{"id":15576,"date":"2014-11-14T08:35:49","date_gmt":"2014-11-14T07:35:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=15576"},"modified":"2014-11-14T09:25:02","modified_gmt":"2014-11-14T08:25:02","slug":"lunga-strada-rosetta-verso-cometa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=15576","title":{"rendered":"La lunga strada di Rosetta verso la cometa"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/youtu.be\/ktrtvCvZb28\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-15577\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-15579\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/11\/Rosetta-500x312.jpg\" alt=\"Rosetta\" width=\"500\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/11\/Rosetta-500x312.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/11\/Rosetta-900x562.jpg 900w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/11\/Rosetta.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Essere umani fino a quello, giungere ad un punto tanto estremo e divergente. Di ricordarci, all&#8217;improvviso, della cosa che avevamo perso, volontariamente, quasi 11 anni fa. Tra un vortice di fiamme! Oltre il velo delle nubi! Lungo l&#8217;aria rarefatta e infine, molto-molto dopo, al di l\u00e0 di corpi cosmici e pericolosi bolidi interplanetari. \u00c8 questo il metodo, d&#8217;altronde, in cui si svolge ciascun viaggio. L&#8217;entusiasmo che monta, gradualmente, fino al giorno lungamente atteso e poi la noia. Per ore ed ore, di aeroplano, automobile, biscia di vagoni\u00a0su rotaie senza fine. Verso quel momento memorabile della giunzione, ovvero quando si uniscono le aspettative, con la verit\u00e0 finale. Sar\u00e0 all&#8217;altezza, il rosso Marte, dei tre o quattro anni che ci metteranno ad arrivarci? Tanta vita, messa al servizio di un&#8217;ipotesi, soltanto. Potranno i nostri eroi futuri, tanto probi e cos\u00ec sfortunati da essere i prescelti, edificare, costruire, preparare la colonia dell&#8217;umanit\u00e0 esodata del domani&#8230;Tali\u00a0ed altri orridi quesiti, resteranno misteriosi, fino alla realizzazione dell&#8217;Ipotesi, la messa in opera dell&#8217;Obiettivo. Ma una cosa \u00e8 certa: ci dimenticheremo di loro, prima dell&#8217;arrivo, esattamente come abbiamo fatto con Rosetta, l&#8217;infiocinatrice intelligente.<br \/>\nImmaginate di svegliarvi una mattina, fra il lusco e il brusco, con un sogno ancora nella mente: &#8220;Capitano\u00a0Achab, baleniera\u00a0Pequod. Quanto \u00e8 vero il soffio caldo dei Monsoni, prender\u00f2 l&#8217;aringa bianca che ho avvistato col mio cannocchiale. Dovessi metterci l&#8217;intera vita, arr!&#8221; Pressappoco questo, meno il pappagallo e la gamba di legno, fecero i maggiori esponenti del management dell&#8217;ESA (l&#8217;agenzia spaziale europea) nel 2000, alla\u00a0stesura teorica delle quattro\u00a0<em>cornerstone missions <\/em>per i successivi 15-20 anni: SOHO, l&#8217;osservatorio destinato alla superficie fiammeggiante della nostra stella, il grande Sole, da usarsi assieme a\u00a0Cluster\u00a0II, un\u00a0gruppo di sonde lanciate ai margini della magnetosfera;\u00a0XMM-Newton, cannocchiale orbitante a raggi X rivolto ai confini dello\u00a0spazio pi\u00f9 profondo; l&#8217;intrepida Rosetta, di cui sopra\/sotto; e infine\u00a0INTEGRAL, un satellite per lo studio dei fenomeni\u00a0dei raggi gamma. Proprio come il sogno. Anzi, c&#8217;era un&#8217;altra differenza: il pesce\u00a0si chiamava\u00a067P\/Churyumov\u2013Gerasimenko, dai suoi scopritori che riuscirono a scorgerlo nel 1969 per caso, mentre osservavano le lastre fotografiche di un&#8217;altro macigno\u00a0rotolante con la coda di cometa:\u00a032P\/Comas Sol\u00e0. <em>Fast-forward<\/em> di 45 anni, cosa vuoi che sia.<br \/>\nPerch\u00e9 questo fanno, gli scienziati ingegneristici al servizio dell&#8217;esplorazione cosmica: pianificano con estremo anticipo, emulando i tempi dilatati dello spazio siderale. Altrimenti come potremmo mai venire a patti col concetto di una sonda, lanciata da 10 primavere\u00a0a questa parte, che soltanto adesso potr\u00e0 dare\u00a0i frutti di una scienza tanto lungamente\u00a0attesa! Decodificando, come da nome rilevante, l&#8217;antica stele multi-lingue, che da un decreto del faraone\u00a0Tolomeo V Epifane (196 a.C.) ci svel\u00f2 il segreto degli eterni geroglifici egiziani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_15585\" aria-describedby=\"caption-attachment-15585\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/sci.esa.int\/where_is_rosetta\/\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-15585\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-15585 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/11\/Esa-500x312.jpg\" alt=\"Esa\" width=\"500\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/11\/Esa-500x312.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/11\/Esa-900x562.jpg 900w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/11\/Esa.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-15585\" class=\"wp-caption-text\">Versione interattiva<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fu con quell&#8217;immagine chiaramente stampata nella mente che, il 2\u00a0marzo del 2004, il razzo Ariane 5 con Rosetta si \u00e8 staccato dalle rampe di lancio del\u00a0Guiana Space Centre, sito nella Guiana Francese. Con una forza energetica trascinante di un motore poderoso, eppure niente affatto sufficiente. \u00c8 un paradosso straordinario che ricorda vagamente il gioco del biliardo: per raggiungere un corpo gi\u00e0 lanciato, da secoli e millenni, a velocit\u00e0 estremamente superiori di quelle concesse ad una sonda umana, non c&#8217;\u00e8 altra scelta che sfruttare i pozzi gravitazionali dei pianeti stessi. \u00c8 questo che colpisce, nel grafico animato d&#8217;apertura, in cui si vede il tratto bianco, rappresentante questo sacro dardo esplorativo, che gira attorno all&#8217;orbita solare della Terra per la prima volta, poi accelera e passa vicino allo stesso Marte. Un momento, risalente al 25 Febbraio del 2007, che fu definito &#8220;la scommessa da un milione di dollari&#8221; visto come l&#8217;ombra del pianeta avrebbe impedito\u00a0le comunicazioni con il centro di controllo, fino alla corretta esecuzione della manovra. Segu\u00ecto da altri due giri completi, con ulteriori <em>assist<\/em> del nostro beneamato Azzurro e quindi via,\u00a0verso il Nulla siderale, senz&#8217;altro da fare che fotografare un paio di asteroidi, denominati Steins e Lutetia. Poi lo spegnimento e quindi un tempo d&#8217;attesa praticamente interminabile, fino a che, fuoco alle polveri! Tempo di bruciare tutto il carburante rimasto in pochi minuti, per avvicinarsi, il pi\u00f9 possibile, alla meta. Ce l&#8217;avrebbe fatta, il piccolo robottino etc. etc?<br \/>\nDell&#8217;arrivo, gi\u00e0 sapete tutto. O lo saprete presto, visto il modo in cui da qualche giorno non si parla d&#8217;altro, del modo in cui l&#8217;astro-sonda, posta in orbita attorno a quella \u00a0distante roccia, l&#8217;ha fotografata, misurata e coccolata. Poco prima di sparargli contro, senza un grammo di piet\u00e0, quel maligno Gremlin a forma di lavatrice dal nome di\u00a0Philae, un altro chiaro riferimento archeologico, ad uno dei due obelischi incisi ritrovati nell&#8217;Egitto settentrionale\u00a0da\u00a0William John Bankes nel 1815. Di nuovo torna quella metafora della decodificazione, verso\u00a0lo studio dell&#8217;origine del nostro stesso Universo. In nome della quale, il parallelepipedo alimentato ad energia solare sta proprio adesso perforando quella crosta millenaria di balena di pietrisco, bucando rocce, analizzando polveri e chi pi\u00f9 ne ha&#8230;Tutto \u00e8 possibile, giusto?<\/p>\n<figure id=\"attachment_15577\" aria-describedby=\"caption-attachment-15577\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/voar.io\/\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-15577\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-15577 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/11\/Voar.io_-500x312.jpg\" alt=\"Voar.io\" width=\"500\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/11\/Voar.io_-500x312.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/11\/Voar.io_-900x562.jpg 900w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/11\/Voar.io_.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-15577\" class=\"wp-caption-text\">Voar.io: una droga gentile<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cosa rester\u00e0, alla fine, non \u00e8 chiaro. Come mai potrebbe esserlo? Ma gi\u00e0 il fatto di esserci riusciti, aver dato seguito a una simile ambizione, \u00e8 un merito che va riconosciuto all&#8217;ESA, compagnia alla quale partecipiamo anche noi italiani, con un congruo 12,9% di finanziamenti e numerosi validi scienziati, i cui nomi affollano i comunicati stampa quotidiani dell&#8217;operazione. Forse davvero, il futuro dell&#8217;esplorazione spaziale non \u00e8 conducibile con le risorse di un singolo paese, bens\u00ec quelle di un intero comitato di nazioni, unite nello scopo nobile ulteriore.<br \/>\nA che serve la simulazione, quando si raggiungono tali vette d&#8217;eccellenza!\u00a0Tanto\u00a0per celebrare, io propongo ad ogni modo una partita. Non tanto a <a href=\"http:\/\/spaceplace.nasa.gov\/comet-quest\/en\/#\/review\/comet-quest\/CometQuest.swf\" target=\"_blank\">Comet Quest<\/a>, il giochino ufficiale dell&#8217;impresa, realizzato come parte dello sforzo pubblicitario e socio-virale del controllo a Terra (che francamente, non \u00e8 un granch\u00e9). Bens\u00ec allo splendido e poetico Voar.io, di autori a me sconosciuti, forse il migliore dei micro-simulatori di orbita e gravitazione a libera disposizione di noialtri, il popolo dei videogiocatori. Che ha un merito, su tutti gli altri: \u00e8 <em>multiplayer<\/em>. Ci\u00f2 significa che assieme al proprio triangolino, l&#8217;astronave, ce ne sono molti altri, fino a\u00a0un centinaio. Che si evitano a vicenda (pena la reciproca disintegrazione) cercando di raggiungere il punteggio pi\u00f9 alto, fornito assieme ad un&#8217;aureola rossa, simile a una coda di cometa.\u00a0Si, proprio cos\u00ec:\u00a0ce n&#8217;\u00e8 un&#8217;altro, di punteggio. &#8220;Numero di primi classificati distrutti&#8221;. Il che significa a conti fatti che raggiunta la prima posizione, si diventa esattamente come\u00a067P\/Churyumov\u2013Gerasimenko, l&#8217;obiettivo d&#8217;innumerevoli sonde Rosetta, tutte aggressive e\u00a0dotate di raziocinio, ugualmente determinate a completare l&#8217;autodistruttivo <em>rendezvous<\/em>.<br \/>\n\u00c8 una sensazione stranamente inebriante. Come sarebbe stata quella di viaggiare per 10 anni, far sbarcare il trapano automatico Philae. E osservare, dagli obiettivi della sonda, la cosa maggiormente inaspettata: di trovarci gi\u00e0 un <em>lander<\/em> totalmente differente, sopra la cometa viaggiatrice. Fermo in attesa, di qualcosa. O qualcuno?!<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/youtu.be\/szKZ77MbF9Q\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-15578\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-15578\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/11\/Philae-500x312.jpg\" alt=\"Philae\" width=\"500\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/11\/Philae-500x312.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/11\/Philae-900x562.jpg 900w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/11\/Philae.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Essere umani fino a quello, giungere ad un punto tanto estremo e divergente. Di ricordarci, all&#8217;improvviso, della cosa che avevamo perso, volontariamente, quasi 11 anni fa. Tra un vortice di fiamme! Oltre il velo delle nubi! 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