{"id":15699,"date":"2014-11-28T09:21:44","date_gmt":"2014-11-28T08:21:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=15699"},"modified":"2014-11-28T09:21:44","modified_gmt":"2014-11-28T08:21:44","slug":"lalto-corno-celtico-guerra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=15699","title":{"rendered":"L&#8217;alto corno celtico da guerra"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/youtu.be\/hVAWwWi0DbE\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-15700\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-15702\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/11\/John-Kenny-500x312.jpg\" alt=\"John Kenny\" width=\"500\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/11\/John-Kenny-500x312.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/11\/John-Kenny-900x562.jpg 900w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/11\/John-Kenny.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Niente cementa lo spirito di corpo di un&#8217;armata quanto la lunga ombra di un&#8217;insegna: stemmi, vessilli, pregni e forti emblemi sopra un palo. Per questo, quando nell&#8217;Era Classica, al suono di tamburi e trombe battagliere, i popoli marciavano oltre i propri confini deputati, c&#8217;era sempre almeno\u00a0un attendente,\u00a0prossimo al supremo generale, che non portava lancia, spada o mazza ed altre cose similmente contundenti. Ma un qualcosa di ben pi\u00f9 terribile e meraviglioso, un utile\u00a0segno di riconoscimento. Lo strumento psicologico del comandante. Che fosse ben visibile dagli alleati e dai nemici al tempo stesso, affinch\u00e9 i primi ne fossero rincuorati, ed i secondi, quanto meno, intimoriti. Il che dava una seconda dimensione ad ogni tipo di battaglia o di tremendo scontro tra diverse civilt\u00e0. Quasi come se sopra la mischia dei soldati, fra tanti fendenti e sangue arroventato, ci fosse una guerra tra figure mitiche di belve o di animali, che si agitavano, girando vorticosamente e si scontravano finch\u00e9 alla fine, senza colpo ferire, l&#8217;una prevalesse sopra l&#8217;altra, ormai priva del suo portatore, mani umane ed insignificanti. Ogni trionfo era passeggero. Col proseguir dei secoli, alla fine, tutto \u00e8 destinato a scomparire. Cos\u00ec cadeva nella polvere, dimenticato infine, ogni prezioso simbolo, non importa quanto sacro ed involato\u00a0sopra i mille\u00a0campi di battaglia.<br \/>\nConsidera l&#8217;Europa della tarda Et\u00e0 del Ferro, diciamo intorno al 250\u00a0a.C. E pensa a tutti quei popoli, distanti e variegati, che si facevano la guerra tra di loro. Tra cui l&#8217;unione politica era impossibile, vista l&#8217;ottica del vivere tribale. Eppure ancor\u00a0distante all&#8217;orizzonte, decisamente\u00a0ben lontana, era la venuta di legioni e centurioni, poi acquedotti, templi di mattoni. Allora, gi\u00e0 le genti coltivavano le arti e la filosofia, e si riconoscevano in un <em>corpus\u00a0<\/em>di gestualit\u00e0, usanze e costumi che oggi definiamo\u00a0con un solo termine, bench\u00e9 si estendesse dalle propaggini occidentali della Spagna fino alla Romania, e su in alto, nelle odierne Inghilterra, Scozia e Irlanda: erano costoro i Celti, molti popoli\u00a0distinti\u00a0eppure, con molto in comune tra di loro. Il culto rituale della natura, associato ad un particolare <em>pantheon<\/em> di divinit\u00e0. L&#8217;abilit\u00e0 in campo metallurgico, nella costruzione di gioielli, armi ed altri manufatti. Nonch\u00e9 un certo modo, primitivo ed entusiastico, di far la guerra, quando necessaria. Il che di certo non gli fu d&#8217;aiuto, quando giunse presso il settentrione l&#8217;ultimo nemico, Roma <em>invicta, <\/em>la sua disciplina\u00a0e tutto quello che portava insieme a se.\u00a0\u00c8 facile da ammirare: l&#8217;aquila romana, in metallo dorato, con il drappo rosso e il numero della legione. Quanto spesso viene trascurato, invece, il gran cinghiale-mostro simbolo dei celti. Che sulla prima, aveva un gran vantaggio: sapeva emettere un potente verso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_15700\" aria-describedby=\"caption-attachment-15700\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/youtu.be\/V0UVc21Ta34\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-15700\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-15700 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/11\/Carnyx-Malagne-500x312.jpg\" alt=\"Carnyx Malagne\" width=\"500\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/11\/Carnyx-Malagne-500x312.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/11\/Carnyx-Malagne-900x562.jpg 900w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/11\/Carnyx-Malagne.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-15700\" class=\"wp-caption-text\">Il carnyx suonato da un figurante del parco archeologico gallo-romanico di Malagne, presso le Ardenne Belghe, in Francia.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <em>carnyx<\/em> era uno strumento a fiato dalla forma ad S allungata, con un lungo tubo verticale e due estremit\u00e0 sui lati contrapposti: l&#8217;una, per soffiare. L&#8217;altra, come una campana, per suonare; quest&#8217;ultima, generalmente, prendeva la forma di una belva o creatura mitologica, con tanto di occhi ingemmati e lingua mobile in grado di vibrare,\u00a0a ritmo con la musica inquietante che fuoriusciva dalla bocca della bestia. La sua precisa forma e il suono hanno costituito, per secoli, un&#8217;enigma archeologico di estrema complessit\u00e0, da rimettere assieme come un <em>puzzle<\/em>, o per essere maggiormente specifici, dai\u00a0pochi resti, quasi sempre incompleti, ritrovati in giro per l&#8217;Europa. Di essi\u00a0scrisse per primo il grande storico Polibio (200-118 a.C.) nelle sue <em>Historiae, <\/em>durante i capitoli dedicati alle campagne romane contro Cartagine e i suoi alleati, tra cui le popolazioni alleate\u00a0della Spagna, attorno a <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Cartagena_%28Spagna%29\" target=\"_blank\">Cartagena<\/a>. Proprio lui racconta di queste alte trombe messe in campo dagli eserciti nemici, tanto poderose, da produrre un suono che non aveva alcunch\u00e9 di umano. Ma pareva piuttosto provenire dalla terra stessa, fattosi riottosa contro i suoi invasori stranieri. Il che, molto probabilmente, era proprio l&#8217;effetto desiderato.\u00a0Un carnyx completamente integro, purtroppo, non fu mai trovato. Celebri restano i frammenti e la testa di quello\u00a0ritrovato in Scozia\u00a0a\u00a0Leitchestown, nel\u00a0Banffshire, nel 1816, ma nonostante ci\u00f2, molte delle caratteristiche, come\u00a0il diametro del tubo, sono\u00a0soltanto ipotizzate.\u00a0Ad oggi, non esistono pi\u00f9 di una decina di <em>carnyx<\/em> autentici, di cui nessuno integro e funzionante.<br \/>\nQuesti particolari strumenti musicali compaiono inoltre, in effige, sopra le monete battute dai popoli celti dell&#8217;Illirya, la provincia romana che corrisponde agli odierni Balcani, e di nuovo successivamente, sul trionfo ritratto in bassorilievo sulla colonna Traiana (113 d.C.) direttamente giunta, quasi integra, fino a noi moderni. Ma la loro raffigurazione maggiormente significativa e rilevante resta quella ritrovata nel 1891, sopra l&#8217;antico\u00a0<a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Gundestrup_cauldron\" target=\"_blank\">calderone di\u00a0Gundestrup<\/a>, sommerso\u00a0da tempo immemore nella torbida palude di\u00a0R\u00e6vemose, in Danimarca. Che fu ritrovato per caso da alcuni abitanti del luogo, generosamente ricompensati dal governo, e poi minuziosamente riassemblato, dai diversi pezzi metallici costituenti.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/youtu.be\/NYM0xB5Jrc0\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-15701\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-15701\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/11\/John-Kenny-2-500x312.jpg\" alt=\"John Kenny 2\" width=\"500\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/11\/John-Kenny-2-500x312.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/11\/John-Kenny-2-900x562.jpg 900w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/11\/John-Kenny-2.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci sono ritrovamenti archeologici che si trasformano istantaneamente nella chiave di volta della percezione che possiamo avere di un popolo, un linguaggio o un&#8217;intera cultura, anche estremamente distante dalla nostra. Come la Stele di Rosetta per gli egittologi, cos\u00ec fu il calderone di Gunderstrup, per chiunque avesse un interesse pure passeggero per gli usi e costumi Celti.<br \/>\nProprio da qui ricomparvero vivide\u00a0le figure integre di Cernunnos, il dio con le corna di cervo, e Taranis, il signore dei fulmini, nonch\u00e9 inventore della ruota. Oltre a numerose altre figure mitiche ed altri interessanti episodi.\u00a0Tra cui, nella parte inferiore della placca denominata &#8220;E&#8221; una sorta di rituale religioso, con uomo immerso dentro a un calderone ed alcuni guerrieri che marciano, al suono ritmico dei <em>carnyx<\/em>. Comparabile nell&#8217;importanza, e musicalmente ancor pi\u00f9 rilevante, \u00e8 stata forse soltanto la recente scoperta del 2004, fatta presso il paesino di Tintignac, nella Francia sud-occidentale: una tomba con cinque <em>carnyx\u00a0<\/em>soltanto parzialmente rovinati, di cui quattro con testa di cinghiale. E l&#8217;ultimo, di serpente.<br \/>\nDa l\u00ec, la situazione fu oltremodo chiara: tale strumento dalla voce straziante e terribile andava preservato. Fatto risuonare con tutta la sua furia, ancora e ancora, per le sale da concerto e gli auditorii del vasto mondo, grazie all&#8217;opera\u00a0di abili etno-musicisti come <a href=\"http:\/\/www.carnyxscotland.co.uk\/about\/john_kenny\" target=\"_blank\">John Kenny della Carnyx &amp; co<\/a>, il primo suonatore professionista di questo strumento da circa 2000 anni. In caso ci fossero dubbi: si, era proprio lui, nel video di apertura. Tutti gli altri&#8230;Beh, avevano da fare?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Niente cementa lo spirito di corpo di un&#8217;armata quanto la lunga ombra di un&#8217;insegna: stemmi, vessilli, pregni e forti emblemi sopra un palo. Per questo, quando nell&#8217;Era Classica, al suono di tamburi e trombe battagliere, i popoli marciavano oltre i propri confini deputati, c&#8217;era sempre almeno\u00a0un attendente,\u00a0prossimo al supremo generale, che non portava lancia, spada &#8230; <a title=\"L&#8217;alto corno celtico da guerra\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=15699\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su L&#8217;alto corno celtico da guerra\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[251,783,72,784,71,394],"class_list":["post-15699","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-archeologia","tag-celti","tag-mitologia","tag-mondo-antico","tag-storia","tag-strumenti-musicali"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/15699","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=15699"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/15699\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":15706,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/15699\/revisions\/15706"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=15699"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=15699"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=15699"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}