Ciro, d&#8217;un tratto eccitato, inizia a spiegare in breve\u00a0quale sia la storia. La regola fondamentale di funzionamento ed il sistema d&#8217;utilizzo. A quel punto riprende in mano la Curta. E parla a lungo, un po&#8217; in italiano, un po&#8217; in francese, del modo in cui lo straordinario oggettino possa, incredibilmente, calcolare addizioni, sottrazioni, divisioni e moltiplicazioni, sulla base di come si manovrano le sue diverse componenti. Quindi, di fronte allo sguardo fisso di P\u00e9tain, ripete la serie di gesti usati nel suo calcolo di due minuti prima: addizione del tempo impiegato per le diverse tappe precedenti &#8211; il totale dei tempi del team della Peugeot 203, loro principale avversaria nella gara. I due concorrenti, loro vecchie conoscenze nonch\u00e9 amici-nemici di tante altre competizioni, sono gi\u00e0 al di l\u00e0 del passo, avendo partecipato alla sessione mattutina della gara. Ma una breve telefonata dall&#8217;hotel ad un amico dei giudici ha fornito a Ciro quel fattore necessario, per conoscere la Verit\u00e0.<br \/>\nIl grande pilota sorride, poi batte una pacca sulla spalla del navigatore &#8220;Quelle bonne id\u00e9e! Grazie, grazie mille amico mio! Questa volta&#8230;Aha! Li-facciamo-neri!&#8221;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/youtu.be\/loI1Kwed8Pk\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-15810\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/12\/Curta-Calculator-2-500x312.jpg\" alt=\"Curta Calculator 2\" width=\"500\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/12\/Curta-Calculator-2-500x312.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/12\/Curta-Calculator-2.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le fenomenali\u00a0Curta, trionfo ingegneristico tutt&#8217;ora, per certi versi, insuperato, furono il non-plus-ultra nel loro campo, fino all&#8217;introduzione del calcolo elettronico nei primi anni &#8217;70. Ed anche allora, per un tempo relativamente lungo, la vecchia alternativa rimase lo standard nei campi dell&#8217;aviazione della guida sportiva, vista l&#8217;affidabilit\u00e0 e l&#8217;inerente resistenza del metodo costruttivo, tutta un&#8217;altra storia, rispetto ai primi transistor e le delicate valvole di allora. Si dice che, dei 140.000 esemplari prodotti dalle fabbriche della\u00a0AUSTRIA Herzstark &amp; Co a partire dal 1948, in due serie successive, non se ne siano guastati che il 3%, quasi sempre per l&#8217;unica causa della dabbenaggine\u00a0dell&#8217;utente finale, che incuriosito dal meccanismo, finiva per aprirlo. E poi non riusciva a rimetterlo insieme, visto l&#8217;alto numero di componenti quasi identici, eppure sottilmente differenti per la forma e la grandezza.<br \/>\nLa storia da cui trasse l&#8217;origine una tale cosa straordinaria \u00e8 assai particolare, e per certi versi estremamente travagliata. Curt Herzstark (1902-1988) nacque a Vienna, da madre luterana e padre ebreo, nonch\u00e9 industriale e proprietario di una fabbrica di orologi. Cresciuto con educazione liberale, il figlio\u00a0si dedic\u00f2 fin da subito alle arti alla tecnologia,\u00a0ponendo le basi di numerosi progetti tecnologici gi\u00e0 piuttosto\u00a0significativi. Nel 1938 ottiene il brevetto di partenza per costruire la sua futura calcolatrice, direttamente presso la Deutsches Reichspatent, con il numero 747073. Purtroppo, nel 1943, l&#8217;incedere dell&#8217;ideologia nazista port\u00f2 il governo ad arrestarlo, con la scusa di &#8220;connivenza indecente con donne ariane&#8221; e lui venne deportato a Buchenwald, assieme ad un&#8217;intera generazione di promettenti giovani e famiglie senza colpa. L\u00ec, ben presto, l&#8217;abilit\u00e0 tecnica di Herzstark venne notata dalle guardie del campo di concentramento, che lo spostarono nella fabbrica annessa, l&#8217;edificio che prendeva il nome da\u00a0Wilhelm Gustloff. Fu proprio in questo luogo, godendo di un trattamento relativamente favorevole, che l&#8217;austriaco ebbe modo di completare il progetto della sua idea al servizio della matematica, ispirata direttamente alle invenzioni simili del diciassettesimo secolo, come la <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Pascalina\" target=\"_blank\">Pascalina di\u00a0Blaise Pascal<\/a>\u00a0o <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Stepped_Reckoner\" target=\"_blank\">il suo perfezionamento<\/a> ad opera del principale filosofo naturale di Hannover,\u00a0Gottfried Wilhelm von Leibniz. La versione di\u00a0Herzstark, tuttavia, poteva contare su soluzioni tecniche quasi moderne, ed era quindi molto pi\u00f9 affidabile e precisa. Inoltre, cosa non da poco, riusciva ad essere portatile, un vero e proprio oggetto del desiderio. Questo ultimo aspetto, in particolare, la rese appetibile\u00a0ai suoi carcerieri, che avevano pensato, o cos\u00ec si dice, di offrirla in dono direttamente al F\u00fchrer, una volta che la guerra si fosse conclusa con la nascita della prima Grande Germania. Un piano che, come noi ben sappiamo, fin\u00ec per capovolgersi del tutto.\u00a0L&#8217;inventore, ben nutrito e considerato uno &#8220;schiavo dell&#8217;<em>intelligence<\/em>&#8221; riusc\u00ec per sua (e nostra) fortuna a sopravvivere fino al 1945, quando le forze americane giunsero per liberare i prigionieri politici. Travolto dagli eventi, non se ne lasci\u00f2 scoraggiare, e lo ritroviamo anzi\u00a0appena tre anni dopo, di nuovo a capo dell&#8217;azienda di famiglia, mentre cerca investitori per produrre in serie la sua calcolatrice. Quasi subito, una volta costituita la societ\u00e0, i nuovi co-proprietari tentano di truffare\u00a0Herzstark, riducendo il valore delle sue azioni quasi a zero, con il piano di usarlo come capro espiatorio dinnanzi ai creditori. Per poi rendersi conto,\u00a0a frittata gi\u00e0 fatta,\u00a0di come\u00a0i brevetti depositati esattamente 10 anni prima dall&#8217;inventore, nonostante l&#8217;intromissione della seconda guerra mondiale, fossero\u00a0ancora validi, dandogli il\u00a0diritto all&#8217;esclusiva per produrre le calcolatrici che portano il suo nome. Cos\u00ec, ben presto, l&#8217;ordine venne\u00a0ristabilito.<br \/>\nLa Curta tipo 1, in produzione fino alla met\u00e0 degli anni &#8217;50, pesava 230 grammi ed aveva un costo di 125 dollari. La tipo 2 invece, introdotta successivamente, era pi\u00f9 grossa, pesante (245 grammi) e costosa (175 dollari) ma poteva calcolare numero di fino ad otto cifre, contro le sei della versione precedente. Entrambi i modelli, oggi, sono estremamente ricercati dai collezionisti, soprattutto perch\u00e9, quasi sempre, ancora del tutto funzionanti. E che c&#8217;\u00e8 di strano? Pura e semplice tecnologia. E se da qualche parte, nel mondo, ancora si aggira la\u00a0Lancia Aurelia GT di\u00a0\u00a0Philippe P\u00e9tain, state pur certi di una cosa: quel giorno vinse la sua gara. Come parecchie\u00a0altre, di l\u00ec a poco&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>1954: un\u00a0fantastico pomeriggio\u00a0sulle strade di montagna tra\u00a0La Boll\u00e8ne-V\u00e9subie e\u00a0Sospel, quartultima tappa del grande\u00a0Rallye Automobile Monte Carlo, l&#8217;evento motoristico pi\u00f9 amato da mezza Europa. Le fiammanti automobili di un tempo ormai lontano, momentaneamente silenziose e poste in fila indiana lungo\u00a0un breve rettilineo, creano un contrasto significativo con le anse digradanti del Col de Turini, una delle &#8230; <a title=\"Quando i campioni facevano i conti col macinapepe\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=15809\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Quando i campioni facevano i conti col macinapepe\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[328,800,136,269,71,97],"class_list":["post-15809","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-austria","tag-calcolatrici","tag-invenzioni","tag-matematica","tag-storia","tag-tecnologia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/15809","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=15809"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/15809\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":15815,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/15809\/revisions\/15815"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=15809"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=15809"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=15809"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}