{"id":15599,"date":"2014-11-17T09:09:03","date_gmt":"2014-11-17T08:09:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=15599"},"modified":"2014-11-17T09:09:03","modified_gmt":"2014-11-17T08:09:03","slug":"i-fiori-fuori-mettici-palla-carta-giapponese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=15599","title":{"rendered":"I fiori sono fuori, eccoti una palla d&#8217;origami"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/youtu.be\/zVMBnEHDmGE\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-15600\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-15603\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/11\/Kusudama-500x312.jpg\" alt=\"Kusudama\" width=\"500\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/11\/Kusudama-500x312.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/11\/Kusudama-900x562.jpg 900w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/11\/Kusudama.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci sono innumerevoli modi, da un&#8217;estremit\u00e0 all&#8217;altra dell&#8217;umana civilizzazione, per comunicare un senso di profonda gratitudine. Baci, abbracci, schiere di regali. A volte basta un gesto, purch\u00e9 sia molto significativo. Qualche altra, invece, occorre rinunciare a qualche cosa. Dimostrare con l&#8217;impegno e la giusta dose di abnegazione che si, le cose materiali contano davvero. Ma lui\/lei\/l&#8217;animale, per te, vale quanto il palazzo dell&#8217;Imperatore.\u00a0Pure se tu quest&#8217;ultimo, non sai nemmeno immaginartelo!<br \/>\nC&#8217;era un tempo un giovane di nome Karoku, che viveva con sua madre in una piccola capanna, in mezzo alle montagne del Ch\u016bbu, in bilico tra il Kant\u014d ed il Kansai. I due tiravano a campare faticosamente, ma lavorando in modo onesto. Raccoglievano il carbone da miniere improvvisate, tra le rocce affioranti della cordigliera. Un giorno, risparmiati un po&#8217; di soldi, la donna chiam\u00f2 a se suo figlio, e disse: &#8220;Figlio, recati al villaggio. Con queste sei monete, comprami un <em>tatami<\/em>&#8220;. Faceva freddo ma naturalmente, poich\u00e9 era un giovane gentile &amp; rispettoso, lui assent\u00ec. Indossato il cappotto di paglia ed uscito di casa, cammin\u00f2 a lungo\u00a0sul sentiero accidentato. Tra gli alberi piegati dalla neve, in mezzo al sibilo del vento. Quando a un tratto vide qualche cosa di tremendamente inaspettato l\u00ec, fra le fronde in mezzo all&#8217;ombra. Una splendida <em>tsuruka <\/em>o gru della Manciuria, l&#8217;uccello dalla testa rossa, le lunghe zampe, il collo nero e le ali bianche; bloccata, senza un grammo di speranza, nella trappola di un cacciatore. Cos\u00ec pianse disperato, finch\u00e9 non ebbe la sua idea migliore. Karoku, infatti, conosceva il proprietario della trappola. Un uomo burbero, ma giusto, e un vecchio amico di famiglia. Recatosi presso l&#8217;abitazione di quest&#8217;ultimo, gli chiese di liberare quel magnifico animale. &#8220;Perch\u00e9 mai dovrei farlo, piccoletto? Quella bestia l&#8217;ho catturata e adesso \u00e8 mia. Hur, hur, hur&#8230;&#8221; Signore, disse lui. Prendi queste tre monete e libera la gru. Fu cos\u00ec che il potere del denaro, ancora una volta, si dimostr\u00f2 determinante. La gru fu libera e felice, vol\u00f2 via. Ma giunto presso il villaggio, Karoku non pot\u00e9 comprare il <em>tatami<\/em> per la madre, che dovette accontentarsi invece di una ciotola di riso. Nonostante questo lei cap\u00ec, perch\u00e9 suo figlio, l&#8217;aveva tirato su bene. E l&#8217;amore per la natura \u00e8\u00a0cosa giusta, in ogni paese del creato.<br \/>\nPassarono i giorni, fra dure picconate e scomode notti, sopra letti ormai del tutto consumati. Finch\u00e9 una sera&#8230; Karoku era sul portico della capanna, a guardare lo splendore della Luna. E con sua sorpresa, quella illumin\u00f2 una splendida fanciulla! Camminava sul sentiero, tra la neve, sorridendo. Lentamente, giunse fino a lui e gli chiese: &#8220;Sono molto stanca, posso passare la notte qui con voi?&#8221; Dopo un\u00a0attimo di smarrimento e superato il senso di vergogna per la sua umile dimora, lui accett\u00f2. Pass\u00f2\u00a0una notte silenziosa. Una mattina\u00a0di lavoro. Un pomeriggio\u00a0di piacevoli conversazioni. Lui, stranamente, quella ragazza sembrava gi\u00e0 conoscerla da un&#8217;intera vita. Quindi a cena, all&#8217;improvviso, lei esclam\u00f2: &#8220;Signora, vorrei sposare vostro figlio!&#8221; Ci\u00f2 colse, naturalmente, tutti quanti\u00a0di sorpresa. Chi era questa donna, da dove proveniva? Perch\u00e9 voleva unirsi a una famiglia tanto derelitta? Ma Karoku, che gi\u00e0 sapeva tutto il necessario, fu subito d&#8217;accordo e disse: ordunque,\u00a0si. Saremo marito e moglie (a quei tempi, a quanto pare, bastava l&#8217;intenzione).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pass\u00f2 un mese intero. Nella seconda fase della storia, convenzionalmente, la madre passa in secondo piano. Mentre si parla a lungo della vita famigliare dei due giovani, cos\u00ec amorevoli l&#8217;un l&#8217;altro, tanto allegri e spensierati. E di una\u00a0strana ed improvvisa situazione. Lei che dice, a un tratto, come colta da un\u00a0fulmine: &#8220;Adesso, voglio\u00a0tessere una stoffa. Mi chiuder\u00f2 nello stanzino. Qualunque cosa accada, tu non aprire quella porta, non entrare a nessun costo!&#8221; Che poteva fare, lui? Annu\u00ec perplesso, guidato dall&#8217;amore. Per tre giorni e per tre notti, la moglie rest\u00f2 chiusa nella stanza. Quando stava\u00a0per cedere ed andare a chiamarla, lei emerse all&#8217;improvviso, con in mano una splendida coperta bianca e morbida, perfetta. Era liscia come la seta e mirabile allo sguardo. Lei disse: &#8220;Portala al villaggio, vendila. Vedrai che ti andr\u00e0 bene!&#8221; Karoku, sempre pronto ad osservare astruse direttive dei suoi conviventi, prese quella cosa e scese gi\u00f9 dalla montagna.<\/p>\n<figure id=\"attachment_15600\" aria-describedby=\"caption-attachment-15600\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/youtu.be\/RmNeREucbIg\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-15600\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-15600 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/11\/Kusudama-4-500x312.jpg\" alt=\"Kusudama 4\" width=\"500\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/11\/Kusudama-4-500x312.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/11\/Kusudama-4-900x562.jpg 900w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/11\/Kusudama-4.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-15600\" class=\"wp-caption-text\">Fiore tondo, tondo come il mondo<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dapprima ci rimase\u00a0male, perch\u00e9 nessuno dei negozianti, dinnanzi a un simile splendore di stoffa, sapeva dargli un prezzo. Finch\u00e9 uno particolarmente onesto, non esclam\u00f2: &#8220;Questa cosa eccezionale\u00a0\u00e8 degna del signore di Gifu! Quindi vai al castello ed offrila a lui. Vedrai quanto la pagher\u00e0&#8221;. E Karoku and\u00f2 al castello. In qualche modo, super\u00f2 le guardie. E il signore guard\u00f2 la stoffa e subito, colpito dal suo candido splendore, la pag\u00f2 2.000 <em>ryo<\/em>. Una cifra inusitata.<br \/>\nQuella sera, dunque, la famiglia festeggi\u00f2. Per qualche tempo, marito, moglie e madre fecero la bella vita, finch\u00e9 la miracolosa tessitrice, di sua spontanea iniziativa, non decise che era tempo di rinchiudersi di nuovo. Di tessere un&#8217;altra preziosa coperta, dentro allo stanzino, tanto per continuare a mangiare riso e bevere sak\u00e9. Passarono due notti. Tre, quattro. Preoccupato, il giovane iniziava a chiedersi se la moglie avesse bisogno di aiuto. Cos\u00ec, nel mezzo\u00a0della quinta notte, socchiuse leggermente la porta. Per vedere, in quello spazio stretto, non la donna che aveva sposato! Ma l&#8217;uccello splendido, che in un giorno di primavera, spontaneamente, liber\u00f2.<br \/>\nLa gru lancia un grido, si rivolge dall&#8217;altra parte. \u00c8 subito chiaro, quello che stava facendo: usando le sue stesse penne, strappate una ad una, aveva intessuto quella prima stoffa candida e meravigliosa. E adesso, lavorando alla seconda, le aveva praticamente esaurite, come certe oche che malauguratamente appaiono\u00a0in TV.<\/p>\n<figure id=\"attachment_15601\" aria-describedby=\"caption-attachment-15601\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/youtu.be\/NNy5WVG0qoo\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-15601\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-15601 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/11\/Kusudama-3-500x312.jpg\" alt=\"Kusudama 3\" width=\"500\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/11\/Kusudama-3-500x312.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/11\/Kusudama-3-900x562.jpg 900w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/11\/Kusudama-3.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-15601\" class=\"wp-caption-text\">Magnifico profumo di belt\u00e0<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa \u00e8 la propensione\u00a0degli uccelli magici, capaci di mutare forma: devono mostrarsi grati. Anche a costo della loro stessa salute.\u00a0In un classico\u00a0incontro tra credenze dello Shint\u014d e interrelazione karmika buddhista, la storia della gru ricorre, da una regione all&#8217;altra dell&#8217;arcipelago, in centinaia di varianti. Qualche volta, piuttosto\u00a0che da un giovane, l&#8217;uccello viene salvato da un uomo anziano che gi\u00e0 vive con sua moglie, e i due adottano la strana fanciulla come fosse la loro stessa figlia. In tale versione, la vicenda\u00a0ricorda da vicino <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Taketori_monogatari\" target=\"_blank\">quella della Principessa Kaguya<\/a>, recentemente\u00a0oggetto del film Ghibli.<br \/>\nAd ogni modo,\u00a0una cosa \u00e8 certa: le gru giapponesi erano tantissime. Ciascuna dotata del potere di cambiare per il meglio la vita degli uomini. E per questo, secondo l&#8217;usanza del\u00a0<i>Senbazuru,\u00a0<\/i>ad esse veniva offerto un singolare atto di fede,\u00a0che diede, a partire dalla sua evoluzione, il punto di partenza all&#8217;arte degli <em>origami<\/em>. Consisteva nella piegatura ripetuta di mille gru di carta, tutte quante poi infilate, in sequenza, lungo un filo. Ed esposte fuori da un tempio, perch\u00e9 possano dissolversi via nel vento e nella pioggia, come le bandiere votive dei tibetani. Secondo la prassi, non \u00e8 possibile ricevere in dono tutto, o parte di, un\u00a0<i>Senbazuru <\/i>dai propri amici o familiari. Deve essere tutto frutto delle proprie mani, affinch\u00e9 possa esaudire un solo, sentito desiderio. \u00c8 celebre la storia tragica di\u00a0Sadako Sasaki, la bambina che fu contaminata dalle radiazioni della bomba atomica su Hiroshima e crebbe fino a\u00a0dodici anni, da sempre rinchiusa in ospedale. Secondo i resoconti dei medici, lei continu\u00f2 a piegare uccelli di carta fin quasi al\u00a025 Ottobre del\u00a01955, il giorno della sua morte. \u00a0Nella versione popolare del racconto, a quel punto ne aveva realizzati 644. Chiss\u00e0 altrimenti, come sarebbe andata&#8230;<\/p>\n<figure id=\"attachment_15602\" aria-describedby=\"caption-attachment-15602\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/youtu.be\/e5V2GzCxMXs\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-15602\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-15602 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/11\/Kusudama-2-500x312.jpg\" alt=\"Kusudama 2\" width=\"500\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/11\/Kusudama-2-500x312.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/11\/Kusudama-2-900x562.jpg 900w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/11\/Kusudama-2.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-15602\" class=\"wp-caption-text\">Perch\u00e9 sei tu, pomandro!<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Piega e infila, gira e guarda. Il mistico potere della guarigione di quel bianco materiale, la carta, era noto gi\u00e0 al popolo dell&#8217;epoca dei <em>samurai<\/em>. Tanto che si registra,\u00a0intorno\u00a0al 1600, la pratica di realizzare dei ricettacoli di forma sferica, detti <em>kusudama <\/em>(da <em>kusuri<\/em>, medicina e <em>tama<\/em>, palla) in cui mettere dell&#8217;incenso o altre sostanze profumate. Questi venivano quindi usati come ornamenti, talvolta anche da portare sulla propria persona, come avveniva nell&#8217;Occidente coevo, per preziose sfere d&#8217;ambra grigia, dette <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Pomo_d'ambra\" target=\"_blank\">pomi d&#8217;ambra o <em>pomander<\/em><\/a>.<br \/>\nQuesti oggetti venivano realizzati, oltre che con piegature di numerosi fogli di carta, grazie all&#8217;impiego di colle o sottili fili da cucito, un\u00a0trattamento simile a quello riservato alle catene di gru\u00a0<i>Senbazuru<\/i>, appese come gesto votivo. Per tale singola ragione, in tali espressioni prototipiche, i puristi non vorrebbero\u00a0riconoscere che la remota\u00a0origine degli <em>origami<\/em>, che devono nascere\u00a0invece da un solo foglio, soltanto due mani abili e niente di pi\u00f9. Comunque\u00a0il <em>kusudama<\/em>, nell&#8217;epoca moderna, non \u00e8 mai scomparso. Si \u00e8 piuttosto evoluto, grazie all&#8217;introduzione della categoria dei cosiddetti\u00a0<em>origami<\/em> modulari, comparsi per la prima volta in un testo del 1734, il\u00a0<em>Ranma Zushiki<\/em>. Qui si spiegava una semplice teoria, che consisteva nella produzione ripetuta di un modulo ad incastro. Che assieme ad altri 32, 64&#8230; Come lui, alla fine, riusciva a formare quella palla, magnifico strumento conduttivo per la guarigione. Niente colla, non c&#8217;\u00e8 trucco, non c&#8217;\u00e8 inganno. Oggi, nell&#8217;epoca digitale, numerosi autori creano variazioni su quello stupendo tema. Un catalogo piuttosto fornito, completo d&#8217;istruzioni, \u00e8 disponibile presso il portale <a href=\"http:\/\/origamiyard.com\/gallery\/search?author=&amp;category=2&amp;difficulty=9&amp;order_by=newest&amp;page=2&amp;q=\" target=\"_blank\">OrigamiYard<\/a>. Per il resto, basta inserire il termine su Google, ormai associato per antonomasia a tutte le composizioni di carta modulari, di forma pur soltanto vagamente sferoidale.<br \/>\nLa gru che era stata donna, che era stata moglie di\u00a0Karoku, per la cronaca, a quel punto se ne and\u00f2. Non era semplicemente possibile, per una creatura magica, convivere con degli umani che sapessero del suo segreto.\u00a0Che tremendo dispiacere. Roba da iniziare subito a piegare&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci sono innumerevoli modi, da un&#8217;estremit\u00e0 all&#8217;altra dell&#8217;umana civilizzazione, per comunicare un senso di profonda gratitudine. Baci, abbracci, schiere di regali. A volte basta un gesto, purch\u00e9 sia molto significativo. Qualche altra, invece, occorre rinunciare a qualche cosa. Dimostrare con l&#8217;impegno e la giusta dose di abnegazione che si, le cose materiali contano davvero. Ma &#8230; <a title=\"I fiori sono fuori, eccoti una palla d&#8217;origami\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=15599\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su I fiori sono fuori, eccoti una palla d&#8217;origami\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[406,307,46,72,217,71],"class_list":["post-15599","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-artigianato","tag-carta","tag-giappone","tag-mitologia","tag-origami","tag-storia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/15599","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=15599"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/15599\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":15608,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/15599\/revisions\/15608"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=15599"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=15599"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=15599"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}